LEGGE DITTATURA: TERMINATA LA PRIMA DELLE TRE VOTAZIONI. ECCO IL RISULTATO. RICORDATE LA DATA DI OGGI. SARA’ L’INIZIO DELLA FINE DEFINITIVA DELLA DEMOCRAZIA IN ITALIA

Italicum, prima fiducia dalla Camera. Bersani contro Renzi: “Così avrà Parlamento a sua disposizione”
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I sì sono stati 352, i no 207. Le altre due votazioni domani. Area riformista si spacca: documento di 50 ‘responsabili’ pro-fiducia. Franceschini agli ex leader Pd: “Ci ripensino”. M5S: “Minoranza dem voti no”
L’approvazione finale dell’Italicum si avvicina. Il governo ha ottenuto alla Camera la prima fiducia, quella ìsull’articolo 1 della riforma della legge elettorale, con 352 voti favorevoli, 207 contrari e un astenuto.
Numeri alla mano, alla maggioranza che sostiene il governo Renzi ( che parte, sulla carta, da 396 voti) mancano 44 voti, ma vanno considerate le assenze giustificate.


Io non esco dal Pd, bisogna tornare al Pd. Il gesto improprio di mettere la fiducia lo ha fatto Renzi, non io”. Il giorno dopo lo strappo del premier con la fiducia posta dal governo sull’Italicum e la bagarre alla Camera, l’ex segretario Pd Pierluigi Bersani smentisce qualsiasi ipotesi di scissione dal Pd della minoranza dem che contesta la legge elettorale in discussione alla Camera, dove oggi ci sarà il primo dei tre voti di fiducia. Non è stata ancora decisa la data del voto finale sul testo che presumibilmente slitterà a maggio.
L’ex segretario Pd ha espresso tutta la sua amarezza nei confronti del premier e dell’attuale dirigenza del partito: “Si ricordano degli ex leader per chiedere loro lealtà solo quando si tratta di votare queste fiducie, non quando rimuovono dalla commissione o non ti invitano alle feste”. Respinge così al mittente l’appello alla responsabilità arrivato in queste ore dai vertici Pd. “No, non credo si andrà subito a votare se passa l’Italicum, ma è chiaro che d’ora in poi Renzi avrà il Parlamento nella sua disponibilità”, ha avvertito l’ex segretario.
A Bersani e a chi lo critica replica a stretto giro il presidente del Consiglio Matteo Renzi attraverso la sua news: “Non siamo prepotenti e arroganti, stiamo solo facendo il nostro dovere”. Poi chiarisce: “Siamo qui per cambiare l’Italia. Non possiamo fermarci alla prima difficoltà – scrive il premier -. Se accettiamo anche noi – come accaduto troppo spesso in passato – di vivacchiare e rinviare, tradiamo il mandato ricevuto alle primarie, dal Parlamento, alle europee”. “Se la legge elettorale andrà e il governo potrà proseguire il proprio compito, si aprirà una fase affascinante per tutti noi”, ha concluso. Il premier, in una lettera indirizzata al quotidiano La Stampa, aveva tuttavia offerto un ramoscello d’ulivo alla minoranza Pd rilanciando la proposta di giungere a modifiche della riforma costituzionale per bilanciare l’effetto della nuova legge elettorale: “Se lo riteniamo necessario ci sarà spazio al Senato per riequilibrare ancora la riforma costituzionale facendo attenzione ai necessari pesi e contrappesi”.
Tratto da: morasta.it

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