Truppe di terra e bombe a grappolo, così l’Arabia Saudita devasta lo Yemen

Un gruppo di soldati della coalizione araba, guidata da Riad, sarebbe sbarcato ad Aden, nello Yemen, per sostenere le forze lealiste, secondo quanto riferiscono i media internazionali. Ma il portavoce della coalizione, Ahmed al-Asiri, ha smentito. «Non ci sono truppe di terra ad Aden, ma la coalizione continua a sostenere la lotta contro i ribelli Houthi», ha detto, riferisce al Arabiya. In precedenza, diversi media hanno riferito che 20 truppe sarebbero impegnati ad Aden in «una missione di ricognizione». Anche fonti locali hanno confermato l’ingresso delle truppe saudite in territorio yemenita.
bombe grappolo
ARABIA SAUDITA ACCUSATA DI USARE BOMBE A GRAPPOLO – La coalizione guidata dai sauditi sta usando le ‘cluster bomb’, le bombe a grappolo vietate in moltissimi Paesi, nei raid aerei che sta conducendo nello Yemen. È la denuncia che arriva da Human Rights Watch, organizzazione americana per la tutela dei diritti umani, che afferma di avere prove che queste bombe siano state usate almeno due volte nei bombardamenti contro i ribelli Houthi. Le cluster bomb sono vietate da un trattato del 2008 firmato da 116 Paesi, ma non dall’Arabia Saudita né dagli Stati Uniti che ha fornito in le cluster bomb a Riad. Ma gli Stati Uniti vietano la vendita di queste armi a Paesi che le usano nelle aree abitate da civili. Questo tipo di bombe sono considerate pericolosissime perché dopo l’esplosione lasciano munizioni inesplose sepolte nel terreno.
Hrw sostiene che uno dei bombardamenti con cluster bomb è avvenuto nell’area di al-Amar area di al-Safraa. E pubblica delle immagini che sono state scattate nell’area, tra le quali anche i resti di una cluster bomb di produzione statunitense e fornita ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti negli ultimi anni. La denuncia arriva all’indomani dell’appello rivolto dagli Houthi all’Onu affinché chieda a Riad di bloccare la campagna di bombardamenti.
Nelle ultime settimane sono emerse numerose prove (video e fotografie)  che dimostrano come gli aerei della coalizione a guida saudita abbiano sganciato bombe a grappolo. L’analisi delle immagini satellitari hanno stabilito che molte di queste bombe sono state sganciate su di un altopiano situato a 600 metri d’altezza, con campi coltivati e decine di edifici distribuiti in 4-6 villaggi.

CHE COSA SONO LE BOMBE A GRAPPOLO – Le bombe a grappolo (cluster bombs) sono ordigni bellici che uccidono e feriscono migliaia di civili innocenti, non solo al momento del loro utilizzo, ma anche negli anni successivi, a causa dell’enorme quantità di materiale inesploso che rimane sul terreno, in palese violazione dell’art. 51 del I protocollo della Convenzione di Ginevra.
La cluster bomb è costituita da un contenitore contenente 200-250 “sub-munizioni” esplosive, che viene sganciato per gravità sull’obiettivo da un aereo, quindi con dispersione casuale, oppure sparata da un pezzo d’artiglieria, e va a saturare un’area ellittica di 2000 x 700 metri. Infatti le cluster bombs sono catalogate come “armi di saturazione d’area”, in grado di coprire grandi superfici con un numero inferiore di ordigni rispetto alle normali mine antiuomo.
I loro effetti, proprio per il fatto che non possono essere puntate esclusivamente su obiettivi militari, sono devastanti. Non tutte le sub-munizioni esplodono al momento dell’impiego, per ragioni che vanno dai difetti tecnici al tipo di terreno impattato, dalla quota di lancio alle condizioni meteo.
I costruttori dichiarano che le mancate esplosioni sono il 5% del totale, ma i dati delle bonifiche evidenziano una percentuale del 15-20%, fino a toccare punte del 40-45% in Afghanistan. In pratica, per ogni dispenser lanciato, rimangono sul suolo inesplosi circa 20 ordigni. Una cluster bomb inesplosa mantiene inalterate nel tempo le proprie letali potenzialità, 3 volte superiori alla più potente mina ad azione estesa conosciuta. Le cluster bomb vengono utilizzate indiscriminatamente anche su aree abitate, e la loro bonifica post-conflitto è estremamente problematica.

 cfr. M. Iorio – Bombe a Grappolo, un’arma micidiale

Fonte: Sponda Sud
Tratto da: morasta.it

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