A 50 anni dalla morte di JFK
(seconda parte)

"La verità scaturisce più prontamente dall'errore che dalla confusione."
Francis Bacon




Tutto ciò che dobbiamo sapere sul ruolo vitale dei principali mezzi d'informazione nel perseguimento della ricerca della verità e nel proseguimento delle campagne mediatiche rivolte contro o a favore dei Governi, lo possiamo imparare osservando come funziona il gioco delle tre carte.
Si tratta di un gioco evidentemente truffaldino in cui il cartaio dispone tre carte su di un tavolino pieghevole, ci mostra che una di esse è la regina di picche, le capovolge e le sposta rapidamente. Siamo sicuri di sapere dov'è la regina e abbiamo visto il tizio prima di noi vincere facilmente un paio di volte, così scommettiamo i nostri soldi. Se quel tipo dall'aria un pò tonta può vincere, possiamo farlo anche noi. Eppure, incredibilmente, abbiamo puntato sulla carta sbagliata. Abbiamo perso. Abbiamo fatto la figura del pollo.
I polli del gioco delle tre carte non possono vincere, perché è risaputo che è tutto un imbroglio, eppure, mentre ce ne andiamo, vediamo che si è formata una fila di altri polli, con gli occhi sgranati, la bocca aperta, le mani in tasca, affascinati da quello spettacolo e pronti a tirar fuori i soldi non appena il cartaio riesce ad acchiapparli. Perché? Perché anche loro hanno visto vincere quello stesso tizio dall'aria un pò tonta. Quello che non sanno è che si tratta di un complice [1].
I complici sono altri imbroglioni che inducono i polli a partecipare al gioco truccato con una messinscena volta a convincerli che non c'è alcun inganno e che se continuano a giocare, alla fine vinceranno. La funzione di un buon complice, nell'attuale mondo della comunicazione "fai da te", però, è anche quella di distogliere l'attenzione di coloro che vogliono "controinformarsi", incanalandoli verso la "disinformazione".

La maggior parte delle "teorie di complotto" legate all'assassinio di John Fitzgerald Kennedy, prendono spunto dal filmato in 8 millimetri girato il 22 Novembre 1963 da Abraham Zapruder. La storia vuole che, dopo aver tentato invano di sviluppare il filmato prima nella redazione del "Dallas Morning News" e poi negli studi della rete televisiva "WFAA", Zapruder sia riuscito a vedere il video solo verso sera, nello stabilimento della "Kodak" di Dallas, l'unico che disponeva della tecnologia necessaria per riprodurre il nastro. Il filmato, acquistato dal periodico "Life", viene utilizzato dall'FBI e dalla Commissione Warren per completare il quadro probatorio a carico di Lee Harvey Oswald ma non viene mostrato al pubblico, ritenuto dall'editore di "Life", C.D. Jackson, non pronto a vedere le immagini.
E se, invece, si fosse trattato di immagini non pronte ad essere viste dal pubblico?


Note e fonti:
[1]"La grande truffa della 'Guerra alla droga'", di Michael Levine, scritto per "Tutto quello che sai è falso 2 - Secondo manuale dei segreti e delle bugie", a cura di Russ Kick, 25, 26

1 commento:

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