Il governo a caccia di 10 mld. Altri tagli e nuove tasse

Slitta a venerdì il piano nazionale di riforme da definire all’interno del Def, il documento di economia e finanza, che oggi durante la riunione del Consiglio dei ministri darà comunque il via libera al nuovo quadro macroeconomico.
renzi 54
E’ una corsa contro il tempo per scongiurare l’aumento dell’Iva e accise previsto a partire dal 1° gennaio del prossimo anno e che rappresenterebbe, secondo Confcommercio, 54 miliardi di tasse in più in 3 anni, 13 nel solo 2016, e costerebbe, secondo i consumatori, fino a 842 euro a regime a famiglia. Un colpo fatale per la già debole economia italiana e che rischierebbe di vanificare qualsiasi sforzo di rilancio e ripresa.

Servono subito 10 miliardi. Impresa ardua ma che il governo Renzi punta a recuperare attraverso una nuova spending review e alla riduzione delle agevolazioni fiscali.
Sono otto i settori di intervento per ridurre la spesa che dovrebbero assicurare un risparmio di oltre 7 miliardi entro il prossimo anno:
  • presi di mira ancora una volta gli enti locali con l’allineamento del patto di stabilità interno con le regole europee;
  • stretta sulle “partecipate”, con un piano che ne prevede la riduzione (rispetto a quanto previsto dal dossier Cottarelli che riduceva drasticamente il numero da 8mila a mille in tre anni);
  • riorganizzazione delle prefetture e delle strutture periferiche statali;
  • istituzione di una unità indipendente per valutare gli investimenti pubblici e ridurne i costi;
  • giro di vite sulle pensioni di invalidità e creazione di un nuovo modello di assistenza al fine di ottimizzare il coordinamento tra gli enti (Inps, Comuni, Asl);
  • impatto maggiore della Centrale degli acquisti per i beni della Pubblica amministrazione;
  • diminuzione delle detrazioni fiscali;
  • riduzione degli incentivi alle imprese (in vista della futura razionalizzazione).
Intanto sono già sul piede di guerra i Comuni e le Regioni che temono un nuovo giro di tagli. Piero Fassino, presidente dell’Anci (associazione nazionale dei comuni italiani) ha chiesto di incontrare Renzi prima del varo del Def. “Non ci sottraiamo alla responsabilità di concorrere a un risanamento dei conti pubblici, ma bisogna farlo con equità e misura, cosa che fin qui è mancata”, ha rimarcato Fassino. L’incontro tra i due è stato fissato per la giornata di giovedì 9 aprile.
Per venerdì è attesa la nuova local tax che andrebbe a inglobale tutte le varie tasse locali con l’intento in particolare di semplificare la tassazione sulla casa unificando Imu e Tasi.
Per i prossimi anni il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan potrebbero invece cercare dirallentare il percorso di rientro del deficit nei prossimi anni. Secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, il governo potrebbe mantenere il deficit sopra il 2% nel 2016 rispetto all’1,8% concordato con Bruxelles. Nel 2017 poco sopra l’1% (dallo 0,8%) con pareggio strutturale di bilancio rinviato di un anno al 2018. Anno di tempo in più che potrebbe essere chiesto a Bruxelles in virtù delle fantomatiche riforme strutturali messe in campo in questi anni e che secondo le nuove regole Ue possono giustificare un rallentamento del ritmo di rientro del deficit.
Il Def, appena venerdì 10 avrà il via libera nella sua interezza, verrà trasmesso subito alle Camere e dopo la risoluzione parlamentare, partire entro fine mese per Bruxelles insieme al piano delle riforme nella speranza, da parte del governo, che tutto questo possa servire a ottenere un allentamento del cappio dell’austerità.
Giuseppe Maneggio

Fonte: morasta.it

0 commenti:

Posta un commento

Per approfondimenti...