20 Marzo 10 Anni Dopo (parte seconda)...

Riepilogo delle puntate precedenti:
"20 Marzo 10 Anni Dopo..."

"Pagali in dollari, scopa le loro figlie e trasformalo in una Disneyland."
"The Beach" - USA 2000, di Danny Boyle


Karl Marx, dopo il colpo di Stato del nipote di Napoleone Bonaparte del 1851, nota, in relazione con il golpe di Napoleone del 1799, che tutti i grandi avvenimenti della Storia "avvengono, per così dire, due volte [...]. La prima come tragedia, la seconda come farsa." [1].
Per quanto ci riguarda, siamo arrivati al tempo della farsa, ovvero "il disarmo dell'Iraq", la "liberazione del popolo iracheno" e la "difesa del mondo contro un serio pericolo", come affermato in televisione dal Presidente degli Stati Uniti d'America George Walker Bush poco dopo l'inizio della guerra.

L'esercito americano, 10 anni orsono, piazza un paio di carri armati "M-l-Abrams" di fronte al palazzone di cemento di 10 piani, sede del Ministero del petrolio, che si trova un paio di chilometri fuori dal centro di Baghdad, assicurandosi che l'"Air Force" statunitense eviti opportunamente di bombardare l'edificio, come era avvenuto con il Ministero della pianificazione, dando ordine ai soldati di evitare i saccheggi (autorizzati invece negli ospedali, nei musei e nella biblioteca nazionale).
L'edificio, all'epoca, racchiude, infatti, la chiave del principale tesoro della Nazione: mappe dei giacimenti petroliferi, dati sugli oleodotti, contratti.
Dopo il conflitto, come nel 1991, gli americani sperano di poter finanziare la guerra, o per lo meno la ricostruzione, utilizzando i proventi iracheni dal petrolio; le società americane ("Halliburton" e la sua consociata "Kellog, Brown and Root", "Bechtel" e altre) ottengono gli appalti, l'Iraq paga [2].



Quando George Walker Bush entra alla Casa Bianca, incarica il VicePresidente di redigere un piano d'azione per la politica energetica, piano pronto nel Maggio del 2001. La relazione al Presidente, nella quale si constata una crisi energetica, contiene anche un avviso: "Entro i prossimi vent'anni, l'America sarà costretta a importare i due terzi del suo fabbisogno di greggio: di conseguenza si entrerà in una fase di forte dipendenza da potenze straniere, che non avranno necessariamente in testa gli interessi americani."
[3].

Nel rapporto alla Casa Bianca, l'Iraq non viene citato ma, in un discorso tenuto a Nashville (Tennessee), il VicePresidente, nonché ex Direttore di "Halliburton", Dick Cheney, parla dell'Iraq e di Saddam Hussein. Sottolinea in particolare il pericolo che Saddam Hussein possa nuovamente aspirare a una posizione di egemonia nel Golfo e dunque "prendere sotto il proprio controllo buona parte delle riserve energetiche mondiali".

La rivista "The New Yorker", in un articolo datato 14 Luglio 2003, sottolinea un fatto interessante: "Il discorso di Cheney è stata una delle ultime occasioni nel corso della quale un membro dell'Amministrazione Bush ha ammesso un legame tra politica energetica e politica di sicurezza. In seguito le dichiarazioni si sono accordate a quella del Ministro della Difesa Donald Rumsfeld, secondo cui la decisione di far capitolare Saddam non 'aveva nulla a che vedere con il petrolio, assolutamente nulla'" [4].

Note e Fonti:

[1] "Diciotto Brumaio di Luigi Bonaparte", in Karl Marx - Friedrich Engels, "Opere complete", volume I, Roma, Editori Riuniti, 1991, 105
[2] "Il libro nero del petrolio", 88-91
[3] "Report of the National Energy Policy Development Group", National Energy Polìcy, US Government, 2001
[4] "Beneath the Sand - Can a Shattered Country Be Rebuilt With OH?", di John Cassidy, "The New Yorker", 14 Luglio 2003

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