11 Settembre 2001
Processi Culturali e Comunicativi
(quarta parte)


"Perfino le verità possono essere dimostrate."
Oscar Wilde

L'avvento di Internet ha fatto sì che, anche per quanto riguarda le "teorie del complotto", l'informazione e, di conseguenza, la "controinformazione", possano raggiungere un sempre più vasto pubblico in sempre minor tempo.
Lo Scrittore e Poeta, Stanislaw Lec, sosteneva che bisognasse "moltiplicare le idee in modo che non vi siano guardiani sufficienti per controllarle"; evidentemente, essendo nato nel 1909, ignorava la teoria dell'agenda setting e l'influenza dei gatekeepers.
Molti dei siti e blog di "controinformazione" riguardanti gli accadimenti dell'11 Settembre 2001, infatti, non si limitano solamente a non trattare argomenti riportati in vari testi come "Where Did The Towers Go?", scritto da Judy Wood, o "9/11 - Enemies Foreign and Domestic", di Edward Hendrie, o ancora "11 Settembre: la terza verità" di Dimitri Khalezov, andando oltre, attaccando e sbeffeggiando ipotesi alternative come la "No(those air)-plane theory", per fare un esempio che mi coinvolge in prima persona, realizzate, in alcuni casi, da coloro che, come Claude Lévi-Strauss, ritengono che "La mente scientifica non è tanto quella che fornisce le risposte giuste, quanto quella che pone le domande giuste" e che si vedono, nella migliore delle ipotesi, chiudere topic, se non addirittura bannare da siti realizzati e gestiti da sedicenti truthers.

Come sostenuto all'inizio del post, tutto ciò che avete letto non è vero... non può essere vero.

Certo, se, si rivelassero fondate le voci che sostengono che, a pochi minuti dagli attentati, le immagini TV della diretta, non solo siano in "ritardo di dieci secondi, per avere un margine di sicurezza" [1] ma, addirittura "sembra che le immagini originassero dalla Fox e poi venissero girate alla CNN, in modo che tutti ricevessero le stesse immagini" [1] provenienti da un'unica regia, beh, allora...

"The Simpsons - New York contro Homer Simpson", 1997
Se, per di più, si evidenziasse come l'emittente televisiva "Fox News Channel" (la prima TV a dare per vincitore George Walker Bush nelle elezioni del 2000, nonostante diverse inchieste indipendenti, in momenti successivi, dimostrino che Al Gore abbia ottenuto più voti, l'emittente che, quella stessa sera, vede in John Ellis Bush, cugino del futuro Presidente degli Stati Uniti, l'uomo che dirige le operazioni di "scrutinio" ed "exit pol" [2]), appartenga ad una serie di networks di proprietà di Rupert Murdoch, magnate che vanta stretti legami con il partito repubblicano e forti interessi nel campo dell'industria militare e sia stata designata da Donald Rumsfeld in persona, nella carica di Ministro della Difesa degli Stati Uniti d'America, come esclusiva emittente degli eventi riguardanti la guerra in Afghanistan [3], beh, magari...

Se poi, persino il quotidiano britannico "The Guardian", il 25 Novembre 2009, pubblicando la rubrica "Wikileaks publishes 570,000 messages capturing chaos of 9/11", a cura di Ed Pilkington, riportasse molti degli sms visionabili sul sito "911.wikileaks.org", tra cui quelli scambiati tra agenti dell'FBI che invitano i colleghi, in mancanza di informazioni, a guardare la "Fox" o la "CNN", beh, insomma...

Naturalmente, le storie della PsyOp, dei film "premonitori", dei think thanks, delle smentibilità plausibili e dei siti e blog di truthers creati ad-hoc per incanalare l'attenzione degli utenti su binari prestabiliti, sembrano essere un'assurdità, una forzatura, una follia.
Vorrebbe dire che, oltre ai più alti membri dell'Amministrazione Bush, alle più alte cariche delle Forze Armate, agli speculatori borsistici, insomma, alle alle élite al potere, sarebbero coinvolti anche emittenti televisive, network, giornalisti, cronisi, produttori e quant'altro, insomma, troppo doloroso da credere.
"Terminator 2 - Il giorno del giudizio", USA 1991
Tutto ciò sembra, francamente, impossibile, ed è proprio qui che risiede la forza della menzogna che risponde al nome di "9/11 Commission Report", nel semplice fatto che, come sostiene Gore Vidal, "più una bugia è grossa, più facilmente essa verrà creduta... purché l'opzione di non crederci sia sufficientemente dolorosa.".


Note e fonti:
[1] "Jim Fetzer: un "no planer" con l'uso della ragione", intervista di Massimo Mazzucco a Jim Fetzer, www.luogocomune.net
[2] "Fahrenheit 9/11", film-documentario, USA 2004, di Michael Moore
[3] "Uranio impoverito, arma invisibile di distruzione di massa", di Laura Malucelli, scritto per "Tutto quello che sai è falso - Manuale dei segreti e delle bugie", a cura di Russ Kick, Nuovi Mondi Media, 160, 161

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