.

Medici confermano prima morte umana ufficialmente causata da OGM!!

Tutto ciò nei giorni in cui Il mais 1507, una varietà OGM sviluppata da DuPont e Dow, potrà fare il suo ingresso trionfale nell’Unione Europea grazie all’imminente approvazione da parte della Commissione Europea della nuova legge sugli OGM...

Differenziata: il grosso affare delle amministrazioni locali!!

Aumentare a dismisura la TARSU per mandare poi tutti i rifiuti in discarica...

L'Europa multa l'Italia per inquinamento da arsenico, mercurio e cadmio!!

Italia prima in Europa per emissioni di arsenico, cadmio, mercurio e perfino cianuro nell'acqua destinata alla potabilità...

Charlie Hebdo: uno dei killer era quasi cieco!!

Uno dei due cecchini era quasi orbo, al punto che le autorità francesi gli negarono la patente anche con l'ausilio degli occhiali. Non vedeva una mazza, ma ha dimostrato di essere un tiratore infallibile.

Scandalo Austria: anche le banche europee cominciano a saltare?

Abbiamo riflettuto a sufficienza sulle conseguenze della perdita della sovranità nazionale e della possibilità di emettere moneta?

Aids feat. Hiv - La Frode Scientifica del Secolo
(Documenti Ufficiali)

Il seguente scritto ("copiaincollato", con qualche modifica a livello grafico/grammaticale, da un documento in formato .pdf, visionabile e scaricabile dalla pagina "Articoli e Documenti"), è un approfondimento scientifico al post "Aids feat. Hiv".
Ringrazio l'Autore che, su espressa richiesta, non sarà menzionato e ricordo che, come sosteneva Wolfgang Goethe, "Molti rispettano la scienza se vivono di questa, ma venerano l'errore se è da esso che traggono i mezzi di sussistenza."
lafrodescientificadelsecolo.blogspot.com


Il 23 aprile 1984, il Dottor Robert Gallo afferma, in una conferenza stampa con l'allora segretaria del "Ministero della Salute" statunitense Margaret Heckler, che
"[...] la probabile causa dell'Aids è stata individuata, è un virus chiamato Htlv 1-2-3 (oggi chiamato Hiv); contiamo di avere un vaccino pronto entro 2 anni.".
Tale conferenza viene effettuata prima che Gallo sottoponga la sua ricerca e i suoi esperimenti alla Comunità Scientifica per poterne verificare la validità.
24 ore dopo, il primo "test" ipoteticamente destinato all'individuazione del virus nel sangue umano è già stato brevettato ed è pronto per essere venduto in tutto il mondo.

I documenti ufficiali che "provano" questa "scoperta" sono riportati di seguito.


Il giorno 26 marzo 1984, il Dottor Matthew A. Gonda, che venne incaricato da Gallo ed assistenti di fotografare il "virus" al microscopio elettronico, al fine di inviare le immagini alla rivista "Science" per la sua pubblicazione, scrive a Gallo e alla sua équipe che
"[...] le particelle osservate sono frammenti di una cellula degenerata" e che "[...] non credo affatto che le particelle fotografate siano il virus Htlv (Hiv).".
Il collaboratore di Gallo, il Dottor Mika Papovic, scrive, nella sua ricerca, (si veda il documento originale di seguito riportato) che
"[...] nonostante intensi sforzi nella ricerca, l'agente patogeno causa dell'Aids non è stato ancora identificato.".
Gallo, come si può notare dal documento, depenna tale frase e la sostituisce con una che afferma il contrario, poi spedisce il suo articolo alla rivista "Science" che lo pubblica il 4 Maggio del 1984.



Nel 2008, 37 scienziati inviano una lettera a "Science" chiedendo che l'articolo del 1984 di Gallo sia immediatamente ritirato poiché le prove di come fosse stato volutamente contraffatto, sono tali da renderlo inaccettabile dal punto di vista scientifico e morale. Tale lettera è ancora in attesa di risposta.

I TEST PER EFFETTUARE LA DIAGNOSI DI Hiv SONO 3:

1) il primo è chiamato test "Elisa", definito test anticorpale di diagnosi di routine; se questo test risulta positivo, è obbligatorio effettuare un secondo prelievo al paziente, in modo da poter verificare l'infezione con un altro test, chiamato "Western Blot".

2) Il "Western Blot" è costituito da 9 bande antigieniche che si ritengono specifiche del virus Hiv. Ma in ogni paese del mondo, il numero di bande necessarie alla conferma della positività del test è diverso. Si può essere positivi in Svizzera, dove le bande richieste sono 2, e negativi in Australia, dove le bande richieste sono 4. In Africa, la diagnosi di Aids viene effettuata senza l'uso dei test, ma in base ai cosiddetti principi di "Bangui", indicatori clinici aspecifici di infezione come febbre, dissenteria, perdita di peso. Questo in un paese in cui la malnutrizione e la mancanza di acqua potabile creano un numero di malattie note alla scienza da secoli e che nulla hanno a che fare con un virus.

3) Un terzo tipo di test, chiamato "PCR" (Reazione a catena della Polimerasi), viene utilizzato per confermare e monitorare l'intensità dell'infezione Hiv in base al presunto numero di copie di virus per millilitro di sangue. Tale tecnica, inventata da Kary Mullis negli anni Novanta, e per la quale Mullis ottenne il premio Nobel nel 1993, è parte dello screening diagnostico e prognostico delle infezioni da Hiv; in base a questo test si decide quando, quanti e quali farmaci somministrare a vita al paziente. Ma lo stesso Mullis ha affermato che la sua tecnica "non è in grado di identificare virus" perché è nata per altri obiettivi e amplifica di milioni di volte dei piccoli frammenti di DNA e RNA endogeno, quindi non specifico.

I seguenti sono i foglietti illustrativi che accompagnano i tre test:

Elisa Kit

Hiv-1 Western Blot Kit

Epitope, Inc. Product Number 72827
PN201-3039 Revision #8
"SUMMARY AND EXPLANATION OF THE TEST"
A sample that is reactive in both the EIA screening test and the Western blot is presumed to be positive for antibody to Hiv-1, indicating infection with this virus except in situations of passively acquired antibody or experimental vaccination."

"LIMITATIONS OF THE PROCEDURE"

1. The assay must be performed in strict accordance with these instructions to obtain accurate, reproducible results.

2. Although a Positive result may indicate infection with the Hiv-1 virus, a diagnosis of Acquired Immunodeficiency Syndrome (Aids) can be made only if an individual meets the case definition of Aids established by the Centers for Disease Control. A repeat test on an independent sample should be considered to control for sample mix-up or operator error, and to verify a positive test result.

3. Individuals with Hiv-1 infection may present incomplete patterns due to the natural history of Aids or other immunodeficiency states, e.g.:
a. Aids patients may lose antibody reactions to p24 & p31;
b. Infants born to Hiv-1 infected mothers, but who are uninfected, may display incomplete patterns as passively acquired maternal antibodies begin to disappear;
c. Individuals who have recently seroconverted may display incomplete band patterns;
d. Infected patients with malignancies and individuals receiving immunosuppressive drugs may fail to develop a Positive result;
e. Individuals infected with Htlv-I/II or Hiv-2, may exhibit incomplete cross-reactivity;
f. Individuals may develop incomplete patterns that reflect the composition of experimental Hiv sub-unit vacines that they may have received.
[...]



5. Since reactivity of any degree with any of the virus-specific proteins identified on the strip is possible evidence of antibodies to Hiv-1, all samples interpreted as Indeterminate should be repeated using the original specimen. In addition, it is recommended that samples interpreted as Indeterminate be retested after six months, using a fresh specimen.

6. Do not use this kit as the sole basis of diagnosis of Hiv-1 infection.

7. A Negative result does not exclude the possibility of Hiv-1 infection. Antibody testing should not be used in lieu of donor self-exclusion by blood collection establishments."

Sensitivity and Specificity

Sensitivity and specificity of the Hiv-1 Western Blot Kit was determined in comparative studies with a previously licenced Hiv-1 Western blot using EIA repeatedly reactive samples from high Aids risk and low risk populations respectively.*

"INTERFERING FACTORS AND SUBSTANCES"

Testing was performed on specimens from individuals with clinical conditions unrelated to Hiv-1 which might result in a reactivity with proteins present. Samples studied included 25 from persons with auto immune diseases, 12 with elevated gammaglobulins, 110 with viral infections unrelated to Hiv-1 and 38 other conditions. The viral infections included samples positive in clinical tests for Cytomegalovirus (12), Infectious mononucleosis (10), Epstein-Barr virus (3), Rubells (12), Varcella-Zoster (3), Herpes Simplex (12), HBsAg (7), and Htlv-1 (39). Although bands were occasionally present at viral locations, none of the strips could be interpreted as positive.**
COMMENTARY:
* Although the Western Blot is supposed to be a "more specific" test to confirm the results of the EIA (ELISA), the specificity and sensitivity are assumed by the same indirect means. No gold standard was applied, such as isolating Hiv-1 from fresh patient plasma, in any of these studies. These studies confuse specificity with a high reproducibility of EIA by Western Blot.

(Test Western Blot: Come si può notare dall'immagine qui sotto, in ogni Paese i criteri richiesti per una diagnosi di positività oc mref ata ladtsetanestern Blot sono differenti. Se si è positivi in un Paese in cui le bande richieste sono 2, basta recarsi in un altro Paese in cui le bande richieste sono maggiori e si diventa automaticamente sieronegativi).


PCR "viral load" tests KIT INSERT

The AMPLICOR Hiv-1 MONITOR test is an in vivo nucleic acid amplification test for the quantification of Human Immunodeficiency Virus Type 1 (Hiv-1) in human plasma. The test is intended for use in conjunction with clinical presentation and other laboratory markers as an indicator of disease prognosis.

The test has been used as an aid in assessing viral response to antiretroviral treatment as measured by changes in plasma Hiv-1 RNA levels. The clinical significance of changes in Hiv RNA measurements has not been fully established although several large studies that will more fully determine the role of comparative Hiv RNA measurements in patient management are now in progress. Hiv-1 RNA levels as measured by PCR were used as one of the surrogate markers in the accelerated approval process for the protease inhibitor drugs INVIRASE, CRIXIVAN and NORVIR, and for the reverse transcriptase inhibitor drug EPIVIR. The utility of plasma Hiv-1 RNA in surrogate endpoint determinations has not been fully established.

The AMPLICOR Hiv-1 MONITOR Test is not intended to be used as a screening test for Hiv or as a diagnostic test to confirm the presence of Hiv infection.
Come si può notare, gli stessi produttori del test Elisa, alla voce "sensibilità e specificità del test" affermano:
"AD OGGI NON ESISTE UNO STANDARD RICONOSCIUTO PER STABILIRE LA PRESENZA O L'ASSENZA DI ANTICORPI Hiv-1 E Hiv-2 NEL SANGUE UMANO".
Ma tale test viene usato per affermare che nel sangue analizzato del paziente gli anticorpi sono presenti.
Nel foglio illustrativo del test Western Blot, chiamato "test di conferma" perché appunto dovrebbe confermare un'infezione rivelatasi al primo test Elisa, si legge che:
"UN CAMPIONE DI SANGUE RISULTATO POSITIVO SIA AL TEST ELISA CHE AL TEST WESTERN BLOT SI PRESUME INFETTO DA Hiv-1
e ancora:
"SEBBENE UN RISULTATO POSITIVO (ricordiamo che la sua positività cambia da paese a paese) POTREBBE INDICARE INFEZIONE DA Hiv-1, LA DIAGNOSI DI Aids PUO' ESSERE EFFETTUATA SOLO SE L'INDIVIDUO RISPECCHIA I CRITERI DIAGNOSTICI STABILITI DAL CDC (CENTER FOR DISEASES CONTROL)"
e inoltre al punto 6 viene affermato:
"NON USARE IL WESTERN BLOT COME UNICO TEST DI CONFERMA DI DIAGNOSI DI POSITIVITA' AL VIRUS Hiv-1".
Peccato che questo viene chiamato e usato come test di conferma...
Passando alla terza metodica diagnostica, la PCR (Reazione a catena della Polimerasi), ecco cosa riporta il foglio illustrativo del test:
"QUESTA TECNICA NON DEVE ESSERE USATA COME TEST DI SCREENING PER IL VIRUS Hiv O COME STRUMENTO DIAGNOSTICO PER CONFERMARE LA PRESENZA DEL VIRUS"
Con questo test, invece, i medici decidono quando iniziare le terapie farmacologiche a base di chemioterapici che andranno assunti quotidianamente per tutta la vita, sui pazienti definiti sieropositivi. Terapie farmacologiche basate su farmaci tossici e mortali (chiamati farmaci antiretrovirali-ARV) nei cui bugiardini, consultabili liberamente sul sito della FDA (Food and Drugs Administration) viene affermato che (vedi immagine, esemplificativa di uno dei tanti farmaci ARV fotografata direttamente dal sito americano www.fda.gov):


L'etichetta del farmaco AZT, che anni fa veniva usato in monoterapia e attualmente si somministra alle donne gravide per evitare di "trasmettere il virus" al nascituro; inoltre si usa ancora in combinazione con altri farmaci: -PERICOLO DI MORTE- "Tossico per inalazione, in contatto con la pelle e se deglutito".

Dalla rivista "Lancet", Agosto 2006, uno studio sull'inefficacia e tossicità dei farmaci anti-Hiv:

"IL RISCHIO DI MORIRE DI AIDS E' AUMENTATO DA QUANDO SI USANO I FARMACI ANTI-HIV"


"QUESTO FARMACO NON CURA E NON PREVIENE L'INFEZIONE DA HIV E NON NE IMPEDISCE LA TRASMISSIONE. QUESTO FARMACO PUO' CAUSARE, CON I SUOI EFFETTI COLLATERALI, SINTOMI INDISTINGUIBILI DALLA IMMUNODEFICIENZA ACQUISITA (Aids)".

Milioni di vittime nel mondo sono quindi morte a causa dei farmaci che dovevano curarli.
Françoise Barrè-Sinoussi ha preso il Premio Nobel per la Medicina insieme a Luc Montagnier per la presunta scoperta del virus Hiv; ma la prima ha affermato nel documentario "The Emperor New Virus" che "Purificare il virus era fondamentale per poter preparare i test per trovare gli anticorpi dell'Hiv, ok? Perché volevamo che i test diagnostici fossero quanto più precisi possibile. Infatti se si usa una preparazione di virus che non è purificata ovviamente identificherai anticorpi di ogni tipo [...]".

Però Luc Montagnier, che ha condiviso con lei il Nobel, ha onestamente sostenuto che:

Luc Montagnier: "LO RIPETO, NOI NON ABBIAMO PURIFICATO IL VIRUS".

Esistono circa 70 condizioni mediche riconosciute che possono portare alla positività dei test Hiv, che non vengono MAI comunicate al paziente al momento del test. Tra queste troviamo la semplice influenza e il vaccino antinfluenzale stesso (nel foglio illustrativo di questo viene dichiarato che può determinare positività ai test Hiv), vaccinazioni di vario tipo (ad esempio i lisati batterici), il raffreddore, la gravidanza, infezioni di varia natura (citomegalovirus, mononucleosi, herpes simplex I e II), etc. etc..

A tal proposito, si veda l'elenco seguente, compilato da Christine Johnson.

Fattori che possono dare esito positivo al test Hiv

Anticorpi anti-carboidrati;
Anticorpi che si trovano in modo naturale (Naturally-occurring antibodies);
Immunità passiva: recezione di gamma globulina o immunoglobulina (come profilassi contro infezione che contiene anticorpi);
Lebbra;
Tubercolosi;
Micobacterium avium;
Lupus eritematoso sistemico;
Insufficienza renale;
Emodialisi/Insufficienza renale;
Terapia di alfa interferone in pazienti di emodialisi;
Influenza;
Vaccino contro l'influenza;
Virus Herpes semplice I (labiale);
Virus Herpes semplice II (genitale);
Infezione del tratto respiratorio superiore (raffreddore o influenza);
Infezione virale recente o esposizione a vaccini virali Gravidanza in donne multipare ( che hanno partorito molto);
Malaria Alti livelli di complessi immuni circolanti;
Ipergammaglobulinemia (alti livelli di anticorpi);
Falsi sieropositivi in altri test, incluso il test RPR (rapid plasma reagent) per la sifilide;
Artrite reumatoide;
Vaccino contro l'epatite B;
Vaccino contro il tetano;
Trapianto di organi;
Trapianto renale;
Anticorpi anti-linfociti;
Anticorpi anti-collageni (riscontrati in omosessuali, emofiliaci, africani in tutte e due i sessi, in persone con lebbra);
Sieropositivi al fattore reumatoide, anticorpi anti-nucleari (entrambi riscontrati nella artrite reumatoide e in altri auto-anticorpi);
Malattie autoimmuni - Lupus eritematoso, scleroderma, malattia del tessuto connettivo, dermatomiositi;
Infezioni virali acute, infezioni virali del DNA Neoplasmi maligni (cancri);
Epatite alcolica/malattia epatica alcolica;
Colangite sclerosante primaria;
Epatite;
Sangue "appiccicoso" (negli africani);
Anticorpi con un'alta affinità per il polistirene (adoperati nei kit dei test);
Trasfusioni sanguinee, trasfusioni sanguinee molteplici;
Mieloma molteplice;
Anticorpi HLA (contro antigeni dei leucociti di tipo I e di tipo II);
Anticorpi anti-muscoli lisci;
Anticorpi anti-celle parietali;
IgM (anticorpi) anti-epatite A;
IgM anti-Hbc;
Somministrazione di preparati di immunoglobulina umana raccolti prima del 1985;
Emofilia;
Disordini ematologici maligni/limfoma;
Cirrosi biliare primaria;
Sindrome di Stevens-Johnson;
Febbre Q con epatite associata;
Campioni trattati con calore (specimens);
Siero lipemico (sangue con alti livelli di grassi o lipidi);
Siero emolizzato (sangue in cui l'emoglobulina si separa dai globuli rossi);
Iperbilirubinemia;
Globuline prodotte durante gammopatie policlonali (le quali si riscontrano in gruppi a rischio Aids);
Individui sani come risultato di reazioni crociate non capite;
Ribonucleoproteine umane normali;
Altri retrovirus Anticorpi anti-mitocondriali;
Anticorpi anti-nucleari;
Anticorpi anti-microsomiali;
Anticorpi dell'antigene di leucociti delle cellule T;
Proteine nel filtro di carta;
Virus Epstein-Barr;
Leishmaniasi viscerale;
Sesso anale ricettivo.
Cosa rilevano dunque questi test che si definiscono specifici per Hiv, se invece danno una reazione crociata con innumerevoli tipi di anticorpi non specifici?

In un'intervista del 2009, il co-scopritore del virus Hiv, Luc Montagnier, ha dichiarato che "POSSIAMO ESSERE TUTTI ESPOSTI AL VIRUS HIV, SENZA ESSERNE CRONICAMENTE INFETTATI; UN SISTEMA IMMUNITARIO FUNZIONANTE, DEBELLERA' IL VIRUS IN POCHE SETTIMANE".
Il Professor Montagnier dovrebbe spiegarci come sia possibile liberarsi "in modo" naturale da un retrovirus che per quasi 30 anni è stato definito incurabile, letale, altamente trasmissibile.

Inoltre, ricordiamo che la funzione di un vaccino è creare gli anticorpi verso la malattia stessa. Se una persona risulta positiva al test per il citomegalovirus o la toxoplasmosi, ad esempio, viene dichiarata immunizzata verso tali agenti patogeni, poiché nel sangue vengono rilevati appunto gli anticorpi specifici. Nei test Hiv che, come abbiamo visto i produttori stessi dichiarano non in grado di identificare gli anticorpi Hiv, la positività (ovvero la presenza dei anticorpi) viene invece valutata come indicatore di infezione cronica, progressiva e mortale.

Ma, se anche l'Hiv fosse un retrovirus, come sostenuto da decenni, è importante sapere che nella storia della microbiologia e della virologia, nessun retrovirus è mai stato né pericoloso nè letale. Il nostro patrimonio genetico contiene infatti circa novantasettemila (97000) retrovirus endogeni (ovvero innati, non acquisiti dall'esterno) naturalmente presenti nel nostro organismo e assolutamente innocui.

Le culture cellulari usate da Gallo nel 1983, a cui segue la pubblicazione su "Science" dell'articolo-annuncio della scoperta del virus Hiv, erano mescolate a linfociti provenienti dal sangue di cordone ombelicale, tessuto riconosciuto da tempo per la sua ricchezza in retrovirus umani. Tale articolo comprende dunque gravi errori metodologici.

15 anni più tardi vennero effettuati controlli sperimentali in laboratori francesi e statunitensi che pubblicano un articolo sulla rivista "Virology" (1997), in cui si dimostravano i risultati dei loro studi al microscopio elettronico sui gradienti ottenuti a partire da culture cellulari che si ritenevano infette da Hiv. In entrambi gli studi, gli autori hanno riscontrato un'abbondanza di residui cellulari senza alcuna evidenza accettabile di particelle retro virali. Quasi nello stesso momento Luc Montagnier viene intervistato da Djamel Tahi e finisce per ammettere che, in effetti, il virus Hiv non è mai stato isolato nel suo laboratorio.

Da cosa è causata allora l'Aids?

L'immunodeficienza è conosciuta in medicina da secoli ed è prevalentemente causata da:
1 - Uso e abuso di droghe, soprattutto nitrito di amile ("Popper");
Indicativa, a questo proposito, la seguente ordinanza del Ministro Fazio, di cui nessuno ha parlato:
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali

ORDINANZA 19 novembre 2009

Divieto di fabbricazione, importazione, immissione sul mercato e uso di achil-nitriti alifatici, ciclici o eterociclici e loro isomeri, in quanto tali o in quanto componenti di miscele o di articoli (Poppers). (10A00117) (G.U. Serie Generale n. 8 del 12 gennaio 2010.

Tenuto conto che gli alchil-nitriti sono stati riconosciuti come immunosoppressori e promotori della replicazione virale e delle cellule tumorali, nonché l'assunzione abituale di dette sostanze è stata associata ad aumento di rischio di infezioni virali trasmissibili per via sessuale e di sarcoma di Kaposi;

Ritenuto pertanto di dover adottare specifiche disposizioni per limitare l'uso non regolare di sostanze denominate "poppers" in quanto tali o in quanto componenti di miscele o articoli;

Rilevato che è necessario e urgente mantenere, fino a quando non si disporrà di una soluzione permanente, disposizioni cautelari a tutela dell'incolumità pubblica;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 maggio 2009 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 2008, n. 122, recante "Attribuzione del titolo di Vice Ministro al Sottosegretario di Stato presso il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, prof. Ferruccio Fazio, a norma dell'art. 10, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400";

Ordina:

Art. 1

Campo di applicazione

1. E' vietata la fabbricazione, immissione sul mercato e l'uso di alchil-nitriti alifatici, ciclici o eterociclici e loro isomeri in quanto tali o in quanto componenti di miscele o di articoli, destinati a consumatori.

Art. 2

Ritiro dal commercio

1. Le sostanze, le miscele e gli articoli di cui all'art. 1, già immessi sul mercato, devono essere ritirati dal commercio entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente ordinanza.

Art. 3

Vigilanza

1. Le Autorità sanitarie di controllo e gli organi di polizia giudiziaria e postale sono preposti alla vigilanza sulla esatta osservanza della presente ordinanza.

Art. 4

Disposizioni transitorie e finali

1. La presente ordinanza ha validità di 12 mesi a decorrere dalla data di pubblicazione.
2. La presente ordinanza entra in vigore il medesimo giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 19 novembre 2009

Il Vice Ministro: Fazio

Registrato alla Corte dei conti il 21 dicembre 2009

Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 7, foglio n. 177.
2 - Patologie varie (emofilia, malaria, lebbra, tubercolosi, infezioni ricorrenti di varia natura, abuso di antibiotici e cortisonici, che sono immunosoppressori;
3 - Gli stessi farmaci anti-Hiv (come dichiarato nel loro stesso foglio illustrativo); carenze alimentari, malnutrizione, assenza di acqua potabile-Africa.

L'Aids e la legge

La corte di Dortmund, il 15 Gennaio 2001, ha emesso una sentenza di condanna ad 8 mesi, con sospensione della pena, in un procedimento per genocidio (Legge § 220a StGB) contro le Autorità Sanitarie Federali Tedesche e contro il Parlamento della Repubblica Federale Tedesca. Le autorità sanitarie erano accusate di aver diffuso informazioni e foto false relative all'isolamento del virus Hiv; il Parlamento Tedesco era accusato di aver assecondato tali menzogne nonostante fosse a conoscenza dal 1994 del fatto che il virus Hiv non è mai stato isolato, e che conseguentemente nessun test poteva essere approvato ed utilizzato per definire infette persone che, sane prima del test, sono poi morte dopo un trattamento con farmaci antiretrovirali. La tesi dell'accusa, e cioè che ne Montagnier (1983) ne Gallo (1984) avevano isolato alcun virus in connessione con l'Aids e che il Bundestag era dal 1994 a conoscenza di tale fatto, è stata provata sulla base di un documento registrato negli archivi del "German Bundestag" stesso col numero DS 12/8591. Dopo la sentenza i ricorrenti hanno indirizzato una lettera nella quale descrivono le motivazioni e le conclusioni del procedimento legale a:
* ONU, Office of the High Commissioner for Human Rights, Mary Robinson;
* Tutti i capi di Stato e tutti i capi di Governo;
* Tutte le Organizzazioni Governative.

Un'altra notizia non riportata dal mainstream, liberamente consultabile sul sito americano del CDC. Ne riportiamo un estratto significativo:
On Jan 4, 2010, the US government made a very significant about face:
"HHS/CDC is removing Hiv infection from the definition of communicable disease of public health significance contained in 42 CFR 34.2(b) and scope of examination, 42 CFR 34.3 because Hiv infection does not represent a communicable disease that is a significant threat to the general U.S. population".
"L'Hiv NON E' UNA MALATTIA SESSUALMENTE TRASMISSIBILE DI RILEVANZA PER LA SALUTE PUBBLICA"
("Center for Diseases Control" and Hilary Clinton, 4 gennaio 2010)

Nessuno stato europeo considera l'Aids un'emergenza epidemica, tanto è vero che anche in Italia è considerata solo epidemia di Classe III (perfino la sorveglianza epidemiologica della rosolia si trova in Classe II, quindi è considerata più rilevante).

"Padian Study": il più importante studio epidemiologico condotto sulla trasmissibilità dell'Hiv, condotto in California, ha esaminato 175 coppie eterosessuali sessualmente attive, in cui un partner era sieropositivo e l'altro sieronegativo; le coppie sono state monitorate per un periodo di oltre 6 anni per valutare eventuali casi di siero conversione. Un quarto delle coppie ammise di non usare precauzioni durante i rapporti sessuali: non ci fu nemmeno un caso di siero conversione.

Hiv testing literature

1)"In 1985, at the beginning of Hiv testing, it was known that "68% to 89% of all repeatedly reactive ELISA (Hiv antibody) tests [were] likely to represent false positive results." (New England Journal of Medicine. 1985)".
"NEW ENGLAND JOURNAL O MEDICINE": "dal 68% all'89% dei test Elisa per anticorpi Hiv rappresentano falsi positivi"
2) In 1992, the Lancet reported ("Hiv Screening in Russia") that for 66 true positives, there were 30,000 false positives. And in pregnant women, "there were 8,000 false positives for 6 confirmations."
"LANCET": "per 66 individui positivi al test Hiv ci sono 30.000 falsi positivi"
In September 2000, the ArcHives of Family Medicine stated that the more women we test, the greater "the proportion of false-positive and ambiguous (indeterminate) test results."

The tests described above are standard Hiv tests, the kind promoted in the ads. Their technical name is ELISA or EIA (Enzyme-linked Immuno-sorbant Assay). They are antibody tests. The tests contain proteins that react with antibodies in your blood.

False Positives

In the U.S., you're tested with an ELISA first. If your blood reacts, you'll be tested again, with another ELISA. Why is the second more accurate than the first? That's just the protocol. If you have a reaction on the second ELISA, you'll be confirmed with a third antibody test, called the Western Blot. But that's here in America. In some countries, one ELISA is all you get.

It is precisely because Hiv tests are antibody tests, that they produce so many false-positive results. All antibodies tend to cross-react. We produce anti-bodies all the time, in response to stress, malnutrition, illness, drug use, vaccination, foods we eat, a cut, a cold, even pregnancy. These antibodies are known to make Hiv tests come up as positive.

The medical literature lists dozens of reasons for positive Hiv test results: "transfusions, transplantation, or pregnancy, autoimmune disorders, malignancies, alcoholic liver disease, or for reasons that are un-clear [...]" ("ArcHives of Family Medicine". Sept/Oct. 2000).
"Liver diseases, parenteral substance abuse, hemodialysis, or vaccinations for hepatitis B, rabies, or influenza [...]" ("ArcHives of Internal Medicine", August, 2000).

The same is true for the confirmatory test the "Western Blot". Causes of indeterminate Western Blots include: "lymphoma, multiple sclerosis, injection drug use, liver disease, or autoimmune disorders. Also, there appear to be healthy individuals with antibodies that cross-react [...]." ("ArcHives of Internal Medicine", August, 2000).
"ARCHIVES OF INTERNAL MEDICINE": "ESISTONO DOZZINE DI CAUSE CHE POSSONO RENDERE POSITIVO UN TEST Hiv: VACCINAZIONI, INFLUENZA, GRAVIDANZA, TRASFUSIONI, E INOLTRE CI SONO INDIVIDUI SANI I CUI ANTICORPI REAGISCONO AL TEST Hiv".
Pregnancy is consistently listed as a cause of positive test results, even by the test manufacturers. "[False positives can be caused by] prior pregnancy, blood transfusions [...] and other potential nonspecific reactions." ("Vironostika Hiv Test", 2003).

1. Montagnier stesso mostrò sulla prestigiosa rivista "Annals of Internal Medicine" che un test di anticorpi positivi ritorna negativo e che un conteggio di cellule T4 basso torna normale attraverso la cessazione dei rapporti anali, ciò significa che il risultato positivo del test Hiv non è dovuto a un retrovirus:
"Transient Antibody to Lymphadenopathy-Associated Virus/Human T-Lymphotropic Virus Type III and T-Lymphocyte Abnormalities in the Wife of a Man Who Developed the Acquired Immunodeficiency Syndrome"
"Annals of Internal Medicine", 1 october 1985.
(HAROLD BURGER, Ph.D.; BARBARA WEISER, M.D.; WILLIAM S. ROBINSON, M.D.; JEFFREY LIFSON, M.D.; EDGAR ENGLEMAN, M.D.; CHRISTINE ROUZIOUX, Ph.D.; FRANÇOISE BRUN-VÉZINET, M.D.; FRANÇOISE BARRÉ-SINOUSSI, Ph.D.; LUC MONTAGNIER, M.D.; and JEAN-CLAUDE CHERMANN, Ph.D)

2. Articolo storico scritto del co-Premio Nobel Howard Temin (per la scoperta della transcriptasi inversa) che dimostra come questo enzima NON sia specifico di una ipotetica attività retrovirale

3. La prestigiosa rivista "Science", pubblicò un articolo storico che dimostra come il famoso "virus" Hiv non uccida i linfociti T nelle colture di laboratorio

4. La prestigiosa rivista "Annals of Internal Medicine" afferma che svariate patologie Aids-correlate appaiono poco dopo aver iniziato la terapia antiretrovirale. Ma per molti sono farmaci "salvavita"

5. Il "CDC" (Centro di Controllo per le Malattie) affermò, prima di sfruttare l'idea infondata di un virus, che "l'esposizione ad alcune sostanze tossiche e droghe (piuttosto che un agente infettivo) può condurre all' immunodeficienza un gruppo di omosessuali maschi che condivide un particolare stile di vita"

6. Secondo questo studio, pubblicato proprio da Gallo e Gonda, il presunto virus HTLV-3/Hiv si trova nella saliva. E, sebbene esistano test salivari per la rilevazione dei presunti anticorpi Hiv (se ci sono anticorpi in un fluido organico, deve esserci anche il virus), da decenni viene detto che il virus non si trasmette con starnuti, colpi di tosse, eccetera. La foto, secondo gli autori, rappresenterebbe una micrografia elettronica del virus nella saliva.

7. In questo articolo dell'"American Journal of Reproduction and Immunology", si dimostra come le presunte "proteine Hiv" siano presenti nella placenta umana. Ricordiamo che, nei loro esperimenti all'inizio degli anni '80, sia Gallo che Montagnier aggiungono nelle colture cellulari in cui affermano di aver trovato il nuovo retrovirus Hiv, proprio della placenta umana.
Come infatti si può notare nella micrografia seguente, confrontando le particelle isolate da Montagnier con le particelle presenti nella placenta umana, non vi è alcuna differenza:

8. Articolo che dimostra la presenza della "carica virale" in soggetti sieronegativi.

9. Riportiamo, infine, un estratto molto indicativo di un procedimento penale nei confronti di Robert Gallo, tenutosi in Australia nel 2007, in cui Gallo stesso ammette, davanti al Giudice, che l'Hiv non è la causa dell'Aids.
L'avvocato a Gallo: "Lei aveva trovato l'Hiv in 48 persone su 119, cioè il 40%?"

Gallo: "Sono d'accordo"

Avvocato: "E' d'accordo sul fatto che l'isolamento dell'Hiv soltanto dal 40% dei pazienti non costituisce la prova che l'Hiv causa l'Aids?"

Gallo: "Direi di sì, da solo, indipendentemente, un isolamento del 40% di un nuovo virus, direi che non è la causa".

A pagina 1300 Gallo ammette il fatto di riscontrare basse percentuali di positività nei soggetti con i sintomi dell'Aids:

Avvocato: "Per gli adulti con KS (Sarcoma di Kaposi), del 30%; per gli adulti con infezioni opportunistiche da Aids del 47%. Lei accetta le sue cifre?"

Gallo: "Accetto le cifre".

Nella pagina 1317 Gallo riconosce che non ha riscontrato il cosiddetto Hiv nelle lesioni da KS (Sarcoma di Kaposi) e nemmeno nelle cellule T; nella pagina 1318 Gallo ammette che i test di 'carica virale' non possono essere adoperati per dimostrare l'avvenuta infezione dovuta ad un virus.
La trascrizione del processo è consultabile su:
http://aras.ab.ca/articles/legal/Gallo-Transcript.pdf
Gallo e la questione del virus "HL23V".

Nel 1984 Gallo ha già passato più di una decina d'anni nella ricerca dei retrovirus e del cancro. E' uno dei molti virologi coinvolti nel decennio della guerra contro il cancro del Presidente Richard Nixon. Verso la metà degli anni '70, Gallo afferma di aver scoperto il primo retrovirus umano in pazienti affetti da leucemia. Sostiene che i suoi dati provino l'esistenza di un retrovirus che chiama HL23V (11,21). Ora, proprio come avrebbe fatto più tardi per l'Hiv, Gallo usa le reazioni agli anticorpi per 'provare' quali proteine nelle colture siano proteine virali. E, non molto tempo dopo, altri proclamano di aver trovato gli stessi anticorpi in molte persone che non hanno la leucemia. Comunque, pochi anni dopo, si dimostra che questi anticorpi capitano in modo naturale e sono diretti contro molte sostanze che non hanno niente a che fare con i retrovirus (22,30). Allora ci si rende conto che l'HL23V è un grosso errore. Non vi è alcun retrovirus dell'HL23V. Così i dati di Gallo diventano motivo di imbarazzo e ora l'HL23V è scomparso. Quello che ci sembra interessante è sapere che la dimostrazione usata per affermare l'esistenza dell'HL23V è lo stesso tipo di dimostrazione data per provare l'esistenza dell'Hiv.

Esempio di una reale foto al microscopio elettronico che mostra l'isolamento e la purificazione virale; le piccole frecce indicano impurità, le restanti particelle sono tutte virali (virus Friend, fotografato dal Professor Etienne De Harven).
Tale procedura ufficiale di isolamento e purificazione virale non è mai stata adottata per l'Hiv.


Dalla rivista "Virology", 1997 – Studio condotto in maniera congiunta da gruppi di ricerca in USA, Francia e Germania, rappresenta il primo e unico tentativo di isolamento e purificazione del presunto retrovirus Hiv, dalla sua presunta scoperta nel 1984: gli autori stessi ammettono di aver purificato solo delle vescicole cellulari. I due gruppi di ricerca, inoltre, hanno isolato particelle di dimensioni diverse non solo l'uno dall'altro, ma anche e soprattutto molto più grandi rispetto alle presunte particelle virali isolate da Gallo e Montagnier negli anni 80. Non fu possibile isolare e purificare alcun virus.
Questo è stato confermato anche direttamente dal microscopista elettronico di Luc Montagnier:

In ultima istanza, viene da chiedersi perché il programma mondiale di lotta contro l'Aids degli Stati Uniti sia gestito dal "National Security Council" e dalla CIA, e non sia stato invece affidato agli organismi sanitari competenti.

Si scrive WTO... si legge NWO!!
Seconda Parte


"Il DNA guida la sintesi dell'RNA, che dirige la sintesi delle proteine."
Ralph W. F. Hardy

Tutte le meraviglie della scienza genetica si basano sulla premessa nota ai biologi molecolari come il "dogma centrale"; il DNA è l'agente esclusivo dell'eredità in tutti i viventi, il genoma di un organismo deve dare conto pienamente dell'intero complesso delle sue caratteristiche ereditarie. E' quanto sostenuto anche da Ralph W. F. Hardy che, come molti sanno, è stato Presidente del "National Agricultural Biotechnology Council" e, come in molti meno sanno, è stato anche ex Direttore della "DuPont", una delle maggiori società produttrici di semi geneticamente modificati.

Peccato che, sottoposta a verifica tra il 1990 ed il 2001 in una delle più grandi e pubblicizzate imprese scientifiche del nostro tempo, il "Progetto Genoma Umano", costato 3 miliardi di dollari, la teoria del "dogma centrale" sia crollata sotto il peso delle scoperte effettuate. Il potere esplicativo di tale teoria, nota anche come teoria di Francis Crick, colui che, insieme a James Watson, ha scoperto la doppia elica di DNA, è basato sulla proposizione che i geni abbiano il controllo unico, assoluto ed universale sulla totalità dei processi dell'eredità, in tutte le forme di vita. Secondo Crick, per controllare l'eredità, i geni devono governare la sintesi delle proteine, dato che sono le proteine a formare le strutture interne della cellula e, come nel caso degli enzimi, a catalizzare gli eventi chimici che producono specifici caratteri ereditari.
Tale teoria include una seconda dottrina che Crick stesso definisce il "dogma centrale" (sebbene ora questo termine sia usato per indicare l'intera teoria): "Una volta che l'informazione (sequenziale) è stata trasmessa alla proteina, non può uscirne di nuovo" [1], pertanto l'informazione genetica ha origine nella sequenza nucleotidica del DNA e termina, immutata, nella sequenza amminoacidica della proteina. Questo postulato è cruciale per il potere esplicativo della teoria perché dota il gene di completo controllo sull'identità della proteina e sul carattere ereditario a cui la proteina dà forma.
La teoria del "dogma centrale", infine, sostiene che la replicazione biologica, essenziale per la capacità di un organismo di infettare un altro organismo, non possa verificarsi in assenza di un acido nucleico [2].

E', dunque, anche grazie agli assunti enunciati dalla teoria del "dogma centrale" che, nel 1982, la società "Monsanto" riesce, per la prima volta, a modificare geneticamente una cellula vegetale.
Da quel giorno il potere della "Monsanto" è cresciuto a tal punto che la società ha avuto un ruolo fondamentale nella decisione degli Stati Uniti di portare l'Europa di fronte al tribunale arbitrale del "WTO" per la questione dell'autorizzazione dei prodotti geneticamente modificati [3].
Forse, però, è bene fare un piccolo passo indietro...

"Nulla nella vita deve essere temuto. Deve solo essere compreso."
Madame Curie

A prescindere dal fatto che i due gruppi di ricerca che hanno collaborato al "progetto Genoma Umano", hanno identificato solamente circa 30 mila geni [4], invece dei 100 mila o più geni previsti in base al numero stimato delle proteine umane, annichilendo, di fatto, il "dogma centrale" perché se il numero di geni umani è troppo basso per accordarsi con il numero delle proteine e dei numerosi caratteri ereditari che da esse procedono, e non può spiegare l'enorme differenza ereditaria fra un'erbaccia (la senape ha circa 26 mila geni) ed una persona (l'essere umano ha circa 30 mila geni), ci deve essere molto più di quello che i geni, da soli, possono dirci per arrivare a quella che James Watson ha indicato come "l'ultima, definitiva, descrizione della vita", cosa peraltro già prevista da oltre 200 lavori scientifici pubblicati a partire dal 1978 [5], è interessante notare come, sempre negli anni Ottanta, una serie di studi scoprono che, alcune proteine nascenti, hanno molte probabilità di non ripiegarsi correttamente e perciò di rimanere biochimicamente inattive, a meno che non entrino in contatto con un tipo speciale di proteine, le "chaperon", che le ripiegano nella struttura corretta, attivandole. L'importanza delle proteine "chaperon" è sottolineata in anni recenti dalle ricerche sulle malattie degenerative del cervello causate da "prioni", ricerche dalle quali sono emerse alcune delle prove più inquietanti del fatto che ilo "dogma centrale" sia pericolosamente sbagliato [6].

Negli anni Ottanta, lo Scienziato Stanley Prusinier, premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina, conferma che, gli agenti infettivi che provocano la scrapie e le encefalopatie spongiformi trasmissibili (di cui fanno parte la BSE, conosciuta anche col nome di "morbo della mucca pazza" e la sua variante umana MCJ, la malattia di Creutzfeldt-Jakob), sono in realtà proteine prive di acido nucleico, chiamate prioni, le quali si replicano in un modo del tutto insolito. Invadendo il cervello, il prione incontra una normale proteina dei tessuti cerebrali, che poi si ripiega in modo da assumere la forma tridimensionale caratteristica del prione. La proteina, così ripiegata, diventa a sua volta infettiva e, agendo su un'altra molecola proteica normale, avvia una reazione a catena che propaga la malattia fino al suo esito fatale [7].

Il "dogma centrale" presume che la struttura attiva di una proteina sia automaticamente determinata dalla sua sequenza amminoacidica, per cui due proteine con la stessa sequenza dovrebbero essere identiche nella loro attività. Il prione viola questa regola. In una pecora infettata dallo scrapie, il prione e la proteina normale del cervello che si ripiega diversamente in seguito all'infezione, hanno la stessa sequenza amminoacidica, ma una è una normale componente cellulare e l'altra è un agente infettivo fatale. Ciò suggerisce che la configurazione ripiegata della proteina sia, in certa misura, indipendente dalla sua sequenza amminoacidica e che essa debba dunque essere decisa, in parte, da qualcosa di diverso dal gene che ha governato la sintesi di quella sequenza. E, siccome la forma tridimensionale della proteina prionica è dotata di informazione genetica trasmissibile, ciò viola anche un altro fondamentale precetto di Crick: l'impossibilità del passaggio di informazione genetica da una proteina ad un'altra.

Quindi, all'inizio degli anni Ottanta, quasi dieci anni prima che il "Progetto Genoma Umano" da 3 miliardi di dollari prendesse vita, prima che piante geneticamente modificate cominciassero ad apparire nei nostri campi, una serie di processi basati sulle proteine avevano già iniziato ad irrompere sulla scena, mettendo in discussione il "dogma centrale".
In fin dei conti, il detto "siamo ciò che mangiamo", meglio conosciuto in campo scientifico con il termine "endosimbiosi" [8], è vecchio di secoli.

"Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario."
Primo Levi

L'azienda "Monsanto" guadagna soprattutto con OGM e brevetti che le consentono, in via esclusiva, il diritto alla commercializzazione di sementi e fitofarmaci. In questo modo, secondo l'azienda, sarebbe possibile incrementare la produzione agricola e combattere la fame nel Mondo [9]. I critici, i "paranoici", i "fissati", nonché i "teorici del complotto", temono, invece, che l'azienda voglia porre sotto il proprio controllo l'agricoltura globale; timore che, con l'inizio della commercializzazione delle colture "Terminator", sembra sempre meno infondato. Colture in cui sono stati inseriti con l'ingegneria genetica dei geni "suicidi" che portano alla sterilità maschile, sono state pubblicizzate come un mezzo per "contenere", cioè prevenire, la diffusione dei transgeni. In realtà, gli ibridi venduti agli agricoltori, hanno diffuso, attraverso il polline, insieme ai geni per la resistenza all'erbicida, anche i geni suicidi per la sterilità maschile [10].

Già nel 2001, il 90% delle piante geneticamente modificate proveniva dalla "Monsanto" [11].
Provate ad immaginare un Mondo in cui il "WTO" avesse abbastanza potere da "obbligare", per mezzo di pesantissime sanzioni, i Governi ad utilizzare solamente colture OGM; provate ad immaginare cosa succederebbe se davvero un'unica azienda avesse il controllo sulla produzione mondiale di semi geneticamente modificati per prodotti alimentari. Smettete di immaginare perché è quello che sta accadendo nella realtà.

Note e fonti:
[1] "Il Dogma Centrale. Crick F.H.C On Protein Synthesis", "Symposium of the society for experimental biology XI", "New York: Academic Press" 1958, 153
[2] "Il mito del DNA", di Barry Commoner, scritto per "Tutto quello che sai è falso 2 - Secondo manuale dei segreti e delle bugie", a cura di Russ Kick, Nuovi Mondi Media, 268-283
[3] "I crimini delle multinazionali", di Klaus Werner e Hans Weiss, Newton Compton Editori, 284, 285
[4] "International Human Genome Sequencing Consortium. Initial sequencing and analysis of the Human Genome", "Nature", 2001, 409 (6822), 860-921
[5] Gli studi sullo "splicing alternativo" o "splicing umano" sono troppo numerosi per essere enunciati tutti. Sul sito "PubMed - NCBI" si possono consultare alcune tra le opere pubblicate fino al 1989
[6] "Ellis R. J. Proteins as molecular chaperones", "Nature", 1987, 328, 378, 379; "Ellis R. J. and Hemmingsen S. M. Molecular chaperones: proteins essential for the biogenesis of some macromolecular structures", "Trends Bioch. Sci.", 14(8), 1989, 339-342
[7] "The Prion Diseases. One Protein, Two Shapes", "Scientific American", di S. B. Prusiner, 1995, 272(1), 48-57
[8] "Can DNA in food find its way into cells?", "New Scientist", di Philip Cohen, 4 Gennaio 1997, 14
[9] www.biosicherheit.de
[10] "Per un mondo libero da OGM", risultati di una ricerca scientifica indipendente, scritto per "Tutto quello che sai è falso 2 - Secondo manuale dei segreti e delle bugie", a cura di Russ Kick, Nuovi Mondi Media, 334
[11] "Monsanto. Ein Gentechnik-Gigant kontrolliert di Landwirtschaft", Greenpeace, Aprile 2005

Si scrive WTO... si legge NWO!!
Prima Parte

"In ogni caso, di tanto in tanto, è salutare mettere un punto di domanda a questioni che da tempo si danno per scontate."
Bertrand Russel

L'"OMC" ("Organizzazione Mondiale del Commercio"), conosciuta anche con l'acronimo di "WTO" ("World Trade Organization"), è fondata nel 1995, con sede a Ginevra, in Svizzera.
L'Organizzazione,che ha come obiettivo quello di proteggere gli interessi dei proprietari di capitali e delle imprese nel commercio globale grazie ad accordi internazionali, è in grado, grazie alla sua influenza, di imporre accordi in tutto il Mondo grazie a sanzioni commerciali. Se un Paese non rispetta tali diktat, deve modificare le proprie leggi o sarà costretto a pagare multe non indifferenti. E' questo il sistema grazie al quale il "WTO" è in grado, in qualsiasi momento, di far valere i "diritti" delle multinazionali, anche quando in contrasto con il volere democratico delle popolazioni dei Paesi membri.

Uno degli esempi lampanti del potere di tale Organizzazione, è costituito dalla decisione di multare l'Unione Europea se avesse continuato ad impedire la commercializzazione nel Vecchio Continente di prodotti modificati geneticamente, nonostante i cittadini europei si siano più volte dichiarati contrari all'impiego della tecnologia genetica per la produzione di alimenti e nell'agricoltura.

Meritevole di particolare attenzione è sicuramente l'accordo "WTO" sui "Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights" ("TRIPs" - "Diritti di Proprietà Intellettuale"), che contiene la normativa sui brevetti e permette alle imprese di proteggere il loro know how tecnico in tutto il Mondo.
Tale accordo, in linea di massima ragionevole, sfocia, però, nel paradossale e nel grottesco nel momento in cui le multinazionali riescono a brevettare principi attivi di piante che, in regioni come la foresta amazzonica, sono utilizzate da sempre per la cura della popolazione indigena. Le popolazioni locali, pur utilizzando da secoli le piante per scopi curativi, non hanno mai avuto la necessità di brevettarne la loro conoscenza, cosa invece realizzata dalle multinazionali che, di conseguenza, dovrebbero vedersi accreditate le commissioni dalle popolazioni indigene [1].

"... sinceramente, questo è il migliore che abbia mai mangiato, in assoluto; anzi, è troppo buono, è così buono che, quando lo avrò finito, pagherò il mio conto, andrò dritto in cucina e sparerò al cuoco. Perché è questo il mio compito, ristabilire l'equilibrio..."
"C'era una volta in Messico", USA 2003, di Robert Rodriguez

Nel 2001, trentanove aziende farmaceutiche internazionali, tra cui la "Bayer" e la "GlaxoSmithKline" (azienda produttrice, tra gli altri, dell'"Azt", il più famigerato farmaco mai prodotto per combattere il famigerato retrovirus Hiv), intentano un processo contro il Governo sudafricano: al centro della disputa ci sono i farmaci contro l'Aids e la quantità di denaro legata al loro utilizzo e sfruttamento.
Per il Governo sudafricano la questione è chiara: i gruppi farmaceutici, pretendendo prezzi vergognosamente alti per i loro farmaci, impediscono alla popolazione locale di curarsi.

Il processo ha inizio perché, nel 1997, il governo sudafricano, sotto l'egidia dell'allora Presidente Nelson Mandela, promulga una legge che dà la possibilità di imitare farmaci vitali, da produrre in loco o importare a basso costo, annullando, di fatto, la validità dei brevetti dei gruppi farmaceutici.
Le aziende, dal canto loro, cercano con tutti i mezzi a loro disposizione, di fare in modo che la legge sia abrogata. A Washington, lobbisti ben pagati, portano l'Amministrazione Clinton ed, in particolare, il Vice Presidente Al-Gore, a mettere il Sudafrica sotto pressione, minacciando pesanti sanzioni commerciali.
Nel 1999, dovunque si presenti per sostenere la propria candidatura alla presidenza degli Stati Uniti d'America, Al-Gore deve vedersela con la rabbia della gente che lo accusa di avere una parte di responsabilità nella morte dei malati di Aids in Africa. Verso la fine dello stesso anno, il Vice Presidente, infastidito, decide di sottrarre il suo appoggio alle trentanove aziende che, all'inizio del 2001, insieme alla federazione sudafricana delle industrie farmaceutiche, accusano il Governo di violazione del diritto brevettuale [2], salvo ritirare l'accusa il 19 Aprile 2001 perché sfociata in un disastro mediatico di proporzioni enormi e perché, la legge riguardante la produzione di medicazioni a basso costo, può essere usata esclusivamente dai Governi che dichiarino lo stato di emergenza medica, ipotesi a cui i "dissenzienti", tra cui il Presidente sudafricano Thabo Mbeki, non pensano minimamente, arrivando a ritenere alcuni farmaci non solamente inneficaci ma addirittura nocivi [3].

Tralasciando il fatto che, almeno fino al 2007, "ONU" e "WTO" hanno deliberatamente pubblicato dati sovrastimati sulla diffusione dell'Hiv in Africa e, soprattutto, tralasciando il fatto che quella dell'Aids sia, con molte probabilità, una delle più grandi menzogne mai realizzate dall'industria farmaceutica mondiale [4], è bene ricordare che, sempre nel 2007, vede la luce uno dei programmi "umanitari" fortemente voluto dalla "Banca Mondiale" (altro organismo gestito dall'élite, al pari di "WTO" e "Fondo Monetario Internazionale") e largamente finanziato dal "Global Alliance for Vaccines and Immunisation" ("GAVI") e dall'immancabile "Bill and Melinda Gates Foundation" (ultimamente attiva anche nel combattere un'altra bufala del nostro secolo, quella dell'"Anthropogenic Global Warming", conosciuto anche col nome di "Effetto Serra") che, proprio tramite la "GlaxoSmithKline", distribuiscono in tutto il continente africano il vaccino "Synflorix" per "combattere le malattie pneumococciche invasive".
Altrettanto interessante è sapere che, nel decennio che va dal 1997 al 2007, la "GlaxoSmithKline" e la "Microsoft Corporation" hanno sottoscritto con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America accordi per, rispettivamente, 75 milioni di dollari e 278 milioni di dollari [5].

Note e fonti:
[1] "Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere - Sfruttamento del lavoro, esaurimento delle risorse. Come la dittatura dei grandi marchi condiziona le nostre vite", di Klaus Werner-Lobo, Newton Compton Editori, 49-51
[2] "I crimini delle multinazionali", di di Klaus Werner e Hans Weiss, Newton Compton Editori, 96-100
[3] "Theater um HIV", "Die Zeit", 51/2000, di Bartholomäus Grill; "The Mistery of AIDS in South Africa", "The New York Review of Books", 20 Luglio 2000, di Helen Epstein, 50-55; "Mbeki Questions HIV Testing"
[4] Vedi "Aids feat. Hiv"
[5] "Neonati africani cavie di Us Army e Glaxo", di Antonio Mazzeo, scritto per "Tutto quello che sai è falso 3 - Terzo manuale dei segreti e delle bugie", a cura di Russ Kick, Nuovi Mondi, 146

Per approfondimenti...