Armi di Distrazione di Massa

Gettare nel ridicolo e' una tecnica che consiste nello screditare una tesi attraverso una scorretta analogia. Lo schema adottato dall'interlocutore, in questo caso, e' il seguente:
1. Il soggetto A (''Teorico del Complotto'') sostiene la tesi X (''Teoria del Complotto'');
2. Il soggetto A (''Teorico del Complotto'') sostiene la tesi Y (''Teoria del Complotto'');
3. La tesi X (''Teoria del Complotto''), secondo te (''Teorico del Complotto'') e' una ca**ata;
4. Anche la tesi Y (''Teoria del Complotto'') deve per forza essere una ca**ata.

La tecnica di argomentazione appena esposta e' definita ''sofismo'' e consiste in un ragionamento corretto solo all'apparenza.
Dopo un'attenta analisi, infatti, ci si accorge che, in realta', si tratta di un dispositivo retorico atto a scardinare proprio le difese della logica.

Il fatto che noi tutti siamo portati a ragionare in base a sofismi e preconcetti involontari e spontanei realizzati inconsciamente dal nostro cervello, non li rende certo veri, anzi, l'utilizzo abituale di queste espressioni ci da' la misura di quanto sia facile abituarsi a ragionare in modo distorto.


Indice:
Armi di Distrazione di Massa;
Propaganda;
Persuasione;
Disinformazione;
Note e fonti.

Armi di Distrazione di Massa

''Il ruolo di sbarramento che svolge l'artiglieria nella preparazione dell'attacco della fanteira in futuro sara' assunto dalla propaganda rivoluzionaria. Si tratta di spezzare psicologicamente il nemico prima che le truppe comincino ad entrare in azione.''
Adolf Hitler

Tutto cio' che dobbiamo sapere sul ruolo vitale dei principali mezzi d'informazione nel perseguimento della ricerca della verita' e nel proseguimento delle campagne mediatiche rivolte contro o a favore dei Governi, lo possiamo imparare osservando come funziona il gioco delle tre carte.
Si tratta di un gioco evidentemente truffaldino in cui il cartaio dispone tre carte su di un tavolino pieghevole, ci mostra che una di esse e' la regina di picche, le capovolge e le sposta rapidamente. Siamo sicuri di sapere dov'e' la regina e abbiamo visto il tizio prima di noi vincere facilmente un paio di volte, cosi' scommettiamo i nostri soldi. Se quel tipo dall'aria un po' tonta puo' vincere, possiamo farlo anche noi. Eppure, incredibilmente, abbiamo puntato sulla carta sbagliata. Abbiamo perso. Abbiamo fatto la figura del pollo.
I polli del gioco delle tre carte non possono vincere, perche' e' risaputo che e' tutto un imbroglio, eppure, mentre ce ne andiamo, vediamo che si e' formata una fila di altri polli, con gli occhi sgranati, la bocca aperta, le mani in tasca, affascinati da quello spettacolo e pronti a tirar fuori i soldi non appena il cartaio riesce ad acchiapparli. Perche'? Perche' anche loro hanno visto vincere quello stesso tizio dall'aria un po' tonta. quello che non sanno e' che si tratta di un complice.
I complici sono altri imbroglioni che inducono i polli a partecipare al gioco truccato con una messinscena volta a convincerli che non c'e' alcun inganno e che se continuano a giocare, alla fine vinceranno. La funzione di un buon complice e' anche quella di distogliere l'attenzione della polizia da quell'azione illegale. In tribunale, dove i cartai del gioco delle tre carte sono considerati imbroglioni e ladri, i complici sono considerati ''corresponsabili'' e quindi passibili della stessa pena se incriminati e giudicati colpevoli dopo un processo [26].

I grandi mezzi d'informazione altro non sono che dei complici, il cui successo nello svolgere questa funzione non ha pari nella storia di raggiri, truffe e fregature, come si puo' giudicare dall'efficacia con cui continuano a venderci inganni talvolta talmente ovvi da indurre sempre piu' persone ad avvicinarsi alle cosi' dette ''versioni non ufficiali'' [26].

La plateale distorsione della verita' e la sistematica manipolazione delle fonti di informazione sono parte integrante della pianificazione bellica; uccidere un uomo e' una cosa di poco conto, uccidere le sue opinioni produce effetti di gran lunga piu' duraturi.
Uno dei grandi progressi di questo secolo e' stato, senza ombra di dubbio, il graduale passaggio dalla guerra convenzionale alla guerra con i media, cioe' a quella che, in gergo tecnico, viene definita disinformazione.
Nel momento storico in cui viviamo, la frase scritta da Adolf Hitler in ''Mein Kampf'', ci sembra persino ottimista.
Dal dopoguerra in poi, infatti, le truppe sarebbero entrate in azione per oltre quarant'anni, per essere sostituite completamente e definitivamente, verso la fine degli anni Novanta, dai media.
E cosi', contrariamente alla visione ''profetica'' lasciataci da Adolf Hitler, anche l'attacco finale sarebbe stato sferrato attraverso i mezzi d'informazione.

La differenza tra gli anni Quaranta ed oggi e' data dalla trasformazione genetica che ci porta a vivere la guerra senza nemmeno accorgercene. Siamo costantemente sotto il fuoco dei media, bombardati di messaggi ed in balia di forze che tentano di imporci i nostri stessi valori, il progresso, la pace, la democrazia.
Eppure ci stiamo abituando a questo. Lo scenario che si sta disegnando, nostro malgrado, e' uno scenario artificiale, una iperrealta' mediatica e mediata che va sostituendosi in modo irreversibile al mondo reale.
La televisione, i telefoni, le radio e le reti di computer sono dei potenti strumenti politici, poiche' la loro funzione non e' quella di produrre o di distribuire beni materiali ma di influenzare le idee e le percezioni umane.
Dopo l'era della ''guerra convenzionale'', siamo entrati, cosi', in modo indolore, nell'era della disinformazione e, altrettanto inavvertitamente, stiamo per entrare in quella della disinformazione/intrattenimento, cioe' del disinfotainment [1].

E' difficile tirare le somme di questo breve giro d'orizzonte, si incapperebbe, di sicuro, nell'errore di fare della disinformazione; le possibilita' offerte dai nuovi canali di comunicazione, combinate con le tecniche di destrutturazione dell'informazione e con nuovi sistemi di pianificazione strategica, potranno creare ancora, in futuro, infinite vie per la disinformazione.
La cosa piu' ''interessante'', pero', e' che, fra poco, non ce ne sara' piu' bisogno perche' il Panopticon, con il tempo, e' arrivato a rendersi invisibile fino a farci credere che non esista; parafrasando Charles Boudelaire si puo' affermare che ''la mossa piu' intelligente, piu' bella, piu' astuta della disinformazione e' quella di far credere che non esiste.''
.
E questo e' il culmine del sistema della disinformazione, ovvero l'illusione di vivere in un regime di pace nonostante la guerra. Invece, l'attitudine alla persuasione, alla colonizzazione culturale e religiosa del prossimo, ad oggi, e' ancora in costante crescita e, come se non bastasse, dispone di nuovi e sempre piu' potenti media [2].

Propaganda

''Nulla sarebbe cio' che e' perche' tutto sarebbe cio' che non e'; ed anche il contrario, cio' che e', non sarebbe e cio' che non sarebbe, lo sarebbe.''
Alice nel Paese delle Meraviglie, di Lewis Carroll

Non uno, ma ben tre fantasmi si aggirano per l'Occidente agitando i sogni degli ingenui: la propaganda, la persuasione e la disinformazione.
Non sempre e' chiara la differenza fra questi tre strumenti ''bellici'' e varra' la pena di fornire qualche definizione. E' molto utile, in questo caso, procedere per categorie contigue ed omogenee, diciamo cosi' per opposizioni concettauali. Con il ''gioco dei contrari'', ad esempio, sara' piu' agevole inquadrare i limiti di un concetto e molti dei suoi risvolti.

Cominciamo dalla propaganda. Una delle piu' note definizioni e' quella fornita da Jacques Ellul, definizione che si muove intorno alle finalita' ed alla modalita', con un'interpretazione psicologistica che pero' non soddisfa del tutto: ''la propaganda e' l'insieme dei metodi utilizzati da un gruppo organizzato allo scopo di far partecipare attivamente o passivamente alla sua azione una massa di individui psicologicamente unificati attraverso manipolazioni psicologiche ed inquadrati in un'organizzazione.'' [3].
Piu' interessante e' l'approccio di alcuni teorici che mettono la propaganda in opposizione all'educazione. Per H. D. Lasswell, uno dei primi specialisti americani in questo campo, l'educatore differisce dal propagandista soprattutto perche' tratta di argomenti che non sono oggetto di controversia per il suo uditorio [4].
E dunque la propaganda si potrebbe definire come un'attivita' ''educativa'' che, tuttavia, nello svolgersi, ha bisogno di costruire il consenso del suo pubblico.
Secondo i ''Teorici del Complotto'' un po' piu' ''paranoici'', uno degli scopi del ''Council on Foreign Relations'' (CFR), consisterebbe proprio nel creare un filone di letteratura scolastica atto a promuovere i benefici di un ''governo mondiale'' e attirare l'iscrizione di ricchi intellettuali, i quali avrebbero potuto influenzare la direzione della politica estera americana [19].
Esisterebbe un centro-laboratorio dove intellettuali, storici, linguisti, psicologi, lavorano a trasformare il significato della storia [20]. Si tratterebbe di quel ''ministero della Verita''' raccontato da Goerge Orwell che, riscrivendo i giornali ed i libri di storia, realizzerebbe il mirabile detto del partito del Socing: ''Chi controlla il passato controlla il futuro''
[21].
Gli ''architetti'' dell'unificazione non solo hanno riscritto la storia in favore dei potenti di oggi, cosa questa che tutti i vincitori hanno sempre fatto, ma in funzione dei concetti fondamentali sui quali deve trovare la propria logica il progetto di unificazione [22].

Chi crede che i tempi in cui Hollywood agiva direttamente come una macchina di propaganda del Governo siano finiti con la realizzazione, durante la Seconda Guerra Mondiale, di fumetti anti-giapponesi da parte della ''Warner Bros., non ha fatto caso ai personaggi che si celano ora dietro lo schermo argentato: paladini della droga, pezzi grossi del Pentagono ed agenti dei servizi segreti.
Non si parla del patriottismo incallito che spinge le persone a raffigurare meglio il proprio Paese e le proprie istituzioni, per patriottismo si intende dire che lo Stato utilizza il qui pro quo per influenzare direttamente le Opere cinematografiche e televisive, arrivando, in alcuni casi, ad imporre modifiche alle sceneggiature [25] e ad influenzare e manipolare, in maniera subdola e subliminale, le menti di noi osservatori.

Persuasione

''Ho fatto in modo che la scuola non interferisse con la mia istruzione.''
Mark Twain

L'arma principale di cui dispone la propaganda e', senza ombra di dubbio, la persuasione, la piu' ingenua e la piu' scoperta fra le tecniche impiegate per distruggere le opinioni.
La massima espressione della persuasione e' costituita dalla pubblicita', la forma di persuasione ''tecnologicamente'' piu' avanzata ed al cui modello stanno conformandosi tutte le forme di comunicazione [30].
Il primo ad attaccare questa forma mentis incarnata da quelli che allora si chiamavano re'tori, fu Platone nel ''Gorgia'': ''Il re'tore e', senza dubbio, in grado di parlare contro tanti su tutto, si' da persuadere, in breve, la massa su tutto quello che vuole.'' [5].

In ''In Trust Us We're Experts'', Stauber e Rampton hanno raccolto alcuni dati convincenti che descrivono la scienza della creazione dell'opinione pubblica in America, facendo risalire la moderna influenza del pubblico all'inizio del secolo scorso e mettendo in rilievo il lavoro di tipi come Edward L. Bernays, da molti considerato il ''padre'' della persuasione ed oggetto di studi parte di personaggi come Josef Goebbels, Ministro per la propaganda di Adolf Hitler.
Edward L. Bernays paragona la massa ad ''un gregge che ha bisogno di venire guidato''
, ed ha la stessa visione delle folle che si puo' riscontrare anche in altre Opere, fra cui la famosa ''Psicologia delle masse'', di Gustav Le Bon.
Edward L. Bernays, pero', non si limita ad affermare che le civilta' sono state create e guidate da una piccola aristocrazia intellettuale, mai dalle folle e che queste, in quanto istintive ed indisciplinate non hanno che la forza di distruggere, finendo, inevitabilmente, per essere dominate da elementi che hanno dell'anima delle folle una conoscenza istintiva, spesso sicurissima e che, conoscendola bene, ne diventano facilmente i padroni. Egli e' certo che ''la manipolazione scientifica dell'opinione pubblica e' necessaria per superare il caos e il conflitto in una societa' democratica'' e che risultati migliori si otterranno se il controllo delle masse avverra' a loro insaputa.

Nel suo libro ''Propaganda'', Edward L. Bernays affronta, senza tanti giri di parole, quella che il professor C. Wright Mills definisce ''e'lite al potere'', affermando che ''Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della societa' costituiscono un Governo invisibile che e' il vero potere che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo e' il logico risultato del modo in cui la nostra societa' democratica e' organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme come societa' che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone'' [24].

E' ad Ivy Lee, un ex giornalista, che viene riconosciuta l'invenzione e lo sviluppo del settore delle relazioni pubbliche cosi' come lo intendiamo oggi. La forza del sistema delle PR diviene ben presto chiara anche ai Governi, che si accorgono di come i giornalisti, se prontamente informati dalle agenzie, siano spinti a non indagare per conto loro. Se si confrontano le agenzie di PR con le notizie che effettivamente vengono pubblicate sui quotidiani, si vedra' che vengono spesso riprese alla lettera o quasi, e di solito senza indicare ai lettori che cio' che appare come un servizio giornalistico indipendente e' in realta' un comunicato di un'agenzia PR [28].

La verifica delle fonti e l'utilizzo del senso critico sono ormai capacita' atrofizzate dall'assumere passivamente il punto di vista delle poche agenzie che informano centinaia di paesi. Considerando come assolute alcune fonti e ignorandone altre, l'informazione e' gia' alterata in origine, derivando da un unico punto di vista, che nel contesto appare oggettivo.
Solo in rarissimi casi, attraverso uno o piu' mezzi di comunicazione, trapela qualche debole critica al sistema ma si tratta di quelle che, in gergo tecnico, sono definite ''fessure controllate'', cioe' critiche fatte ad hoc per generare nello spettatore fiducia nei media, ma che risultano per finire vaghe e discordanti [29].

La persuasione e' una modalita' della comunicazione, fortunatamente non l'unica. Gli studiosi dell'argomentazione, ancora oggi, contrappongono la persuasione alla convinzione. Una distinzione che spesso, per i logici e' irrilevante, ma che comunque illumina su alcune funzioni.

C. Perelman ed L. Olbrechts-Tyteca, dedicano diverse pagine del loro testo piu' famoso a questa distinzione fondamentale che, tuttavia, ammettono essi stessi, e' molto labile perche' viene fatta risalire al tipo di pubblico cui ci si rapporta [6].

Questa posizione risale a Immanuel Kant per il quale la persuasione, insieme alla convinzione, e' una delle due tipologie della credenza: ''Quando essa e' valida per ognuno che soltanto possegga la ragione, allora il fondamento di essa e' oggettivamente sufficiente, e allora la credenza si dice convinzione. Se essa ha il suo fondamento nella natura particolare del soggetto, e' detta persuasione. La persuasione e' una semplice apparenza, poiche' il fondamento del giudizio che e' unicamente nel soggetto, vien considerato come oggettivo. [...] Una persuasione io posso tenermela per me, se pure io mi ci trovo bene, ma essa non puo', ne' deve, volersi rendere valida al di fuori di me.'' [7].

I due capiscuola della nuova retorica poc'anzi citati mostrano un atteggiamento funzionalista nell'affermare che e' la natura del pubblico cui ci si rivolge cio' che determina in larga misura sia l'aspetto che l'argomentazione assumera', sia il carattere e la portata che verranno ad essa attribuiti. Il che significa gia' intendere la comunicazione come sistema.

Uno dei massimi esperti in materia, Cialdini, osserva la persuasione con lo stile di un antropologo, limitandosi a classificare alcune categorie nei comportamenti di gruppo. Ma questo non aiuta necessariamente ad analizzare tutte le funzioni del sistema.
E' molto utile notare come da Aristotele in poi, una certa corrente di pensiero abbia interpretato il rapporto fra persuasore e persuaso in un senso molto simile alla concezione informatica delle architetture client-server, in cui, cioe', il persuasore farebbe leva su qualcosa che che e' gia' presente nella mente del suo interlocutore.
In questo contesto si inseriscono le ''tecniche di costruzione della realta'''. E' in questo contesto che agisce, per esempio, la teoria dell'agenda-setting. ''L'ipotesi dell'agenda-setting non sostiene che i media cercano di persuadere [...]. I media, descrivendo e precisando la realta' esterna, presentano al pubblico una lista di cio' intorno a cui avere un'opinione e discutere [...]. L'assunto fondamentale dell'agenda-setting e' che la comprensione che la gente ha di gran parte dela realta' sociale e' mutuata dai media.'' [8].

Ecco quindi nascere termini come ''gatekeeper'', ovvero selezionatore di notizie e ''newsmaking'', nota anche come teoria della notiziabilita'.
E' evidente che ci sia sempre uno stretto legame tra la ricerca scientifica e lo sfruttamento di questa ricerca per fini che non hanno nulla a che vedere con gli interessi della colletivita'. C'e' sempre un'influenza diretta da parte di chi utilizza in questo modo gli avanzamenti della scienza nell'orientarne le scelte. Anche in questo campo la disinformazione puo' giocare un ruolo molto importante creando un effetto di copertura.

Il problema che si pone, a questo punto, e' cercare di stabilire se siano nate prima le tecniche di costruzione della realta' o le loro teorizzazioni [16].

Prima di analizzare in che modo le tecniche della disinformazione possano distruggere la realta', bisogna stabilire, quindi, quale sia la realta', o meglio cosa sia. Ludwig Wittgenstein, neopositivista logico, afferma che ''Il mondo e' tutto cio' che accade''.

L'opinione pubblica e' fondamentale per la stabilita' di un sistema, e nel nostro sistema viene formata attraverso il bombardamento mediatico. Per mantenere la stabilita', nell'attuale assetto politico-economico, occorre che l'opinione pubblica sia piegata a cio' che e' funzionale al sistema e non apprenda alcune verita'. Cio' rende il potere mediatico notevolmente importante. Il controllo da parte del potere avviene oggi all'interno delle nostre case, attraverso la televisione od Internet; la manipolazione dell'informazione e' sempre piu' sistematica, progettata per essere efficace e per rimanere nascosta agli occhi dei cittadini. Le agenzie internazionali che forniscono le informazioni, sono supportate da agenzie di propaganda che pianificano non soltanto cosa rendere noto ma soprattutto ''come'' dare informazione. La quantita' di notizie viene sfoltita, ridotta o manipolata per mantenere la stabilita' di un sistema, o per sovvertirlo [29].

Secondo il ragionamento di Ludwig Wittgenstein, l'uomo crea delle raffigurazioni dei fatti che sono un modello della realta' ed ogni raffigurazione, per poterla rappresentare, deve avere in comune con la realta' la forma logica e, quindi, la logica e' la forma della realta' [17].
Quanto piu' i media determinano i fatti, tanto piu' la nostra visione del mondo e' determinata dai media. Quello che fanno i media e' fornirci anche la struttura logica dei fatti ed e' quindi ragionevole affermare che il mondo e' tutto cio' che accade nei media.
La conseguenza evidente di questa affermazione e' che, per modificare la nostra visione del mondo, basta modificare la forma logica con cui il mondo viene descritto attraverso i media. Questo significa che, attraverso i media, si possono diffondere non solo informazioni false ma anche e soprattutto gli strumenti per costruire o modificare la visione del mondo [18].

Il potente e ubiquitario schieramento dei mezzi di comunicazione odierni, che ha annullato le distanze e quasi azzerato i tempi di diffusione delle notizie, funge, come e' evidente, da sonora cassa di risonanza, avvertita in tutto il mondo, delle posizioni dell'Establishment dominante, imbavagliando, di fatto, su ampia scala, qualsiasi informazione non controllata.
Stampa e televisione costituiscono dunque veicoli eminenti e indispensabili per la violazione delle folle. La tecnica e' sperimentatissima: presentare in continuazione una colluvie di notizie, portando alla luce ogni genere di informazioni, in modo da creare una specie di rumore di fondo continuo in grado di occultare le vere informazioni, accessibili soltanto a chi ne possiede la chiave di decodifica, prestandosi cosi' al ruolo strumentale di trasmissione di messaggi fra iniziati sotto le mentite spoglie di notizie piu' o meno insignificanti.

Una manipolazione planetaria dell'opinione pubblica che emerge con cruda chiarezza dalle attualissime parole che, nel 1914, John Swinton, redattore-capo del ''New York Times'', pronuncio' nel discorso di congedo dai colleghi tenuto al banchetto in suo onore, presso l'''American Press Association'', alla vigilia del suo collocamento a riposo.
''Che follia fare un brindisi alla stampa indipendente! Ciascuno, qui presente questa sera, sa che la stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so io: non c'e' nessuno fra voi che oserebbe pubblicare le sue vere opinioni, e, se lo facesse, lo sapete in anticipo che non verrebbero mai stampate. Sono pagato 250 dollari alla settimana per tenere le mie vere opinioni al di fuori del giornale per il quale lavoro.
Altri fra di noi ricevono la stessa somma per un lavoro simile. Se io autorizzassi la pubblicazione di un'opinione sincera in un numero qualunque del mio giornale, perderei il mio impiego in meno di 24 ore, come Otello. Quest'uomo sufficientemente pazzo per pubblicare un'opinione sincera si ritroverebbe tosto su una strada alla ricerca di un nuovo impiego.
La funzione di un giornalista e' di distruggere la Verità, di mentire radicalmente, di pervertire, di avvilire, di strisciare ai piedi di Mammona e di vendersi egli stesso, di vendere il suo paese e la sua gente per il proprio pane quotidiano o, ma la cosa non cambia, per il suo stipendio. Voi questo lo sapete e io pure, che follia allora fare un brindisi alla stampa indipendente! Noi siamo gli utensili e i vassalli di uomini ricchi che comandano dietro le quinte. Noi siamo i loro burattini; essi tirano i loro fili e noi balliamo. Il nostro tempo, i nostri talenti, le nostre possibilita' e le nostre vite sono di proprieta' di questi uomini. Noi siamo delle prostitute intellettuali."
[27].

La persuasione, dunque, si e' sostituita all'informazione ed e' divenuta essa stessa informazione. E' superficiale, pero', pensare che la disinformazione consista semplicemente nel fornire una ''informazione incompleta''; puo' manifestarsi, ad esempio, con il sabotare sistematicamente la modalita' di trasmissione e la modalita' di ricezione del messaggio, fino ad arrivare a controllare il modo in cui esso verra' elaborato. In quest'ultimo caso si prepara il terreno fornendo gli strumenti er interpretare in modo deformato l'informazione: forme errate di ragionamento, quelle che in retorica vengono definite ''sofismi''. E' principalmente per questo motivo che i cognitivisti che si occupano di queste tematiche osservano che ''Le varie forme di sofismi sono state puntualmente insegnate per secoli nelle universita', come parte integrante della logica e della retorica, al fine di proteggere le giovani menti dall'errore e dall'equivoco. Non si sa bene perche', questo insegnamento e' poi scomparso, proprio mentre aumentavano enormemente la portata e la diffusione dei canali di persuasione.'' [31].
Il danno maggiore provocato dalle forme di ragionamento fallaci, non e' tanto nella capacita' di portare fuori strada chi riceve il messaggio cosi' strutturato, quanto nell'abituare la gente a ragionare in modo distorto. Questo significa creare quei dispositivi che permettono di portare il pubblico ad elaborare la disinformazione autonomamente.
A questo punto non ci sara' piu' bisogno di produrre disinformazione in grandi quantita', sara' la gente stessa a generarla ed a riprodurla [32].

Disinformazione

''Bisogna moltiplicare le idee in modo che non vi siano guardiani sufficienti per controllarle.''
Stanislaw Lec

Immaginiamo che nei laboratori di ricerca per la guerra batteriologica di un potente paese si stia studiando un'arma letale: l'ingegneria genetica ha permesso di creare un virus che si diffonde per contatto sessuale, ha un'incubazione invisibile, distrugge nell'organismo umano tutte le difese immunitarie e resiste a qualsiasi attacco farmacologico.
Immaginiamo che, per un malaugurato errore, il virus si disperda nell'area degli esperimenti e che vengano immediatamente prese delle misure di sicurezza prima che l'opinione pubblica possa essere informata non solamente del tipo di esperimenti svolti in quel laboratorio ma anche del pericolo che deriva dall'incidente.
Immaginiamo che, dopo una rapida analisi della situazione, si giunga alla conclusione che la diffusione del virus da questo momento sara' inarrestabile e che occorra creare una copertura totale con la disinformazione.
Immaginiamo che qualcuno abbia l'idea di ''dirottare'' rapidamente il virus in un altro paese, l'Africa, per poi informare l'opinione pubblica del fatto che ''in Africa e' scoppiata una nuova epidemia causata da un virus micidiale originato da contatti sessuali tra uomini e scimmie [...]''.
Immaginiamo che, per trasportare l'epidemia nel modo piu' rapido possibile in Africa, il virus venga inserito, forse all'insaputa delle stesse case farmaceutiche, nei vaccini destinati a quel Paese e che poi vengano eliminati anche i responsabili di questa operazione.
Immaginiamo che poi vengano fatte sparire tutte le notizie riguardanti quegli esperimenti con un'operazione di ''pulizia'' degli archivi a livello mondiale e che, contemporaneamente, la stampa venga pilotata verso l'ipotesi della nascita di una nova epidemia in Africa [16].

Ora immaginiamo che gli attentati dell'11 Settembre 2001 siano una operazione di tipo false flag, un pretesto per poter eseguire un programma gia' deciso da tempo, un documento intitolato "Rebuilding America's Defenses" (ricostruendo le difese dell'America), pubblicato dall'organizzazione chiamata "Project for the New American Century" (Progetto per il Nuovo Secolo Americano), conosciuta con l'acronimo di PNAC.
Immaginiamo che, nonostante la propaganda ''spinga'' verso l'entrata in guerra e gli scettici siano additati come anti patriottici, ci sia qualcuno che dubiti degli attentati.
Immaginiamo che, per mantenere alto il terrore in tutto il Paese e, nel contempo, scoraggiare l'avvio di pericolose commissioni d'inchiesta, inizi a circolare l'allarme antrace.
Immaginiamo che l'unico vero potenziale nemico dell'alleanza Bush-Pentagono-CIA sia il Senato degli Stuti Uniti, per via dei suoi poteri investigativi e che il Senatore Tom Dascle, leader della maggioranza democratica, sia uno dei pochi uomini in grado di poter dare vita ad una commissione d'inchiesta [9].
Immaginiamo che l'analisi della sequenza del DNA dell'antrace utilizzato dimostri che e' stato prodotto da laboratori militari statunitensi [10] e che l'''Universita' della California'', in una meticolosa analisi [11], dimostri che la fonte delle lettere all'antrace, altro non sia che un programma governativo degli stessi Stati Uniti.
Immaginiamo che, negli Stati Uniti, ci sia una sola persona in grado di avere accesso a quella specifica qualita' di antrace, un tale Dottor Hatfill che, naturalmente, avrebbe abbondantemente lavorato con la CIA e sarebbe stata una delle pochissime persone in tutti gli Stati Uniti in grado di armare le spore di antrace [23].
Immaginiamo che, dopo una rapida analisi della situazione, si giunga alla conclusione che la diffusione di notizie riguardanti i biologi coinvolti nell'''allarme antrace'', in quanto colpevoli o potenziali scopritori di colpevoli, sara' inarrestabile e che occorra creare una copertura totale con la disinformazione.
Immaginiamo che, i biologi implicati nell'''allarme antrace'', almeno altri 15, siano tutti morti in condizioni misteriose tra il 2002 ed il 2003 e che, per il Dottor Hatfill, si sia arrivati anche ad ipotizzare una ''soluzione alla Lee Oswald'' [12].
Immaginiamo, infine, che l'''allarme antrace'' si riveli un incredibile business per l'industria farmaceutica [13] e che, l'unica azienda con la licenza per produrre il vaccino sia una certa ''BioPort Inc.'', operante nell'inesistente, al momento della creazione della societa', mercato delle vaccinazioni di massa contro l'antrace e facente capo al famigerato ''Carlyle group'', gruppo che tratta gli interessi congiunti della famiglia Bush e di quella Bin laden [14].

Ci si augura che le cose non siano andate cosi', tuttavia abbiamo immaginato due dei tanti possibili usi della disinformazione, rendendoci conto di come essa sia in grado di distruggere la realta'.
E, se e' possibile modificare il presente, e' altrettanto possibile modificare il passato con quelle che Noam Chomsky definisce ''tecniche di ingegneria storica'' [15].

Nella costruzione dell'inganno si procede all'indietro, partendo dall'obiettivo finale che e' l'illusione. L'illusione, pero', non e' l'obiettivo finale della strategia ma il suo strumento. L'illusione e' l'obiettivo finale solo per il pianificatore dell'inganno.
La prima operazione che il pianificatore compie, dopo aver stabilito il target e l'illusione con cui vuole colpirlo, e' la scelta del canale attraverso cui far arrivare l'inganno. In base a questa scelta verra' determinata la funzione voluta di copertura o di effetto e, di conseguenza, le caratteristiche dell'astuzia adeguata a crearla [2].

Note e Fonti:
[1] ''Manuale di disinformazione - I media come arma impropria: metodi, tecniche, strumenti per la distruzione della realta''', di Bruno Ballardini, Edizione Castelvecchi, 7,8
[2] ''Manuale di disinformazione - I media come arma impropria: metodi, tecniche, strumenti per la distruzione della realta''', di Bruno Ballardini, Edizione Castelvecchi, 31, 32
[3] ''Storia della propaganda'', di Jacques Ellul, Edizioni Scientifiche Italiane, 8
[4] ''The study and practice of propaganda'', in H. D. Lasswell, R. D. Casey e B. L. Smith, Propaganda and Promotional Activities, Oxford University Press, 3
[5] ''Opere complete, Gorgia'', di Platone, Edizione Laterza, 155
[6] ''Trattato dell'argomentazione'', di C. Perelman e L. Olbrechts-Tyteca, Editore Einaudi, 28 e segg.
[7] ''Critica della Ragion Pura'', di Immanuel Kant, Edizione Laterza, 8
[8] ''Agenda-Setting and Mass Communication Theory'', ''Gazette (International Journal For Mass Communication Studies)'', Volume XXV, Numero 2, 96-105
[9] Tratto da www.news.scotsman.com
[10] Tratto da www.newsscientist.com
[11] Tratto da www.ph.ucla.edu
[12] Tratto da www.globalresearch
[13] Tratto da www.healingcelebrations.comwww.tetrahedron.org
[14] Tratto da www.skolnicksreport.com, www.whatreallyhappened.com, www.whatreallyhappened.com, www.rense.com, www.skolnicksreport.com, www.the1phoenix.net
[15] ''Illusioni necessarie'', di Noam Chomsky, Edizioni Eleuthera,
[16] ''Manuale di disinformazione - I media come arma impropria: metodi, tecniche, strumenti per la distruzione della realta''', di Bruno Ballardini, Edizione Castelvecchi, 13, 14
[17] ''Tractatus logico-philosophicus'', Edizioni Einaudi, di Ludwig Wittgenstein
[18] ''Manuale di disinformazione - I media come arma impropria: metodi, tecniche, strumenti per la distruzione della realta''', di Bruno Ballardini, Edizione Castelvecchi, 15, 16
[19] Tratto da www.novoordo.blogspot.com
[20] ''La dittatura europea'', di Ida Magli, Editore BUR Rizzoli, 18
[21] ''1984'', di George Orwell, Editrice Mondadori
[22] ''La dittatura europea'', di Ida Magli, Editore BUR Rizzoli, 18
[23] Tratto da "Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull'11 Settembre (e su tutto il resto) e non avete mai osato chiedere", di Roberto Quaglia, originariamente scritto per la rivista online Delos.it ed aggiornato dall'Autore per "Tutto quello che sai e' falso - Manuale dei segreti e delle bugie", a cura di Russ Kick, Editore Nuovi Mondi Media, 21, 22
[24] ''Perche' la gente crede quasi a tutto (prima parte)'', di Tim O'Shea, tratto da www.newmediaexplorer.org
[25] ''Hollywood: Macchina di Propaganda'', di Russ Kick, tratto da ''Tutto Quello che Sai e' Falso - Manuale dei Segreti e delle Bugie'', 219
[26] ''Tutto quello che sai e' falso 2 - Secondo manuale dei segreti e delle bugie'', ''La grande truffa della 'Guerra alla droga''', di Michael Levine, 25, 26
[27] ''La verita' dei Mass-Media'', tratto dal libro: ''Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia'', tratto da www.disinformazione.it
[28] ''Creare le notizie'', tratto da ''Fidati! Gli esperti siamo noi'', tratto da www.disinformazione.it
[29] ''I telegiornali di Pulcinella'', ''La manipolazione dell'opinione pubblica nei Tg italiani'', di Antonella Randazzo, tratto da www.disinformazione.it
[30] ''La morte della pubblicità'', di Bruno Ballardini, Editore Castelvecchi, 118
[31] ''L'arte di persuadere'', di Massimo Piattelli Palmarini, Editrice Mondadori, 82
[32] ''Manuale di disinformazione - I media come arma impropria: metodi, tecniche, strumenti per la distruzione della realta''', di Bruno Ballardini, Edizione Castelvecchi, 17, 18

18 commenti:

  1. il post è lunghissimo, spero di riuscire a leggerlo..volevo solo sottolineare il commento delo shot screen che hai messo prima dell' articolo. il primo commento dopo l tuo è assolutamente scuola attivissimo quindi cicap quindi gente corrotta, pagata per disinformare e sparare minchiate a 1000. l'11 settembre è smascherato in ogni sua parte, trovo triste che ci sia gente che ancora crede alla storiella dell' umomo che vive nelle caverne e con a disposizione un pc riesce a fare il più grande attentato della storia, riuscendo per ben 4 volte nello stesso giorno a eludere i sistemi di sicurezza americani(i più sicuri al mondo e a aprte quel giorno non hanno mai sbagliato) abbattendo 3 palazzi con 2 aerei, colpendo il pentagono con un aereo con apertura alare di 30 m , pilotato come un camion (come dice attivissimo), facendo un buco di soli 5 metri e non avendo nessuna immagine o video nonostante tutte le telecamere a circuito chiuso.(un video alla fine è uscito e si vede chiaramente che era un missile, suppongo lo abbiano messo in giro loro dopo 10 anni per aumentare la confusione) per poi arrivare al 4 aereo, sempre di 30 m che abbattuto lascia un buco al suolo grande quanto lo lascerebbe un aliante. ti giuro che gente come quella mi piacerebbe averla in una camera chiusa e discuterne ..

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    1. basta leggere gente così, che ancora sostiene (o meglio, ripete a pappagallo) ipotesi vecchie e sbugiardate all'infinito come l'uomo che vive nelle caverne e il buco di 5 metri, per catalogare la tristezza infinita e la paranoia che anima il complottista.
      In quanto a discuterne in una stanza chiusa, il complottista che lo fa davanti a fatti e prove viene regolarmente ridicolizzato, se si vuole buttarla sul "lo meno", si dimostra ulteriormente la patetica mancanza di argomenti logici.

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    2. Caro collector401 ecco un paio di link che potrai far vedere ai tuoi nipotini quando diventerai nonno:

      La demolizione controllata di Paolo Attivissimo 1;

      La demolizione controllata di Paolo Attivissimo 2;

      La demolizione controllata di Paolo Attivissimo 3;

      La demolizione controllata di Paolo Attivissimo 4;

      La demolizione controllata di Paolo Attivissimo 5;

      La demolizione controllata di Paolo Attivissimo 6.

      P.s. se, invece, vorrai addirittura insegnargli a leggere (anche se te lo sconsiglio fortemente... altrimenti capirebbero ben presto che (de)genere di nonno hanno), ti consiglio questo link:

      Smoking Gun - il caso "Solomon Building".

      Ciaoo, Nyko

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. grazie Nyko, ma i filmati del falsificatore Mazzucco e gli scritti dello sconclusionato Chiesa li ho già visionati, nonostante i conati di vomito e/o di riso che procurano. E 10 anni a tritare sempre la stessa roba senza portare una prova concreta mi sembrano molti. E ricordati di comprare gli ultimi DVD dei due autori, che ci devono campare.

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    5. Perché, collector401, sono usciti nuovi DVD?
      Credevo che ''Zero - Inchiesta sull'11 settembre'', ''11 settembre 2001 - Inganno Globale'', ''Loose Change 2'' ecc. ecc. avessero ampiamente sputtanato la ''Versione Ufficiale''.

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  2. Bell'articolo, molto completo.

    by
    Alice Oltre lo Specchio
    http://aliceoltrelospecchio.blogspot.com

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  3. La distrazione di massa è molto più potente ed economica della distruzione di massa...

    "Combattere e vincere cento battaglie non è prova di suprema eccellenza; la suprema bravura consiste nel piegare la resistenza del nemico senza combattere."
    Sun Tzu - "L'arte della guerra" - Stratega cinese vissuto 2500 anni fa

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  4. “Il capitalismo in putrefazione ha bisogno per reggersi di mentire continuamente. La realtà lo accusa: dunque deve essere falsificata. La fabbrica della menzogna è diventata arte, tecnica, norma di vita.”
    Pietro Secchia - Ermeneutica del linguaggio democratico
    http://www.conflittiestrategie.it/2011/10/31/il-linciaggio-della-verita/

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  5. "Se i fatti dicono il contrario, allora bisogna alterare i fatti. Così la storia si riscrive di continuo. Questa quotidiana falsificazione del passato, intrapresa e condotta dal Ministero della Verità, è necessaria alla stabilità del regime."
    G. Orwell - 1984

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    1. Ciao Mimmo, se hai qualche frase che puo' essere inserita nella sezione ''frasi celebri'', che si trova in fondo al blog, fammela avere tramite posta elettronica, cosi' inserisco.
      Ciaoo,Nyko

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  6. Per paranoia si intende una psicosi caratterizzata da un delirio cronico, basato su un sistema di convinzioni a tema persecutorio non corrispondenti alla realtà. Questo sistema di convinzioni si manifesta sovente nel contesto di capacità cognitive e razionali altrimenti integre. Il termine (che deriva dal greco παράνοια, "follia, insensatezza") è stato usato storicamente con diverse sfumature di significato, ed oggi non è più incluso nella terminologia internazionale ufficiale relativa alle patologie mentali, essendo stato sostituito dal concetto più generale, ma più chiaramente definibile, di disturbo delirante.
    Nel significato corrente più abituale, in uso soprattutto nella letteratura psichiatrica anglosassone, il termine "paranoia" indica una contingenza di disturbo mentale lucido, caratterizzato dalla convinzione delirante del paziente di essere perseguitato (o, più specificatamente, dall'ideazione che qualcuno o qualcosa abbia intenzione di nuocergli). Questa condizione è spesso caratterizzabile come una degenerazione patologica di alcuni tratti caratteriali come la diffidenza, l'inclinazione al pregiudizio o l'insicurezza. Il sistema di credenze di tipo persecutorio viene elaborato dal paziente in modo lucido e sistematico, ovvero non viene in generale a mancare la funzione razionale. In questo senso la paranoia si può descrivere come un caso particolare di disturbo delirante.
    Esempi piuttosto comuni sono la convinzione di essere pedinati e spiati, di essere avvelenati, di avere una qualche malattia prodotta da azioni nocive di persecutori, di essere vittima di parassiti (come nella parassitosi allucinatoria), di subire o aver subito lavaggi del cervello o controllo mentale, di voler essere allontanati dalla società verso posti lontani dove terzi potranno approfittare della propria mente. Il paranoico sviluppa quindi un atteggiamento antisociale, attribuendo alla società la paranoia stessa della quale il soggetto è vittima. È tipico il ribaltamento sulla società dei propri stessi atteggiamenti, per i quali il soggetto si sente vittima. Il desiderio di vendetta che innesca questa lucida autoconvinzione è spesso causa di condotte socialmente pericolose. Molti serial-killer sono stati identificati come paranoici. La loro volontà di vendetta era in realtà la voce incorporea della loro stessa paranoia, di cui molti si sono definiti vittime.
    La paranoia può essere associata ad altre forme di psicosi, in particolare la schizofrenia, e quindi anche associarsi a fenomeni allucinatori; caratteristiche attenuate possono essere presenti in altre situazioni con diagnosi principalmente non-psicotica, come il disturbo paranoide della personalità. La discriminante tra un disturbo di personalità e una condizione psicotica è nel fatto che, oltre che pervasivi e improbabili, i timori paranoici di grado psicotico sono anche chiaramente irrealistici o impossibili, e si accompagnano a percezioni allucinatorie. Alcune droghe, come le metamfetamine, possono portare all'insorgere di condizioni mentali paranoiche o rendere allucinatorie tendenze già presenti in forma latente.

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    1. ''Caro'' Wasp, che piacere essere seguìto (bada bene, non pedinato, seguìto... la ''convinzione delirante del paziente di essere perseguitato'', tra noi due, non riguarda certo me) da debunker/cicapini del Suo calibro!!

      Per quanto riguarda ''la convinzione di essere pedinati e spiati'', rimando ad una pagina del sito di Rosario Marcianò, ''tanker enemy'', per la convinzione ''di essere avvelenati'', invece, Le vorrei ricordare uno dei miei post, ''Arsenico nell'acqua, il Tar del Lazio condanna i Ministeri dell'Ambiente e della Salute'', ripreso da Corrado Penna ed @lice nel blog ''Rassenga Stampa Anti-NWO''.

      Per quello che concerne il ''voler essere allontanati dalla società verso posti lontani'', direi che, in alcuni casi, più che di ''voler essere'', si dovrebbe parlare del solo ''essere'', perché non credo che siano in molti a ''volere'' certi tipi di allontamento dalla società... mi viene in mente la pagina del blog ''11 Settembre - Immagini Eloquenti'' dedicata ad alcuni dei ''paranoici'' dell'11 Settembre 2001.

      Ma, ad essere sincero, la parte più interessante del Suo scritto, per quanto mi riguarda, è stato il seguente passaggio ''Molti serial-killer sono stati identificati come paranoici.''. Fermo, lineare, di grande impatto emotivo. A tal proposito Le consiglio la lettura di ''Come si inventa un Serial Killer - Il caso Henry'', di Brad Shellady; è molto interessante, infatti, vedere come le autorità traggano spesso ''vantaggi'' e vedano aumentare esponenzialmente il lopro potere coercitivo quando la popolazione si trova a dover combattere contro ''mostri'' del calibro di John Wayne Gacy, Ted Bundy o Henry Lucas... oppure come il ''Mostro di Firenze'', per rimanere nella nostra amata terra natia.

      Ciaoo, Nyko

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  7. Vedo che il debunker collector401/hidran ha eliminato il suo doppio commento (fatto con due account diversi ma identico, è ancora sul mio computer) x cancellare le tracce che fanno capire ulteriormente come lui sia un debunker...si, pechè il genio aveva inviato lo stesso identico commento loggandosi prima come hidran e poi come collector401! accortosi dell'errore ha eliminato uno dei due commenti (che poi avere + account fa capire la disonestà ideologica di sta gente, che x aumentare i commenti i prooprio favore si crea una jmiriade di account diversi con cui commentare...difatti pure l'account di Collector e abbastanza recente e non legato a blog o altro, è stato fatto SOLo x commentare..e io direi x commentare sembrando + persone in modo da far sembrare che una certa posizione sia maggioritaria quando sonpo un paio di persone a spingerla).

    poi arriva anche il noto debunker Wasp, che, non si sa bene x quale motivo, ci spiega secondo lui quali sono le caratteristiche della paranoia...credon perchè nella sua logoica contorta da x scontato che l'articolo commentato sia frutto di paranoia nonostante si tratti di dati molto banali e condivisibili: non si sta mica parlando del pianeta X che grazie ad un allineamento galattico risveglierà nel DNA delle persone un salto quantico ne di alieni ostili che stanno fagocitando il mondo nutrendosi di vibrazioni quanto-eteriche..se cercate la paranoia andate sui blog che parlano del Comando Ashtar, delle farneticazioni Teosofiche sulla Nuova Era o di roba simile...oppure nessuno di voi si è reso conto che la Propaganda Mediatica non è solo una cosa che usava Hitler negli anni 30, ma è usata ancor oggi poichè efficace?

    Vabbè, lasciamo perdere, sappiamo tutti che voi siete in mala fede (sennò vi occupereste appunto di sbugiardare la vera miriade di vaccate che gira nel WEB, come quella della terra che x l'inversione dei poli si capotta o ancor meglio smette di girare x 3 giorni e poi gira in senso inverso, o dei VERI motivi x cui si sa che Icke mente, ecc...ma di sta roba finisce che devo occuparmene io insieme a qualche blog cristiano), quindi vi attaccate a articoli come questo x partito preso ma tralasciate tutte le vere baggianate che girano in rete e su libri stampati in una dozzina di lingue diverse...

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    Alice (Oltre lo Specchio)
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