TSIPRAS: IL 5 GIUGNO PAGHIAMO LE PENSIONI, NON IL FMI

Atene non rimborserà la tranche di 300 milioni al Fmi il prossimo 5 giugno. Lo ha detto Nikos Filis, portavoce del gruppo parlamentare di Syriza, all’emittente privata ANT1. “Non ci sono fondi” per rimborsare l’”enorme” prestito del Fmi ma ha rassicurato che il governo pagherà stipendi e pensioni. “Non daremo soldi ai creditori”.  “I negoziati si stanno facendo sempre più tesi. Questo è il momento della verità”, ha sottolineato Filis, spiegando che nessun altro Paese è stato in grado di pagare i debiti dal proprio bilancio e che c’è la necessità di discutere una ristrutturazione del debito greco.
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Cosa succede se la Grecia esce dall’euro (Corriere Economia, 20 aprile 2015)

BONUS TSIPRAS: IL 5 GIUGNO PAGHIAMO LE PENSIONI, NON IL FMI
La presa di posizione di Syriza arriva mentre il premier greco, Alexis Tsipras intende approfittare del vertice dei leader europei del 21 e 22 maggio a Riga per sottoporre loro un piano di ristrutturazione del debito greco, come rivela il giornale greco Ta Nea. All’ordine del giorno del vertice non c’è il caso greco ma il partenariato con l’est europeo e quindi la crisi ucraina. La manovra di Tsipras sarebbe dunque una forzatura per aggirare l’aggiustamento tecnico dell’attuale programma di aiuti con il Gruppo di Bruxelles e l’Eurogruppo. Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroem Dijsselbloem ha gia’ detto che la questione della ristrutturazione del debito e quindi l’eventuale allungamento delle scadenze potrà essere discussa solo dopo che sara’ raggiunto un’intesa sull’attuale programma di aiuti. L’annuncio di Syriza arriva dopo l’intervista di Yanis Varoufakis a Star Tv in cui il ministro delle finanze greco aveva detto: «Vi assicuro che di fronte al dilemma tra pagare un creditore che si rifiuta di firmare un accordo con noi e un pensionato, pagheremo il pensionato. Spero che saremo in grado di pagare entrambi». La Commissione europea intanto resta concentrata sulla ricerca di un accordo con la Grecia, ed esclude una sua fuoriuscita dall’euro avvertendo che questo scenario sarebbe “estremamente pericoloso”. Non solo, intervenendo alla Commissione Finanze del Senato francese, il responsabile degli Affari economici Pierre Moscovici ha ribadito che “in una moneta unica ci sta un elemento di irreversibilità”. Un concetto spesso è ripetuto anche dal presidente della Bce Mario Draghi. “Il giorno che qualcuno dovesse uscire – ha detto ancora Moscovici, secondo quanto riporta Market News – non ci sarebbe più irreversibilità”. Quindi qualunque scenario di uscita di un Paese come la Grecia “sarebbe estremamente pericoloso per l’euro, per la sua solidità, per le sue fondamenta”. Moscovici ha quindi assicurato che la Commissione “resta completamente focalizzata alla ricerca di un accordo con la Grecia nelle prossime settimane, sulla base di condizioni positive”.
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L’infografica del Sole 24 Ore sul salvataggio della Grecia nel 2009

PASSI AVANTI PER L’ACCORDO
E nel frattempo i negoziati per arrivare alla revisione del programma di aiuti alla Greciaentro la scadenza di fine giugno continuano, e in particolare sono stati fatti dei progressi sui punti controversi che riguardano la riforma dell’Iva, quella delle pensioni e del mercato del lavoro. Le proposte su questi tre temi presentate da Atene, e in particolare l’ipotesi di una semplificazione del sistema dell’Iva, sarebbero “utili per la discussione e molto concrete”. Il cosiddetto “gruppo di Bruxelles”, formato dai rappresentanti del governo greco, e da quelli delle istituzioni coinvolte (Ue, Bce, Fmi e fondo salvastati Efsf) ricominciano a trattare oggi e andranno avanti fino a sabato con una serie di conferenze telefoniche. E’ difficile, secondo le indiscrezioni raccolte, che ci si possa aspettare qualcosa di decisivo dal vertice di Riga, a causa dell’assenza del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che in quanto ministro delle Finanze non rappresentera’ il suo paese in Lettonia. Mentre, invece, per la prossima settimana e’ gia’ da tempo previsto un G7 dei ministri delle Finanze a Dresda, in Germania, per ora non e’ in programma la convocazione di nessuna nuova riunione dell’Eurogruppo.

Tratto da: morasta.it

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