VERSO UN COLPO DI STATO IN BIELORUSSIA?

Dalla Bielorussia arrivano delle notizie molto allarmanti, la cui analisi mostra come stia avvenendo un’intensiva preparazione per un maidan a Minsk. La situazione è molto seria.
L’esperienza ucraina dimostra che per l’organizzazione di un “maidan” sia necessario creare una specifica configurazione di forze “maidaniste”, all’interno delle quali rientrano:
  •  Rappresentanti dell’attuale élite;
  •  Potenti risorse informative;
  •  La folla;
  •  La frangia combattente della folla.
  •  Il controllo di queste forze e la coordinazione delle loro azioni viene effettuata da forze esterne. M.  Podkopaeva, nell’articolo “Il Pravy Sektor di Euromaidan”, descrive il processo di assemblaggio in  un’unica organizzazione di gruppi di nazisti tra loro slegati per quanto riguarda il maidan di Kiev:


Sicchè, verso l’inizio del “Maidan”, il terreno per la formazione del “Pravy Sektor” era totalmente pronto. È stato organizzato per iniziativa dell’organizzazione “Trizub”. Quindi, parallelamente con il “Trizub”, nella settore di “Pravy Sektor” su Maidan è apparsa una particolare “tenda di analisti”, che i “guerriglieri” chiamano “scienziati”. E sottolineano, che la maggior parte di loro non parla né ucraino, né russo…


Adesso in Bielorussia sta avvenendo una preparazione attiva al maidan. In che dimensioni questo processo si è attivato? Cosa si è già riusciti a preparare?
Contesto della situazione. In Bielorussia, nel 2015, non oltre il 20 novembre, si terranno le elezioni presidenziali.
Come si lavora con il potere. Questa questione è stata ampiamente analizzata nell’articolo di un collega dal titolo “L’avvicinamento con il nemico, oppure perché gli USA si sono improvvisamente innamorati dei ‘reietti’”. Ne raccomando la lettura. Alcuni estratti da esso.
– Durante una discussione alla conferenza per la sicurezza mondiale GLOBSEC 2014 a Bratislava, il politologo americano George Freidman, tra l’altro, ha dichiarato, che la Bielorussia diverrà una delle più vicine arene della “piccola guerra fredda” tra Russia e Occidente.
– il 16 dicembre 2014 Aleksandr Lukašenko ha dichiarato che gli USA hanno ritirato tutte le sanzioni economiche alla Bielorussia.
– il 18 dicembre l’aiutante specializzata del segretario di stato USA Victoria Nuland ha rilasciato una dichiarazione la cui sostanza era un’offerta diretta ai poteri della Bielorussia di sbarazzarsi della non conveniente scelta “binaria” e di passare dalla parte del convenevole abbraccio occidentale.
VERSO UN COLPO DI STATO IN BIELORUSSIA?
Come si lavora con la società. Negli ultimi mesi, i nazionalisti bielorussi agiscono in maniera di gran lunga più frequente ed efficace della vera e propria opposizione. È apparsa una pluralità di gruppetti e circoli per lo studio di lingua, storia e cultura bielorusse. È apparsa all’improvviso la moda della “vyšivanka”[un abito tradizionale, ndt]. <…> A Vitebsk è stato eretto un monumento al principe medievale Algirdas, che combattè efficacemente e a più riprese contro il principato di Moscovia. Il governo non ha impedito all’opposizione di festeggiare a settembre il 500esimo della battaglia di Orše, nella quale furono sconfitti 80 mila combattenti moscoviti.
A questa maniera i nazionalisti bielorussi, in qualità di unica vera e propria minaccia alla sovranità del paese, vedono la Russia. Nei media non statali, ad esempio, si discutono apertamente questioni del tipo “che fare, quando arriveranno i russi?”. (http://svpressa.ru/politic/article/105392/ )
Il governo della Bielorussia non solo non chiude tali emittenti, bensì permette l’onda quelle ucraine. (http://svpressa.ru/politic/news/107976/)
Il governo contrasta la rinascita del nazionalismo? No, non lo contrasta. Ma addirittura l’appoggia attivamente. Il vicedirettore del centro di ucrainistica e bielorussistica dell’Università statale di Mosca Bezpal’ko.
Il problema non sono i nazionalisti bielorussi, che sull’onda dei fatti ucraini hanno rafforzato la propria coesione e popolarità, bensì la vera e propria posizione di Minsk. <…> Il problema sta nel fatto che le stesse élite bielorusse utilizzano il tema del nazionalismo, sebbene in piccola proporzione, e hanno dato il via alle tappe di una “leggera bielorussificazione” del paese. Questo via è per certi versi addirittura più pericolosa dell’ucrainizzazione intrapresa da Kiev negli ultimi anni. <…>
Aggiungete a tutto ciò le attività dei banderisti, volte all’export della rivoluzione ucraina.
E qui non si può non notare questo fatto interessante: l’ “Esercito Insurrezionale Russo”, la cui fondazione è stata proclamata il 29 dicembre nel servizio stampa di Maidan a Kiev, secondo le parole di uno dei suoi fondatori, Andrej Kuznetsov, “sarà parte di un battaglione volontario del DUK”, cioè del Corpo Volontario Ucraino. Si può presumere che, negli ultimi mesi, questi seguaci di Bandera abbiano meditato in merito alla creazione di trame di piccoli – ma utili per un lavoro di propaganda e organizzazione – contatti negli stati vicini. (http://svpressa.ru/politic/article/110131/)
Quanto sono forti queste influenze sulla società? Quanto tempo serve, affichè diano effetto? Il vice-direttore del centro di ucrainistica e bielorussistica dell’Università Statale di Mosca Bogdan Bezpal’ko afferma che:


Tutto può avvenire abbastanza velocemente. Bisogna tenere conto del fatto che quella stessa ucrainizzazione non ha a che vedere con la questione della lingua. È un cambio di identità, il che è decisamente più pericoloso. Infatti, molti militari ucraini e membri di “Pravy Sektor” parlano in russo. <…> A loro è stata ucrainizzata la cosa più importante, l’identità, la coscienza, il codice culturale della propria civiltà. Ed è proprio questo che bisogna temere anche in Bielorussia. (http://svpressa.ru/politic/article/105392/)
Come viene preparata la parte “attiva” della folla? Poichè i movimenti fanatici dei paesi vicini sono densamente collegati tra loro, grazie anche alla comune frequentazione di concerti di gruppi musicali dell’estrema destra, che formano l’ideologia per questa subcultura (ad esempio, appoggiando attivamente “Pravy Sektor” e Maidan, il gruppo di Kiev “Sokyra Peruna” ha una grandissima autorevolezza anche tra i neonazisti bielorussi), non c’è nulla di sorprendente nel fatto che, sincronicamente ai fatti di Kiev, gesti di appoggio agli estremisti di destra sulle barricate di Maidan le hanno iniziate a fare anche gli ultras bielorussi.
<…> Il 25 settembre <…> è stata annunciata l’ultima performance, al match delle nazionali di Ucraina e Bielorussia a Borispol’ il 9 ottobre: <…> i tifosi, che si raccoglieranno a Borispol’ da diversi angoli della Bielorussia, esprimeranno sostegno all’Ucraina. [Ne è scaturito] un grande scandalo alla partita: il grido “Gloria all’Ucraina! Gloria agli eroi!” scandito dalle curve dei due paesi, slogan offensivi nei confronti di Putin e l’esecuzione del pezzo “Voiny Sveta” del gruppo “Ljapis Trubeckoj”, che è diventato l’inno non ufficiale di Maidan. E tutto ciò è stato trasmesso in diretta dai canali principali dei due paesi!
Il nazionalismo bielorusso come espressione di protesta contro lo stato è diventato un trend tra i tifosi di calcio, una nuova moda. <…> I simboli della “resistenza” sono oggi la lingua, che loro stessi non sanno, e l’alfabeto latino bielorusso, con il quale non scriveranno mai, l’emblema è la vyšivanka, ma più importante, l’odio cieco nei confronti di tutto ciò che è russo e dello stato russo.
La maggior parte degli ultras <…> appoggiava Maidan e l’ATO [Operazione Anti-Terroristica lanciata da Kiev contro il Donbass, ndt], perché vedevano in ciò l’esempio di come dei giovani abbiano ricevuto “dal basso” il diritto di decidere il destino del proprio paese. I loro miti sono i ragazzi armati che decidono chi deve vivere e chi morire. E per loro non è importante a quali conseguenze ciò porterà e che futuro li aspetti.
A questa maniera, verso l’inizio del nuovo anno, per la prima volta dalla seconda metà degli anni ’90, quando a Lukašenko si opponevano sulle strade parecchi miliziani del Fronte Popolare Bielorusso, l’opposizione bielorussa ha nuovamente incorporato nel suo ordinamento numerosi giovani attivisti organizzati, abituati alle risse e propagandisti di idee anti-russe. E nel caso di nuove proteste di massa che, come il 19 dicembre del 2010, possono arrivare a collutazioni con la polizia ed assalti ad edifici statali, queste avranno un loro potente “Pravy Sektor”. Per quanto riguarda la Russia, già ora movimenti fanatici nel nostro paese conducono un lavoro ideologico dalla parte non solo dei gruppi di ultras ucraini, ma anche di quelli bielorussi. (http://lenta.ru/articles/2015/01/23/belultras/)
Giacomo Matacotta

Fonte: morasta.it

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