Pesce d'Aprile - Gestione dello Stato tramite "colpi"

Rubrica a cura di Gianni Pesce
(Quarta Puntata)

"... sinceramente, questo è il migliore che abbia mai mangiato, in assoluto; anzi, è troppo buono, è così buono che, quando lo avrò finito, pagherò il mio conto, andrò dritto in cucina e sparerò al cuoco. Perché è questo il mio compito, ristabilire l'equilibrio..." "C'era una volta in Messico"
, USA 2003, di Robert Rodriguez



Nei regimi soprannominati democratici, chi governa realmente lo Stato ha l'incombenza di presentare al grande pubblico dei motivi più o meno plausibili per giustificare quelle scelte spesso effettuate esclusivamente a proprio ed esclusivo vantaggio.
In pratica, per aggiustare l'adattamento dello Stato al sentiero predisposto nell'Agenda, si utilizzano dei colpetti di timone, meglio conosciuti come Colpi di Stato.
Più o meno spettacolari, più o meno efficaci, sempre colpi di timone sono, e sono gestiti sempre da un gruppetto di uomini di potere e mai dal popolo, come invece si tenta di far credere.
Ci sono quelli "alla Sudamericana", con l'entrata di uomini armati in Parlamento; ci sono quelli che prevedono la defenestrazione dei governanti in carica, e ci sono quelli silenziosi, dove si cambia il Capo di una struttura senza troppi clamori, accampando scuse plausibili come l'aggravamento dello stato di salute del presidente uscente.

Anche in Italia, la grande politica si muove a Colpi di Stato.
Nel 1923, contemporanea alla Marcia su Roma, ci fu, da parte del Re, la consegna del Governo al Fascismo; successivamente il Re tolse il potere al fascismo con il colpo di Stato del 25 Luglio 1943.
Gli alleati tolsero il potere al Re con un altro colpo, truccando i risultati del referendum del 1946.
Con altri colpi furono drogate le elezioni del 1948 consegnando lo Stato alla DC.
Fu mantenuto lo status quo con delle minacce di colpi di Stato per tutti gli anni Sessanta e per i primi anni Settanta.
La tecnica prevedeva la preparazione del Colpo di Stato da parte di qualche corpo speciale e poi, all'ultimo momento, la parte spettacolare del colpo veniva stoppata, ma andavano avanti le trattative segrete tra i gruppi che si affrontavano per il potere.
Con la metà degli anni Settanta, iniziò una nuova tecnica, molto più silenziosa, che prevedeva l'ascesa al potere di un gruppo di nuove persone senza fare troppi clamori... con lentezza... senza dare troppo nell'occhio.
A Napoli direbbero A UMM A UMM.

Il piano programmatico della "Loggia P2", infatti, prevedeva la realizzazione di uno Stato presidenziale con queste caratteristiche:
A) La creazione di due soli partiti, simili nei dettagli e nei voti, che si alternassero al potere;
B) La concentrazione di tutti i mezzi di comunicazione in un unico punto di Comando e Controllo;
C) La riduzione della Magistratura ai minimi termini;
D) La creazione di una Repubblica Del Presidente (ossia di una Dittatura), qualifica che permette di fare, in politica, il bello ed il cattivo tempo.
Non è per caso che, nel corso di alcuni decenni, questo piano si sia completamente realizzato.
E, se le cose stanno così, dove sta la volontà popolare?
E', invece, evidente il fatto che contino solo le decisioni prese in logge e camarille.

Hanno creato una Dittatura e l'hanno soprannominata Democrazia.

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