.

Medici confermano prima morte umana ufficialmente causata da OGM!!

Tutto ciò nei giorni in cui Il mais 1507, una varietà OGM sviluppata da DuPont e Dow, potrà fare il suo ingresso trionfale nell’Unione Europea grazie all’imminente approvazione da parte della Commissione Europea della nuova legge sugli OGM...

Differenziata: il grosso affare delle amministrazioni locali!!

Aumentare a dismisura la TARSU per mandare poi tutti i rifiuti in discarica...

L'Europa multa l'Italia per inquinamento da arsenico, mercurio e cadmio!!

Italia prima in Europa per emissioni di arsenico, cadmio, mercurio e perfino cianuro nell'acqua destinata alla potabilità...

Charlie Hebdo: uno dei killer era quasi cieco!!

Uno dei due cecchini era quasi orbo, al punto che le autorità francesi gli negarono la patente anche con l'ausilio degli occhiali. Non vedeva una mazza, ma ha dimostrato di essere un tiratore infallibile.

Scandalo Austria: anche le banche europee cominciano a saltare?

Abbiamo riflettuto a sufficienza sulle conseguenze della perdita della sovranità nazionale e della possibilità di emettere moneta?

Armi di Distrazione di Massa

Gettare nel ridicolo e' una tecnica che consiste nello screditare una tesi attraverso una scorretta analogia. Lo schema adottato dall'interlocutore, in questo caso, e' il seguente:
1. Il soggetto A (''Teorico del Complotto'') sostiene la tesi X (''Teoria del Complotto'');
2. Il soggetto A (''Teorico del Complotto'') sostiene la tesi Y (''Teoria del Complotto'');
3. La tesi X (''Teoria del Complotto''), secondo te (''Teorico del Complotto'') e' una ca**ata;
4. Anche la tesi Y (''Teoria del Complotto'') deve per forza essere una ca**ata.

La tecnica di argomentazione appena esposta e' definita ''sofismo'' e consiste in un ragionamento corretto solo all'apparenza.
Dopo un'attenta analisi, infatti, ci si accorge che, in realta', si tratta di un dispositivo retorico atto a scardinare proprio le difese della logica.

Il fatto che noi tutti siamo portati a ragionare in base a sofismi e preconcetti involontari e spontanei realizzati inconsciamente dal nostro cervello, non li rende certo veri, anzi, l'utilizzo abituale di queste espressioni ci da' la misura di quanto sia facile abituarsi a ragionare in modo distorto.

Depopolazione 2.0

Ricordandovi che, tra i punti in agenda del ''Nuovo Ordine Mondiale'' ci sarebbe, secondi i ''Teorici del Complotto'' piu' ''paranoici'', la depopolazione del nostro pianeta (come auspicato dall'eugenista Aldous Huxley nella sua Opera ''Il Mondo Nuovo – Ritorno al Mondo Nuovo'' e come e' facilmente intuibile visto quello che sta accadendo ai nostri cieli ed alle nostre acque), vi auguro una buona lettura.

''Contraccettivi maschili? Nel futuro a ultrasuoni
Il contraccettivo maschile del futuro potrebbe essere il bombardamento dei testicoli con gli ultrasuoni.
Il nuovo metodo e' stato testato sui topi da laboratorio alla ''Iniversity of North Carolina'' e descritto sulla rivista ''Reproductive biology and endocrinology''.
Nei topi le onde sonore ad alta frequenza riducono il numero di spermatozoi fino ad una concentrazione troppo bassa per fecondare un ovulo.
Ora si dovra' capire se il metodo funziona anche sugli uomini, se l'effetto e' permanente o temporaneo e se ha effetti collaterali sugli spermatozoi [1].''

Che si tratti di un altro passo ultrasonico verso il ''Nuovo Ordine Mondiale''?

Note e fonti:
[1] City, Martedi' 31 Gennaio 2012

Ciaoo, Nyko

''No-plane'', una teoria insostenibile... forse!!


''[…] nella facciata della Torre Nord si vedeva distintamente la sagoma dell’aereo […]. Si distinguono, chiaramente, i contorni del primo motore, della fusoliera e del secondo motore. Possiamo vedere chiaramente la sagoma dell’aereo sulla facciata della Torre [1].''

Frasi come questa, inserite in documentari di matrice ''cospirazionista'' come ''Zero: Inchiesta sull'11 Settembre'', di Giulietto Chiesa o articoli come ''no-planes, una teoria insostenibile'', realizzato dal ''teorico del complotto'' Massimo Mazzucco, già autore di ''11 Settembre – Inganno Globale'', sembrano voler mettere la parola fine a quella che, da sempre, viene considerata come la più folle tra le ''teorie'' riguardanti gli attentati dell'11 Settembre 2001, quella conosciuta col nome di ''no-plane theory''.

Eh si perché, se da subito hanno destato dubbi le affermazioni rilasciate dal Dipartimento della Difesa riguardanti i due Boeing 747 che, secondo la ''versione ufficiale'', si sarebbero schiantati contro il Pentagono e nella buca di Shanksville, in Pennsylvania, altrettanto interesse non è stato riversato nei confronti dei due Boeing 767 che sono stati dirottati contro il WTC1 ed Il WTC2. Tutto questo per il ''semplice'' fatto che, agli schianti dei voli ''AA 11'' e ''UA 175'', contro il complesso del WTC, i nostri occhi hanno assistito. O, forse, è il caso di dire ''avrebbero'' assistito.

Tutto cio' che dobbiamo sapere sul ruolo vitale dei principali mezzi d'informazione nel perseguimento della ricerca della verita' e nel proseguimento delle campagne mediatiche rivolte contro o a favore dei Governi, lo possiamo imparare osservando come funziona il gioco delle tre carte.
Si tratta di un gioco evidentemente truffaldino in cui il cartaio dispone tre carte su di un tavolino pieghevole, ci mostra che una di esse e' la regina di picche, le capovolge e le sposta rapidamente. Siamo sicuri di sapere dov'e' la regina e abbiamo visto il tizio prima di noi vincere facilmente un paio di volte, così scommettiamo i nostri soldi. Se quel tipo dall'aria un po' tonta puo' vincere, possiamo farlo anche noi. Eppure, incredibilmente, abbiamo puntato sulla carta sbagliata. Abbiamo perso. Abbiamo fatto la figura del pollo.
I polli del gioco delle tre carte non possono vincere, perché e' risaputo che e' tutto un imbroglio, eppure, mentre ce ne andiamo, vediamo che si e' formata una fila di altri polli, con gli occhi sgranati, la bocca aperta, le mani in tasca, affascinati da quello spettacolo e pronti a tirar fuori i soldi non appena il cartaio riesce ad acchiapparli. Perché? Perché anche loro hanno visto vincere quello stesso tizio dall'aria un po' tonta. quello che non sanno e' che si tratta di un complice.
I complici sono altri imbroglioni che inducono i polli a partecipare al gioco truccato con una messinscena volta a convincerli che non c'e' alcun inganno e che se continuano a giocare, alla fine vinceranno. La funzione di un buon complice e' anche quella di distogliere l'attenzione della polizia da quell'azione illegale. In tribunale, dove i cartai del gioco delle tre carte sono considerati imbroglioni e ladri, i complici sono considerati ''corresponsabili'' e quindi passibili della stessa pena se incriminati e giudicati colpevoli dopo un processo.
Nel più straordinario colossal mediatico di tutti i tempi, ''America under Attack'', i grandi mezzi d'informazione non sono altro che dei complici, il cui successo nello svolgere questa funzione non ha pari nella storia di raggiri, truffe e fregature, come si puo' giudicare dall'efficacia con cui continuano a venderci un inganno talmente ovvio da indurre sempre più persone ad avvicinarsi alle cosi' dette ''versioni non ufficiali'' [3].

Come sosteneva Ferdinand de Saussure, ''Un'immagine vale più di mille parole'' e scatti come questo


o questo


sembrano non lasciare dubbi all'immaginazione dei ''Teorici del Complotto'', neanche a quelli più ''paranoici''.

Quando si ha a che fare con un ''paranoico'', però, la paranoia diventa uno strumento di conoscenza. Quando la ragione, questo esile lumino, non riesce a diradare il buio in cui ci si ritrova, quando si intuisce che c'è qualcosa che non va ma il normale modo di ragionare non dà alcun frutto e, anzi, accresce la sensazione di malessere e di frustrazione che ci attanaglia, la paranoia può essere utile per vedere dove la ragione non riesce a vedere. Purché sia paranoia vera, e in quantità sufficiente. Come dice Tom Sizemore nel film di Kathryn Bigelow ''Strange Days'', ''Il punto non è se sei paranoico. Il punto è se sei abbastanza paranoico.'' [2].

E, in questo caso, non serve neanche essere eccessivamente ''paranoici'', basta esserlo quel tanto che basta per spingersi oltre il proscenio, costituito dalle vetrate del WTC, oltre il palcoscenico, costituito dal WTC e puntare direttamente al ''backstage'' del più straordinario colossal mediatico di tutti i tempi ''America under attack'', ovvero le vetrate opposte al foro d'entrata.

A volte, semplicemente cambiando il punto di vista, molte certezze sembrano crollare, ed immagini inequivocabili come questa


e questa


se viste sotto un'altra angolazione


possono cambiare il corso della storia, influendo in maniera determinante su una ''teoria insostenibile''.

Tutto ciò, unito ad una serie di altri inquietanti interrogativi, come quello che scaturisce dall'osservare lo strano bagliore proiettato sulle vetrate della Torre prima dell'impatto del Boeing


a cui vengono attribuite una serie di spiegazioni, scientifiche e non, piu' o meno credibili, che spaziano da un foglio di carta che vola nei cieli di New York


ad un puntatore laser, passando per scaricamento a terra dell'elettricità statica accumulata in volo, fa riflettere chi, avvicinatosi come me alle varie ''teorie del complotto'', decide di approfondire determinate tematiche, accorgendosi, a volte, che gli stessi ''Teorici del Complotto'', in realtà, finiscono per appoggiare le ''versioni ufficiali'', realizzando, a volte, mirabili ''cover up''; insomma, finiscono per diventare veri e propri ''debunkers'', solamente molto più preparati, quindi molto più pericolosi.

Un altro elemento ''bizzarro'' riguardante i due Boeing 767 è che il volo ''AA 11'', un ''Boeing 767-200ER'', come chiunque può constatare dopo un'accurata visione dei documenti ''ufficiali'', NON RISULTA essere mai partito l'11 Settembre 2001.

Dwain Deets, alto dirigente della NASA ora in pensione, ha affermato che ''Basandosi sull'analisi dei dati radar, il National Transportation and Safety Board (NTSB, il Consiglio nazionale sulla sicurezza bei trasporti) ha stabilito che la velocità a terra appena prima dell'impatto era di 510 nodi (945 km/h). Questo è ben oltre la massima velocità di crociera di 360 nodi (667 km/h), nonché della massima velocità in picchiata di 410 nodi (759 km/h).''

Tenendo in considerazione le velocità sopra menzionate, è facile immaginare che chiunque, presente quel giorno sulle strade di Manhattan, avrebbe potuto scambiare qualunque oggetto volante proprio in un Boeing 767; o meglio, come è possibile riconoscere un oggetto lanciato ad una velocità di 510 nodi (945 km/h) quando ci si trova tra le strade di uno scenario come questo?



Inoltre, se è vero che la maggior parte del kerosene, causa l'impatto violento, si è riversato all'esterno delle Torri, come si può vedere da queste immagini



come si spiega il fatto che le esplosioni inizino dal centro delle WTC?


Non si capisce, infatti, per quale motivo, sono in pochi, fra coloro che reputano ''strane'' le coincidenze riguardanti le modifiche dei piani anti incendio ed i controlli alle Torri Gemelle proprio nei piani in cui ci sarebbe avvenuto l'impatto, a teorizzare che quegli interventi sarebbero potuti servire per sistemate cariche esplosive nel punto del già previsto impatto.

Tutta questa serie di elementi sembra avvalorare o, quantomeno, porta a non scartare del tutto la ''no-plane theory'' che, anzi, con l'avanzare delle nuove tecnologie, anno dopo anno, acquisisce sempre maggiore credibilità agli occhi degli scettici; e cominciano a farsi strada nuove e sempre più supportate (dalla tecnologia) ''teorie alternative''.

William James, psicologo e filosofo statunitense, sosteneva che ''Di fronte ad una novita', la gente dice: non e' vera. In seguito, quando la sua verita' diventa palese, la gente dice: comunque non e' importante. Infine, quando la sua importanza appare innegabile, la gente dice: pero' non e' nuova.''.
Sta accadendo con i progetti del ''Nuovo Ordine Mondiale'', che cominciano ad essere talmente palesi da non poter essere piu' nascosti perche', come sosteneva Oscar Wilde, ''Perfino le verita' possono essere dimostrate''.
Quello che sta avvenendo in questi giorni per lo scandalo dell'''acqua all'arsenico'' e per le ''Scie Chimiche'', accadra' anche per la ''no-plane theory'', è solamente questione di tempo.
Per dirla con le parole di Michael Bay, regista di ''Armageddon - Giudizio finale'', ''e' avvenuto in passato, avverrà di nuovo. La questione è solo quando.''.

Infine, per tutti coloro che si domandano come sia possibile che un missile, un ologramma, un aereo, si', ma non di linea, insomma, tutto cio' che rientra nel calderone ''no-plane'', riesca a ''simulare'' il rombo di un Boeing 767, lasciamo ai posteri questi due fermo-immagine, tratti dai tanti video amatoriali, significativi per comprendere che, anche nell'audio degli attentati dell'11 Settembre 2001, forse, qualcosa non torna.



Alla luce di quanto affermato e visto, una cosa è certa, la ''no-plane theory'' e' si', una teoria insostenibile, ma né più né meno di ogni ''teoria'' poiché , come affermava un certo Albert Einstein, ''[…] la Natura, o più esattamente l'esperimento, è un giudice inesorabile e poco benevolo […]. Non dice mai 'Sì' ad una teoria: nei casi più favorevoli risponde: 'Forse'; nella stragrande maggioranza dei casi, dice semplicemente: 'No'. Quando un esperimento concorda con una teoria, per la Natura significa 'Forse'; se non concorda significa 'No'. Probabilmente ogni teoria, un giorno o l'altro, subirà il suo 'No'.''.

E se, a confutarla, è un documento come il ''9/11 Commission Report'', beh, allora…

Note e Fonti:
[1] ''Zero: Inchiesta sull'11 Settembre'', di Giulietto Chiesa
[2] ''Prefazione'' di Sandro Veronesi, tratta da ''L'incredibile menzogna'', di Thierry Meyssan, Fandango libri
[3] ''Tutto quello che sai e' falso 2 - Secondo manuale dei segreti e delle bugie'', ''La grande truffa del 'World Trade Center''', di Michael Levine, 25, 26


Per il la realizzazione del post si ringraziano:
Thierry Meyssan, grazie al quale abbiamo potuto apprendere che nessun Boeing 747 si è mai schiantato contro il Pentagono;
Massimo Mazzucco, grazie al quale abbiamo potuto apprendere che nessun Boeing 747 si è mai schiantato in Pennsylvania;
Giulietto Chiesa, grazie al quale abbiamo potuto apprendere che le Torri Gemelle non possono essere cadute collassando su se stesse a causa dei danni subiti dall'impatto di due Boeing 767;
Tutti coloro grazie ai quali abbiamo potuto apprendere dell'esistenza dei ''gatekeeper''.

Un ringraziamento particolare va fatto a tutti coloro che, pur passando per ''paranoici'', continuano il loro ''viaggio'' verso la ricerca della Verità perché, come diceva Michel Faucoult, ''Il sapere non è fatto per conoscere, è fatto per prendere posizione.''.

Per coloro che volessero saperne di piu' sugli accadimenti dell'11 Settembre 2001, si consiglia vivamente la visione dei seguenti siti/blog:
11 Settembre 2001 - IMMAGINI ELOQUENTI;
Ground Zero Research;
Luogocomune - Sezione 11 Settembre;
PentagonReports;
Welcome To 1984

Arsenico nell'acqua, il Tar del Lazio condanna i Ministeri dell'Ambiente e della Salute

Ricordandovi che l'arsenico e' ''un semimetallo i cui composti trovano impiego come pesticidi, erbicidi ed insetticidi'', che l'acqua e' ''alla base di tutte le forme di vita conosciute, uomo compreso; ad essa e' dovuta anche la stessa origine della vita sul nostro pianeta'' e che, di conseguenza, un mix tra l'elemento ed il composto chimico e' altamente sconsigliato ma, soprattutto, ricordandovi che, tra i punti in agenda del ''Nuovo Ordine Mondiale'' ci sarebbe, secondi i ''Teorici del Complotto'' piu' ''paranoici'', la depopolazione del nostro pianeta (come auspicato dall'eugenista Aldous Huxley nella sua Opera ''Il Mondo Nuovo – Ritorno al Mondo Nuovo''), vi auguro una buona lettura.

ROMA - I ministeri dell'Ambiente e della Salute sono stati condannati dal Tar del Lazio a risarcire circa 2.000 utenti di varie regioni, tra cui Lazio, Toscana, Umbria, Lombardia e Trentino Alto Adige, che lamentano la presenza di arsenico nell'acqua.
Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), che aveva presentato ricorso, ha aggiunto che, nel prossimo esposto, che partira' tra poche settimane, saranno decine di migliaia gli utenti che si uniranno nell'azione collettiva di richiesta di risarcimento.

Ciaoo, Nyko

''Armi Silenziose'' per ''Guerre Silenziose''

''Perfino le verità possono essere dimostrate.''
Oscar Wilde

Tratto dal sito www.luogocomune.net

Di una cosa ormai sono certo: il vero scopo del ''Nuovo Ordine Mondiale'' non è di arrivare a comandare il mondo con la forza e con la repressione, ma di portare la popolazione ad un tale livello di rimbecillimento collettivo da desiderare essa stessa di sottomettersi al loro controllo, senza nemmeno accorgersi di quello che stanno facendo.

E a giudicare dagli eventi più recenti, questa strategia sta dando ottimi risultati.

Quando leggi che c’è stato a Torino un “episodio pseudo nevoso", ma che si trattava in realtà di "neve chimica”, e nessuno si preoccupa minimamente di chiedere maggiori chiarimenti su quello che è successo, vuole dire che siamo quasi pronti per la bollitura finale.

Fra un pò ci racconteranno che ci conviene rifugiarci tutti in prigione, perchè è il posto migliore per nascondersi da una invasione imminente degli alieni, e tutti correranno verso il carcere più vicino ringraziando i secondini che li attendono a braccia aperte. 

Sia chiaro, un fenomeno meteorologico di questo tipo esiste, e può anche verificarsi in condizioni molto particolari. La cosa curiosa è che nei giorni seguenti si è verificato praticamente su tutta la Val Padana, come se quelle “condizioni particolari” improvvisamente si fossero estese in mezza Italia. Oltre al miracolo delle “contrails permanenti” – fenomeno rarissimo che oggi si verifica ormai dappertutto - avremo anche quello della “neve chimica”, che presto entrerà a far parte del nostro vocabolario quotidiano.

A parte l’effettiva composizione di questa “neve chimica” – sulla quale ci sarebbe da discutere per ore - preoccupa l’assoluta abulìa con cui la gente accetta a scatola chiusa delle spiegazioni, da parte dei nostri “esperti”, che sfiorano letteralmente il ridicolo. Anzi, costoro minimizzano a tal punto il problema che dovrebbero immediatamente farci drizzare le antenne invece di tranquillizzarci.

Sentite cosa scrive in proposito la protezione civile: “Questo tipo di precipitazione nevosa si verifica quando, pur in assenza di nubi, si combinano fattori quali il grande freddo, un elevato tasso di umidità e la presenza di un determinato tipo di particolato, cioè quelle sostanze prodotte dall'inquinamento industriale, (solfuro di rame, ossido di rame, ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e silicati)”. E poi, poco più avanti: “Niente paura però perché, a detta degli esperti, la 'neve chimica' non è pericolosa né per l'uomo né per la natura, anzi, farebbe un po' da spazzina dei cieli, ripulendo l'aria.”

Grazie, mi fa molto piacere sapere che avremo l’aria pulita. Peccato che mio figlio viva normalmente al livello del suolo, e non voli a 80 metri di altezza quando gioca a nascondino con gli amici ai giardinetti. Perché allora questa schifezza non dovrebbe essere pericolosa per lui? 

Ed infatti alla fine gli “esperti” si ricordano di aggiungere una “Nota dolente: non bisogna mangiarla, la neve chimica (mamme occhio ai bambini..) inoltre le sostanze che la nostra spazzina ha ripulito dall'aria, ce le restituisce poi al suolo, pronte per venire assorbite dalla terra ed essere poi rimesse in circolo nella catena alimentare”.

Gentili signori della Protezione Civile, mi spiegate perché “solfuro di rame, ossido di rame, ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e silicati” che “vengono rimessi in circolo nella catena alimentare” non dovrebbero essere “pericolosi né per l'uomo né per la natura”? 

Perché vi premurate di dirmi che la neve “non bisogna mangiarla”, se poi gli stessi veleni ritornano nella catena alimentare? Il piombo nella verdura è forse meno nocivo del piombo con la neve?

Gentili signori, siete davvero pagati – con i soldi dei cittadini, fra l’altro - per “proteggere i civili”, o per proteggere quelli che li avvelenano sistematicamente, tranquillizzandoli ogni volta con argomenti sempre più ridicoli e vergognosi?

Tratto dal sito www.luogocomune.net

Aids feat. Hiv
l'incredibile menzogna

Siccome sui giornali e nei siti delle principali testate giornalistiche italiane si continuano a leggere notizie come queste:

''Aids - Speranze dai test sul vaccino, protegge dal virus sosia dell'Hiv
La speranza di arrivare ad un vaccino preventivo contro l'Aids non e' più così lontana. Dopo annunci forse troppo affrettati, false partenze e parziali progressi, arriva ora un nuovo passo in avanti: i risultati di uno studio sugli animali pubblicato su 'Nature' mostrano che nuove combinazioni vaccinali possono offrire una protezione parziale contro l'infezione da Siv, un virus simile all'Hiv che colpisce le scimmie rhesus.''

di Alessia Manfredi

''Aids, la speranza in un vaccino capace di combattere il virus Hiv
Sviluppato dal Centro superior de investigaciones científicas, in Spagna, il vaccino ha dimostrato in uno studio di fase I, quindi in una sperimentazione iniziale, che e' in grado di stimolare le difese dell'organismo e che puo' 'insegnare' al sistema immunitario a combattere il virus dell'Hiv. Si tratta solo di un punto di partenza, come specifica la rivista 'Journal of Virology'. Ma gli scienziati spagnoli ci credono molto, tant'e' che hanno chiesto nuovi finanziamenti per continuare i loro studi.''

di Valentina Arcovio

''Ricordi e riflessioni sull'Aids nel primo libro di Elton John
Il 64enne artista inglese sta scrivendo 'Love is the cure', in cui racconta anche le storie di amici morti per il virus dell'Hiv.''

City, Mercoledì 11 Gennaio 2012

Cerchiamo di fare un pò di chiarezza... per l'ennesima volta!!

Aids feat. Hiv

"Molti rispettano la scienza se vivono di questa, ma venerano l'errore se e' da esso che traggono i mezzi di sussistenza."
Wolfgang Goethe

La tesi ufficiale, che tutti conoscono, e' che la malattia conosciuta col nome di Aids sia la conseguenza dell'infezione, trasmessa per via sessuale o di contatto sanguigno, con il retrovirus Hiv.
Dai primi anni 90, un centinaio di medici e scienziati, con un piccolo seguito di attivisti ''dissidenti'', sostiene la falsita' di questa tesi, sostenendo invece che l'Aids, cioe' il crollo del sistema immunitario, sarebbe dovuto solo ai cosiddetti ''fattori di rischio'', o all'assunzione di farmaci che hanno indebolito il sistema immunitario, senza nessuna correlazione con il retrovirus Hiv [1].

Tra i primi a riuscire a decodificare la sequenza dei geni di quelli che vengono detti retrovirus e a definire la caratterizzazione della struttura dei lentivirus (cui l'Hiv si presume appartenga), fu, negli anni Settanta, lo scienziato Peter H. Duesberg. Un uomo che, pero', ha poi dedicato buona parte della sua vita a gridare al mondo che l'Aids non e' affatto contagioso, che l'Aids e' un virus inventato.

In questa sede non ci si puo' proporre di fornire una risposta esaustiva ad una questione di tale importanza medica e scientifica; gia' l'ipotesi che l'Aids possa non essere causato da un virus puo' generare perplessita'. E' anche vero, pero', che la Storia e' costellata di casi di virus inventati. Basti pensare allo ''Smon'' che, sviluppatosi nella meta' del secolo scorso in Oriente, dopo aver mietuto migliaia di vittime, scomparì improvvisamente non appena un farmaco, il ''Clioquinol'', venne ritirato dal mercato, ma nessuno se ne curo' e la caccia al microbo continuo' imperterrita fino a quando, pochi anni fa, il responsabile delle ricerche, insieme alle vittime del male, non poterono far altro che riconoscere che non era un virus o un batterio, bensì una ''cura'' la responsabile delle morti.
Il male più devastante dal punto di vista delle persone colpite, fu, senza dubbio, la ''pellagra''. Anch'essa, per più di 50 anni, venne attribuita a contagio, pur essendo chiaro che solo determinate categorie di persone ne erano affette. La ricerca per il virus continuo' fino a che non fu più negabile che una carenza alimentare generava il male.
La ricerca del microbo e del virus ha contraddistinto, tra le altre, malattie esotiche come il ''Kuru'', o più prossime e note come l'epatite di tipo C.
Per non parlare poi, di quante volte si e' sentito parlare di un prossimo vaccino antitumorale. Il cancro sarebbe, dunque, un virus? Gli esempi sono troppi per citarli tutti.

La ricerca del virus pare essere la prima pista da seguire, sempre e comunque, finché prove clamorose non escludano questa possibilita' in modo insindacabile. A questo punto verrebbe da pensare che i virus siano uno dei peggiori crucci dell'Occidente, della nostra epoca. Eppure, indagando, i virus causano meno dell'1 per cento dei problemi di salute tra le popolazioni occidentali. Qualcosa non quadra. Ma ora torniamo all'Aids [2].

''Quando si cerca un eroe, bisogna partire dalla cosa di cui ogni eroe ha bisogno: un cattivo. Per questo, cercando il nostro eroe, Bellerofonte, abbiamo creato un mostro, Chimera''
Mission: Impossible-2, USA, 2000, di John Woo

Lo scienziato Peter H. Duesberg, autorita' indiscussa nel settore dei retrovirus, dopo lunghe ricerche, confuto' la tesi della diffusione dell'Aids mediante Hiv, sostenendo che le cause del collasso del sistema immunitario erano dovute, essenzialmente, a:
denutrizione e condizioni igieniche carenti;
costumi sessuali fuori dal normale;
consumo di droghe pesanti;
frequente trasfusione sanguigna;
assunzione di farmaci immuno-tossici, come quelli chemioterapici.
Secondo questa teoria, il sistema immunitario collasserebbe ''solo'' in quanto sottoposto a superlavoro. Secondo lo scienziato non sarebbe quindi alcun virus o retrovirus a causare l'Aids.

Agli inizi degli anni '90, il giornalista di Panorama Luca Rossi, ando' in Usa per visitare il centro di statistica governativo e scoprì tre cose molto interessanti: era il primo giornalista a rivolgersi alla fonte per avere i dati invece di affidarsi ai comunicati stampa delle case farmaceutiche, i dati ottenuti erano completamente diversi dai dati pubblicati fino a quel momento sui media e sui comunicati stampa delle case farmaceutiche ed i malati non appartenenti a gruppi con comportamenti a rischio erano meno di 1000 (mille) a distanza di quasi 15 anni dall'inizio dell'epidemia. Un numero talmente piccolo che negava con evidenza la teoria sulla trasmissione sessuale dell'Aids in persone che avevano una vita sessuale normalmente promiscua [1].

Oggi il movimento del dissenso raccoglie oltre 700 firme tra virologi , infettivologi, epidemiologi ed altri specialisti di 23 Nazioni, tra cui tre premi Nobel, tutti indignati dalla colossale mistificazione e speculazione imbastita intorno all'Aids. Il Dottor Kary B. Mullis, premio Nobel per la medicina per aver inventato la reazione a catena della polimerase (Polymerase Chain Reaction, PRC), una tecnica che ha rivoluzionato il mondo della chimica e della genetica, nonché autore di ''Ballando nudi nel campo della mente'', si trovo' ad avere necessita' di corroborare una tesi che ormai era data come scontata: ''l'Hiv e' la causa dell'Aids''. Ma, a quel punto, sorse per lui un grave problema: scoprì che nessuno aveva mai dimostrato che l'Hiv provocasse l'Aids [6].

Secondo i tanti scienziati dissenzienti, l'Aids e' un'immunodeficienza, cioe' una carenza di difese immunitarie. Un'immunodeficienza che puo' portare alla morte e che si manifesta con una grande quantita' di mali, attualmente 29. Viene chiamata non polmonite, non diarrea, non herpes, non candidiasi, ma Aids quando ad un esame il male risulta accompagnato dall'esito positivo ad un'indagine per rilevare l'esistenza non del virus dell'Hiv ma di anticorpi contro l'Hiv. L'Hiv e', forse, un virus che, per molti, e' pero' presente ed innocuo in una percentuale costante di persone.
Se, dunque, una delle malattie classificate come condizione per determinare l'Aids conclamato si verifica insieme alla positivita' all'Hiv, il soggetto e' definito malato di Aids. Se una delle malattie, o anche tutte, si verificano senza la positivita' all'Hiv, si parla di polmonite, diarrea, herpes e così via. Non importa che il soggetto muoia o no, sara' morto di polmonite, non di Aids. Ma anche se il soggetto e' positivo al test per l'Hiv e, pero', sta bene, viene considerato malato asintomatico. Questa assenza di correlazione tra risultati del test e malattia e' indubbiamente sconcertante. Dunque, per i dissenzienti, l'Aids e' semplicemente un'immunodeficienza, l'Hiv e' un virus non collegato all'insorgere del male; l'Hiv non e' MAI stato isolato, forse neanche esiste e, se esiste, la percentuale di persone positive e' equamente ripartita nella popolazione, essendo un virus innocuo. L'attribuzione di nocivita' all'Hiv e', quindi, forzata e fittizia.

Gli scienziati dissenzienti pongono in evidenza anche un'altra caratteristica; un virus, per sua stessa definizione, viene contratto per contagio e si diffonde in ogni soggetto che incontra per la sua strada, non solamente in categorie di persone definite, di volta in volta ''a rischio''. L'Aids pare invece scegliere con estrema cura i soggetti da colpire; la tanto temuta diffusione tra eterosessuali dell'Aids non c'e' mai stata. Anzi, la malattia e' praticamente irrilevante come causa di morte tra le categorie non a rischio in Occidente. Nel mondo, in tutto il mondo, sono a tutt'oggi meno di 100 i casi di sieropositivita' tra i partner coniugali di malati di Aids. Ma i malati du Aids sono milioni. E quindi? Un virus, per sua stessa definizione, si diffonde. Il contagio, nei virus, esiste, e' anzi requisito fondamentale per determinare che la malattia e' causata da un morbo. Nell'Aids le statistiche dicono no, le statistiche dimostrano che il contagio non esiste [3].

La cosa più strana e' che gli anticorpi dell'Hiv che determinano la sieropositivita' (il virus dell'Hiv, e' bene ricordarlo, non e' MAI stato isolato), sono presenti in una percentuale invariabile di persone sane che, solitamente, non diventano immunodeficenti, cioe', in pratica, non manifestano l'Aids. Costoro manifestano l'Aids solo se si trovano, per motivi dovuti alle circostanze, particolarmente indebolite. Ma per i ricercatori non importa. Sono state modificate le caratteristiche del male fino a definire l'esistenza di sieropositivi a ''tempo indeterminato''. Altri, invece, che fanno parte delle cosiddette categorie a rischio, manifestano tutti i sintomi dell'Aids, sono immunodeficenti, periscono a causa di malattie che potrebbero essere definite caratteristiche dell'Aids, risultano negative al test per l'Hiv. In termini percentuali, l'Hiv e' totalmente insignificante nella determinazione di un'immunodeficenza. Infatti, l'Aids, a dispetto di ogni dichiarazione di malattia epidemica, non si e' diffuso in Occidente [2].

Si parla di Occidente perché, essendo stato attribuito al continente Africano il ruolo di valvola di sfogo, il quadro della malattia, in Africa, e' completamente diverso, tanto che sono stati modificati appositamente i parametri per la definizione di sieropositivita' al test per l'Hiv [4]. Negli ultimi anni sono risultati positivi più di 8 milioni di africani. Otto volte più degli americani, eppure l'intero continente ha prodotto pochissimi casi conclamati: meno di 300 mila [5]. Pochissima cosa se si considera che in Africa vivono 760 milioni di persone e ne muoiono decine di milioni all'anno per malaria, malattia per la quale sono stanziati pochissimi fondi [2].

E' normale provare un senso di rigetto davanti all'ipotesi che tutte le nozioni inculcateci da anni siano false. Se così fosse, che senso avrebbe che il test Hiv sia regolarmente eseguito (gratuitamente) per i cittadini di quasi tutti gli stati occidentali? Per quale motivo sono stati investiti, dai sistemi sanitari occidentali, miliardi di euro in campagne di sensibilizzazione sull'Aids, in modo da inculcare efficacemente la nozione che l'Aids e' recato dal virus Hiv che, una volta contratto, resta latente per un numero di anni non predeterminabile, ma che prima o poi sfocera' certamente nella malattia? A quale scopo sono commercializzati costosissimi farmaci antiretrovirali che la comunita' scientifica concordemente prescrive ai sieropositivi per ritardare il conclamarsi dell'Aids?

Ci sono pero' alcune considerazioni su cui vale la pena di riflettere. Da quando e' stato annunciato il virus Hiv nel 1984, non sarebbe mai stato pubblicato alcuno studio che abbia isolato il virus Hiv in un campione di tessuto umano risultato positivo a un test Hiv. In altre parole, non ci sarebbe ancora alcuna prova scientificamente rilevante circa la validita' di nessuno dei test Hiv utilizzati. Questi test misurerebbero solo la presenza di alcuni anticorpi che dovrebbero indicare la presenza del virus, ma nessuna équipe medica sarebbe mai riuscita a presentare alla comunita' scientifica la correlazione fra i risultati del test e l'effettiva presenza del virus nel sangue o nei tessuti relativi. L'associazione ''Alive and Well'' offre un premio di 50.000 dollari a chiunque sia in grado di fornire anche solo una prova o citare un articolo scientifico che dimostri la validita' del test Hiv, isolando il virus nel tessuto di un ''sieropositivo''. Premio che finora non e' mai stato assegnato [1].

Parlando delle cure per l'Aids, dei cosiddetti antiretrovirali, indipendentemente dal parere dei dissenzienti, e' ormai nota ad ogni medico e scienziato la dannosita', la tossicita' e, nei casi più estremi, la mortalita' data dall'assunzione di tali farmaci. Gli studi eseguiti dallo scienziato Peter H. Duesberg dimostrano che i sieropositivi che poi si sono ammalati di Aids hanno sviluppato una immunodeficenza non a causa di un virus, nemmeno mai isolato, ma della cura. Qui sta il peggio della storia dell'Aids; i dissenzienti affermano che i sieropositivi che sviluppano l'Aids lo fanno in seguito alla terapia. I farmaci antiretrovirali vengono considerati ''curativi'' in quanto, sopprimendo la duplicazione del DNA, impediscono la formazione di nuove cellule. In questo modo i virus non si possono riprodurre, ma nemmeno le cellule responsabili della difesa immunitaria. Assumendoli si diventa, automaticamente, più immunodeficenti, sino ad essere privi di difese; essendo privi di difese, le malattie che prendono possesso dell'organismo sono quelle definite come caratteristiche dell'Aids. In pratica, il farmaco che dovrebbe curare una malattia (diagnosticata sulla base di una positivita' asintomatica ad un test parecchio dubbio), causa immunodeficenza. L'immunodeficenza che e' il sintomo della malattia da evitarsi.
I dissenzienti hanno dimostrato che chiunque, sieroposito o no, venga a contatto con questi farmaci antiretrovirali, ha le stesse possibilita' di un sieropositivo di contrarre l'Aids conclamato [2].

Note e Fonti:
[1] Tratto da emanuelepreda.wordpress.com
[2] ''Tutto quello che sai è falso – Manuale dei segreti e delle bugie'', ''Aids: Storia di un virus che non c’è'', di Laura Malucelli, 59, 60
[3] ''Il virus inventato'', di Peter H. Duesberg, ed. Baldini and Castoldi
[4] ''Inventing an epidemic – The traditional diseases of Africa are called Aids'', di Tom Bethell, tratto da www.virusmyth.net
[5] ''Aids - La grande truffa'', di De Marchi e Franchi, ed. SEAM
[6] ''Ballando nudi nel campo della mente'', di Kary B. Mullis, Baldini and Castoldi, Milano, 2000, 180-192

''Se ci fosse la prova che l'Hiv causa l'Aids, dovrebbero esserci dei documenti scientifici che lo dimostrano, o almeno che ne indichino un'alta probabilità. Ma non c'è alcun documento.''
Kary B. Mullis
Biochimico, Premio Nobel per la Farmaceutica nel 1993

''Ci sono troppe imperfezioni nella teoria che l'Hiv causi l'Aids.''
Luc Montagnier
Virologo, scopritore del virus Hiv, Professore all'Istituto ''Pasteur'' di Parigi

''Non ci sono prove che l'Aids sia causato da infezione da Hiv, ne' che svolge un ruolo qualunque nella sindrome di immunodeficenza.''
Harry Rubin
Professore di Biologia Molecolare e Cellulare presso la ''University of California'' a Berkeley

''Il dogma che l'Hiv causi l'Aids rappresenta la piu' grande e forse la piu' distruttiva frode morale che sia stata mai perpetrata sui giovani e sulle donne del mondo occidentale.''
Charles Thomas
Professore di Biochimica e Farmacia presso la ''Harvard University'' e la ''John Hopkins University''

''L'Aids e' una malattia della condotta. E' multifattoriale, dovuta a diversi indebolimenti simultanei del sistema immunitario: droghe, prodotti farmaceutici, malattie sessuali, infezioni virali multiple.''
Godon Stewart
Emerito Professore nel campo della Salute Pubblica presso la ''University of Glasgow''

''Una volta gli scienziati dovevano provare scientificamente che le loro teorie fossero giuste o sbagliate. Ora non c'e' nulla di tutto cio' nelle teorie standard Hiv-Aids, con tutti i loro miliardi di dollari.''
Richard Strohman
Emerito Professore di Biologia Cellulare presso la ''University of California''

''L'Hiv e' un retrovirus qualsiasi. Non c'e' niente di particolare in questo virus. Tutto ciò che e' stato scoperto riguardo all'Hiv ha un'analogia con altri retrovirus che non causano l'Aids. L'Hiv contiene solo un piccolissimo pezzo di informazione genetica. Non c'e' modo per cui possa causare tutte queste cose elaborate che dicono che esso faccia.''
Harvey Bialy
Biologo Molecolare, precedente editore di ''Bio/Technology and Nature Biotechnology''

''Purtroppo si e' formata una lobby dell'Aids che cerca da un lato di scoraggiare tutte le sfide a questo dogma, e che insiste a seguire idee totalmente prive di credito dall'altro''
Roger Cunningham
Immunologo, Microbiologo e Direttore del Centro di Immunologia all'Università di Stato ''University of New York''

''La sentenza di morte che accompagna la diagnosi di Aids conclamato deve essere abolita.''
Alfred Hässig
Professore di Immunologia all'''Università di Berna'', e precedente direttore della ''Banca del Sangue della Croce Rossa Svizzera''

''Il marketing dell'Hiv, attraverso la stampa e le affermazioni giornalistiche, come killer che causa Aids senza bisogno di nessun altro fattore, ha distorto a tal punto la ricerca e le cure da far soffrire e morire migliaia di persone.''
Joseph Sonnabend
Fondatore dell'''American Foundation'' per la ricerca sull'Aids (AmFAR)

''La natura e l'efficacia dell'AZT non e' mai stata valutata e provata adeguatamente, ma la sua tossicita' e' sicuramente notevole. E penso che abbia ucciso un gran numero di persone. Penso che non dovrebbe essere usato ne' da solo ne' in combinazione.''
Andrew Herxheimer
Emerito Professore di Pharmacologia presso lo ''UK Cochrane Centre''

''L'establishment dell'AIDS, dominato dai media, da gruppi di pressione e dagli interessi di svariati gruppi farmaceutici, ha fatto sì che la ricerca perdesse contatto con le menti aperte della scienza medica, dal momento che l'ipotesi mai comprovata dell'HIV causa dell'Aids ha ricevuto il 100% dei fondi per la ricerca, mentre le altre ipotesi sono state totalmente ignorate.''
Etienne de Harven
Emerito Professore di Patologia presso la ''University of Toronto''

''L'ipotesi dell'HIV causa dell'AIDS è allo stesso livello della teoria della malaria causata dall'aria cattiva, o della teoria del beri beri o pellagra causate dai batteri [cause da rinvenirsi invece nella deficenza nutrizionale]. E' una truffa è sta diventando uno scandalo.''
Bernard Forscher
Former Editor presso lo ''U.S. Proceeding of the National Academy of Sciences''

Trattamento economico dei deputati

Tratto da www.tiscali.it
testo alternativo
Per chi volesse saperne di più:
In Parlamento stipendi più alti d'Europa

MANUALE OPERATIVO dell'Acchiappabebunker
"Se lo conosci lo combatti"


Tratto da www.luogocomune.net


STRATEGIA E FINALITA’

Bisogna innanzitutto tenere presente che quando il debunker scende in campo non è più un uomo, ma una MACCHINA: egli cioè agisce meccanicamente, comportandosi nello stesso modo di fronte ai problemi più disparati, poichè ha un’unica finalità che li accomuna tutti: smontare una teoria pericolosa per il sistema vigente, qualunque essa sia.

Questo offre da un lato il vantaggio della prevedibilità – ogni macchina è programmata per agire in un modo determinato – ma impone di lottare contro un avversario privo di ogni condizionamento morale, la cui unica finalità sia quella di schiacciare l’avversario, con qualunque mezzo a disposizione.

Alla fine Kasparov ha perso contro Deep Blue per un crollo emotivo, non perchè la macchina dell'IBM giocasse meglio di lui a schacchi.

Per il debunker quindi non c’è nessuna differenza fra il caso Kennedy o l’undici settembre: sono ambedue "teorie cospiratorie" che minacciano lo status quo, e vanno ambedue combattute con l'unico fine di poter dire che “non stanno in piedi”.

Per questo motivo, il debunker assomiglia alla squadra di provincia che vada a giocare in trasferta contro la regina del campionato. Per lui il pareggio basta e avanza: non deve segnare goal, deve solo evitare di prenderne. In altre parole, lui non deve dimostrare nulla rispetto al caso in questione, poichè la versione ufficiale gli dà già ragione per default. Sta invece al complottista trovarne il punto debole, perforare la difesa e segnare almeno un goal nei canonici 90 minuti.

Occhio naturalmente al contropiede, perchè capita spesso di buttarsi all’attacco con tale furia accecante (specialità del debunker è proprio quella di farti perdere prima o poi la pazienza) da ritovarsi ogni tanto a dire una stupidaggine, che il debunker ti fa subito pagare a carissimo prezzo: ti infilza sotto lo sguardo attonito dei tuoi tifosi,... 

... e poi ne approfitta per farci su un  Carnevale di Rio che dura almeno una settimana.


ANALISI COMPLESSIVA
L’operazione complessiva di debunking avviene secondo due direttive immutabili:

1 - SCOMPOSIZIONE DEL SISTEMA
2 - EQUALIZZAZIONE PROBABILISTICA

Per portare a termine ciascuna operazione il debunker si avvale di una serie di FUNZIONI,  che descriveremo in seguito nel dettaglio.

DEVIAZIONE DAL SIGNIFICANTE
SOPRAVVALUTAZIONE DELL’ININFLUENTE
PROMOZIONE DEL DEQUALIFICANTE
PUBBLICIZZAZIONE DELL’EVIDENTE
AUTOTITOLATURA DELL'IGNORANTE
VACCINAZIONE DEL GIUDICANTE
IGNORANZA DEL DEPONENTE
UNIVERSALIZZAZIONE DEL PENALIZZANTE

Vi sono poi due SUB-FUNZIONI AGGIUNTIVE, RFT e SPF.

ANALISI OPERATIVA

1 - SCOMPOSIZIONE DEL SISTEMA

E’ il principio fondamentale secondo cui opera per il debunker: scomporre immediatamente l’impianto di accusa nel maggior numero possibile di elementi isolati, con l’intento evidente di ridurne la forza d’urto complessiva. Nello stesso modo, il buon catenacciaro non si lascia impressionare dalla forza dell’avversario, e si dedica caparbiamente a neutralizzare ogni sua incursione con qualunque mezzo a disposizione: una volta con un fallo di mano, la seconda con una simulazione a suo favore, la terza con una parata eccezionale, la quarta con il classico colpo di culo… il debunker arranca instancabile per tutto l’incontro, azione dopo azione, finchè il fischio finale lo ritrova a reti inviolate. A quel punto i giornali scriveranno che “moralmente ha vinto la capolista”, ma al debunker non gliene può fregare di meno: lui si porta a casa il suo prezioso pareggio, e potrà sempre dire che la versione ufficiale non sta in piedi, “poichè nemmeno una delle accuse è stata dimostrata”.

NOTA IMPORTANTE: Il complottista che dimentichi per un solo istante questo principio fondamentale è condannato a soffrire lunghe ore di frustrazione lancinante.

2 - EQUALIZZAZIONE PROBABILISTICA

E’ la seconda fase della procedura di debunking, legata direttamente alla prima. Non appena scomposto il problema nei singoli elementi, diventa indispensabile rendere innocua la portata accusatoria di ciascuno.

Il debunker quindi si ingegna nel trovare una spiegazione alternativa plausibile per ciascun elemento probante, che non porti necessariamente alla condanna dell’imputato. A quel punto cercherà in tutti i modi di estendere l’impressione di debolezza dei singoli elementi all’intero sistema di accusa.

Si tratta in realtà di una variante della classica FALLACIA DI COMPOSIZIONE, che si verifica quando si cerchi di attribuire al tutto la qualità di una parte.

Es.: Gli appartamenti di quell'edificio sono piccoli. Quell'edificio ha tanti appartamenti. Quell'edificio è piccolo.

Mutatis mutandis, il debunker dice: i singoli capi di accusa sono deboli, quindi l’intera teoria del complotto non sta in piedi. In realtà si dimentica che esiste una cosa chiamata processo indiziario, nel quale invece tanti piccoli indizi, che da soli non basterebbero a condannare l’imputato, si trasformano spesso in una schiacciante dimostrazione di colpevolezza.

Ma il debunker più di così non può fare, e trova comunque molta gente che si accontenta di quel risultato.



ESEMPIO PRATICO

Vediamo ora la tecnica di SCOMPOSIZIONE/EQUALIZZAZIONE applicata ad uno dei casi più famosi della storia: l’omicidio Kennedy. Come noto, la caterva di incongruenze, contraddizioni e bugie vere e proprie, nella versione ufficiale del caso Kennedy è ormai stata sviscerata al punto da renderla insostenibile, ma è proprio in questi casi che si può vedere al meglio l’efficacia della tecnica del debunker.

Per semplicità, diciamo che l’impianto accusatorio contro la tesi ufficiale, che vuole Oswald come assassino unico, sia costituito da questi 3 elementi probanti:

a) Svariate testimonianze confermano che Oswald non fosse un bravo tiratore
b) Il fucile che ha usato era praticamente un pezzo di ferro con il manico 
c) Dalla posizione da cui sparava Oswald era impossibile colpire James Tague (in seguito la spiegazione di questo fatto).Si conclude quindi che molto difficilmente Oswald abbia ucciso Kennedy da solo.

A questo punto il debunker scalda le sue valvole, si mette all’opera, e ti risponde più o meno così:

"Prima di tutto, non è affatto vero che Oswald fosse un tiratore mediocre. C’è un sergente dei Marines che lo ha visto abbattere una quaglia in volo al primo colpo, da trecento metri di distanza."

A quel punto tu hai due possibilità, ma devi sapere che sei comunque fottuto:

Se dici “sarà stato un colpo di culo” sei fottuto perchè ti senti rispondere che nulla vieta che “il colpo di culo” si sia ripetuto anche a Dallas. (Ricordi l’ ”equalizzazione probabilistica?” Piano piano l’assurdo diventa improbabile, l’improbabile diventa possibile, il possibile diventa probabile, finchè ti ritrovi a stupirti perchè il fatto non si verifichi ogni santo giorno della settimana).

Se invece tu dici “E chi sarebbe ‘sto sergente, che ha visto Oswald abbattere la quaglia al volo?” ti senti rispondere dal debunker che il sergente è suo cugino. Tu educatamente chiedi di poter parlare con questo cugino, e ti viene risposto che non c’è nessun problema a farlo, ma che adesso è all’estero, e bisognerà aspettare che ritorni.

A quel punto tu credi di aver incastrato il debunker, e corri a festeggiare con gli amici dicendo: “Ah ah, voglio proprio vederlo, questo cugino che ci racconta come Oswald abbattesse le quaglie al volo!”  E invece ti sei fottuto con le tue mani, perchè ti sei già dimenticato la regola numero 1, secondo la quale al debunker basta il nulla di fatto: lui non dovrà mai dimostrare nulla, gli basta inficiare in qualunque modo la TUA accusa. Sappi infatti che quel cugino non rientrerà MAI dal suo viaggio, perchè in questo modo sarà sempre possibile insinuare il dubbio che Oswald avesse una mira eccezionale, e questo basta al debunker per annullare in qualche modo la TUA accusa che fosse una schiappa col fucile.

Ricorda quindi sempre che il debunker combatte con finalità diverse dalle tue, per cui tu devi giocare una partita asimmetrica, nella quale quello che vale per te non vale necessariamente per lui, e viceversa.

Mentre sei lì che chiedi per l’ennesima volta, con tono sempre meno rilassato, “Insomma, quando cacchio torna ‘sto cugino?”, ti arriva la risposta al secondo elemento di accusa, ancora più sorprendente:

“E poi non è affatto vero che il Carcano fosse un ferrovecchio. Ci sono restauratori che ancora oggi vendono vecchi modelli di Carcano perfettamente funzionanti ed efficienti. Quarda qui, qui e qui”.

A quel punto tu cosa fai? Ti metti a chiedegli perchè mai Oswald avrebbe dovuto mettersi a cercare un “restauratore” di Carcano, sperando di trovarne uno “in perfetta efficienza”, quando con gli stessi soldi poteva tranquillamente comprarsi un Mauser ad alta precisione, che spacca il culo ai passeri senza nemmeno bisogno di farlo calibrare? E’ chiaro che di fronte a questa mossa del "restauratore" ti conviene rinunciare subito a quel capo di accusa, e concentrarti invece sul più solido e indistruttibile di tutti: la scheggia di James Tague.

Facciamo una breve parentesi per chi non conoscesse questo importante particolare del caso Kennedy, che QUI è analizzato nel dettaglio:

Mentre tutti pensano che il punto debole della versione ufficiale sia il cosiddetto “proiettile magico“, reso famoso dal film di Oliver Stone, quello è solo un clamoroso specchietto per allodole, tanto vistoso per il pubblico di bocca buona quanto inefficace in una reale discussione sul caso Kennedy. Puoi ridere finché vuoi delle mille deviazioni a cui sarebbe costretto il proiettile magico, infatti, ma non riuscirai mai a dimostrare in modo inconfutabile che non possa essere esistito. (Sempre per via della famosa “equalizzazione probabilistica”, che nel caso Kennedy ha fatto miracoli mai ripetuti fino ad oggi nella storia del debunking).

Il vero tallone d’Achille della versione ufficiale si trova invece - a mio parere - nel primo sparo, che deve essere andato a vuoto poiché un passante che si trovava sotto il cavalcavia, James Tague, rimase colpito al volto da una scheggia staccatasi dal marciapiede accanto a lui. E poiché sappiamo che il secondo e il terzo colpo andarono a segno (uno è il “magic bullett”, l’altro il colpo fatale alla testa), nessuno mette in dubbio il fatto che debba essere stato il primo colpo ad andare a vuoto.

Il primo colpo però – per una serie di calcoli che non stiamo a ripetere – deve essere stato sparato quando la limousine presidenziale si trovava ancora sotto la finestra di Oswald, e da quel punto

a) era praticamente impossibile mancare il bersaglio,
b) è ancora più impossibile spiegare come il proiettile abbia potuto subire una deviazione di almeno 40 gradi, necessaria per raggiungere la zona in cui si trovava Tague.

In altre parole, se stai sparando al televisore che hai davanti al naso, spiegami come fai a mancarlo, e a colpire nel frattempo tua zia che sta sulla porta alla tua destra che ti guarda.

Nell'immagine a sx: la visuale dalla finestra di Oswald. La posizione della limousine, che sta praticamente sotto di lui, è indicata dalla freccia gialla B, mentre quella di Tague (visibile nel riquadro B/N) è indicata dal puntino rosso sotto A+C. Nell'immagine a dx: la stessa deviazione impossibile, vista dal lato opposto della piazza. (Per correttezza, la deviazione è "altamente improbabile", ma diventa impossibile per un complicato discorso di camiciatura del proiettile, che permette di dimostrare in modo inconfutabile l'impossibilità che Oswald abbia agito da solo).

Forte di tutto questo, tu esponi con calma il tuo ragionamento, e poni al debunker la domanda finale:

Mi spieghi come fa il primo proiettile, sparato quando la limousine si trova ancora sotto la finestra di Oswald, a NON colpire il presidente, e a colpire invece il marciapiede accanto a James Tague, che sta sulla destra a quasi 100 metri di distanza?

A quel punto allacciati le cinture, amico mio, perché non solo non avrai la soddisfazione che ti meriti, ma stai per scoprire fino a che punto arrivino la fantasia del debunker da un lato, e la sua faccia di palta dall’altro:

“Il colpo può essere stato deviato da un ramo della quercia, che stava proprio fra la limousine e la finestra del sesto piano”. (*)

Ma scusa - chiedi tu stupito - perchè mai Oswald dovrebbe aspettare a sparare quando Kennedy si infila sotto la quercia, quando l’ha avuto pulito sotto il naso fino a un attimo prima?

“Probabilmente avrà sparato prima - ti rispode imperterrito il debunker - ma un ramo spinto dal vento può essergli entrato nella traiettoria proprio in quel momento”.

“Come un ramo spinto dal vento? – chiedi tu incredulo – ma cosa stai dicendo?

C’era molto vento a Dallas quel giorno, lo sanno tutti”.

Ho capito che c’era vento, ma se lo sanno tutti lo sapeva anche Oswald, no? Se vedi ’sta quercia che ti balla fra i coglioni spari prima che ti si metta di mezzo, no?

“E’ possibile che nell’agitazione Oswald non ci abbia pensato”.  

Ma scusa, spiegami una cosa! - esplodi tu furibondo – Com’è che fino a un minuto fa questo Oswald era un campione mondiale di tiro al piattello, e adesso diventa un perfetto imbecille che va in giro a colpire le quercie al posto dei presidenti?”

Ma non c’è nulla da fare. Non solo l’equalizzazione probabilistica ha già fatto il suo miracolo quotidiano, ma il debunker si rifiuterà sistematicamente di riconoscere una sua qualunque affermazione fatta in precedenza. Per lui passato e futuro non esistono, esiste solo il presente (e pure quello dura molto poco: appena hai finito di dire una cosa se l’è già dimenticata).

Inoltre, con la fatica che ha fatto a separare tutti gli elementi della discussione, tu credi che sia disposto così facilmente a riconoscere che ne esistono altri al di fuori di quello che state dibattendo?

Ricordati che lui viaggia a 6 volts, e si affida ad un sistema operativo che ha già sfiorato più volte il collasso per riuscire a dare l’apparenza di ragionare in modo normale. Se ora gli chiedi di compendiare due informazioni separate e contraddittorie, rischi che ti esploda in faccia come una caffettiera a cui abbiano sigillato il cannello di uscita del caffè.

Guarda piuttosto come ti ritrovi alla fine della prima giornata di scontri: il tuo grandioso impianto d’accusa, apparentemente inconfutabile, è stato disintegrato in mille pezzi, e su ciascuno di quei pezzi regna già una tale confusione che rischi tu stesso di dubitare che non sia stato davvero Oswald a fare tutto da solo.

Preparati quindi a una lunga ed estenuante battaglia, se vuoi vincere il confronto, perchè non solo dovrai affrontare e dimostrare ogni singolo elemento come se fosse l’unico al mondo, ma alla fine dovrai cercare di ricomporre il tutto in qualche modo, prima di poter affermare che la tua tesi abbia un minimo di fondamento.

* Questa è la risposta che mi fu data ufficialmente sul forum JohnKennedy.it, quando posi la stessa domanda ai suoi responsabili. (Anche perchè io non sarei mai riuscito ad inventarmi da solo una risposta del genere, sia chiaro). Come ho detto, fu poi possibile superare anche questo ostacolo della "deviazione della quercia", ma solo grazie al problema di camiciatura del proiettile accennato più sopra. Altrimenti la equalizzazione probabilistica avrebbe compiuto anche qui l'ennesimo miracolo, lasciando aperta quella remotissima possibilità che ti impediva nuovamente di chiudere un caso di complotto lampante.


Vediamo ora nel dettaglio le varie
FUNZIONI

DEVIAZIONE DAL SIGNIFICANTE: Avviene quando il debunker riesce a spostare l’attenzione dal vero oggetto della discussione ad uno meno influente, se non innocuo del tutto per l’imputato. A quel punto, se l’avversario abbocca, scatta la

SOPRAVVALUTAZIONE DELL’ININFLUENTE - In cui il fattore poco influente diventa pian piano di importanza capitale, nell’interesse esclusivo del debunker di far passare più tempo possibile. Dicesi anche “melina”, nelle quale il debunker è il massimo esperto universale.

Una forma particolarmente raffinata di DEVIAZIONE DAL SIGNIFICANTE è quella che contiene anche la PROMOZIONE DEL DEQUALIFICANTE. Avviene quando il debunker riesce ad introdurre nella deviazione un apparente aspetto penalizzante per l’accusato, riuscendo in questo modo a fugare ogni sospetto di trarre possibili vantaggi da quella deviazione.

E il caso della difesa aerea americana (NORAD), che si presta talmente volentieri alle critiche di “incompetenza” da suggerirle spesso lei stessa: “Eh, sì – dice con vistosa contrizione il generale del NORAD - in effetti siamo stati dei grandi pasticcioni quel giorno”. In questo modo non solo sposta l’attenzione dal vero problema (la complicità di alcuni suoi membri negli attentati), ma sembra anche subire la giusta “penitenza”, allontanando eventuali sospetti di trarre invece un buon vantaggio dalla sua autocritica.

Dinamica molto simile per la Chiesa di Roma, sempre disposta a riconoscere con grande contrizione il “peccato di alcuni suoi membri” (i preti pedofili), pur di allontanare l’attenzione dal fatto che Ratzinger non abbia mai abolito il documento che li proteggeva sistematicamente nelle loro scorribande proibite. (E’ il notorio Crimen Solicitationis, LINK documento che per oltre 20 anni Ratzinger avrebbe potuto abolire, e che invece ha mantenuto e implementato con tenacia sconcertante).

REGOLA PER INDIVIDUARE LA PROMOZIONE DEL DEQUALIFICANTE: Domandarsi se il tale individuo o istituzione abbiano normalmente l’abitudine di procedere a pubbliche autocritiche, arrivando in certi casi a proporle spontaneamente. In altre parole, vi risulta che il Pentagono o la Chiesa di Roma amino solitamente riconoscere i propri errori pubblicamente? Se la risposta è no, sappiate che molto probabilmente lo stanno facendo solo per coprirne uno peggiore.




PUBBLICIZZAZIONE DELL’EVIDENTE. Noto anche come trucco del “come potete vedere”, utilizzato dagli albori dell’umnanità da imbonitori e ciarlatani di mezzo mondo. Avviene quando il debunker citi delle prove apparentemente “evidenti”, che invece non esistono affatto, contando sulla fiducia che nel frattempo il pubblico ha imparato a riporre in lui.


REGOLA PER INDIVIDUARE la PUBBLICIZZAZIONE DELL’EVIDENTE. Un modo eccellente per rilevare questo tipo di atteggiamento è domandarsi come mai il debunker ami spendere intere pagine per raccontarci quanto lui sia informato, quanto sia uso a fare solo affermazioni verificate, e quanto disprezzi tutti coloro che invece procedono in modo superficiale e dilettantesco. (Voglio dire, la cosa dovrebbe essere implicita, e solo chi abbia una coda di paglia lunga un chilometro sente il bisogno di rassicurarti in quel senso). 



AUTOTITOLATURA DELL'IGNORANTE - Altro paravento di cui il debunker ama spesso farsi scudo è il cosiddetto “metodo scientifico”, che solo lui sembra possedere, che solo lui sembra saper maneggiare, e che secondo lui lo distingue nettamente da tutti gli altri cialtroni che popolano la rete. Questo avviene anche, paradossalmente, quando il debunker sia il primo a non aver conseguito una sola laurea, e possa vantare al massimo un misero diploma di doganiere.

Proprio per questa sua insicurezza, il debunker ama ammantarsi di appellativi autoqualificanti, come ad esempio “cacciatore di bufale”, che serve anche ad allontanare eventuali sospetti di “bufalare” lui stesso il suo pubblico. Significativo in questo senso il caso del CICAP, che si è autoeletto addirittura a “verificatore delle affermazioni paranorali”, quando sono loro i primi a rifilare spiegazioni “paranormali” agli affezionati frequentatori.

D’altronde, ormai lo sappiamo: i repubblicani che si scagliano “contro l’immoralità di Washington” sono i primi a frequentare i festini gay; i ministri di giustizia di mezzo mondo sono i primi a violare le leggi per tornaconto personale; i cardinali che si riempiono la bocca di “pietà cristiana“ sono i primi a ignorare il pezzente che gli muore di fame davanti agli occhi; i medici che dicono di combattere il cancro contribuiscono per primi alla morte del paziente, ...

... mentre l’ultimo pirla senza credenziali viene trattato da tutti costoro come un appestato, se solo si prova a mettere in dubbio la loro autorità. Signore e signori, benvenuti nel mondo all’incontrario, dove quello che ce l’ha storto è l’unico che rischia di infilare il buco giusto. 



VACCINAZIONE DEL GIUDICANTE: Avviene quando il debunker riveli volontariamente l’esistenza di un elemento particolarmente devastante nei suoi confronti, prima che il pubblico la scopra da solo. I più bravi cercano anche di invertire nel frattempo la valenza negativa di quell'elemento a sfavore del complottista.

Esempio: nel caso del Building 7, il debunker sa bene che esiste una serie di testimonianze che indicano in modo incontestabile come il crollo dell’edificio fosse stato previsto con molte ore di anticipo (rendendo quindi insostenibile la tesi del cedimento spontaneo: non solo non vi erano elementi per giustificarlo in quel momento, ma di certo non lo si sarebbe potuto prevedere con svariate ore di anticipo, visto che nessun edificio in acciaio al mondo era mai crollato prima a causa di un incendio. Li fanno in acciaio apposta per quello).

Ecco quindi cosa fece Paolo Attivissimo per sventare questa minaccia incombente, nel filmato che presentò a Matrix (nel settembre 2007) in contrapposizione al mio.

Presumendo che il mio filmato (che riassumeva le accuse più recenti alla verisone ufficiale) avrebbe posto l’accento in modo particolare su quelle testimonianze, Attivissimo pensò bene di “vaccinare” il pubblico in questo modo: approfittando di una frase presa dal film “Confronting the Evidence”, in cui Jimmy Walker dice che “l’edificio 7 è improvvisamente crollato alle 5.20 del pomeriggio”, ci costruì sopra una filippica tanto spettacolare quanto efficace, che recitava più o meno così: “Ma quale ‘improvvisamente?’ Lo sanno tutti che il crollo dell’edificio era stato previsto con largo anticipo! Pensate, i pompieri addirittura avevano fatto sgomberare la zona dalle due del pomeriggio! Perchè i complottisti ci nascondono tutti questi fatti?” 

Dopodichè Attivissimo passava disinvoltamente ad altro, dimenticandosi a) di dire che "quei fatti li hanno invece scoperti i complottisti, e b) di spiegare al pubblico come facessero pompieri e polizia a sapere del crollo con tale anticipo, visto appunto che un caso del genere non si era mai verificato prima nella storia.

In questo modo il debunker aveva ottenuto il doppio risultato di vaccinare il pubblico contro la bordata imminente, ottenendo nel frattempo di riversare sul complottista il sospetto di ingannare il pubblico (cosa che invece aveva appena fatto lui).

Sfortuna volle che il suo filmato sia passato dopo il mio, per cui la “vaccinazione preventiva” si rivelò inutile, apparendo anzi ai più attenti come la classica "toppa peggio del buso”. Ma l’intenzione maligna di invertire a proprio favore degli elementi altamente incriminanti rimane immutata.



IGNORANZA DEL DEPONENTE: Nei casi estremi, quanto risulti impossibile “equalizzare” una testimoniaza particolarmente scomoda (quando cioè il debunker non riesca a trovare una sola spiegazione valida per un certo capo d’accusa), risolve con grande fermezza che sicuramente “il testimone si è sbagliato”.

Non importa se a udire le esplosioni durante i crolli delle Torri Gemelle siano state più di 40 persone. Se la loro testimonianza rischia di confermare la teoria del complotto, i testimoni che "si sbagliano" possono diventare anche 4.000: avranno udito tutti delle bombole del gas che scoppiavano, dei cassetti che cadevano, o delle porte che sbattevano, ma quelle semplicemente non erano esplosioni, perchè non potevano esserlo.

Talmente disperato è il ricorso all’ignoranza del deponente, che a volte il debunker ne fa uso quando non sia nemmeno possibile sostenerla. Prendiamo ad esempio il caso dei Ministro dei Trasporti Mineta, che durante la sua testimonianza denunciò involontariamente il fatto che Cheney fosse al corrente dell’aereo in avvicinamento su Washington (mentre la versione ufficiale sostiene che non ne sapesse più nulla da tempo).



In questo caso i debunker furono costretti a dire che Mineta “si sbagliava”, poichè non trovavano altre spiegazioni plausibili per quelle dichiarazioni palesemente incriminanti. Peccato che Mineta avesse deposto sotto giuramento, per cui sarebbe stato il primo a voler ritrattare una dichiarazione errata che incolpasse in modo così plateale il suo vicepresidente. Invece Mineta non l’ha mai corretta, e nessuno ha mai pensato di chiedergli di farlo. (Voglio dire, se tu vai davanti al giudice e per errore dichiari che io ho ucciso venti persone, come minimo ti chiedo di fargli sapere che ti sei sbagliato, no?)

Trattandosi di risorsa estrema, l’ignoranza del deponente è stata utilizzata in maniera autolesionistica anche in casi diversi dall’undici settembre. Nel caso Kennedy, ad esempio, vi sono almeno venti persone che dicono di aver visto un foro di circa 15 centimetri nella nuca del presidente ucciso (confermando quindi che il colpo mortale fu sparato dal davanti). Nonostante questo i debunklers del caso Kennedy (Federico Ferrero e Diego Verdegliglio i leader indiscussi, in Italia), sostengono che tutte queste persone si sarebbero semplicemente sbagliate, poiché “non erano medici patologi specializzati”. In altre parole, se tu non hai visto almeno 400 cadaveri nella tua vita, non sei in grado di distinguere un buco di 15 cm.-  dal quale oltretutto “fuoriesce materia cerebrale in abbondanza”, come dissero molti dei testimoni - da un piccolo foro d’entrata nascosto fra i capelli, dove non riesci nemmeno ad infilare il dito mignolo.



Di solito il ricorso all’IGNORANZA DEL DEPONENTE indica che il debunker ha esaurito tutte le possibilità dialettiche a sua disposizione, e si prepara a dare fondo alla sua vera specialità, che è l’attacco diretto alla persona e alla credibilità dell’avversario. Il metodo preferito dal debunker in questo caso è la

UNIVERSALIZZAZIONE DEL PENALIZZANTE: Avviene quando il complottista commetta un errore, o presunto tale, che immediatamente il debunker metabolizza con voracità sorprendente, cercando di trasformarlo in prova definitiva, universale e irreversibile della più totale e completa malafede del suo avversario. E non soltanto.

Uno degli esempi più eclatanti è quello del professor Steven Jones, cattedra trentennale di Fisica all’Università dello Utah, e uno dei più noti scienziati ad aver accusato pubblicamente il governo americano di essere stato complice negli attentati dell’undici settembre.

Nell’ambito di una sua ricerca, il Prof. Jones pubblicò per sbaglio una fotografia di Ground Zero in cui alcune lampade dei soccorritori apparivano come pozze di metallo fuso, dando corpo alla tesi, da lui sostenuta, delle demolizioni controllate.

Fu proprio il sottoscritto a far notare l’errore al Prof. Jones, che lo corresse immediatamente. Ma ormai era tardi: i debunkers se ne erano appropriati con avidità sconcertante, e già lo presentavano ovunque – televisione compresa - come prova evidente della totale malafede di Steven Jones. Non contenti, i debunkers ne approfittavano per dire “lo vedete come lavorano i complottisti?”, cercando di allargare il discredito anche a tutti gli altri complottisti, passati presenti e futuri.

La meschinità del gesto, e l’evidente sproporzione fra il fatto e le conclusioni suggerite dai debunker, indicano in realtà lo stato di disperazione a cui si riesce a ridurre questi personaggi, se affrontati con la giusta dose di determinazione e preparazione.

Ricordiamo però che ormai siamo entrati nella “zona grigia”, dove nulla è più proibito al debunker che ormai sta lottando per la sua sopravvivenza.

E’ in queste circostanze che a volte il debunker è obbligato a ricorrere alle due sub-funzioni aggiuntive di cui abbiamo parlato in precedenza, la RFT e la SPF.

RFT sta per RAPPRESENTAZIONE DEL FINTO TONTO, e avviene quando il debunker, chiaramente messo in angolo, finge di non capire quello che è assolutamente evidente per chiunque altro. E quando l’avversario abbia la costanza di ripetergli il concetto finchè diventi impossibile eluderlo (molti si stancano prima, provocando il classico rumore - pam! pam! - delle palle che cascano secche sul pavimento), il debunker ricorre all’ultima possibilità che ancora gli rimane, la SPF.

L'acronimo sta per SINDROME DELLA PICCOLA FIAMMIFERAIA, nella quale il debunker si ricorda improvvisamente di un presunto torto subito in passato, che di colpo sembra ripresentarsi con dolori insopportabili, al punto da dover abbandonare temporaneamente il teatro di battaglia. (La SPF corrisponde all’opzione “buttati a terra ululando di dolore” che abbiamo descritto nel pannello di controllo di WINDOW 1.0).

Per illustrare meglio queste due sub-funzioni abbiamo scelto un esempio nel quale il debunker in questione – sempre il solito, purtroppo, ma è obiettivamente il più bravo di tutti - è riuscito ad attivare contemporaneamente ambedue le funzioni.

Si tratta del famoso “caso della portaerei”, nel quale Paolo Attivissimo fu accusato di aver abusato della fiduca dei suoi lettori, fingendo di aver scovato prove a supporto della sua tesi che non esistevano affatto. (Ne abbiamo già parlato sotto la funzione PUBBLICIZZAZIONE DELL’EVIDENTE).

Ebbene, pare che ultimamente il nostro abbia reagito ad un attacco particolarmente pressante, da parte di un altro complottista, dicendo (del sottoscritto):

"Una persona che non trova di meglio da fare che accanirsi contro di me perché a suo parere non ho indagato abbastanza pedantemente sulle origini di una barzelletta mi sembra decisamente a corto di argomenti migliori ma molto desideroso di rendersi ridicolo".

In questo modo ha dato uno splendido esempio di RFT (fingendo di non capire che il problema non è quello della “scarsa pedanteria”, ma dell’inganno intenzionale dei suoi lettori), e di SPF, spargendo per la rete un piagnucolio talmente penetrante da aver fatto piangere dozzine e dozzine di signore perbene.

Io stesso, lo confesso, non ho saputo trattenere una lacrimuccia.



CONCLUSIONE

Il percorso del debunker a difesa dello status quo è una specie di vortice, che inizia con spire ampie e maestose, eleganti e apparentemente disinteressate, per stringersi sempre di più in un gorgo scuro di aggressioni e scorrettezze, che aumentano di ferocia man mano che ci si avvicina al centro della spirale.

E' solo negli ultimi momenti che ci si gioca il tutto per tutto. Tutto quello che è avvenuto prima è stata solo una estenuante guerra di nervi, tesa a logorare l'avversario in vista dello scontro finale.

Chi ha avuto la forza di resistere fino a quel punto si trova ad un passo da una meritata vittoria contro l’impero della menzogna, ma chiunque decida di affrontare questo tipo di avventura deve prima accertarsi di essersi preparato al meglio per riuscire ad arrivare fino in fondo. Cedere in qualunque momento prima della fine significherà semplicemente aver sprecato tutte le energie per nulla.

Questo manuale può solo dare un piccolo aiuto in quella direzione, ma il resto deve mettercelo tutto chi voglia impegnarsi in questo genere di battaglia, con lo scopo ben preciso di ripulire al meglio la rete da questi professionisti della disinformazione.

Buone battaglie a tutti, debunkers compresi.

Massimo Mazzucco

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