.

Medici confermano prima morte umana ufficialmente causata da OGM!!

Tutto ciò nei giorni in cui Il mais 1507, una varietà OGM sviluppata da DuPont e Dow, potrà fare il suo ingresso trionfale nell’Unione Europea grazie all’imminente approvazione da parte della Commissione Europea della nuova legge sugli OGM...

Differenziata: il grosso affare delle amministrazioni locali!!

Aumentare a dismisura la TARSU per mandare poi tutti i rifiuti in discarica...

L'Europa multa l'Italia per inquinamento da arsenico, mercurio e cadmio!!

Italia prima in Europa per emissioni di arsenico, cadmio, mercurio e perfino cianuro nell'acqua destinata alla potabilità...

Charlie Hebdo: uno dei killer era quasi cieco!!

Uno dei due cecchini era quasi orbo, al punto che le autorità francesi gli negarono la patente anche con l'ausilio degli occhiali. Non vedeva una mazza, ma ha dimostrato di essere un tiratore infallibile.

Scandalo Austria: anche le banche europee cominciano a saltare?

Abbiamo riflettuto a sufficienza sulle conseguenze della perdita della sovranità nazionale e della possibilità di emettere moneta?

Meglio tardi che mai!!

Il relitto del "DC-9 Itavia" caduto ad Ustica, ricostruito nell'hangar di Pratica di mare

dedicato ad Andrea Purgatori

ROMA
La "teoria del complotto" che fu un missile ad abbattere il "Dc9" dell'"Itavia" ad Ustica
"è abbondantemente e congruamente motivata."
Questo è quanto si legge nella sentenza con la quale la terza sezione civile della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal ministero della Difesa e delle Infrastrutture e Trasporti.

Trent'anni per dare un senso a quel buco vicino al portellone... MEGLIO TARDI CHE MAI!!

Nell'immagine in bianco e nero, il foro è ben visibile

Tre cose tre...

Leggendo "Shock Economy - L'ascesa del capitalismo dei disastri", di Naomi Klein, mi sono "imbattuto" in un discorso di Donald Rumsfeld datato 10 Settembre 2001.
Prima di leggerlo, è bene ricordare almeno tre cose:
1) Donald Rumsfeld, all'epoca, era Segretario alla Difesa degli Stati Uniti d'America;
2) il 10 Settembre 2001 è il giorno che precede gli attentati dell'11 Settembre 2001;
3) Il Pentagono è uno dei tre edifici coinvolti negli attacchi terroristici.
"L'argomento di oggi è un avversario che pone una minaccia, una minaccia grave, alla sicurezza degli Stati Uniti d'America. Questo avversario è uno degli ultimi bastioni al mondo della pianificazione centralizzata. Governa sulla base di piani quinquennali. Da una sola Capitale, cerca di imporre le sue pretese attraverso più fusi orari, Continenti, Oceani e oltre. Con brutale coerenza, soffoca la libertà di pensiero e reprime le nuove idee. Mette in crisi le difese degli Stati Uniti e mette a rischio le vite di uomini e donne in uniforme.
Forse vi sembrerà che questo avversario somigli all'ex Unione Sovietica, ma quel nemico è scomparso: i nostri avversari di oggi sono più sottili e implacabili [...].
L'avversario è più vicino a casa. E' la burocrazia del Pentagono [1]."

Donald Rumsfeld, Segretario alla Difesa degli Stati Uniti d'America, 10 Settembre 2001

P.s. l'aereo responsabile del crollo di un'area del Pentagono, il "Boeing 757-200" del volo "77 American Airlines", in rotta da Dulles a Los Angeles, del quale la Torre di Controllo ha perso le tracce alle ore 08,55 dell'11 Settembre 2001, non è mai stato rinvenuto.

Note e fonti:
[1] "DoD Acquisition and Logistic Excellence Week Kickoff - Bureaucracy to Battlefield", discorso tenuto da Donald Rumsfeld al Pentagono, il 10 Settembre 2001, consultabile sul sito www.defense.gov

11 Settembre 2001 e la "Israel Lobby"
(questo non è il solito post antisemita)


Leggende metropolitane e "teorie del complotto" finiscono come sempre per mescolarsi, quando si parla di Israele (in generale) e del sionismo (in particolare), che li si associ a tematiche quali il signoraggio bancario o gli (auto)attentati dell'11 Settembre 2001.
E' questo uno dei motivi per i quali, chi si occupa di tali tematiche, finisce per essere etichettato con termini quali fascista o nazista ed, in tutti i casi, antisemita.
In questo topic riporterò un paio di pagine tratte da "La Israel lobby e la politica estera americana", in cui non si asserisce che "nessun ebreo, l'11 Settembre 2001, si trovava sul suo posto di lavoro nelle Torri... sicuramente erano stati avvertiti degli attentati..." né che "Silverstein, in quanto ebreo, era a conoscenza degli attentati... è per questo motivo che quel giorno non si trovava nel suo ufficio...", ma si evidenziano esclusivamente i rapporti tra l'Amministrazione Bush e quella che gli Autori del libro definiscono "Israel Lobby".
Particolare attenzione è rivolta ai membri di uno dei principali gruppi di ricerca e di supporto legati al mondo neoconservatore, ben noto a tutti i "teorici del complotto": il "Project for The New American Century" ("PNAC").

Ricordando a tutti voi che, i membri del "PNAC", con la stesura del "Rebuilding America's Defenses", hanno anticipato eventi "catastrofici e catalizzatori" come neanche il miglior Nostradamus avrebbe potuto fare, vi auguro buona lettura.

Il movimento neoconservatore (neocon), svolgeva un importante ruolo nella vita intellettuale e politica americana già negli anni Settanta, ma ha iniziato ad attirare su di sé l'attenzione dopo gli attentati dell'11 Settembre 2001.
Il gruppo ha avuto un ruolo di primo piano nel plasmare la politica estera unilateralista dell'Amministrazione Bush, in particolare per quanto riguarda la sciagurata decisione di invadere l'Iraq, nel Marzo 2003.

Il neoconservatorismo è un'ideologia con un orientamento ben preciso sia in politica interna sia in politica estera, sebbene qui ci interessi solo la seconda.
La maggior parte dei neoconservatori magnificano le virtù dell'egemonia americana, a volte anche l'idea di un Impero americano, e sono convinti che la forza degli Stati Uniti debba essere usata per incoraggiare la diffusione della Democrazia e dissuadere i potenziali antagonisti persino dal tentare la competizione con gli USA. A loro avviso, diffondere la democrazia e difendere la supremazia statunitense è il modo migliore per instaurare una pace che duri nel lungo periodo.
I neoconservatori sono altresì convinti che, grazie al carattere democratico del sistema americano, quella degli Stati Uniti sia percepita come un'egemonia benigna dalla maggior parte degli altri Paesi, e che la leadership statunitense sarà salutata con favore se verrà esercitata con fermezza.
Nei confronti delle Istituzioni internazionali (e specialmente dell'ONU, che considerano tanto un organismo anti-israeliano quanto un freno alla libertà di azione dell'America) sono tendenzialmente scettici e, nei confronti di molti alleati, sono circospetti (specialmente verso gli europei, giudicati alla stregua di sognatori pacifisti che cavalcano a buon mercato la pax americana).
Nella convinzione che la leadership statunitense sia "un bene, tanto per l'America quanto per il mondo" - per citare il sito web del neoconservatore "Project for The New American Century" - sono in linea generale favorevoli all'esercizio unilaterale della potenza statunitense.

Un tratto molto importante del neoconservatorismo è la convinzione che - per forgiare il mondo in modo da recare vantaggio all'America - la forza militare sia uno strumento di grande utilità. Se gli Stati Uniti dimostrano la propria capacità sul piano militare e dimostrano altresì di essere disposti a fare uso della propria potenza bellica, i loro alleati ne seguiranno l'esempio, e i potenziali nemici, sapendo che è inutile resistere, decideranno di "accodarsi" agli americani. Il neoconservatorismo, insomma, è un'ideologia politica decisamente aggressiva.

Molti neoconservatori sono legati a una complessa rete di centri studi, comitati e pubblicazioni che si propongono di promuovere la relazione speciale tra Stati Uniti ed Israele.
Prendiamo Richard Perle, uno dei neoconservatori di primissimo piano: è membro dell'"American Enterprise Institute" ("AEI") e Socio dell'Organizzazione di destra "Center for Security Policy" ("CSP"), dello "Hudson Institute", del "JPNSA", del "PNAC", del "Middle East Forum" ("MEF") e della "Foundation for Defense of Democracies" ("FDD"), oltre che consigliere del "Washington Institute for Near East Policy" ("WINEP").
I suoi amici neoconservatori sono altrettanto ben introdotti:
William Kristol, cofondatore del "PNAC", Direttore del "Weekly Standard", ex Socio della "FDD", del "MEF" e dell'"AEI";
Charles Krauthammer, firmatario di numerose lettere aperte del "PNAC", editorialista del "Washington Post", assegnatario del premio "Irving Kristol" dell'"AEI" (intitolato al padre di William, uno dei fondatori del neoconservatorismo), collaboratore del "Weekly Standard" e Socio della "FDD".

L'elenco delle connessioni, passate e presenti, delizierebbe il teorico delle interrelazioni sistematiche:
Elliott Abrams ("PNAC", "CSP", "Hudson Institute");
William Bennett ("PNAC", "AEI", "CSP");
John Bolton ("PNAC", "AEI", "JINSA");
Reuel Marc Gerecht ("PNAC", "AEI", "The Weekly Standard");
Jeane Kirkpatrick ("PNAC", "AEI", "FDD", "JINSA", "WINEP");
Joshua Muravchik ("PNAC", "AEI", "JINSA", "WINEP");
Daniel Pipes ("PNAC", "MEF", "WINEP");
Norman Podhoretz ("PNAC", "Hudson Institute", "Commentary");
Paul Wolfowitz ("PNAC", "AEI", "WINEP");
James Woolsey ("PNAC", "CSP", "JINSA", "FDD").

Questa breve lista non esaurisce affatto le affiliazioni incrociate all'interno del movimento neoconservatore.
Quello che a qualcuno può sembrare un oscuro complotto (o una "conventicola di destra"), ha tuttavia ben altra natura: i vari centri studio e comitati e le varie fondazioni e pubblicazioni che hanno alimentato il movimento neoconservatore funzionano non troppo diversamente dagli altri network legati alla politica.

Lungi dal sottrarsi alla dimensione pubblica o dal tramare complotti nell'ombra, questi gruppi cercano attivamente di ottenere visibilità, nel dichiarato intento di determinare l'opinione del pubblico e quella dell'élite, e di orientare in tal modo la politica estera americana nella direzione desiderata.

Il network neoconservatore è innegabilmente impressionante; i principali quotidiani e periodici neoconservatori sono il "Commentary", il "New York Sun", il "Weekly Standard" e la pagina dei commenti del "Wall Street Journal".
I gruppi di ricerca e di supporto più legati al mondo neoconservatore sono l'"American Enterprise Institute" ("AEI"), il "Center for Security Policy" ("CSP"), lo "Hudson Institute", la "Foundation for Defense of Democracies" ("FDD"), il "Jewish Institute for National Security Affairs", il "Middle East Forum", il "Project for a New American Century" e il "Washington Institute for Near East Policy".

In pratica, tutti i neoconservatori sono decisamente schierati in favore di Israele, circostanza che sono soliti ribadire in modo forte e chiaro [1].

Note e fonti:
[1] "La Israel lobby e la politica estera americana", di John J. Mearsheimer e Stephen M. Walt, Mondadori Editore

Chi non muore, si rilegge!!

Finalmente una delle mie domande esistenziali ha trovato risposta... ci sono voluti 3 mesi ma ne è valsa la pena... veramente ben approfondito...
"L'Opposizione controllata di Giulietto Chiesa"

Secondo le nostre analisi Giulietto Chiesa assomiglia molto a David Icke. Icke, guru "contro" il NWO, pur denunciando apparentemente alcuni aspetti della New Age (cioè la religione mondiale imposta dall'elite) in diversi suoi libri, propone però, a tutti quanti noi, la stessa New Age Luciferina come "soluzione" per combattere il Nuovo Ordine Mondiale, nel mentre ci sciorina le tesi di Alice Bailey come se fossero le sue, senza nemmeno citarla, ingannando così gli ingenui "complottisti". Allo stesso modo il nostro Giulietto Chiesa, pur denunciano il neo-malthusianesimo di alcuni membri dell'élite imperialista (a dire il vero solo in qualche frase stringata), egli stesso poi propone la stessa cosa come "soluzione", non chiamandolo mai con il suo nome, al fine, a quanto pare, di ingannare gli stessi poveri complottisti che lo seguono adoranti e vedono in lui un uomo coraggioso e un guru.

Estraiamo un passo del libro "Zero" [in realtà il libro in questione è "ZERO2 - Le pistole fumanti che dimostrano che la versione ufficiale sull'11/9 è un falso"] (pag. 275) di Giulietto Chiesa ripreso da un blog [l'Autore si è dimenticato di aggiungere "in stato confusionale"] dove veniamo citati per aver criticato il "povero" Giulietto:
"con l'entrata in guerra degli Stati Uniti, il 6 aprile del 1917, il predominio del governo invisibile si consolidò [...]. Da allora, il governo invisibile ha in genere reso pubblico il proprio punto di vista per mezzo di un portavoce [...]. I presidenti di norma hanno agito come burattini nelle mani di questo gruppo di potere [...]. Al momento l'oligarchia finanziaria appare spaccata tra una fazione di neocon estremisti, che gravita attorno a George Shultz e Rupert Murdoch, e una frangia più moderata di imperialisti maltusiani, raggruppati attorno a James Baker III e al principe Carlo. La lezione cruciale, comunque, è che qualsiasi presidente degli Stati Uniti deve essere considerato come un burattino [...]"
A parte il fatto che la descrizione dell'elite mondialista è proprio degna di uno sprovveduto (un finto sprovveduto), quello che bisogna sottolineare è questo: se qui si denunciano alcuni nomi secondari di imperialisti maltusiani, non spiegando nemmeno nel dettaglio tale ideologia Malthusiana e glissando sui principali propugnatori, non vuol dire certo che Giulietto non sia vicino, in quanto a ideologia, a questi personaggi. Come abbiamo già detto, è la stessa tecnica di David Icke, il quale sembra denunciare alcuni aspetti della new age e del new world order, così come denuncia molti leader mondiali artefici del NWO, per poi proporre la stessa cosa sotto le mentite spoglie di una soluzione dal basso. Il Giulietto che denuncia certi esponenti malthusiani ci vuole ingannare dicendoci che la sua via sia qualcosa di altro.

Partiamo da un presupposto, che è quello dell'ideologia che si è affermata nel dopoguerra...

... continua su nwo-truthresearch... "blog anonimo" che "traduce dall’inglese ogni articolo che riporti il tag “gesuiti” a prescindere da chi l’abbia scritto, da cosa ci sia scritto e da perché ci sia scritto" (Daniele di Luciano digit) ma che, a volte, realizza gran bei post...

Hiv feat. Aids - La Frode Scientifica del Secolo


Quando accettò la nomina a Segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, come tutti i pubblici funzionari, fu obbligato a spogliarsi di tutte le partecipazioni azionarie che avrebbero potuto essere influenzate - nel bene o nel male - dalle decisioni prese durante il mandato.
Molto semplicemente, ciò significava vendere tutte le azioni legate alla sicurezza nazionale o alla difesa.
Ma Rumsfeld faticò molto. Le sue partecipazioni azionarie in aziende legate in vario modo ai disastri, erano così numerose che il neosegretario affermò che non sarebbe riuscito a disfarsene entro i termini stabiliti, e piegò le norme etiche in suo favore, cercando di tenersi strette più azioni possibili.
Vendette le azioni della "Lockheed Martin", della "Boeing" e di altre imprese del settore della Difesa, e mise in un blind trust 50 milioni di dollari in azioni.
Ma dopo tutto ciò, era ancora proprietario unico o parziale di agenzie private d'investimento attive nel settore della Difesa e delle biotecnologie.
Rumsfeld era restio a subire una perdita vendendo in fretta quelle aziende, e invece chiese proroghe di due-tre mesi rispetto alla data stabilita: un evento molto raro a quei livelli di Governo.
Ciò significava che, per sei mesi dopo l'elezione a Segretario alla Difesa, e forse ancora oltre, Rumsfeld fu impegnato nella ricerca di acquirenti appropriati alle sue aziende.

Quando si trattò della "Gilead Sciences", l'azienda che Rumsfeld presiedeva e che deteneva il brevetto per il "Tamiflu", il Segretario alla Difesa si impuntò. Quando gli fu chiesto di scegliere tra i suoi interessi finanziari e il suo incarico pubblico, lui, semplicemente, si rifiutò di farlo.
Le epidemie sono questioni che toccano la Sicurezza Nazionale, e dunque rientrano interamente nell'ambito di competenza del Segretario alla Difesa. Eppure, in barba a questo palese conflitto di interessi, Rumsfeld restò proprietario di azioni della "Gilead Sciences" per un valore stimato tra gli 8 e i 39 milioni di dollari per tutta la durata del suo mandato.

Il rifiuto di Rumsfeld di piegarsi alla legge si rivelò molto redditizio.
Se avesse venduto le azioni "Gilead Sciences" all'inizio del mandato, nel gennaio 2001, ognuna gli avrebbe fruttato solo 7,45 dollari.
Ma conservandole durante l'allarme sull'influenza aviaria, l'isteria collettiva sul bioterrorismo e le decisioni della sua stessa Amministrazione di investire fortemente nell'azienda, Rumsfeld si ritrovò, alla fine del suo mandato, con azioni che valevano 67,60 dollari l'una: un aumento dell'807 per cento.
Nell'aprile 2007, erano arrivate a 84 dollari l'una. Ciò significa che quando lasciò il posto di Segretario alla Difesa, Rumsfeld era un uomo incomparabilmente più ricco di quando era arrivato: un evento raro per un multimiliardario che svolge un incarico pubblico [1].

Il deciso rifiuto opposto da Rumsfeld alla possibilità di smettere di arricchirsi sui disastri, mentre ricopriva la più importante carica nella Sicurezza Nazionale, ebbe diverse concrete ripercussioni sul suo rendimento lavorativo.
Per gran parte del suo primo anno in carica, mentre cercava di scaricare i suoi pacchetti azionari, Rumsfeld dovette sottrarsi a un numero impressionante di decisioni politiche cruciali.
Secondo l'"Associated Press",
"ha evitato riunioni al Pentagono in cui si parlava di Aids".
Ora vi starete chiedendo cosa c'entri l'Aids in tutto ciò.
Ecco la risposta: la "Gilead Sciences", tra gli altri brevetti, ne possiede anche alcuni per farmaci ritenuti "cruciali" per la lotta all'Aids.
E ci si meraviglia ancora del perché il programma mondiale di lotta contro l'Aids degli Stati Uniti sia gestito dal "National Security Council" e dalla CIA, o del perché, siti come www.aids-statistics.com, accessibili fino al 2001, siano stati cancellati.


Immagine tratta da www.stampalibera.com
"Hiv feat. Aids - La Frode Scientifica del Secolo".
Note e fonti:
[1] "Shock economy", di Naomi Klein, Rizzoli Editore

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