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Medici confermano prima morte umana ufficialmente causata da OGM!!

Tutto ciò nei giorni in cui Il mais 1507, una varietà OGM sviluppata da DuPont e Dow, potrà fare il suo ingresso trionfale nell’Unione Europea grazie all’imminente approvazione da parte della Commissione Europea della nuova legge sugli OGM...

Differenziata: il grosso affare delle amministrazioni locali!!

Aumentare a dismisura la TARSU per mandare poi tutti i rifiuti in discarica...

L'Europa multa l'Italia per inquinamento da arsenico, mercurio e cadmio!!

Italia prima in Europa per emissioni di arsenico, cadmio, mercurio e perfino cianuro nell'acqua destinata alla potabilità...

Charlie Hebdo: uno dei killer era quasi cieco!!

Uno dei due cecchini era quasi orbo, al punto che le autorità francesi gli negarono la patente anche con l'ausilio degli occhiali. Non vedeva una mazza, ma ha dimostrato di essere un tiratore infallibile.

Scandalo Austria: anche le banche europee cominciano a saltare?

Abbiamo riflettuto a sufficienza sulle conseguenze della perdita della sovranità nazionale e della possibilità di emettere moneta?

11 settembre 2001 - ''Inside Job''
(sette anni dopo...)


"Dovresti considerare il mondo come una cospirazione retta da un gruppo compatto di persone pressoché onnipotenti, e dovresti pensare a quel gruppo come a te e ai tuoi amici."
Robert Anton Wilson


Anno 1967 - La "Psychological Warfare Operations Division" ("Divisione per le Operazioni di Guerra Psicologica" - "PsyOps") del "Clandestine Services Department" ("CS") della CIA, diffonde il "Documento n° 1035-960", un memorandum riservato contenente istruzioni rivolte a persone (chiamate "assets" - "beni") infiltrate nel mainstream dal "CS" [1].

La data precisa dell'uscita del memorandom è il primo Aprile del 1967 e non ci stupiremmo se la scelta non fosse casuale ma ricercata appositamente per realizzare un'abile "mossa" di disinformazione volta a generare confusione che, in gergo tecnico, prende il nome di "plausible deniability" ("smentibilità plausibile"). Sono passati due anni e mezzo dalla pubblicazione del rapporto della "Commissione Warren" sull'assassinio del Presidente John Fitzgerald Kennedy. Tale Commissione ha concluso che Kennedy è stato assassinato non per colpa di un complotto ad alti livelli, coordinato dalla CIA, dall'Esercito e dalle élite al potere, ma da un tiratore solitario, Lee Harvey Oswald, il quale, poco prima di essere a sua volta abbattuto, ha pronunciato le parole: "Sono solo un capro espiatorio".

I destinatari del "Documento n° 1035-960" sono tutti "amici della CIA". Si tratta di proprietari di giornali (compreso Arthur Hays Sulzberger, del "New York Times"), capiservizio (tra cui Ben Bradlee, in seguito al "Washington Post"), dirigenti della televisione (come William S. Paley, fondatore e Presidente della "CBS"), eminenti articolisti (inclusi Joseph e Steward Alsop, i cui scritti compaiono su più di trecento giornali), scrittori di programmi, recensori di libri, intellettuali della sinistra ed alcuni accademici.
Ogni destinatario costituisce una parte di un vasto programma di manipolazione dell'opinione pubblica attraverso gli agenti ben disposti presenti nei media. Tale programma è noto col nome di "Operation Mockingbird" ("Operazione Mimo"), ed ha inizio nel 1948. Negli anni '50, come scrive Alex Constantine nel suo libro "Mockingbird: The Subversion OfThe Free Press By The CIA": "all'incirca tremila dipendenti stipendiati e a contratto erano [...] impegnati in attività di propaganda.". Dopo il 1953, è incaricato della supervisione di tale rete Alien W. Dulles, Direttore della CIA, in seguito nominato membro della "Commissione Warren". Già allora, l'"Operazione Mockingbird" aveva notevole influenza su oltre venticinque quotidiani e agenzie giornalistiche d'informazioni telegrafiche. Si trattava di organizzazioni dirette da persone che, era noto, possedevano opinioni politiche di destra.
Ogni destinatario, aprendo la busta, vi trova all'interno il memorandum e in allegato diversi documenti classificati. Nel memorandum, si fa rilevare la comparsa di "una nuova ondata di libri e articoli che criticano le risultanze della Commissione [Warren]" e si afferma che "nella maggior parte dei casi i critici hanno sollevato ipotesi in merito all'esistenza di una sorta di complotto.". Questo accenno determina la "trama" e rappresenta il marchio di garanzia del memorandum: viene ripetuto svariate volte. Autori e destinatari del memorandum sono, per definizione, essi stessi cospiratori.
Il memorandum è positivo al controllo sul fatto che la divisione "PsyOp" della CIA, all'epoca, riconoscesse l'impatto propagandistico del termine "conspiracy theorist", "teorico del complotto". Così prosegue: "Di recente un sondaggio sull'opinione pubblica ha indicato che il 46% del pubblico americano non ritiene che Oswald abbia agito da solo" e "è indubbio che analoghi sondaggi all'estero mostrino analoghi risultati, se non ancora peggiori.".


"Abbiamo toccato il fondo... cominciamo a scavare!"
John Belushi


La rinascita a inizio 2007, e a tutta forza, dell'espressione "teorico del complotto" e dei suoi parenti più rozzi, quali "fissato" e "paranoico", stavolta mirata a colpire coloro che non credono nella versione ufficiale sull'll Settembre, non pare certo una coincidenza. Evidenzia, piuttosto, diversi segnali che fanno pensare venga iniettata scientemente nell'opinione pubblica, in particolare tramite agenti di disinformazione consapevoli o inconsapevoli, a libro paga o no. Proprio come nel 1967.
Oggigiorno, i successori dei redattori del memorandum del 1967 si trovano di fronte a una situazione straordinariamente simile a quella che fronteggiò chi venne prima di loro, stavolta in relazione all'immane crimine iconico dell'11 Settembre 2001 [2]. Un sondaggio dell'opinione pubblica, effettuato da Scripps Howard, della "Ohio University", il 3 agosto 2006 (SETTE anni fa!!), indicava che "più di un terzo del pubblico americano sospetta che agenti federali abbiano fornito aiuto all'attacco terrorista dell'11 settembre, o quantomeno non abbiano effettuato alcuna mossa per impedirlo, per far sì che gli Stati Uniti potessero andare alla guerra in Medio Oriente." [3].
Oggi, dopo 7 (SETTE!!) anni, il mainstream parla ancora di "attentati", "fondamentalismo", "Al-Qaeda" eccetera.
La situazione odierna fa pensare che si stia nuovamente ricorrendo all'approccio sperimentato e affidabile del 1967. Il memorandum di allora raccomanda due tipi di azione, agli agenti CIA nei media: la prima è che i destinatari discutano il "problema della pubblicità" insieme a "contatti ben disposti nelle élite". Gli assets devono mostrare ai loro contatti che "parti delle chiacchiere sul complotto sembrano essere generate ad arte dalla propaganda comunista" [ora "propaganda antisionista" o "propaganda internettiana", fate voi]. L'azione numero due consiste nell'adoperare assets di propaganda che neghino e confutino gli attacchi dei critici. Recensioni librarie e servizi speciali sembrano strumenti particolarmente adeguati a tale scopo [2].

Se poi si venisse a scoprire che alcuni personaggi, noti per essere considerati "controinformatori", sono creati ad hoc dalla stessa élite al potere per disinformare, influenzare e convogliare i "dissidenti" in binari prestabiliti? Se si venisse a scoprire che personaggi come Marco Travaglio, Roberto Saviano, Julian Assange, Noam Chomsky o Thierry Meyssan, tanto per citarne alcuni, altro non sono che disinformatori o "gatekeeper"?
E se lo fossero anche i Guru del "Movimento per la Verità sull'11 Settembre"?

Note e fonti:
[1] II documento, al momento della sua diffusione, è riservato; la sua esistenza viene a galla nel 1975, grazie alle indagini della Commissione del Senato sull'Intelligence, guidata dal senatore Frank Church. Tale commissione si concentra in maniera particolare sull'impiego di "sbocchi" nel mondo dell'informazione americana da parte della CIA. I suoi componenti giunsero alla conclusione che "dall'ottica della CIA si trattava del più importante e delicato tra i programmi segreti"
[2] "Il complotto della 'teoria del complotto'", di Barrie Zwicker, scritto per "Zero2 - Le pistole fumanti che dimostrano che la versione ufficiale sull'11/9 è un falso", a cura di Giulietto Chiesa, 365-367, Edizioni Piemme
[3] "Was 9/11 an 'inside job'?", Thomas Hargrove e Guido H. Stempel III, "Scripps Howard News Service", 3 agosto 2006. Stempel è Direttore dello "Scripps Survey Research Center" all'Università dell'Ohio

Pipeline Keystone XL


"La gente pensa che il trasporto ferroviario sia a costo zero fino a quando non succede una cosa del genere", ha detto John Stephenson, un gestore di fondi con sede a Toronto ("First Asset Investment Management Inc."), che aiuta a gestire circa 2,7 miliardi di dollari.
"Questo è un altro punto di dati che mostra come sia molto più costoso e più rischioso il trasporto ferroviario, se paragonato a quello tramite gasdotti [...]." [1].

Non so voi ma, personalmente, sento puzza di "false disaster"...

Note e fonti:
[1] Quebec Disaster Spurs Rail-Versus-Pipelines Debate on Oil

Il Lato Oscuro della Rete

    Post realizzato per tutti quei Guru (o sedicenti tali) della "controinformazione" che si stanno lamentando, sui propri siti e blog, per le nuove normative in termini filtraggio dei post che, quando entreranno in vigore, dovrebbero rendere ancor più difficile la vita a chi cerca di fare "controinformazione". Ho scelto il condizionale non a caso; questi Guru, infatti, sembrano ignorare (o fanno finta di ignorare) uno dei meccanismi fondamentali che si cela dietro non solo ai social network ma al Web tutto.
È bene ricordare, infatti, che la Rete nasce all'interno dell'establishment militare e accademico e gli standard ed i protocolli che regolano l'afflusso di dati, fino ad oggi, sono rimasti, di fatto, sotto il controllo degli U.S.A..


"L'umanità si trova oggi ad un bivio. Una via conduce alla disperazione, l'altra all'estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene."
Woody Allen


    Ogni cambiamento tecnologico è un cambiamento generazionale. Tutta la potenza di una nuova tecnologia e tutte le sue conseguenze, appaiono con chiarezza solo quando le persone che sono cresciute con essa diventano adulte e iniziano a spingere ai margini i loro genitori, che ormai non sono più al passo con i tempi.
A mano a mano che le generazioni più vecchie muoiono, portano con sé la consapevolezza di ciò che è andato perduto quando è arrivata la nuova tecnologia; rimane solo la consapevolezza di ciò che si è guadagnato.
È in questo modo che il progresso fa perdere le sue tracce, rinnovando perpetuamente l'illusione che il punto in cui ci troviamo sia il punto in cui eravamo destinati ad arrivare [1].

"Studia il passato se vuoi prevedere il futuro."
Confucio


    Nel 1967, un gruppo di matematici e ricercatori informatici associati all'"Advanced Research Projects Agency" ("ARPA" ), un ente di ricerca che faceva parte del Ministero della Difesa degli Stati Uniti d'America, si riunisce presso la "University of Michigan" per iniziare a pianificare la creazione di una rete comunicativa basata sullo scambio di dati che, come spiegava prosaicamente un report pubblicato dall'ente stesso, sarebbe stata "usata per scambiare dei messaggi fra una coppia qualunque di computer" [2].
Il progetto mira a permettere a ricercatori accademici, militari ed industriali di fare un uso più efficiente delle macchine atte all'elaborazione dei dati, che allora erano poche e costose. Avrebbe seguito due filoni: la creazione di "un subnetwork di circuiti telefonici e nodi di smistamento che grazie alla sua affidabilità, alla sincronia, alla capacità e al costo avrebbe agevolato la condivisione di risorse fra i computer connessi alla rete", e lo sviluppo di una serie di "procedure e protocolli integrati nel sistema operativo di ciascuno dei computer connessi, per consentire l'utilizzo del nuovo subnetwork da parte dei computer al fine di condividere le risorse.".
Quell'incontro nel Michigan, getta le basi per la creazione di "Arpanet", la rete informatica finanziata dal Governo statunitense che, successivamente, si amplierà fino a diventare la Internet che tutti conosciamo e, infine, la rete basata sull'utility computing.

    Il corpo militare-industriale che rappresenta la nemesi della "controcultura" e della "controinformazione" è, in altri termini, il Creatore della Rete. Questo aspetto ironico non è mai riuscito a smorzare l'entusiasmo degli eredi della tecnoutopia che hanno influenzato ed influenzano tutt'ora la percezione dei sistemi informatici da parte dell'opinione pubblica. A mano a mano che i computer si interconnettono fino a costituire un unico sistema, molti scrittori e "teorici" hanno sposato la visione in base a cui quello che sta venendo alla luce sia un mondo più vicino alla perfezione.
La "realtà virtuale" istituita dai computer interconnessi è considerata, da sempre, un ambiente ideale per la trascendenza sociale e individuale; un mondo incontaminato in cui poter sviluppare una cultura collettiva pienamente armonica e raggiungere quel livello di coscienza più alto a cui molti anelano [3].

    Stewart Brand, fondatore e Direttore di "The Whole Earth Catalog", da il la al nuovo tecnoutopismo in un articolo pubblicato da "Rolling Stone" nel 1972. In esso spiega come una banda di hacker trasandati stia sovvertendo la missione militare di "Arpanet", usando la rete per scambiarsi battute di spirito e giocare a un gioco chiamato "Spacewar". "Che siamo pronti o meno, i computer stanno arrivando fino alla gente", annunciava Brand, definendola "una buona notizia, forse la migliore dai tempi della psichedelia" [4]. L'articolo mostra una lungimiranza davvero notevole, in quanto Brand predice la futura trasformazione dei computer in dispositivi atti alla comunicazione interpersonale (e persino l'affermazione del commercio di musica online). A suo parere le persone avrebbero finito per usare i computer per sfuggire al controllo dei "pianificatori" della Società, per diventare "vagabondi informatici" liberi da ogni regola e dalla routine. "Quando i computer saranno alla portata di tutti", avremo tutti "più autorità come individui e co-operatori.".

    Facciamo un salto in avanti di vent'anni, fino al 1990. Un giovane idealista di nome Tim Berners-Lee, che lavora come programmatore software in un ufficio del "CERN" (il grande laboratorio di fisica situato al confine fra la Svizzera e la Francia), sta scrivendo il codice che metterà Internet a disposizione della gente comune. La sua visione è quella di una grande, sconfinata "rete di conoscenza" [5], un World Wide Web che "avvicini i meccanismi della società ai meccanismi della mente.".
A mano a mano che si iniziano a cogliere tutte le implicazioni della sua invenzione, la retorica utopistica di cui è imbevuta la "ecologia cibernetica" assume un tono ancora più euforico, fino a riecheggiare le stravaganti profezie che circolano nelle prime fasi del processo di elettrificazione.

"io so solo che, se una cosa è segreta ed è per un'élite, non può essere buona."
The Skulls, Usa 2000, di Rob Cohen


    Ma se la Realtà fosse un'altra?
Gli aspetti della Rete che è stato necessario regolamentare finora, ad esempio definendo standard e stabilendo protocolli, sono rimasti, di fatto, sotto il controllo degli Stati Uniti. La Rete nasce all'interno dell'establishment militare e accademico di questo paese; la maggioranza delle principali aziende dedite al computing e al networking - da "IBM" a "Microsoft", da "Cisco" a "Google" - hanno sempre avuto qui il loro quartier generale; i principali organismi di controllo e tutela della Rete, tendenzialmente, sono stati dominati dai poteri statunitensi. L'influente "Internet Corporation for Assigned Names and Numbers" ("ICANN"), che sovrintende all'assegnazione dei domini e degli indirizzi web - i preziosi "beni immobili" di Internet [6] - opera da tempo sotto gli auspici del Ministero del Commercio degli Stati Uniti d'America, pur essendo, in apparenza, un Organo internazionale. E la maggior parte dei 13 root server della Rete, ovvero i computer che controllano il convogliamento del traffico in tutto il Mondo, resta nelle mani degli enti pubblici e, soprattutto, di alcune aziende statunitensi.

    Su Internet, ogni computer ha un indirizzo "IP" ("Internet Protocol") unico, che assume la forma di quattro serie di cifre (ad esempio, 123.123.123.123). Dato che la gente ha difficoltà a ricordare lunghe serie di numeri e che gli indirizzi IP sono soggetti a cambiamento, ai computer su cui girano i siti, anche su quelli governativi, viene attribuito un ulteriore nome di dominio fisso facilmente riconoscibile (ad esempio, www.whitehouse.gov). Sparsi in tutta la Rete, vi sono migliaia di name server che traducono i nomi dei domini in indirizzi IP. I 13 root server occupano il livello più alto della gerarchia dei name server, in quanto contengono le informazioni relative all'ubicazione degli indirizzi corrispondenti ai domini di primo livello, ad esempio ".com", ".org" e ".uk".
La "ICANN" sovrintende all'assegnazione degli indirizzi IP e dei domini, nonché alla manutenzione del database dei root server. Le decisioni che prende hanno un grande valore economico, nonché una grande importanza politica e culturale, in quanto determinano le modalità di spartizione della Rete, in termini di proprietà e di controllo, nonché le modalità che regolano il flusso del traffico all'interno del network [7].


Note e fonti:
[1] "Il lato oscuro della rete - Libertà, sicurezza, privacy", di Nicholas Carr, Rizzoli ETAS, 229
[2] "Defense Advanced Research Projects Agency", "Information Processing Techniques Office", "ARPANET Completion Report", 4 Gennaio 1978
[3] "Il lato oscuro della rete - Libertà, sicurezza, privacy", di Nicholas Carr, Rizzoli ETAS, 103-105
[4] "Spacewar: Fanatic Life and Symbolic Death Among the Computer Bums", di Stewart Brand, "Rolling Stone", 7 Dicembre 1972
[5] "L'architettura del nuovo Web. Dall'inventore della rete il progetto di una comunicazione democratica, interattiva e intercreativa", di Tim Berners-Lee, Feltrinelli, 2-162
[6] Per una trattazione approfondita del tema della Internet governance e sul suo rapporto con la struttura tecnica della Rete, si veda Milton L. Mueller, "Ruling the Root", "MIT Press", Cambridge, 2002. Osservando che dai primi anni Novanta la Rete è stata un "punto di riferimento per il dibattito pubblico relativo all'utopia", Mueller afferma che oggi "il mondo sta iniziando a raggiungere un consenso riguardo al ciberspazio". Egli sostiene che esista "un ciclo di vita nell'evoluzione dei sistemi tecnologici. I sistemi che creano nuove risorse e nuovi spazi per l'attività sociale ed economica possono sfuggire ai regimi istituzionali e dar vita a momenti di libertà squilibrante e di innovazione sociale. Alla fine, però, viene raggiunto un nuovo equilibrio. La libertà assoluta di un bacino globale condiviso diventa troppo costosa da mantenere", 265-267
[7] "Il lato oscuro della rete - Libertà, sicurezza, privacy", di Nicholas Carr, Rizzoli ETAS, 178

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Il Mistero della Situazione Internazionale


Personalmente non l'ho ancora letto ma la frase "una visione più profonda dei sistemi di manipolazione e del loro modo di agire in sfere che sono materiali e spirituali contemporaneamente, in uno scenario che va ben al di là dell'usuale complottismo, che raggiunge solo gradini molto bassi di certe piramidi oscure, e non ne identifica le motivazioni profonde", sembra promettere bene!!

Dal "teorico del complotto" Fausto Carotenuto: "Il Mistero della Situazione Internazionale".

National September 11 Memorial and Museum

"Se nient'altro ci riesce, un insuccesso spettacolare può sempre garantire l'immortalità."
John Kenneth Galbraith


Sorgerà a New York, in prossimità di Ground Zero. Si chiama "National September 11 Memorial and Museum", ed è il museo che ospiterà reperti, ricordi e monumenti, foto, video e testimonianze riguardanti l'attacco alle Torri Gemelle dell'11 Settembre 2001.
La sua inaugurazione, prevista lo scorso anno, è slittata al 2014 a causa dei costi crescenti. Tra fondi pubblici e privati, la somma raccolta di 680 milioni di dollari non sembra essere sufficiente e presto potrebbe superare quota 1 miliardo.

Nel frattempo escono le prime foto e sembrano promettere moolto bene!!
Mi piacerebbe, infatti, vedere da altra angolazione questa foto


Da questa angolazione, sembra di intravedere, nella trave "nascosta", un taglio netto, in diagonale, moolto simile a quello mostrato nei seguenti disegni




I tre disegni sono tratti dal meraviglioso blog "11 SETTEMBRE 2001 - IMMAGINI ELOQUENTI", la foto della trave che sarà esposta nel "National September 11 Memorial and Museum" e la parte iniziale del post, invece, sono tratti da "11 settembre, le foto del museo dedicato all'attacco alle Torri".

Per approfondimenti...