Donne e veleni: quante sostanze tossiche in cosmetici e detersivi?

Diossine, ftalati, acetone, formaldeide, idrocarburi aromatici. Ad essere esposte a queste sostanze chimiche nocive per la salute sono in modo particolare le donne: questi composti, infatti, si trovano in alcuni prodotti di pertinenza quasi esclusivamente femminile.
L’ultimo rapporto dell’associazione americana Women’s Voices for the Earth analizza proprio la composizione dei detergenti fabbricati da quattro aziende leader dei prodotti per la pulizia degli ambienti come la SC Johnson & Son, la Clorox, la RB (Reckitt Benckiser) e la Procter & Gamble.
cosmetici

Gli autori del Rapporto hanno verificato se le informazioni sulle etichette dei prodotti siano veritiere o meno. Le indagini si sono concentrate principalmente su alcune sostanze particolarmente nocive non segnalate sulla confezione dei detergenti. Dalla ricerca è emerso che le quattro ditte hanno rimosso dai loro prodotti alcuni componenti dannosi alla salute come il nonilfenolo appartenente alla famiglia degli alchilfenoli, considerato un potenziale interferente endocrino, il 2-butossietanolo, un distruttore endocrino che incide sulla fertilità, il triclosano, pericoloso per i suoi effetti sul fegato e sui polmoni.
Tuttavia, complice il vuoto normativo, le aziende negli USA continuano a celare il segreto della fragranza dei loro detergenti.
Il problema è che le sostanze aromatizzanti sono capaci di scatenare reazioni allergiche e sospettate di essere addirittura cancerogene. Si tratta dei cosiddetti “muschi bianchi o sintetici”, un insieme di composti tra cui il galaxolide (HHCB) e il tonalide (AHTN) o xilene, il chetone, che evocano l’odore naturale del sottobosco senza però essere altrettanto salubri. Sono stati eliminati per ora solamente dalla Clorox e dalla RB.
Come emerge da uno studio dell’organizzazione no profit Environmental Working Group, ogni giorno il corpo delle donne entra in contatto con 168 sostanze chimiche contenute in profumi, cosmetici e prodotti per l’igiene personale. Una donna adulta usa da 9 a 12 differenti cosmetici ogni giorno e le adolescenti arrivano a un totale di 17, secondo quanto riportato dall’Environmental Working Group study che ha analizzato campioni di urine di 20 ragazze trovandovi tracce consistenti di 16 sostanze chimiche (tra cui i parabeni e gli ftalati) in grado di agire come interferenti endocrini.
Alcune sostanze usate per confezionare smalti “resistenti, facili da asciugare e di un colore brillante” sono noti per essere cancerogene e altre per avere effetti negativi sulla salute riproduttiva e sul feto. Ad essere sotto accusa sono in particolare dibutilftalato, toluene e formaldeide. Il dibutilftalato (DBP), utilizzato per rendere lo smalto flessibile, è accusato di interferire con il sistema ormonale, provocando danni al feto.
Nei paesi dell’Unione Europea è messo al bando dall’industria dei cosmetici insieme a 1.300 sostanze e dal prossimo giugno accadrà la stesso anche in Australia. Negli Stati Uniti invece non è soggetto ad alcuna restrizione. Il toluene è un solvente che ha effetti nocivi sui reni e sullo sviluppo cognitivo. La formaldeide indurisce gli smalti ed è sospettata di essere cancerogena. Dal 2016 l’Unione Europea ne vieterà l’utilizzo nei prodotti cosmetici.

Fonte: Informasalus
Tratto da: morasta.it

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