Video pilota giordano arso vivo: incongruenze e errori dell'Isis nelle immagini dell'esecuzione di Muath Kasasbeh (TWEET, FOTO)


Ci hanno abituati a immagini di una crudeltà quasi bestiale. I terroristi dell'Isis non si risparmiano. E diffondono in rete video e foto delle loro esecuzioni. L'ultima, in ordine di tempo, è la più scioccante: il pilota giordano Muath Kasasbeh rinchiuso in una gabbia, tuta arancione, volto emaciato, arso vivo. "Circa 10 membri dell'Isis sono arrivati a Raqqa sorridendo e festeggiando", racconta di aver sentito Abu Ibrahim Raqqawi, attivista che segue gli eventi nella cittadina siriana in mano all’Isis " 'Lo abbiamo bruciato!', dicevano. Lo abbiamo visto ardere dalle fiamme e morire".

In un primo momento, confessa lo stesso Raqqawi, ha trovato la storia difficile da credere, come racconta il DailyBest. "So che nell'Islam, non ci sono scuse per bruciare qualcuno a morte, così ho pensato che stavano mentendo," ha detto. Eppure, voleva trasmettere quello che aveva sentito, così "è per questo che ho postato l'accaduto sul mio account personale".
Questo il primo fatto che fa titubare Abu Ibrahim Raqqawi. Un'esecuzione non in linea con le pratiche terroristiche, a quanto pare. Ma non è la sola incongruenza, secondo l'attivista, che sul suo profilo Twitter nota almeno altri due aspetti interessanti sulla fine del pilota giordano. Come riporta il Corriere della Sera, infatti,
Il primo è legato ad uno dei messaggi del giapponese Kenji Goto. L’ostaggio, poi ucciso, teneva in mano una foto del militare di Amman: si possono notare le sbarre di una gabbia. La scena sembra essere identica a quella apparsa nel video dell’esecuzione. Nello "scatto" con Goto la vittima ha solo la barba leggermente più lunga, ma potrebbe essere l’esito di un ritocco al computer. I jihadisti hanno commesso qualche errore nella preparazione del filmato? Non potevano usare un’altra immagine?
Poi c'è la vicenda legata alla data di uccisione del pilota giordano.
Il pilota, infatti, sarebbe stato ucciso giorni prima della diffusione del video dell'esecuzione. La sua morte, infatti sarebbe avvenuta il 3 gennaio 2015, alcuni giorni prima del cinguettio dello stesso Raqqawi su Twitter (8 gennaio) e diverse settimane prima della diffusione delle atroci immagini del rogo.
Si pensa che i jihadisti abbiano tardato a rivelare la morte del pilota per poter negoziare il rilascio dei terroristi in mano al governo di Amman. "Non sarebbe la prima volta", scrive il Daily Beast. Secondo funzionari degli Stati Uniti e esperti di terrorismo, è pratica dell'Isis mostrare ostaggi ancora in vita, quando in realtà sono già morti, trascinando in un calvario straziante le famiglie. "Ci sono state segnalazioni che lo Stato islamico uccida i suoi prigionieri molto prima che le immagini delle esecuzioni vengano diffuse attraverso i social media e altri mezzi di trasmissione" ha detto Daveed Gartenstein-Ross, un esperto di terrorismo al Daily Beast.
Vale poi ricordare come il movimento, a fine dicembre, avesse mobilitato la "piazza" promuovendo un sondaggio su come doveva giustiziarlo. Tante le repliche: con centinaia di coltellate, "l’ascia è la cosa migliore", "seppelliamolo con una scavatrice", "bruciamolo vivo". E nell’esecuzione mostrata nel video i terroristi hanno scelto il fuoco, seguito dall’intervento di bulldozer.
Infine c'è la questione dei video, talmente "suggestivi" nella loro crudezza da sembrare creati ad arte.
Fonti dell'intelligence statunitense, come riporta l'Abc, dopo aver esaminato con accuratezza ogni fotogramma dei video, hanno concluso che alcuni prigionieri sembrano quasi "accondiscendere" alla proprie morte: hanno un viso fermo, probabilmente, dicono gli esperti, perché prima di essere uccisi sono stati "attori" di finte esecuzioni davanti alla telecamera, messe in scena create forse con il pretesto di spaventare le famiglie e i governi affinché soddisfino le richieste dei terroristi.
Fonte: www.huffingtonpost.it

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