Il Corano e la (non) ''dottrina'' della Jihad

"Tutte le grandi cose, inizialmente, devono indossare maschere mostruose e terrificanti per potersi imprimere nel cuore dell'Umanità."
Friedrich Wilhelm Nietzsche


Se la duttilità delle Scritture appare, per certi versi, negativa, per altri versi può essere considerata positiva: quando i propri interessi contrastano con quelli di un altro gruppo, è possibile trovare nelle Scritture il beneplacito per l'ostilità; quando, invece, i propri interessi sembrino coincidere con quelli di un altro gruppo, si può trovare in Dio un invito alla tolleranza.

La parola jihad significa "sforzo" o "battaglia" ed indica una serie di concetti, dalla lotta violenta, come la guerra, alle lotte pacifiche, come le lotte interiori spirituali per operare il bene. Sulla scia dell'11 Settembre 2001, qualcuno ha sostenuto che il vero significato del termine fosse quello di lotta interiore; altri hanno affermato che jihad si riferisce, invece, alla lotta violenta contro gli infedeli.
Chi ha ragione? Non troverete la risposta nel Corano [1].
Benché la forma verbale di jihad - jahada - compaia spesso nel Corano, il sostantivo jihad in sé compare solo quattro volte, tipicamente nella frase "sforzo sulla via di Dio" [2]. E, a seconda di quale di questi quattro versetti si sceglie, si potrebbe interpretare la parola jihad tanto come lotta interiore per la conquista di una disciplina spirituale che come guerra: nel Corano non c'è una "dottrina" della jihad [3]!!
È stato nel corso dei decenni e dei secoli successivi alla morte di Maometto che i pensatori musulmani hanno trasformato il termine jihad in un concetto legale e da allora hanno continuato a discutere su quale sia il suo esatto significato.

I siti Internet di orientamento conservatore che si propongono di dimostrare la "verità sull'Islam" raccolgono una serie di versetti virulenti che sembrano avvalorare l'idea che il Corano fornisca una licenza di uccidere quasi illimitata.
Qualche anno dopo l'11 Settembre 2001, sul sito Internet freerepublic.com viene pubblicata una lista dei "111 versetti del Corano sulla jihad" [4], tuttavia, più da vicino si osserva il contesto di quei versetti, più limitata appare tale licenza.
II brano citato più di frequente è il quinto versetto della nona sura, da sempre noto ai musulmani come il "versetto della spada", citato da Osama bin Laden in un famoso comunicato emesso nel 1996 e, a una prima lettura, sembra dire che, se desse la caccia a tutti i non musulmani del pianeta, Osama bin Laden sarebbe giustificato [5]. Il versetto viene spesso tradotto in modo colloquiale - soprattutto nei siti di cui abbiamo appena parlato - come "uccidete gli infedeli ovunque li troviate". Questa traduzione, molto diffusa, è sbagliata. In realtà, il versetto non parla di "infedeli" ma, piuttosto, si riferisce a "coloro i quali uniscono altri dèi a Dio", cioè i politeisti. Quindi, a dispetto di Osama bin Laden, il "versetto della spada" non costituisce la base inequivocabile per attaccare cristiani ed ebrei [6].

E dopo il pretesto per poter attaccare l'Afghanistan ed il suo petrolio, ora servono altre "false flag operation" per realizzare progetti come il "Communications Data Bill", per esempio.

Note e Fonti:
[1] L'Evoluzione di Dio, di Robert Wright, Newton Compton Editori, 355-367
[2] Montgomery Watt (1974)
[3] I quattro brani sono: 9:24, 22:78, 25:52 e 60:1. In nessun caso il riferimento alla jihad è, di per sé, esplicitamente militaresco (si veda Bonner [2006], 22), ma in 9:24 il contesto appare di tipo militare. In 25:52, l'ordine è di lottare, o combattere, contro "i miscredenti", ma il contesto rendi improbabile un'interpretazione in senso militaresco. In 60:1, l'amicizia con gli infedeli vieni scoraggiata, ma non vi è allusione alla violenza. In 22:78, l'enfasi viene posta sul fatto di fungere da "testimoni" della verità di Dio; i musulmani vengono sollecitati a lottare "per Allah comi Egli ha diritto [che si lotti]"; dopodiché, Maometto ricorda loro che sono "quelli che si sono dati a Dio"; il brano culmina con questo ordine: "Assolvete all'orazione e versate la decima e aggrappatevi ad Allah". Bonner (2006) - si veda, per esempio, p 20 - afferma che la dottrina della jihad militare non si può basare in modo coerente sul Corano.
[4] www.freerepublic.com
[5] www.pbs.org
[6] Benché talvolta Maometto accusasse i cristiani e, di tanto in tanto, gli ebrei di avere tendenze politeistiche, nel Corano questo termine indica coloro i quali professano religioni non abramitiche.

1 commento:

Per approfondimenti...