No-Plane: Capitolo Secondo


Prosegue la breve "rubrica" in cui si cercherà di analizzare i punti salienti che (sedicenti) truthers utilizzano per debunkare la '"No(those air)-Plane" Theory'.
Per questo secondo post, si ringraziano i truthers di "Luogocomune.net" per aver postato, negli anni, foto e ricostruzioni utili per la realizzazione di tale "rubrica".

Secondo punto: componenti che confermino la presenza di aerei



Avendo già esplicato, una volta per tutte, che il termine plane è la contrazione di airplane, quindi, una teoria denominata "No-Plane", indica la non presenza di aerei (in particolare di quegli aerei che abbiamo visto nella "diretta" televisiva e nei filmati "amatoriali" che, se si dimostrassero fakes, spingerebbero la "teoria del complotto" dell'11 Settembre 2001 ad un ulteriore livello di partecipazione) e non di qualunque mezzo volante, si riportano, di seguito, le foto che proverebbero inequivocabilmente la presenza di quegli aerei che abbiamo osservato nella diretta televisiva e nei filmati amatoriali.

Ci tengo a sottolineare il termine quegli perché ci sono addirittura dei truthers, nonché Opinion Leaders, che arrivano persino a "tirare in ballo" il "9/11 Commission Report" (?!), pur di trovare appigli contro la "'No(those air)-Plane' Theory".

Ecco, dunque, i resti di due "Boeing" (nella fattispecie "Boeing 767" con apertura alare di 47,6 metri) che, nel caso del Pentagono, fanno sbellicare dalle risate i truthers mentre, nel caso delle Torri Gemelle, li fanno appellare al "9/11 Commission Report":


Dei due "Boeing 767" sono rimasti: la parte di carlinga con gli oblò, un copertone, un foglio che testimonia il ritrovamento di una delle "scatole nere"
ed un motore

che, tra le altre cose, per appartenere ad un "Boeing 767", dovrebbe essere un pò più grande di questo, che appartiene ad un "Boeing 757"

Questo, però, per la nostra "rubrica", non conta, perché, per evidenziare l'assurdità della "'No(those air)-Plane' Theory", è sufficiente la sola presenza di un motore, poiché la presenza di quel motore, impone l'utilizzo di un aereo, e non importa quale esso sia, è pur sempre un aereo. Ed è proprio qui che viene il bello, perché sono gli stessi truthers (forse sarebbe meglio iniziare a chiamarli "people against no-plane") ad affermare che, una foto come questa
non prova nulla, perché quello è solamente uno "sbuffo di detriti che non è per nulla solido", quindi non esiste motivo per cui le colonne dovrebbero risultare danneggiate. Se così fosse, allora, da dove sono passati gli oggetti?





Ecco il tipico esempio di "attacco alla fisica" cui si viene sottoposti quando si tratta l'argomento 11 Settembre 2001: "caduta libera" delle Torri Gemelle (quasi certa), "caduta libera" del "World Trade Center 7" (certificata dallo stesso "NIST"), acciaio che fonde a temperature incongruenti, velocità e manovre di volo impossibili da compiere e così via.
Perché, quindi, scandalizzarsi alla visione di un motore o di un pneumatico (che, ricordiamolo, apparterrebbero ad un "Boeing 767") che passano proprio nello spazio che separa una colonna dall'altra?
Perché, quindi, scandalizzarsi se, anche tra i (sedicenti) truthers c'è chi sostiene la versione ufficiale?

P.s. è bene ricordare che, anche nel caso dell'attacco al Pentagono, che rappresenta una delle più grandi falle del "9/11 Commission Report", oggetto di critica (giustamente) spietata da parte dei truthers, ci si trova in presenza di velocità impossibili, manovre improbabili, resti inattendibili

e testimonianze incongruenti ma, nel caso del Pentagono, abbiamo almeno un foro d'uscita, seppure incommentabile

Insomma, come si dice in questi casi, trovate le differenze... se ci riuscite.
E, se non ci riuscite, potete sempre chiedere ai (sedicenti) truthers, accorreranno subito in vostro soccorso ed in soccorso del "9/11 Commission Report".
E' meglio evitare di parlare di '"No(those air)-Plane" Theory'

Il resto degli eventi riguardanti l'11 Settembre 2001, invece, non rientra nel campo delle ipotesi... è per questo che, dopo oltre 10 anni, siamo ancora qui a parlarne...

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