ICANN - Il lato oscuro della Rete

In questi giorni molti Guru (o sedicenti tali) della "controinformazione" si stanno lamentando, sui propri siti e blog, per le nuove normative in termini filtraggio dei post che, quando entreranno in vigore, dovrebbero rendere ancor più difficile la vita a chi cerca di fare "controinformazione". Ho scelto il condizionale non a caso; questi Guru (o sedicenti tali), infatti, sembrano ignorare uno dei meccanismi fondamentali che si cela dietro non solo ai social network ma al web tutto.
È bene ricordare, infatti, che la Rete nasce all'interno dell'establishment militare e accademico e gli standard ed i protocolli che regolano l'afflusso di dati, fino ad oggi, sono rimasti, di fatto, sotto il controllo degli U.S.A..
È negli Stati Uniti d'America, infatti, che hanno il quartier generale la maggioranza delle principali aziende dedite al computing ed al networking - da "IBM" a "Microsoft", da "Cisco" a "Google" - ed è sempre negli States che ha dimora l'influente "Internet Corporation for Assigned Names and Numbers" ("ICANN"), che sovrintende all'assegnazione dei domini e degli indirizzi web e che opera da tempo sotto gli auspici del Ministero del Commercio degli Stati Uniti d'America.



La maggior parte dei 13 computer che controllano il convogliamento del traffico in tutto il Mondo, che prendono il nome di root server della Rete, resta, quindi, nelle mani degli enti pubblici e, soprattutto, di alcune aziende statunitensi.
Altro compito dell'"ICANN" è, inoltre, sovrintendere all'assegnazione degli indirizzi IP e dei domini, nonché occuparsi della manutenzione del database dei root server.

Alla luce di tutto ciò, è semplice capire come le decisioni prese dall'"ICANN" abbiano un grande valore economico, e godano di grande importanza politica e culturale, in quanto fondamentali nel determinare le modalità di spartizione della Rete, in termini di proprietà e di controllo... controllo che, da sempre, riguarda anche il flusso del traffico all'interno del network e dei social network.


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