.

Medici confermano prima morte umana ufficialmente causata da OGM!!

Tutto ciò nei giorni in cui Il mais 1507, una varietà OGM sviluppata da DuPont e Dow, potrà fare il suo ingresso trionfale nell’Unione Europea grazie all’imminente approvazione da parte della Commissione Europea della nuova legge sugli OGM...

Differenziata: il grosso affare delle amministrazioni locali!!

Aumentare a dismisura la TARSU per mandare poi tutti i rifiuti in discarica...

L'Europa multa l'Italia per inquinamento da arsenico, mercurio e cadmio!!

Italia prima in Europa per emissioni di arsenico, cadmio, mercurio e perfino cianuro nell'acqua destinata alla potabilità...

Charlie Hebdo: uno dei killer era quasi cieco!!

Uno dei due cecchini era quasi orbo, al punto che le autorità francesi gli negarono la patente anche con l'ausilio degli occhiali. Non vedeva una mazza, ma ha dimostrato di essere un tiratore infallibile.

Scandalo Austria: anche le banche europee cominciano a saltare?

Abbiamo riflettuto a sufficienza sulle conseguenze della perdita della sovranità nazionale e della possibilità di emettere moneta?

Hiv feat. Aids - La Frode Scientifica del Secolo


Non si abbandona mai una teoria semplicemente perché troppo fitta di enigmi impossibili da risolvere: i cambiamenti avvengono solo nel momento in cui si riconosce l'esistenza di una teoria alternativa in grado di funzionare meglio.
Per mutare le convinzioni vigenti in materia di Hiv/Aids, occorre offrire un quadro di riferimento completo per spiegare che cos'è l'Aids, che cos'è l'Hiv e per quale ragione si è affermata per tanto tempo un'interpretazione errata.

A partire dal 1985, sono state effettuate decine di milioni di test dell'Hiv, in grande maggioranza su persone che non si ritenevano a rischio di infezione, come donatori di sangue, militari, partorienti e molte altre categorie.
In qualunque occasione e luogo degli Stati Uniti siano stati effettuati questi test, sono emersi casi di sieropositività all'Hiv.
Non molti: solo pochi individui ogni mille o diecimila, una percentuale simile. Però ovunque.
Se davvero l'Hiv, come sostengono gli esperti, si fosse sviluppato originariamente a San Francisco, New York e Los Angeles non prima degli anni '70, allora non sarebbe possibile ritrovarlo diffuso su un territorio tanto vasto già nel 1985.
Semplicemente, non c'era il tempo necessario perché un virus, che si diffonde per via sessuale, potesse allargarsi a partire dagli ambienti gay di poche metropoli sino al punto da contagiare persino delle reclute dell'esercito non ancora ventenni, sia maschi che femmine, provenienti da ogni angolo della Nazione.

Tra i ragazzi che avevano fatto richiesta volontaria di arruolamento tra il 1985 e il 1989, i casi di positività al test erano equamente ripartiti su entrambi i sessi. E, tuttavia, il 95% delle vittime dell'Aids, all'epoca, era rappresentato da maschi [1].

Di norma, la percentuale di individui positivi al virus dell'Hiv registrata fra i donatori di sangue e le reclute militari, negli ospedali e nelle cliniche, non è tanto sbilanciata: circa due uomini per ogni donna, dunque un 65%, non certo un 95%.
Tra gli adolescenti, inoltre, il numero di casi femminili di sieropositività, supera spesso quello registrato tra i coetanei maschi.

E i neonati come contraggono l'infezione? Dalla madre, naturalmente.
Ma perché i neonati maschi registrano un tasso di infezione superiore del 25% a quello delle femmine?
Si ritiene che quella da Hiv sia un'infezione permanente. In caso di contagio, non c'è modo di liberarsene. Secondo questo principio, dunque, la diffusione dell'Hiv non può diminuire in una popolazione, ma solo aumentare. Eppure i dati mostrano una sua effettiva diminuzione nel corso degli anni '80, in tutti gli Stati ed in tutti i gruppi esaminati: donatori di sangue, soldati in servizio attivo, reclute, studenti dei programmi di formazione statali, individui che si erano sottoposti al test in cliniche di ogni tipo.

Di solito, tra chi fa uso di sostanze stupefacenti, si registra una più elevata percentuale di positività al test dell'Hiv. Ma, tra chi ha smesso di drogarsi, l'incidenza è minore e tende a diminuire con il passare del tempo, purché i soggetti non ricomincino a fare uso di stupefacenti. Come sono potuti guarire?

I neonati risultano positivi al test dell'Hiv con una frequenza tra le quattro e le dieci volte maggiore rispetto ai bambini di età compresa tra un anno e l'adolescenza. Come fanno questi neonati a guarire?

Perché i tossicodipendenti che si scambiano le siringhe mostrano livelli di infezione inferiori a quelli di chi usa aghi sterili, come è emerso da un confronto dei dati raccolti presso le stesse cliniche e in due paesi diversi?
E perché chi fuma il crack mostra un livello di infezione più elevato rispetto a chi si inietta cocaina?
E perché chi si inietta cocaina mostra un livello di infezione più elevato rispetto a chi si inietta eroina, che, a propria volta, rischia maggiormente rispetto a chi si inietta anfetamine? Forse perché l'anfetamina sterilizza gli aghi?

Nel giugno del 2005, un comunicato stampa dei "Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie" annuncia che il numero di americani infettati dall'Hiv ha superato "per la prima volta" il milione di unità.
Vent'anni prima, nel 1986, la stima oscilla tra il milione e il milione e mezzo di casi; stima poi ridimensionata nel corso dei mesi successivi alla forbice 945.000-1.410.000. Si tratta di cifre piuttosto precise, perciò i Centri dovevano esserne piuttosto sicuri.
Nel 1990, si valuta che circa un milione di americani dovesse essere stato contagiato ma che, all'inizio del 1986, gli individui infetti fossero solo 750.000.
Nel 1993, la blasonata rivista "Science" stima oltre un milione di casi in tutti gli Stati Uniti.
Nel 2005, dodici anni più tardi, siamo di nuovo a quota un milione... "per la prima volta"?!

Da qualsiasi punto di vista la si voglia considerare, non si tratta di un'epidemia in via di espansione. II numero delle persone infette non è cambiato in modo significativo. Ma non sono cambiati neppure i toni isterici e i tentativi di seminare la paura: la propaganda continua a insistere che chiunque è a rischio e che il sesso non è sicuro.
Considerare quella da Hiv un'infezione sessualmente trasmissibile non ha senso da alcun punto di vista.
Perché mai i pazienti ricoverati per tubercolosi dovrebbero mostrare un'incidenza dell'Hiv pari a quella dei pazienti ricoverati per malattie veneree?
E perché tra i pazienti degli ospedali psichiatrici si registrano livelli di infezione ancora maggiori?
Com'è possibile che la diffusione dell'Hiv sul territorio statunitense mostri esattamente le stesse caratteristiche dopo un lasso di tempo di vent'anni?
E perché la sua distribuzione non è omogenea, evidenziando una prevalenza di casi lungo la costa atlantica e nel Sud rispetto al Centro-Nord? E questa distribuzione è stata riscontrata in tutti i gruppi presi in esame: reclute dell'esercito, studenti dei programmi di formazione statali, partorienti e persone che si erano sottoposte al test in cliniche di ogni genere! Che cosa c'è di tanto pericoloso nelle pratiche sessuali diffuse nel Sud-Est e lungo la costa atlantica?
Perché gli asiatici contraggono meno facilmente l'infezione rispetto ai bianchi che, a loro volta, si ammalano meno facilmente dei latino-americani, che, tuttavia, si ammalano comunque meno degli afro-americani? E questa caratteristica si ripresenta in tutti i gruppi esaminati - militari, marinai, Marines, donatori di sangue, neo-mamme ecc. - sempre nello stesso modo! Quale tipo di virus discrimina le sue vittime su base razziale?

La ragione non sta nel fatto che le minoranze etniche sono state discriminate tanto a lungo da aver sviluppato naturalmente una tendenza a contrarre più facilmente le malattie sessuali. I nativi americani, forse l'etnia più discriminata di tutte, vantano infatti un livello di infezione minore rispetto a quello registrato fra la popolazione latino-americana, e decisamente inferiore rispetto a quello degli afro-americani.
E perché i latino-americani della costa occidentale contano percentuali di infezione paragonabili a quelle della popolazione anglo-americana, mentre sulla costa orientale sono sieropositivi quasi quanto gli afro-americani [2]?

Vi chiedo solo di considerare i dati. Dati presenti in articoli apparsi su riviste rispettabili, scritti, riveduti e corretti da gruppi di esperti, e nelle relazioni ufficiali dei "Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie" e del "Dipartimento della Difesa", tutti liberamente consultabili e facilmente reperibili online su
"Hiv feat. Aids - La Frode Scientifica del Secolo".
Note e fonti:
[1] Tutte le seguenti affermazioni sono pienamente confermate dalle fonti originali presenti nella letteratura medico-scientifica istituzionale. Queste fonti sono citate in "The origin, persistence and failings of Hiv/Aids theory", di Henry H. Bauer, Me Farland, Jefferson NC, 2007
[2] Molte di queste fonti sono citate anche nel libro di cui alla nota precedente

9/11 Truthers

"Chi tace e chi piega la testa, muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta, muore una volta sola."
Giovanni Falcone

Truthers, datemi solo un motivo per non credere alla "No(those air)-plane theory" e giuro che smetto di parlarne.

"Trovami anche solo un testimone a sud della Torre Sud, con visuale sgombra, che affermi di non aver visto l'aereo."

"The World Trade Center has just blown up, we seen the explosion outside our windows."
"Il World Trade Center è appena stato fatto saltare in aria, abbiamo visto l'esplosione fuori dalle nostre finestre."

"L'altro aereo era appena entrato nella Torre Sud ma non me n'ero accorto."

"Non sappiamo se si tratti di testimonianze di spettatori che si trovavano a sud della Torre Sud, con visuale sgombra."

Sì, d'accordo, ma non sappiamo neanche che non si tratti di testimonianze di spettatori che si trovavano a sud della Torre Sud con visuale sgombra.
Che dire, poi, di coloro che affermano di aver visto un piccolo aereo o di aver sentito un sibilo?

"A small plane crashed into the World Trade Center in N.Y. just now."
"Un piccolo aereo si è appena schiantato nel World Trade Center a New York."

"Mentre mi allontanavo dalla Torre Sud sentii il sibilo."

"Non c'è nessuna ripresa, neanche tra quelle amatoriali, in cui sia filmata l'esplosione di una delle Torri senza la presenza dell'aereo."

Questo è vero, com'è vero che ci sono molte testimonianze di persone, riportate da media che appoggiano la versione ufficiale, che affermano di non aver sentito alcun rumore, se non l'esplosione, o di aver sentito un sibilo prima dell'esplosione stessa. Un sibilo? Due "Boeing 767" che volano a oltre 900 chilometri orari, in accelerazione, nel centro di Manhattan, e più di un testimone che parla di sibilo?

Va bene, allora, visto che ci tieni tanto, ti do il vero motivo per cui non si può credere in una teoria del genere."


Caro truther, ti ci è voluto così tanto? Tutti quei giri di parole, quello spreco di pixel, la ricerca continua di testimoni a sud della Torre Sud con visuale sgombra... ma non potevi scrivermi prima queste cose?
Un semplice scambio di e-mail e mi hai convinto in pieno, ora anche io la penso come voi truthers:
“No planes”, una teoria insostenibile
Visto caro truther? Non era poi così difficile convincermi... è bastato trovare un argomento scientifico inattaccabile che smontasse, una volta per tutte ed in maniera definitiva, questa assurda ed improponibile teoria.

P.s. seppure ateo, giuro che le foto riportate sono tratte da due messaggi inviatimi da uno dei più grandi truthers italiani, nonché Opinion Leader di uno dei più grandi forum italiani sul tema dell'11 Settembre... siamo messi bene!!

Hiv feat. Aids - La Frode Scientifica del Secolo


1) i media enfatizzano un evento, un'azione, un gruppo, una personalità e quant'altro, così che passa in primo piano.
Questa è la fase della focalizzazione ma è solo la prima, necessaria ma di per sé non sufficiente a determinare l'influenza cognitiva;

2) l'oggetto focalizzato dall'attenzione dei media deve essere inquadrato, deve essere interpretato alla luce di un qualche tipo di problema che esso rappresenta.
Questa è la fase del framing, cioè dell'"imposizione" di un quadro interpretativo a ciò che è stato coperto intensivamente;

3) nella terza fase, si crea un legame tra l'oggetto o evento, ed un sistema simbolico, cosicché l'oggetto diventa parte di un panorama sociale e politico riconosciuto.
Questa è la fase in cui i media sono decisivi nel legare eventi discreti, discontinui, in una vicenda costante, che si sviluppa senza soluzione di continuità;

4) infine, il tema acquista peso se può personificarsi in individui che se ne facciano "portavoce" [1].
"Hiv feat. Aids - La Frode Scientifica del Secolo".
Note e fonti:
[1] "Teorie delle comunicazioni di massa", di Mauro Wolf, Strumenti Bompiani, 175

Hiv feat. Aids - La Frode Scientifica del Secolo


Se i problemi sociali sono culturalmente definiti, è ragionevole attendersi che essi aumentino e calino in popolarità nel corso del tempo.
I Professori Stephen Hilgartner e Charles L. Bosk hanno cercato di identificare cosa spieghi "il sorgere e il declino dei problemi sociali", cominciando da cosa viene identificato come problema sociale.
Questi autori immaginano un'arena pubblica in cui ha luogo una competizione tra le situazioni che potenzialmente possono etichettarsi come problemi sociali.
Questa competizione si realizza in due forme:
1) nella definizione o nell'inquadramento dello stesso problema;
2) nella cattura dell'attenzione delle Istituzioni - il Governo, i media, le fondazioni - le cui risorse o "capacità di azione" sono limitate.
Quelle situazioni che vengono selezionate come problemi sociali sono fenomeni che hanno caratteristiche specifiche: esse sono o possono essere drammatizzate; trattano temi mitici profondamente radicati nella cultura; e sono politicamente vitali, spesso perché collegati a potenti gruppi di interesse. I vincitori di questa competizione acquisiscono lo statuto di problemi sociali ampiamente riconosciuti.

I movimenti sociali richiedono che le persone siano motivate a riconoscere che esiste un problema, ad accettare la possibilità che venga risolto e a considerare una certa linea d'azione come adatta a produrre questo risultato.
Per collegare un pubblico ad un problema sociale, occorre formulare il problema in modo tale che il pubblico accetti la sua rilevanza. Questo è normalmente concepito come un problema di framing.

Secondo il sociologo Erving Goffman, un frame è uno schema interpretativo (una "cornice") che permette alle persone di dare un senso a ciò che esperiscono.
Coloro che creano il frame, i cosiddetti claims-makers, devono colmare il divario tra la loro visione del problema e quella del pubblico ma devono anche scuotere le persone, commuoverle.
Questo significa non solo fare appello alla sfera cognitiva ma anche a quella emotiva. Gli attivisti dei movimenti usano spesso l'Arte per raggiungere i cuori dei potenziali sostenitori della loro causa [1].
"Hiv feat. Aids - La Frode Scientifica del Secolo".
Note e fonti:
[1] "Sociologia della cultura", di Wendy Griswold, il Mulino Editore, 155-159

Disinformazione e Media


Di tutto il post, ho trovato questa parte particolarmente in linea con il blog...

Antonio di Luca: “La mia è una polemica con i media che avallano la truffa dell’aggiramento dell’articolo 2.112 del  Codice Civile con molta naturalezza. Io semmai sono ri-chiamato e non ri-assunto, questo per me non è un valore semantico solamente ma è un valore di legalità”, insiste Antonio.
“Tutti possono cascarci. Ma io so che rientro nella mia azienda con lo stesso Direttore, la stessa proprietà, stesso luogo, stesso capannone dove sono entrato nel 1989 con l’Alfa 33 Italia ’90, stesso parcheggio, stesso lavoro. E trovo insopportabile il fatto che mi debba licenziare per essere ri-assunto nel luogo dove ho buttato il sangue e la schiena. Attraverso questa battaglia che apre ai contratti individuali generando gravissime asimmetrie tra un operaio ed una multinazionale, in sfregio alla Costituzione che invece le rimuove”.

Hiv feat. Aids - La Frode Scientifica del Secolo


Immaginate, per un istante, che, nei laboratori di ricerca per la guerra batteriologica di un potente Paese, si stia studiando un'arma letale: l'ingegneria genetica ha permesso di creare un virus che si diffonde per contatto sessuale, ha un'incubazione invisibile, distrugge nell'organismo umano tutte le difese immunitarie e resiste a qualsiasi attacco farmacologico.
Immaginate che, per un malaugurato errore, il virus si disperda nell'area degli esperimenti e che vengano immediatamente prese delle misure di sicurezza prima che l'Opinione Pubblica possa essere informata non solamente del tipo di esperimenti svolti in quel laboratorio ma anche del pericolo che deriva dall'incidente.
Immaginate anche che, dopo una rapida analisi della situazione, si giunga alla conclusione che la diffusione del virus da questo momento sarà inarrestabile e che occorra creare una copertura totale con la disinformazione.
Non contenti, immaginate che qualcuno abbia l'idea di "dirottare" rapidamente il virus in un altro Paese, l'Africa, per poi informare l'Opinione Pubblica del fatto che "in Africa è scoppiata una nuova epidemia causata da un virus micidiale originato da contatti sessuali tra uomini e scimmie [...].".
Immaginate che, per trasportare l'epidemia nel modo più rapido possibile in Africa, il virus venga inserito, forse all'insaputa delle stesse case farmaceutiche, nei vaccini destinati a quel Paese e che poi vengano eliminati anche i responsabili di questa operazione.
Immaginate, infine, che vengano fatte sparire tutte le notizie riguardanti quegli esperimenti con un'operazione di "pulizia" degli archivi a livello mondiale e che, contemporaneamente, la stampa venga pilotata verso l'ipotesi della nascita di una nova epidemia in Africa [1].

Se anche voi, come molti altri membri della Comunità Scientifica, ritenete che sia altamente improbabile il verificarsi di un simile scenario, provate ad immaginarne uno molto più semplice, talmente semplice da apparire ancor più inquietante...
"Hiv feat. Aids - La Frode Scientifica del Secolo".
Note e fonti:
[1] "Manuale di disinformazione - I media come arma impropria: metodi, tecniche, strumenti per la distruzione della realtà", di Bruno Ballardini, Edizione Castelvecchi, 13, 14

Four More Years


per la simpatica vignetta, ringrazio Valeria Aprea

"La cosa più importante, per noi, è trovare Osama Bin Laden. E' la nostra priorità numero uno e non ci daremo pace finché non lo troveremo."
George Walker Bush
, Presidente degli Stati Uniti d'America, 13 Novembre 2001

"Io non so dove sia Osama Bin Laden e, davvero, non mi importa. Non è così importante. Non è la nostra priorità."
George Walker Bush
, Presidente degli Stati Uniti d'America, 13 Marzo 2003

L'Occidente ne straparla da anni ma che ne sa di Al-Quaeda? Che cos'è? Qual'è la sua struttura? Quali le forme di reclutamento e di finanziamento? Fino all'ultimo e risolutivo interrogativo: esiste davvero un'organizzazione chiamata Al-Quaeda?
Per i pubblicitari dell'Occidente è ovunque e da nessuna parte, un teatro delle ombre che sovrasta la fabbrica della paura bisognosa di una manutenzione continua. Del resto, a trarne reciproci benefici e speculari vantaggi, è stato anche, a suo tempo, il celebrato Capo di Al-Quaeda, Osama Bin Laden, un'altra ombra ed un altro incubo [1].

George Orwell, in "1984", parlando di un fantomatico Nemico del Popolo, ha scritto: "Tutti i crimini, tutti i tradimenti, gli atti di sabotaggio, le eresie, le deviazioni, erano un'emanazione diretta del suo credo. Era sempre vivo, in qualche parte del Mondo, a tramare le sue cospirazioni.".
Il Nemico del Popolo "costituiva un oggetto costante d'odio. Sebbene le sue teorie, ogni giorno, venissero confutate, ridicolizzate ed esposte al pubblico ludibrio, la sua influenza non sembrava subire colpi. Vi erano sempre dei gonzi in attesa di essere sedotti da lui. Era il comandante in capo di un enorme esercito ombra. Pare che si chiamasse la Confraternita. Appariva come un sinistro incantatore capace di abbattere l'edificio della civiltà." [5].

Al-Quaeda è quella Confraternita e Osama Bin Laden il Nemico del Popolo, entrambi inventati da Orwell più di mezzo secolo prima che arrivasse George Walker Bush.

"Coloro che non sono in grado di capire il nuovo Mondo, diverranno nemici violenti dei loro Governi, dei loro vicini più fortunati e, in ultima analisi, degli Stati Uniti. Stiamo entrando in un nuovo secolo americano, nel corso del quale diverremo ancora più ricchi e sempre più potenti. Susciteremo odi che non hanno precedenti. Non ci sarà la pace. Il ruolo che dovranno svolgere le Forze Armate americane sarà quello di rendere il Mondo un luogo sicuro per la nostra economia.". Questa è la "visione" espressa da Ralph Peter, Generale delle Forze Armate degli Stati Uniti d'America, a "Parameters", nell'estate del 1997 [1].

Per far sì che si possa attuare un simile piano, però, è necessario che, a vincere le elezioni presidenziali, sia un uomo che possa indirizzare la politica estera degli Stati Uniti verso tale processo di pax americana.

Tutti sanno che la Corte Suprema ha assegnato la vittoria delle controverse elezioni presidenziali del 2000 a George Walker Bush. Non sono in molti, invece, a sapere, o a ricordare, che durante la serata in cui sono trasmessi i risultati, è l'"errore" di un computer a far sembrare che Al Gore abbia perso la Florida. Notizia che induce i mezzi di comunicazione ad annunciare prematuramente la vittoria di Bush.
Tale situazione si verifica nella contea di Volusia, dove l'azienda incaricata della tabulazione elettronica dei dati elettorali è la "Global Election Systems" ("GES"), gestita dai repubblicani [2].
Ricordare che è stata "FOX News" la prima TV a dare per vincitore George Walker Bush, risulterà importante quanto sapere che l'emittente, quella sera, vede in John Ellis Bush, cugino del futuro Presidente degli Stati Uniti, l'uomo che dirige le operazioni di "scrutinio" ed "exit pol" [3]. Se ciò non bastasse, è, infine, doveroso evidenziare il fatto che "FOX News" appartenga ad una serie di network di proprietà di Rupert Murdoch, magnate che vanta stretti legami con il partito repubblicano e forti interessi nel campo dell'industria militare; Donald Rumsfeld in persona, nella carica di Ministro della Difesa degli Stati Uniti d'America, ha tenuto a precisare l'esclusiva di "Fox News" sulla guerra in Afghanistan [4].

Quella notte, all'improvviso, nella contea di Volusia, sono stati sottratti a Gore ben 16.022 voti dal totale. Solo nel 2003, quando vengono alla luce un mucchio di comunicazioni interne della "GES", si capisce chiaramente come i funzionari dell'azienda fossero al corrente di tutto fin dall'inizio. "Il seggio in questione aveva fatto caricare due schede di memoria e c'era sempre la possibilità che la 'seconda scheda' provenisse da una fonte non autorizzata", fa presente in una nota Tab Iredale, tecnico della "GES" [2].

Per far sì che si possa perpetrare un simile piano, però, non è solamente necessario che il candidato George Walker Bush vinca le elezioni, bisogna che le rivinca anche nel 2004.
Come tutti sanno, è lo Stato dell'Ohio a far vincere a Bush le elezioni presidenziali del 2004. Un largo margine di più di 118.000, voti gli fa avere la meglio sul rivale John Kerry, garantendogli il secondo mandato presidenziale. Nonostante circolino indiscrezioni piuttosto insistenti che vogliono il Segretario di Stato dell'Ohio, Kenneth Blackwell, in combutta con il clan di Bush per "aggiustare" le votazioni, gli uomini di Kerry decidono di non intraprendere alcuna azione legale.
Nell'estate del 2006, è, però, un gruppo di cittadini, tra cui un celebre Avvocato esperto in diritto elettorale, Cliff Arnebeck, ad intentare un'azione legale ai danni di alcuni funzionari dello Stato.
Blackwell ed il suo team sono formalmente accusati di "frode elettorale", di "frode durante le operazioni di ricalcolo" e di "altre violazioni".
Si viene a scoprire che la "Diebol", l'azienda informatica incaricata di controllare e conteggiare le preferenze, ha acquistato i programmi proprio dalla "GES", l'azienda gestita dal partito repubblicano ed implicata nei gravi errori del 2000.

Dalle carte in possesso degli avvocati, un peso sempre maggiore è assunto da Mike Connell, esperto di IT, coinvolto in prima persona nello sviluppo di parti importanti della rete informatica, inclusi i sistemi utilizzati dai server adibiti alla raccolta dei risultati elettorali.
La "SMARTech", un'azienda subappaltatrice della "GovTech Solutions", società appartenente a Connell, la sera delle elezioni ha fornito un servizio di hosting per un "sito mirror". Secondo l'accusa, la comunicazione dei dati, dirottata verso un intermediario illegale, avrebbe permesso di controllare e cambiare i risultati delle elezioni grazie ad un accesso remoto ed una connessione ad Internet.
Difficilmente sapremo come si sono svolti realmente i fatti, anche perché Connell è rimasto vittima di un incidente aereo [2].

Certo, sapere che Al Gore potrebbe essere portavoce di una delle truffe scientifiche più grandi del secolo, passata alla storia col nome di "climategate", o che Kerry sia stato anch'egli un membro della setta "Skull & Bones", al pari di George Walker Bush e di suo padre, non fa ben sperare nel futuro, anzi...

In quanto alla rielezione di Barack Obama, avvenuta in questi giorni, come non ricordare le conferenza stampa indetta a poche ore dalla cattura e dall'uccisione di quello che, il Presidente, non ha tardato a definire Ministro del Ministero del Male, Osama Bin Laden.
Come affermava Tomasi di Lampedusa, "Bisogna che tutto cambi, affinché tutto resti uguale."

Note e fonti:
[1] "Le anime nere del capitalismo - Dalle Torri Gemelle alla crisi economica globale: le guerre e i crimini di un sistema malato", di Gianni Flamini, Newton Compton Editori
[2] "Il libro che nessun Governo ti farebbe mai leggere - 63 documenti top secret che cambieranno per sempre la tua visione del Mondo", di Jesse Ventura, con Dick Russell, Newton Compton Editori, 336-357
[3] "Fahrenheit 9/11", film-documentario, USA 2004, di Michael Moore
[4] "Uranio impoverito, arma invisibile di distruzione di massa", di Laura Malucelli, scritto per "Tutto quello che sai è falso - Manuale dei segreti e delle bugie", a cura di Russ Kick, Nuovi Mondi Media, 160, 161
[5] Cit. "1984", di George Orwell

Geoingegneria - Studio di Fattibilità

Indice:
Scie Chimiche;
Fertilizzazione degli oceani;
Rischi della Geoingegneria;
Bibliografia e documenti di riferimento.

"E' in ciò che non si dice che risiede la menzogna."
John Steinbeck


Rappresentazione schematica di varie proposte di ingegneria del clima (per gentile concessione di B. Matthews)

L'autore del blog "Risveglio Globale", tempo fa, ha affermato che esistono i fatti ed esistono le spiegazioni dei fatti.
Se una decisione molto importante viene presa da un numero relativamente piccolo di individui, da un'élite, senza che il popolo ne sappia nulla, questo è un fatto.
Tentare di dare una spiegazione al significato di questo fatto, è realizzare una teoria.
Evidenziare che quella decisione sia stata presa, farne notare l'importanza e portarla alla vista del popolo ignaro, quello è fare "controinformazione".
Darne l'interpretazione o, per lo meno, cercare di farlo, è offrire una "teoria del complotto".

Le teorie riguardanti le "scie chimiche", note anche col nome di "chemical trails" o "chemtrails", sono ampiamente discusse in blog quali "la scienza marcia e la menzogna globale" o "Tanker Enemy" o in dossier come "Il Dottor Stranamore e le Nanoparticelle" o "Dossier sulle Scie Chimiche", solo per citare i primi esempi che mi vengono in mente.
In questa sede, quindi, non tratteremo il perché (anche se, qualche idea la si può trovare nella pagina statica "Scie Chimiche: Controllo Climatico, Controllo Mentale o Depopolazione?") né il chi, soffermandoci sul come e, argomento a noi caro, dal momento che cerchiamo di dare ad ogni "teoria del complotto" una spiegazione economica, sul quanto, inteso come incidenza in termini economici.


Grafico che confronta le tecniche di CDR ed SRM in base alla loro efficacia ed accessibilità
Fonte: "Geoengineering, The Climate - Science, governance and uncertainty", pag. 63, cap. 5, "Royal Society" 2009

"Nulla nella vita deve essere temuto. Deve solo essere compreso."
Madame Curie

La seguente parte del post è tratta da "La Geoingegneria, nuovi metodi artificiali per contrastare il riscaldamento globale", tesi di Alessio Brancaccio, laureato in "Scienze e Tecnologie per l'Ambiente" presso L'Università degli Studi di L'Aquila.
Ricordandovi dell'esistenza di uno scandalo internazionale soprannominato "climategate", che vede coinvolti i principali esponenti del "Centro per la ricerca climatica" (Cru) dell'universita' dell'"East Anglia" a Norwich, il principale centro di ricerca che alimenta i rapporti di base del "Gruppo intergorvenativo sul mutamento climatico" ("Intergovernmental Panel on Climate Change" - "Ipcc"), i quali sono stati accusati di aver aggirato le leggi esistenti in Gran Bretagna e negli Stati Uniti riguardanti la trasparenza e la ricerca scientifica sul clima e di aver falsificato e manipolato i dati relativi alle temperature globali per ottenere risultati equivalenti con la teoria dell'"Anthropogenic Global Warming" ("Agw"), che considera le attività umane la causa principale del riscaldamento del pianeta, realizzando arbitrarie e dubbie manipolazioni dei dati climatici, al fine di attribuire all'uomo un ruolo maggiore sui cambiamenti climatici rispetto a quello mostrato dai dati ufficiali, auguro a tutti voi una buona lettura.


Grafico che mostra l'andamento della CO2 tra le diverse ere geologiche terrestri. Da notare l'altissima
concentrazione (pari a 6000 ppm) rinvenibile nel Fanerozoico (circa 500 milioni di anni fa).
Fonte: Progetto GEOCARB

La Geoingegneria, nuovi metodi artificiali per contrastare il riscaldamento globale


Un metodo per immettere in atmosfera aerosol solfatici è quello di utilizzare opportuni aerei attrezzati allo scopo: il fine è quello di aumentare il grado di riflettività delle nubi in modo da disperdere in maniera più efficiente la radiazione solare.

Come si possono utilizzare gli aeroplani per rilasciare aerosol nella stratosfera?
Immettendo zolfo nel carburante (kerosene), ma fatta eccezione per l'Artico, gli aerei non volano così in alto di routine. Di solito si tratta di aerei cisterna e di cacciabombardieri militari che lo spargono nella stratosfera (aerei tanker).

Penner et al. (1984) ha suggerito che le emissioni dell’1% della massa di carburante della flotta dell'aviazione commerciale intesa come particolato, tra 40 mila e 100 mila piedi (da 12 a 30 km di quota) per un periodo di 10 anni, cambierebbe l'albedo planetaria sufficientemente a neutralizzare gli effetti di un raddoppio equivalente di CO2.
Essi hanno proposto che rimappando i sistemi di motore a combustione per bruciare in maniera più ricca durante i voli commerciali di alta quota comporterebbe una perdita di efficienza trascurabile.
Utilizzando le stime "RECK" dei coefficienti di estinzione per il particolato (Fonte: "Reck", 1979; 1984), hanno stimato un fabbisogno di circa 1,168 × 1010 Kg, rispetto alla stima nel pannello di 1010 Kg, sulla base di Ramaswamy e Kiehl.

Hanno poi stimato che, se l'1% del combustibile degli aerei vola sopra i 30.000 piedi (9 Km di altezza), viene emesso sotto forma di fuliggine e corrisponderebbe alla massa richiesta di materiale particolato nel corso di un periodo di 10 anni.
Tuttavia, le attuali flotte di aerei commerciali, volano raramente al di sopra dei 40.000 piedi (12 Km di altezza), e la permanenza delle particelle alle quote di funzionamento sarà molto più breve di 10 anni.
Una stima effettuata dal "National Research Council" nel 1985 relativa all'emivita del fumo è 1,4 × 10-7s. Questo dà un tempo di dimezzamento di 83 giorni, o poco meno di un quarto di un anno. Pertanto la quantità di carburante da essere trasformata in fuliggine continuamente per la mitigazione completa (1012 tC) è del 40%, ma se invece viene utilizzato l'1 per cento del carburante, potrebbero essere mitigate circa 25 × 109 t CO2/anno.

Il costo approssimativo delle emissioni di particolato dei motori a reazione per la mitigazione di CO2 negli Stati Uniti del 1989, le emissioni equivalenti ammonterebbero a circa 7 milioni di dollari, o circa $ 0,001/tCO2/anno più i costi di capitale provenienti dall'adeguamento dei motori aeronautici. Questo fornisce una gamma di costi da 0,001 a $ 0,1/tCO2/anno.
Nel 1987, le compagnie aeree nazionali, hanno fatto volare 4.339 milioni di tonnellate di merci per miglio per un espresso totale e ricavi operativi del trasporto merci di 4.904 milioni di dollari ("US Bureau of the Census", 1988). Questo dà un costo di poco più di 1 dollaro per tonnellata-miglio di merci trasportate.
Se una missione di distribuzione di polvere richiede l'equivalente di un volo di 500 miglia (circa 1,5 ore), il costo per la distribuzione delle polveri è di $ 500/t, $ 0,50/Kg.

Gli aerei più comunemente utilizzati sono:

* F-15 C EAGLE
Quota operativa: 20 km
Capacità: 8 tonnellate di gas
Costo: 30.000.000 $ (1998)
con 3 voli al giorno è operativo per 250 giorni all’anno, avrebbe bisogno di 167 aerei per fornire 1 Tg di gas all'anno nella stratosfera tropicale.
Per 500 voli l'anno si avrebbe un costo di 4 miliardi di $/anno.



(Fonte: Alan Robock et al., 2009)

* KC-135 STRATOTANKER
Quota operativa: 15 km
Capacità: 91 tonnellate di gas
Costo: 39.600.000 $ (1998)
Con 3 voli al giorno, che operano 250 giorni all'anno avrebbe bisogno di 15 aerei per fornire 1 Tg di gas all'anno nella stratosfera artica.



* KC-10 EXTENDER
Quota operativa: 12.73 km
Capacità: 160 tonnellate di gas
Costo: 88.400.000 $ (1998)
Con 3 voli al giorno, che operano 250 giorni all'anno avrebbe bisogno di 9 aerei per fornire 1 Tg di gas all'anno per la stratosfera artica.



Fonte: "Is Geoengineering a Solution to Global Warming?", Alan Robock, "Rutgers University", USA 2011

I costi del personale, manutenzione, emissioni di CO2 potrebbero dipendere dalla strategia di attuazione.
Ogni KC-135 costa $ 4,6 milioni di euro all'anno per le operazioni totali di supporto, incluso il personale, carburante, manutenzione e parti di ricambio.

[...]

Anche le navi sono state vagliate come ipotesi per rilasciare in stratosfera gli aerosol, fino ad un'altitudine di 20 Km, attraverso cannoni da artiglieria di 41 Cm di diametro ("National Academy of Sciences", 1992).
Sono state utilizzate polveri di alluminio (Al2O3) nella stratosfera, per un totale di 1010 Kg di polvere atmosferica.
L'economia di mantenere 1010 Kg di polvere nella stratosfera è determinata dal tempo di permanenza della polvere in alto e dai mezzi utilizzati per mettere il materiale in quella zona atmosferica: si presume un tempo di permanenza della polvere nella stratosfera di 2 anni, richiedendo la collocazione di 1010 Kg nella stratosfera per 20 volte in 40 anni fino al 2030; il progetto ha lo scopo di mitigare 1012 t di C in continuo, pari a 4 × 1012 t di CO2.
I costi di non attuazione in 40 anni sono di 5 $/tC o di 1$/tCO2 mitigata.
Il costo annuale di non attuazione è di 0,125 $/tC/anno o 0,03$ /tCO2/anno.
Questo sistema navale solleva polvere nella stratosfera ad un costo da circa 10 a 30 $/Kg di polvere. Si suggerisce che sia ragionevole l'incertezza per quanto riguarda le nuvole e la densità di polvere necessarie per un effetto dell'1% sul forcing radiativo e di mettere questi costi nella gamma da 0,03 $ a 1 $/tCO2 mitigata.
I costi, compresi di munizioni, cannoni, stazioni e personale, è stato stimato essere di 20 miliardi di dollari.

Il costo del lancio di razzi dalla nave "Nike Orion", ammonta a circa 25.000 dollari per trasportare un carico utile di 500 libbre, ed è di circa 100 $/per Kg di polvere sollevata, 5 volte il costo stimato per sparare le polveri in alto con grandi cannoni
.
Queste cifre sono riferite a lanci a 70 Km di altitudine.

"Se nient'altro ci riesce, un insuccesso spettacolare può sempre garantire l'immortalità."
John Kenneth Galbraith

Pochi giorni fa, gli autori del blog "TUTTOUNO", hanno pubblicato il post "Esperimento di Geoingegneria non autorizzato! 100 tonnellate di solfato di ferro scaricate nell'Oceano Pacifico!", in cui si parla di un esperimento del costo di 2,5 milioni di dollari per lo scarico di 100 tonnellate di solfato di ferro nell'oceano, con la promessa di ripopolare i salmoni e salvare il clima.
Ecco un altro campo di applicazione della geoingegneria.

Fertilizzazione degli oceani con ferro e altre sostanze nutritive


Gli oceani svolgono un ruolo enorme nella definizione del clima planetario, sia attraverso il trasporto del calore e fornitura di vapore acqueo, sia attraverso l'assorbimento di una grande frazione di CO2 dei combustibili fossili.
Le stime relative all'accumulo netto nell'oceano di CO2, ammontano a circa il 40% delle emissioni derivanti dai combustibili fossili (attraverso la reazione del gas CO2 con lo ione carbonato contenuto sulla superficie dell'intero oceano, e basate su modelli derivati da Oeschger et al. 1975.), che sono attualmente vicine a 3 GtC /anno mentre, recentemente, Tans et al. (1990) riportano un valore molto più basso di 0,6 GtC/anno.
Il ruolo oceanico dipende quasi totalmente dal tasso di miscelazione e di alcalinità.
L'importo potenziale di carbonio totale che potrebbe essere utilizzato dalla fotosintesi oceanica è stato stimato essere di 35 Gt/anno.

Nel 1984, tre gruppi di ricerca, hanno pubblicato indipendenti ipotesi su questo fenomeno (Knox e McElroy; Sarmiento e Toggweiler; Siegenthaler e Wenk).
Ognuno è giunto alla conclusione che la chiave è nelle concentrazioni di nutrienti, nelle regioni superficiali oceaniche polari. In settori come l'estremo nord del Pacifico e l'oceano circumpolare antartico, sono inutilizzate alte concentrazioni di nitrati e fosfati (gli ingredienti chiave per la crescita delle piante).
I modelli del 1984 hanno dimostrato che, se questi nutrienti sono stati assimilati, la conversione di CO2 in carbonio organico, potrebbe facilmente spiegare il segnale dell'era glaciale.
Questi nutrienti possono essere considerati come un'importante capacità chimica dell'oceano inutilizzata, uno di una scala che incide significativamente sull'equilibrio globale del carbonio.

La fertilizzazione degli oceani con il ferro è un metodo proposto per far aumentare la quantità di alghe per l'assorbimento di CO2. L'anidride carbonica necessaria per tale crescita viene fornita in parte dall'atmosfera: quando le alghe muoiono e si depositano sul fondo marino, il carbonio presente nella biomassa non si diffonde nell'atmosfera.

Questa metodica consiste nello scaricare in mare tonnellate di solfato di ferro, che si trova o nella forma ferrosa FeSO4 oppure nella forma ferrica Fe2 (SO4)3.
Per verificare la funzionalità di questo metodo, alcuni scienziati indiani dell'"Istituto Nazionale di Oceanografia", in collaborazione con quelli tedeschi dell'"Istituto Alfred Wegener" e altri 50 scienziati arrivati da diverse nazioni quali Spagna, Cile, Francia, Gran Bretagna ed anche Italia, hanno preso parte ad un esperimento denominato "Lohafex" (termine che deriva da "Loha", parola hindi che significa ferro e "fex", che sta ad indicare un esperimento di fertilizzazione).

Il gruppo di Scienziati dei 7 Paesi è salpato il 7 Gennaio del 2009 da Cape Town, in Sudafrica, sulla nave "Polarstern", diretta verso il Mare di Scozia, in una zona a sud dell'Oceano Atlantico, tra l'Argentina e la Penisola Antartica.
Lì sono state scaricate 20 tonnellate di solfato di ferro in 2 mesi e mezzo, su una superficie oceanica di 300 Km2, attraverso cui gli Scienziati hanno cercato di stimolare la crescita delle alghe per aumentare così il loro assorbimento della CO2.
Nonostante le avverse condizioni meteo, gli Scienziati hanno analizzato per 39 giorni gli effetti del supplemento di ferro sul plancton e sulla chimica dell'oceano.

In un primo momento, tutto sembrava procedere come previsto: il ferro stimolava la crescita del fitoplancton (la parte vegetale del plancton), che era raddoppiato in numero nel corso delle prime 2 settimane dello studio ma poi, improvvisamente, è intervenuto lo zooplancton (la parte animale) che, per mezzo della catena alimentare, ha provveduto a riequilibrare il rapporto tra il numero delle prede e quello dei loro predatori (principio ecologico di "Lotka-Volterra").
Questo fenomeno è stato spiegato dal Dottor Wajih Naqvi, del "National Institute of Oceanography" ("NIO") indiano: "la crescente pressione di pascolo dello zooplancton composto da piccoli crostacei (copepodi) ha impedito l'ulteriore fioritura di fitoplancton".

L'aumento abnorme della popolazione di zooplancton, ha tenuto sotto controllo quella di fitoplancton, impedendo un ulteriore assorbimento di CO2. Di conseguenza, solo una percentuale minima di carbonio è stata sottratta agli strati superficiali per essere immagazzinata nelle profondità oceaniche.

Esperimenti effettuati negli anni passati, avevano portato a risultati piuttosto diversi, in quanto significative quantità di carbonio erano state spostate nelle profondità dell'oceano. Cos'era cambiato?
Secondo gli scienziati, le sperimentazioni avevano innescato fioriture di diatomee, un tipo di alga composta da una conchiglia formata da ossido di silicio SiO2, sviluppata come arma difensiva contro l'eccessiva proliferazione della popolazione di zooplancton.
Quando le diatomee muoiono, la scarsità di acido salicilico, componente principale del rivestimento esterno dell'alga, ha impedito loro di prosperare nel sito dove è stato condotto l'esperimento "Lohafex".

Nel frattempo, l'esperimento ha continuato a dare risultati stupefacenti, come dichiarato dal Professor Victor Smetacek, dell'Istituto tedesco "Alfred Wegener" per la Ricerca Polare e Marina: "con grande sorpresa, l'area fertilizzata con ferro ha attratto un gran numero di predatori dello zooplancton, appartenenti al gruppo di crostacei noto come anfipodi".

Dopo tre settimane di esperimenti, gli scienziati hanno versato altre quantità di ferro nella zona senza però provocare alcun effetto sul fitoplancton, segno evidente che l'area ne era già satura.
La spedizione ha fatto ritorno a Bremerhaven, in Germania, verso la fine di Maggio del 2009 e, come espresso dal Dottor Naqvi, "l'esperimento ha rappresentato il primo esempio di collaborazione internazionale nelle scienze oceaniche interdisciplinari".

La fertilizzazione oceanica ha generato pareri piuttosto discordanti tra gli ambientalisti e i Ricercatori: per i primi, rappresentati dall'"Africa Centre for Biosafety", l'esperimento "Lohafex" ha violato una moratoria varata dalle Nazioni Unite, che bandisce le attività di fertilizzazione e permette di creare solo esperimenti pilota su piccola scala, mentre per i ricercatori non vi è alcuna violazione.

I dati raccolti dall'esperimento hanno portato alla conclusione che, nonostante l'immissione di tonnellate di fertilizzante ferroso nell'oceano, non c'è stato verso di far crescere ulteriormente il fito e lo zooplancton, quindi sostanzialmente tutta la spedizione è stata un generale fallimento: ad oggi, la fertilizzazione oceanica con ferro non è considerata ancora un valido sistema per catturare la CO2 dall'aria!


Nave "Polarstern" che ha condotto l'esperimento "Lohafex" e relativo logo

Ci sono due basi per il costo di fertilizzazione con ferro, uno basato sul lavoro di Martin, e l'altro sulla base del laboratorio del "National Research Council" ("NRC"): quello di Martin indicherebbe che la fertilizzazione di tutti gli oceani del Sud potrebbe essere realizzata con solo 0,43 milioni di tonnellate di ferro (Fe) per anno, l'importo necessario per supportare la rimozione di 2 o 3 GtC /anno (Fonte: Martin, 1990).
Egli non dà alcun numero per la zona di oceano da fecondare e neanche alcuna forma chimica specifica per il ferro.
Il laboratorio "NRC" suggerisce che la fertilizzazione con ferro possa rimuovere una media di 1,8 GtC /anno per un periodo di 100 anni. Il laboratorio propone un'applicazione da 1 a 5 Mt Fe/anno sottoforma di una soluzione di cloruro ferroso (FeCl2), "o magari in qualche altra forma", e definisce l'area da fecondare come "circa 18 milioni di miglia quadrate".

I costi stimati saranno rappresentati dalle operazioni delle navi, e dal costo dei prodotti chimici.
Saranno prese in considerazione, per stimare gli effetti in un 1 milione di miglia nautiche quadrate, una zona suddivisa in corsie da 1 miglio. Tutto ciò genera 1 milione di miglia di vapore ogni anno. Quindici navi, ognuna delle quali emette vapore per 240 miglia al giorno (alla velocità di 10 nodi) per 300 giorni all'anno, viaggerebbero per 1 milione di miglia.
Quando viene considerato il tempo di rifornimento, è possibile quantificare che 20 navi, ciascuna avente una capacità di 10 mila tonnellate, venga riempita ognuna di vapore ogni 2 mesi.
Se si assume un costo di 100 milioni di dollari a nave, avente ognuna un costo di esercizio di 10.000 dollari al giorno, otteniamo un costo per la flotta intera di 2 miliardi di dollari, attribuendo un costo annuo del capitale (ammortamento in 20 anni) di 0.10 miliardi di dollari e un costo operativo annuale di 73 milioni di dollari.
Si arriva così ad un costo totale di esercizio annuo, di 173 milioni di dollari, per una copertura di 1 milione di chilometri quadrati. Per 18 milioni di chilometri quadrati il sistema deve essere aumentato in dimensioni di un fattore pari a 18, dando circa 3 miliardi di dollari all'anno.

Nell'Oceano Antartico, dobbiamo dare una concessione generosa per contingenze atmosferiche: in questo caso usiamo un fattore pari a 3, dando una stima di 9 miliardi di dollari all'anno per le operazioni e i costi delle navi. A questo possiamo aggiungere 1 miliardo di dollari all'anno per le operazioni generali di sistema, dando un costo totale di operazioni di 10 miliardi di dollari all'anno.

Per le stime di valutazione si deve aggiungere il costo legato alla fertilizzazione con ferro.
Di solito, la forma di ferro che viene assorbita facilmente dagli organismi viventi è la forma ferrosa: il composto più economico e facilmente disponibile è il solfato ferroso. Le 0,43 Mt di ferro stimate da Martin sono pari a circa 1,2 milioni di tonnellate di solfato ferroso, che può essere acquistato in massa ad un costo che va dai 10 ai 15 dollari a tonnellata (Fonte: "Reporter Marketing Chemical", 1991), per un totale da 12 a 18 milioni di dollari all'anno.

Il cloruro ferroso, citato dal laboratorio "NRC", è molto più costoso del solfato ferroso. Può essere acquistato in massa per 220 dollari a tonnellata di Fe nel settore chimico (Fonti: Alfred M. Tenney, "Eaglebrook", Inc., private communication to Lynn Lewis, "GM Research", 11 Aprile 1991).
La richiesta del gruppo di lavoro del laboratorio "NRC" da 1 a 5 Mt Fe dà un costo di cloruro ferroso da 0,22 a 1,1 miliardi di dollari all'anno.
In questo modo il range dei costi della chimica può essere compreso tra 0,012 e 1,1 miliardi di dollari all'anno.
Tuttavia, sia il solfato ferroso che il cloruro ferroso sono relativamente economici, perché sono il prodotto di scarto del "decapaggio" dell'acciaio con l'acido.

L'attuale disponibilità di cloruro ferroso nel Nord America è stimata essere di circa 1,5x105 tonnellate di ferro equivalente, e l'importo mondiale può ammontare ad un milione di tonnellate (Fonte: Alfred M. Tenney, "Eaglebrook", Inc., comunicazione a Lynn Lewis, "GM Research", 1991).

Se assumiamo che il prezzo sarà inferiore a 100 volte il prezzo corrente di cloruro di ferro, si ottiene una gamma totale dei costi per la fertilizzazione con esso di 0,010 a 100 miliardi di dollari all'anno.
Aggiungendo il costo delle operazioni a quello relativo dei fertilizzanti, otteniamo un range di costo che va da 10 a 110 miliardi di dollari all'anno. Questo consentirà di mitigare da 1,8 a 3 GtC (usando il range sia di Martin che del laboratorio "NRC"), equivalente alla riduzione di circa 7-11 GtCO2/anno, ottenendo un range finale da circa 1 a 15 dollari per tonnellata di CO2/anno.

Valutazione dei rischi e delle incertezze dei metodi di Geoingegneria


Nessuno dei metodi di Geoingegneria valutati offre una soluzione immediata al problema dei cambiamenti climatici, poiché lo stato attuale delle conoscenze è senza alcun dubbio insufficiente per una valutazione esaustiva dei rischi che derivano dalla Geoingegneria.
Per molti aspetti, i metodi relativi alla riduzione dell'anidride carbonica (CDR), sembrano comportare meno rischi e incertezze riguardo alle tecniche di gestione della radiazione solare (SRM), poiché inducono i fenomeni climatici ad indirizzarsi maggiormente verso il loro stato naturale.
In linea di principio questi metodi consentono addirittura di generare "emissioni negative" e, al contrario, la presenza di elevate concentrazioni di gas serra nell'atmosfera e una temperatura diminuita tramite tecniche SRM, costituisce per il Pianeta uno stato nuovo, dinamico, caratterizzato da notevoli incertezze.
Tra queste vanno ricordati i valori soglia sconosciuti e i meccanismi di reazione del sistema terrestre, come pure le conseguenze dell'acidificazione degli oceani, che in questo caso progredirebbe in modo illimitato.
Gli effetti di alcune tecniche SRM variano da una regione all'altra ed hanno ripercussioni per esempio sulle precipitazioni, intensità dei venti e correnti oceaniche.
L'applicazione delle metodiche SRM comporterebbe perciò ulteriori rischi, generando costi aggiuntivi. Queste non possono essere considerate una soluzione sostenibile, perché non si conosce bene il momento e il modo di abbandonarle correttamente. Infatti, in base a quanto risulta dai modelli matematici, l'interruzione improvvisa dell'applicazione di una tecnica SRM comporta il rischio di un improvviso e intenso riscaldamento ("Termination Problem"), derivante da un meccanismo di feedback o di retroazione negativo.

Oltre a queste considerazioni di carattere generale, ogni singolo approccio di Geoingegneria implica anche rischi particolari.
A titolo di esempio si citano due processi molto discussi:

* Per quanto riguarda l'applicazione della tecnica CDR di fertilizzazione degli oceani, allo stato attuale delle conoscenze, si possono prevedere massicci effetti collaterali sulla biodiversità marina. La comprensione del problema viene ulteriormente ostacolata dal fatto che i risultati sperimentali in parte si contraddicono. In determinate condizioni la degradazione delle alghe che si depositano sul fondo, pare favorire la formazione di protossido di azoto N2O (il gas esilarante), un potente gas serra, così che alla fine si otterrebbe l'effetto opposto;

* L'immissione continua di aerosol sulfurei nella stratosfera, nell'ordine di grandezza di parecchi milioni di tonnellate all'anno, secondo molti fautori della Geoingegneria sarebbe l'opzione SRM più indicata, che potrebbe ridurre rapidamente la temperatura media globale. Una volta nella stratosfera, le particelle di aerosol riflettono una parte della luce solare disperdendola nello spazio (scattering), contribuendo a raffreddare il pianeta, diminuendo così l'effetto serra. Osservazioni e studi su modelli indicano, altresì, che il ricorso a tale tecnica influirebbe sul quadro globale delle precipitazioni e indebolirebbe i forti monsoni estivi, mettendo eventualmente a rischio l'approvvigionamento alimentare di miliardi di persone in Asia e in Africa. Inoltre, le particelle di aerosol potrebbero indebolire lo strato di ozono, che nella stratosfera assorbe le radiazioni ultraviolette UVc della luce solare, pericolose per gli esseri viventi. Lo strato di ozono si è già indebolito dalla seconda metà del Novecento in poi, fino ai giorni nostri. [...] L’ozono ferma nella stratosfera i raggi ultravioletti del Sole, in particolare gli UVb e gli UVc, cioè i più energetici. Questa radiazione produce mutazioni nelle cellule umane che possono dare origine a melanomi, tumori maligni della pelle.

[...] Tornando ai rischi in ambito della Geoingegneria, considerazioni etiche si impongono anche per quanto concerne la responsabilità generazionale: chi punta sulla Geoingegneria costringe le generazioni future a continuare le misure già avviate, nel peggiore dei casi ancora per parecchi secoli, a costi elevati e con effetti avversi per gli ecosistemi globali che, al momento, sono ancora imprevedibili.

In uno scenario di questo tipo, le generazioni a venire non disporrebbero più di una libera scelta.


Componenti chimiche delle polveri e loro effetti biologici
Fonte: "Health Effects Institute", 2000, 20001, 2002

Bibliografia e documenti di riferimento:
Richard P. Turco, "Earth Under Siege", Oxford University Press, 1977
K. Lackner, Institution of Mechanical Engineers (IME), "Alberi artificiali per la cattura di CO2", 2010
P. Read, J. Lermit, "Bioenergy with Carbon Storage (BECS): a sequential decision approach to the treath of abrupt climate change", 2001
R. Socolow et al., "Direct Air Capture of CO2 with chemicals – a technology assessment for the APS Panel on Public Affairs", 2011
K. Bracmort, R. Lattanzio, E. Barbour, "Geoengineering: governance and technology policy", 2001
J. Latham, T. Lenton, S. Salter, N. Vaughan, "Geoengineering: the climate science, governance and uncertainty", Royal Society, 2009
A. Robock, "Is Geoengineering a solution to Global warming?", 2011
National Academies Press (NAP), "Policy implications of Greenhouse warming: mitigation, adaptation and science base", Washington D.C., USA 1992
J. Trent, National Aeronautics and Space Administration (NASA) Ames Research Center, "Project-OMEGA", 2011
P. Kohler, J. Abrams, C. Voler, D.A. Wolf-Gladrow, J. Hartmann, "Impact of Geoengineering with olivine dissolution on the carbon cycle and marine biology", 2012
T. Lenton, N. Vaughan, "The radiative Forcing potential of different climate Geoengineering options" University of East Anglia, UK 2009
Enplus, "Centrale turbogas a ciclo combinato di San Severo per un impianto eco-efficiente", 2011

Comunque vada, sarà un decesso

Post copiaincollato da "Metro News - SINDROME DEI BALCANI "

Importante sentenza condanna il ministero della Difesa a pagare più di un milione di euro per la morte di Andrea Antonaci, avvenuta nel 2000.

Era il 12 dicembre del 2000 quando Andrea Antonaci, sergente di Martano, in provincia di Lecce, moriva di linfoma non Hodgkin, in un ospedale a Firenze. Le sue ultime volontà, consegnate alla famiglia, furono che la verità sulle morti dei soldati per malattie repentine quanto violente venisse alla luce. Sotto accusa fu l’uranio impoverito, utilizzato nelle campagne belliche nei Balcani. Pochi giorni dopo l’allora ministro della Difesa Sergio Mattarella sosteneva che «l’Italia non era stata informata dell’uso di uranio impoverito nei Balcani da parte degli alleati». La Nato poche ore dopo smentì, ma su tutta la vicenda è rimasta per anni un alone di sospetti, verità negate, informazioni parziali. La versione del governo fu che comunque l'uranio impoverito non era un pericolo per i soldati.

La sentenza
Oggi, dopo 12 anni, la famiglia Antonaci incassa, grazie al lavoro dell’Osservatorio militare di Domenico Leggiero e dell’avvocato Angelo Tartaglia, un importante risultato: il tribunale civile di Roma ha condannato il ministero della difesa a risarcire i genitori e la sorella di Andrea di una somma che supera il milione di euro. Nulla potrà risarcire la perdita di un ragazzo poco più che ventenne, ma l’importanza della sentenza sta soprattutto in una frase: si ritiene «l’esistenza di un nesso causale tra la patologia contratta e l’esposizione all’uranio impoverito in occasione del servizio prestato in Bosnia».

Le altre dieci
La sentenza giunge dopo altre 10 condanne ottenute dall’avvocato Tartaglia e promette per la sua nitidezza di far scuola anche in Belgio, Francia, Inghilterra, dove numerosi avvocati si sono attivati per poterne leggere il dispositivo.

La Commissione
Il tutto mentre la Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito proprio in questi giorni sta giungendo a un’altra conclusione: che i soldati si siano ammalati a causa di eccessive vaccinazioni. «Siamo stati in Bosnia, e abbiamo visto tanti giovani - dice a Metro Domenico Leggiero - che hanno nei tessuti le stesse nanoparticelle di metalli pesanti inorganici che hanno fatto ammalare centinaia di soldati. Mica anche i bosniaci sono stati vaccinati?». La settimana prossima andrà a sentenza un’altra vertenza: «Undici sentenze dicono il contrario di quanto la politica sta cercando di affermare - aggiunge l’avvocato tartaglia - a noi basta questo».
Nel 2003 il papà di Andrea, Salvatore Antonaci disse a Metro: «Ogni giorno vado da mio figlio per dirgli buongiorno. Pensando a lui mi sveglio e ricordando lui mi addormento. Scoprire la verità su chi l’ha ucciso, perchè non accada ad altri ragazzi, è l’unica cosa che mi tiene in vita».
«In questa vicenda è successo di tutto - ci ha confidato Salvatore - sono anche spariti i documenti a un certo punto. E la Ctu, la perizia tecnica del ministero aveva sostenuto che Andrea non si era ammalato per l'uranio, è stata rigettata dal giudice». Di più: secondo il perito di parte del ministero, «il sergente maggiore Andrea Antonaci aveva scelto liberamente la carriera militare». Quasi come a dire che il rischio di morire per un linfoma non Hodgkin era insito nella missione. Il giudice ha rigettato questa e le altre ipotesi, e per la famiglia di Andrea giustizia è stata fatta.

(Stefania Divertito)

Buon Vaccino!!

"Nulla nella vita deve essere temuto. Deve solo essere compreso."
Madame Curie

Se avete preso in seria considerazione l'idea di vaccinarvi, sappiate che, in Italia, le principali aziende produttrici del vacino antinfluenzale 2012-2013, sono:
"Novartis", azienda prodruttrice del "Ritalin" (vedasi metilfenidato ed effetti di tale sostanza sui minorenni in "cura");
"Sanofi", già "IG Farben" (azienda complice dei crimini del nazionalsocialismo). Tra le azioni degne di nota, come non ricordare il processo intentato contro il Governo sudafricano; al centro della disputa, i farmaci contro l'Aids e la quantità di denaro legata al loro utilizzo e sfruttamento;
"GlaxoSmithKline". Tra le azioni degne di nota, come non ricordare, anche in questo caso, il processo intentato contro il Governo sudafricano; al centro della disputa, ancora una volta. i farmaci contro l'Aids e la quantità di denaro legata al loro utilizzo e sfruttamento.

Sappiate, inoltre, che le principali sostanze utilizzate per la realizzazione dei vaccini sono:
Alluminio (dannoso a tutte le forme di vita. Danneggia tutti i tipi di tessuto. Ha la tendenza ad accumularsi nel cervello e ossa. Il sintomo di avvelenamento da alluminio, è la perdita della funzione intellettuale fino alla demenza e Alzheimer [1]);
Mercurio (Il mercurio ha un certo numero di effetti sugli esseri umani, che possono essere riassunti nei seguenti effetti principali: distruzione del sistema nervoso; danneggiamento delle funzioni cerebrali; danni al DNA e danni cromosomici; reazioni allergiche, stanchezza ed emicranie; effetti riproduttivi negativi, quali danni allo sperma, difetti di nascita ed aborti [2]).

Per chi fosse ancora interessato, le principali categorie considerate "a rischio", per le quali è consigliata la vaccinazione, sono:
Over 65 (possibilmente già in pensione, così da diventare "clienti fissi");
Malati cronici (che, in quanto tali, sono già "clienti fissi", quindi vanno "coccolati", con la speranza che non cambino il loro status);
Affetti da tumore, diabete, epatite, insufficienza renale e malattie del sangue (con la speranza che, come sopra, mantengano inalterato il loro status);
Donne nel II e nel III trimestre di gravidanza (con la speranza che possano nascere individui malati cronici o affetti dalle malattie sopra citate).

BUON VACCINO!!

Note e fonti:
[1] "I pericoli della contaminazione alimentare dell'alluminio e i danni sulla salute"
[2] "Effetti del mercurio sulla salute"

La Mamma del Gatekeeper è sempre incinta

Qualche tempo fa, l'Autore de "Il Prigioniero | sito di informazione alternativa" (che, per cause di forza maggiore è stato momentaneamente cancellato), mi ha fatto notare il post "I Gesuiti controllano il mondo?", realizzato da uno degli Autori di "www.losai.eu".

Se si tralasciano le ultime righe, in cui l'Autore ribalta tutto il senso del post come si fa nelle scene finali dei thriller (la frase "da allora possiamo ufficialmente ritenere i gesuiti collaboratori della 'Grande Opera'", non si sposa bene con "l'unica condizione necessaria e sufficiente è che i gesuiti vengano presentati come il male assoluto di tutti i tempi."), particolare attenzione meritano le parole dedicate ad "un blog anonimo" che "traduce dall’inglese ogni articolo che riporti il tag “gesuiti” a prescindere da chi l’abbia scritto, da cosa ci sia scritto e da perché ci sia scritto", un blog che, potessi morire adesso, non so quale sia (noo) ma che sono sicuro che, essendo gestito da un "Teorico del Complotto" e non da un "gatekeeper" (questo secondo i canoni da lui stesso descritti), se si fosse sbagliato, lo ammetterebbe all'istante perché "in buona fede anche se sbaglia".

Se, invece, a sbagliare, fosse stato Daniele di Luciano, qualche pensierino nei suoi confronti lo farei; secondo il "blog anonimo" che "traduce dall’inglese ogni articolo che riporti il tag “gesuiti” a prescindere da chi l’abbia scritto, da cosa ci sia scritto e da perché ci sia scritto", infatti, "le prove per l'identificazione di un Gatekeeper non le ricaviamo dal fatto che la pensa diversamente da noi (sii...), ma dai suoi legami con l'élite, dal suo essere sbattuto in TV in prima serata, dal suo essere pompato su tutti i canali (quelli internettiani di sicuro...), dai fatti nudi e crudi che collegano le sue "verità" con i personaggi che frequenta e dall'ideologia d'élite che propaganda (ri sii...), occultamente e consapevolmente (ri ri sii...).".

Indipendentemente da chi ha ragione e chi no, "io so solo che, se una cosa è segreta ed è per un'élite, non può essere buona.", per dirla con parole di Rob Cohen.

Posso anche ritenere Giulietto Chiesa un gatekeeper, come afferma il "blog anonimo" che "traduce dall’inglese ogni articolo che riporti il tag “gesuiti” a prescindere da chi l’abbia scritto, da cosa ci sia scritto e da perché ci sia scritto", però, quando in "ZERO2 - Le pistole fumanti che dimostrano che la versione ufficiale sull'11/9 è un falso", leggo "con l'entrata in guerra degli Stati Uniti, il 6 aprile del 1917, il predominio del governo invisibile si consolidò [...]. Da allora, il governo invisibile ha in genere reso pubblico il proprio punto di vista per mezzo di un portavoce [...]. I presidenti di norma hanno agito come burattini nelle mani di questo gruppo di potere [...]. Al momento l'oligarchia finanziaria appare spaccata tra una fazione di neocon estremisti, che gravita attorno a George Shultz e Rupert Murdoch, e una frangia più moderata di imperialisti maltusiani, raggruppati attorno a James Baker III e al principe Carlo. La lezione cruciale, comunque, è che qualsiasi presidente degli Stati Uniti deve essere considerato come un burattino [...]" che devo pensare (oltre al fatto che, chi ha scritto il paragrafo in questione, ignora completamente l'utilizzo della punteggiatura e delle maiuscole)?

Quello che viene definito dal "blog anonimo" che "traduce dall’inglese ogni articolo che riporti il tag “gesuiti” a prescindere da chi l’abbia scritto, da cosa ci sia scritto e da perché ci sia scritto" un élitario neo-malthusiano, è l'unico, per quanto riguarda la mia personale bibliografia, a parlare dell'élitarietà neo-malthusiana che costituisce il Governo invisibile.
Al di là del fatto che, nella fattispecie, si parli di finanza e finanzieri e non di Gesuiti (giuro che non ho evidenziato il termine né per "Teorici del Complotto" "fissati" e "paranoici", né per l'Autore del "blog anonimo" che "traduce dall’inglese ogni articolo che riporti il tag “gesuiti” a prescindere da chi l’abbia scritto, da cosa ci sia scritto e da perché ci sia scritto"...), come si spiega questo comportamento?

E' la domanda che ho posto anche all'Autore del "blog anonimo" che "traduce dall’inglese ogni articolo che riporti il tag “gesuiti” a prescindere da chi l’abbia scritto, da cosa ci sia scritto e da perché ci sia scritto"... sto ancora aspettando una risposta.

Forse ha ragione "TNEPD" quando afferma che "se va bene, siamo tutti gatekeepers" o forse, parafrasando il membro della loggia massonica P2, con la tessera numero 1819 ("Wikipedia" dixit), "la mamma del gatekeeper è sempre incinta."

ORA è ufficiale: gli OGM sono nocivi per la salute...

Ora?!

Ecco un tipico esempio di disinformazione
"Trova ora una conferma scientifica il timore del 71% degli italiani, che ritengono il cibo biotech meno salutare di quello tradizionale."
Sergio Marini
, Presidente di Coldiretti

FRANCIA
Studio choc in Francia sugli effetti del mais OGM, risultato estremamente tossico e persino mortale sui roditori.
La ricerca è frutto del lavoro dell'equipe di Gilles-Eric Sèralini, dell'Università di Caen, da anni in prima linea nella ricerca indipendente sugli effetti prodotti da OGM e pesticidi.
I dati, pubblicati dalla rivista "Food and Chemical Toxicology" ed anticipati dal "Nouvel Observateur", costituiscono la sintesi dell'ampio studio, avviato nel 2006 e realizzato quasi in clandestinità, in cui i ricercatori francesi hanno evidenziato, su 200 ratti, gli effetti del mais OGM "NK603". Gli animali, nutriti per due anni con questo specifico cereale, sono morti precocemente rispetto agli altri ed hanno sviluppato più tumori. In particolare nelle femmine, la mortalità è, in alcuni casi, triplicata.

Giuseppe Politi, Presidente della "Cia" ("Confederazione Italiana Agricoltori"), ha fatto esplicita richiesta al Governo di "intervenire in sede Ue per sospendere il rilascio delle autorizzazioni per la coltivazione e le importazioni del mais transgenico."

Back to the future...

Dozzine di noti scienziati di sette diversi Paesi, hanno unito le loro forze per costituire un gruppo di ricerca indipendente sugli OGM, presentato ufficialmente nel corso di un incontro pubblico tenutosi a Londra il 10 Maggio 2003, incontro a cui hanno partecipato l'allora Ministro britannico dell'Ambiente Michael Maecher ed altre 200 persone.
In occasione di questo incontro, è stato ufficialmente presentato un rapporto, "The Case for a GM-free Sustainable World" ("Per un Mondo sostenibile, libero da OGM"), con cui l'"ISP" (il gruppo di scienziati indipendenti) chiede di vietare le colture OGM.
Questo autorevole rapporto, presentato come "il più forte e il più completo dossier di prove sperimentali" mai compilato sui rischi e sui problemi connessi con le colture OGM, è stato reso pubblico il 15 Giugno del 2003.
Questo documento non si limita ad argomentare contro la presunta sicurezza degli OGM, fino ad oggi mai dimostrata ma sfida i fautori degli OGM a rispondere punto per punto alle obiezioni presentate.
Il documento integrale è visibile, oltre che sul sito dell'"ISP", anche su quello dell'"Institute of Science in Society, UK", su quello del "Third World Network" e su quello dell'"Institute for Food and Development Policy (Food First)".

Insomma, come si dice in questi casi, "meglio tardi che mai!!"

Per ulteriori approfondimenti sul perché siamo obbligati ad utilizzare e consumare, a volte a nostra insaputa e contro il nostro volere, organismi geneticamente modificati, e sul perché anche questa ricerca non cambierà minimamente la situazione attuale, si consiglia la lettura di "Si scrive WTO, si legge NWO (prima parte)" e "Si scrive WTO, si legge NWO (seconda parte)"... in attesa di leggere "Si scrive WTO, si legge NWO (terza parte)".

Nine Eleven

Poche storie vengono raccontate in modo uguale in tutto il mondo, quella riguardante gli attentati dell'11 Settembre 2001 è, sicuramente, una di queste.
E, come in molte storie, anche nel caso dell'11 Settembre, ci troviamo ad affrontare 2 "verità", quella data dalla "Versione Ufficiale" e quella data dagli "organi di controinformazione".

Forse ha ragione Roberto Quaglia nell'affermare che "la Realtà in sé non esiste. Della Realtà esistono, però, narrazioni. Alcune narrazioni sono tecnicamente più pregevoli di altre, ma nessuna è comunque mai vera" [1].
Resta però il fatto che, il mainstream, a distanza di 11 anni dal più grande attentato mai concepito dall'uomo, sia messo sempre più costantemente in difficoltà dalla "controinformazione" che fornisce narrazioni sempre più "pregevoli", rendendo il "9/11 Commission Report" sempre meno credibile.

Molti eventi di quel giorno, per gli scettici o quelli che vengono definiti "paranoici", "fissati" o "teorici del complotto", restano ancora incomprensibili, dall'"informed trading" precedente l'11 Settembre, alla "caduta libera" di tre Torri del complesso del "World Trade Center", passando per l'incredibile serie di legami economici esistenti tra la famiglia Bush e quella Bin Laden e per l'ancor più incredibile "opportunità" che gli attentati hanno dato ad alcune fra le aziende appartenenti ai principali Membri dell'Amministrazione Bush.
Ancor più incomprensibile resta, tuttavia, il fatto che nessun organo di informazione ne faccia menzione.

"Noi sappiamo, dalla 'prova di Godel', che la quantità di proposizioni vere non dimostrabili è infinita, ma abbiamo sperimentato che è possibile dimostrare la falsità di un numero definito di proposizioni false. E siamo giunti per tanto, tutti insieme, noi che abbiamo lavorato qui in Italia, insieme alle decine di migliaia di ricercatori di tutto il mondo, alla conclusione che è sufficiente, per demolire il tabù, che si dimostri che la versione ufficiale è falsa" [2].

Tutto ciò, però, deve spingerci a continuare la nostra personale ricerca, se non della Verità, almeno della Menzogna poiché, come sosteneva Primo Levi, "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario."

Note e Fonti:
[1] Citazione tratta da "Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull'11 Settembre (e su tutto il resto) e non avete mai osato chiedere", di Roberto Quaglia, originariamente scritto per la rivista online Delos.it ed aggiornato dall'Autore per "Tutto quello che sai è falso - Manuale dei segreti e delle bugie", a cura di Russ Kick, Editore Nuovi Mondi Media, 17
[2] Citazione tratta da "Presentazione", di Giulietto Chiesa, scritto per "ZERO 2 - Le pistole fumanti che dimostrano che la versione ufficiale sull'11/9 è un falso", a cura di Giulietto Chiesa, Edizioni Piemme, 69-92

P.s. se, come sosteneva Ferdinand de Saussure, "un'immagine vale più di mille parole", quanto valgono mille immagini?












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Sin da quando ho deciso di realizzare questo blog, diventando ufficialmente un "teorico del complotto", uno degli obbiettivi che mi ero posto, è stato senza dubbio quello di realizzare un post che cercasse di racchiudere in sé la "Storia" del Nuovo Ordine Mondiale, dalle origini ai nostri giorni. Pur incentrando il mio "lavoro" principalmente sull’aspetto economico/finanziario che, a mio avviso, è il vero motivo alla base dei cambiamenti economici e sociali necessari alla realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale, sempre più spesso all'insegna del "bisogna che tutto cambi perché tutto resti uguale", non si può certo tralasciare l’aspetto esoterico e rituale che sembra esistere in molte delle azioni (se non tutte) attribuite, di volta in volta, alla élite al potere.

In due anni di continue ricerche su Internet e per le strade di Roma (dove si possono trovare innumerevoli bancarelle che vendono libri a 3 euro e dove, con 5 euro, si può disporre di una "biblio card" con cui richiedere interprestiti in tutte le biblioteche del Comune), ho trovato molte difficoltà nel riuscire a realizzare un post olistico che affrontasse le principali tematiche, dalle deviazioni della Massoneria "speculativa" al signoraggio bancario, dalle abductions alla New Age, dal "Priorato di Sion" al Mind Kontrol, dal "Bohemian Club" ai "Rosa + Croce", fino ad arrivare agli attentati dell'11 Settembre ed ai legami tra le Istituzioni e personaggi come Osama Bin Laden o Anders Behring Breivik.

Con il seguente post colgo, quindi, l'occasione per ringraziare pubblicamente la Casa Editrice "Uno Editori", nella persona di Chiara Apriero, per avermi dato la possibilità di accompagnare le mie giornate estive con interessanti ed olistiche letture low-cost.

"Le CONFESSIONI di un ILLUMINATO" (volume 1), scritto da Leo Lyon Zagami, è sicuramente uno dei pochi testi (a dire il vero è il solo che abbia mai letto), a condensare in circa 400 pagine (sembrano molte ma, in quasi due anni di "teoria del complotto", posso assicurare che cercare di "raccontare" il Nuovo Ordine Mondiale in 416 pagine è davvero un'impresa!!) molte delle tematiche più significative legate alla Massoneria ed alle sue degenerazioni che hanno portato alla Massoneria di tipo "speculativo".

Forse non comprenderemo mai se, quanto scritto in "Le CONFESSIONI di un ILLUMINATO", sia reale o se sia, almeno in parte, frutto di invenzioni o leggende metropolitane.

Di sicuro non comprenderemo mai chi si trova all'apice della "piramide", chi "tira i fili", i burattinai che costituiscono la reale élite al potere.

Una cosa, però, è certa, come sosteneva Primo Levi, "se comprendere è impossibile, conoscere è necessario" e "Le CONFESSIONI di un ILLUMINATO" può essere un primo passo verso la conoscenza.

Aids feat. Hiv - La Frode Scientifica del Secolo
(Documenti Ufficiali)

Il seguente scritto ("copiaincollato", con qualche modifica a livello grafico/grammaticale, da un documento in formato .pdf, visionabile e scaricabile dalla pagina "Articoli e Documenti"), è un approfondimento scientifico al post "Aids feat. Hiv".
Ringrazio l'Autore che, su espressa richiesta, non sarà menzionato e ricordo che, come sosteneva Wolfgang Goethe, "Molti rispettano la scienza se vivono di questa, ma venerano l'errore se è da esso che traggono i mezzi di sussistenza."
lafrodescientificadelsecolo.blogspot.com


Il 23 aprile 1984, il Dottor Robert Gallo afferma, in una conferenza stampa con l'allora segretaria del "Ministero della Salute" statunitense Margaret Heckler, che
"[...] la probabile causa dell'Aids è stata individuata, è un virus chiamato Htlv 1-2-3 (oggi chiamato Hiv); contiamo di avere un vaccino pronto entro 2 anni.".
Tale conferenza viene effettuata prima che Gallo sottoponga la sua ricerca e i suoi esperimenti alla Comunità Scientifica per poterne verificare la validità.
24 ore dopo, il primo "test" ipoteticamente destinato all'individuazione del virus nel sangue umano è già stato brevettato ed è pronto per essere venduto in tutto il mondo.

I documenti ufficiali che "provano" questa "scoperta" sono riportati di seguito.


Il giorno 26 marzo 1984, il Dottor Matthew A. Gonda, che venne incaricato da Gallo ed assistenti di fotografare il "virus" al microscopio elettronico, al fine di inviare le immagini alla rivista "Science" per la sua pubblicazione, scrive a Gallo e alla sua équipe che
"[...] le particelle osservate sono frammenti di una cellula degenerata" e che "[...] non credo affatto che le particelle fotografate siano il virus Htlv (Hiv).".
Il collaboratore di Gallo, il Dottor Mika Papovic, scrive, nella sua ricerca, (si veda il documento originale di seguito riportato) che
"[...] nonostante intensi sforzi nella ricerca, l'agente patogeno causa dell'Aids non è stato ancora identificato.".
Gallo, come si può notare dal documento, depenna tale frase e la sostituisce con una che afferma il contrario, poi spedisce il suo articolo alla rivista "Science" che lo pubblica il 4 Maggio del 1984.



Nel 2008, 37 scienziati inviano una lettera a "Science" chiedendo che l'articolo del 1984 di Gallo sia immediatamente ritirato poiché le prove di come fosse stato volutamente contraffatto, sono tali da renderlo inaccettabile dal punto di vista scientifico e morale. Tale lettera è ancora in attesa di risposta.

I TEST PER EFFETTUARE LA DIAGNOSI DI Hiv SONO 3:

1) il primo è chiamato test "Elisa", definito test anticorpale di diagnosi di routine; se questo test risulta positivo, è obbligatorio effettuare un secondo prelievo al paziente, in modo da poter verificare l'infezione con un altro test, chiamato "Western Blot".

2) Il "Western Blot" è costituito da 9 bande antigieniche che si ritengono specifiche del virus Hiv. Ma in ogni paese del mondo, il numero di bande necessarie alla conferma della positività del test è diverso. Si può essere positivi in Svizzera, dove le bande richieste sono 2, e negativi in Australia, dove le bande richieste sono 4. In Africa, la diagnosi di Aids viene effettuata senza l'uso dei test, ma in base ai cosiddetti principi di "Bangui", indicatori clinici aspecifici di infezione come febbre, dissenteria, perdita di peso. Questo in un paese in cui la malnutrizione e la mancanza di acqua potabile creano un numero di malattie note alla scienza da secoli e che nulla hanno a che fare con un virus.

3) Un terzo tipo di test, chiamato "PCR" (Reazione a catena della Polimerasi), viene utilizzato per confermare e monitorare l'intensità dell'infezione Hiv in base al presunto numero di copie di virus per millilitro di sangue. Tale tecnica, inventata da Kary Mullis negli anni Novanta, e per la quale Mullis ottenne il premio Nobel nel 1993, è parte dello screening diagnostico e prognostico delle infezioni da Hiv; in base a questo test si decide quando, quanti e quali farmaci somministrare a vita al paziente. Ma lo stesso Mullis ha affermato che la sua tecnica "non è in grado di identificare virus" perché è nata per altri obiettivi e amplifica di milioni di volte dei piccoli frammenti di DNA e RNA endogeno, quindi non specifico.

I seguenti sono i foglietti illustrativi che accompagnano i tre test:

Elisa Kit

Hiv-1 Western Blot Kit

Epitope, Inc. Product Number 72827
PN201-3039 Revision #8
"SUMMARY AND EXPLANATION OF THE TEST"
A sample that is reactive in both the EIA screening test and the Western blot is presumed to be positive for antibody to Hiv-1, indicating infection with this virus except in situations of passively acquired antibody or experimental vaccination."

"LIMITATIONS OF THE PROCEDURE"

1. The assay must be performed in strict accordance with these instructions to obtain accurate, reproducible results.

2. Although a Positive result may indicate infection with the Hiv-1 virus, a diagnosis of Acquired Immunodeficiency Syndrome (Aids) can be made only if an individual meets the case definition of Aids established by the Centers for Disease Control. A repeat test on an independent sample should be considered to control for sample mix-up or operator error, and to verify a positive test result.

3. Individuals with Hiv-1 infection may present incomplete patterns due to the natural history of Aids or other immunodeficiency states, e.g.:
a. Aids patients may lose antibody reactions to p24 & p31;
b. Infants born to Hiv-1 infected mothers, but who are uninfected, may display incomplete patterns as passively acquired maternal antibodies begin to disappear;
c. Individuals who have recently seroconverted may display incomplete band patterns;
d. Infected patients with malignancies and individuals receiving immunosuppressive drugs may fail to develop a Positive result;
e. Individuals infected with Htlv-I/II or Hiv-2, may exhibit incomplete cross-reactivity;
f. Individuals may develop incomplete patterns that reflect the composition of experimental Hiv sub-unit vacines that they may have received.
[...]



5. Since reactivity of any degree with any of the virus-specific proteins identified on the strip is possible evidence of antibodies to Hiv-1, all samples interpreted as Indeterminate should be repeated using the original specimen. In addition, it is recommended that samples interpreted as Indeterminate be retested after six months, using a fresh specimen.

6. Do not use this kit as the sole basis of diagnosis of Hiv-1 infection.

7. A Negative result does not exclude the possibility of Hiv-1 infection. Antibody testing should not be used in lieu of donor self-exclusion by blood collection establishments."

Sensitivity and Specificity

Sensitivity and specificity of the Hiv-1 Western Blot Kit was determined in comparative studies with a previously licenced Hiv-1 Western blot using EIA repeatedly reactive samples from high Aids risk and low risk populations respectively.*

"INTERFERING FACTORS AND SUBSTANCES"

Testing was performed on specimens from individuals with clinical conditions unrelated to Hiv-1 which might result in a reactivity with proteins present. Samples studied included 25 from persons with auto immune diseases, 12 with elevated gammaglobulins, 110 with viral infections unrelated to Hiv-1 and 38 other conditions. The viral infections included samples positive in clinical tests for Cytomegalovirus (12), Infectious mononucleosis (10), Epstein-Barr virus (3), Rubells (12), Varcella-Zoster (3), Herpes Simplex (12), HBsAg (7), and Htlv-1 (39). Although bands were occasionally present at viral locations, none of the strips could be interpreted as positive.**
COMMENTARY:
* Although the Western Blot is supposed to be a "more specific" test to confirm the results of the EIA (ELISA), the specificity and sensitivity are assumed by the same indirect means. No gold standard was applied, such as isolating Hiv-1 from fresh patient plasma, in any of these studies. These studies confuse specificity with a high reproducibility of EIA by Western Blot.

(Test Western Blot: Come si può notare dall'immagine qui sotto, in ogni Paese i criteri richiesti per una diagnosi di positività oc mref ata ladtsetanestern Blot sono differenti. Se si è positivi in un Paese in cui le bande richieste sono 2, basta recarsi in un altro Paese in cui le bande richieste sono maggiori e si diventa automaticamente sieronegativi).


PCR "viral load" tests KIT INSERT

The AMPLICOR Hiv-1 MONITOR test is an in vivo nucleic acid amplification test for the quantification of Human Immunodeficiency Virus Type 1 (Hiv-1) in human plasma. The test is intended for use in conjunction with clinical presentation and other laboratory markers as an indicator of disease prognosis.

The test has been used as an aid in assessing viral response to antiretroviral treatment as measured by changes in plasma Hiv-1 RNA levels. The clinical significance of changes in Hiv RNA measurements has not been fully established although several large studies that will more fully determine the role of comparative Hiv RNA measurements in patient management are now in progress. Hiv-1 RNA levels as measured by PCR were used as one of the surrogate markers in the accelerated approval process for the protease inhibitor drugs INVIRASE, CRIXIVAN and NORVIR, and for the reverse transcriptase inhibitor drug EPIVIR. The utility of plasma Hiv-1 RNA in surrogate endpoint determinations has not been fully established.

The AMPLICOR Hiv-1 MONITOR Test is not intended to be used as a screening test for Hiv or as a diagnostic test to confirm the presence of Hiv infection.
Come si può notare, gli stessi produttori del test Elisa, alla voce "sensibilità e specificità del test" affermano:
"AD OGGI NON ESISTE UNO STANDARD RICONOSCIUTO PER STABILIRE LA PRESENZA O L'ASSENZA DI ANTICORPI Hiv-1 E Hiv-2 NEL SANGUE UMANO".
Ma tale test viene usato per affermare che nel sangue analizzato del paziente gli anticorpi sono presenti.
Nel foglio illustrativo del test Western Blot, chiamato "test di conferma" perché appunto dovrebbe confermare un'infezione rivelatasi al primo test Elisa, si legge che:
"UN CAMPIONE DI SANGUE RISULTATO POSITIVO SIA AL TEST ELISA CHE AL TEST WESTERN BLOT SI PRESUME INFETTO DA Hiv-1
e ancora:
"SEBBENE UN RISULTATO POSITIVO (ricordiamo che la sua positività cambia da paese a paese) POTREBBE INDICARE INFEZIONE DA Hiv-1, LA DIAGNOSI DI Aids PUO' ESSERE EFFETTUATA SOLO SE L'INDIVIDUO RISPECCHIA I CRITERI DIAGNOSTICI STABILITI DAL CDC (CENTER FOR DISEASES CONTROL)"
e inoltre al punto 6 viene affermato:
"NON USARE IL WESTERN BLOT COME UNICO TEST DI CONFERMA DI DIAGNOSI DI POSITIVITA' AL VIRUS Hiv-1".
Peccato che questo viene chiamato e usato come test di conferma...
Passando alla terza metodica diagnostica, la PCR (Reazione a catena della Polimerasi), ecco cosa riporta il foglio illustrativo del test:
"QUESTA TECNICA NON DEVE ESSERE USATA COME TEST DI SCREENING PER IL VIRUS Hiv O COME STRUMENTO DIAGNOSTICO PER CONFERMARE LA PRESENZA DEL VIRUS"
Con questo test, invece, i medici decidono quando iniziare le terapie farmacologiche a base di chemioterapici che andranno assunti quotidianamente per tutta la vita, sui pazienti definiti sieropositivi. Terapie farmacologiche basate su farmaci tossici e mortali (chiamati farmaci antiretrovirali-ARV) nei cui bugiardini, consultabili liberamente sul sito della FDA (Food and Drugs Administration) viene affermato che (vedi immagine, esemplificativa di uno dei tanti farmaci ARV fotografata direttamente dal sito americano www.fda.gov):


L'etichetta del farmaco AZT, che anni fa veniva usato in monoterapia e attualmente si somministra alle donne gravide per evitare di "trasmettere il virus" al nascituro; inoltre si usa ancora in combinazione con altri farmaci: -PERICOLO DI MORTE- "Tossico per inalazione, in contatto con la pelle e se deglutito".

Dalla rivista "Lancet", Agosto 2006, uno studio sull'inefficacia e tossicità dei farmaci anti-Hiv:

"IL RISCHIO DI MORIRE DI AIDS E' AUMENTATO DA QUANDO SI USANO I FARMACI ANTI-HIV"


"QUESTO FARMACO NON CURA E NON PREVIENE L'INFEZIONE DA HIV E NON NE IMPEDISCE LA TRASMISSIONE. QUESTO FARMACO PUO' CAUSARE, CON I SUOI EFFETTI COLLATERALI, SINTOMI INDISTINGUIBILI DALLA IMMUNODEFICIENZA ACQUISITA (Aids)".

Milioni di vittime nel mondo sono quindi morte a causa dei farmaci che dovevano curarli.
Françoise Barrè-Sinoussi ha preso il Premio Nobel per la Medicina insieme a Luc Montagnier per la presunta scoperta del virus Hiv; ma la prima ha affermato nel documentario "The Emperor New Virus" che "Purificare il virus era fondamentale per poter preparare i test per trovare gli anticorpi dell'Hiv, ok? Perché volevamo che i test diagnostici fossero quanto più precisi possibile. Infatti se si usa una preparazione di virus che non è purificata ovviamente identificherai anticorpi di ogni tipo [...]".

Però Luc Montagnier, che ha condiviso con lei il Nobel, ha onestamente sostenuto che:

Luc Montagnier: "LO RIPETO, NOI NON ABBIAMO PURIFICATO IL VIRUS".

Esistono circa 70 condizioni mediche riconosciute che possono portare alla positività dei test Hiv, che non vengono MAI comunicate al paziente al momento del test. Tra queste troviamo la semplice influenza e il vaccino antinfluenzale stesso (nel foglio illustrativo di questo viene dichiarato che può determinare positività ai test Hiv), vaccinazioni di vario tipo (ad esempio i lisati batterici), il raffreddore, la gravidanza, infezioni di varia natura (citomegalovirus, mononucleosi, herpes simplex I e II), etc. etc..

A tal proposito, si veda l'elenco seguente, compilato da Christine Johnson.

Fattori che possono dare esito positivo al test Hiv

Anticorpi anti-carboidrati;
Anticorpi che si trovano in modo naturale (Naturally-occurring antibodies);
Immunità passiva: recezione di gamma globulina o immunoglobulina (come profilassi contro infezione che contiene anticorpi);
Lebbra;
Tubercolosi;
Micobacterium avium;
Lupus eritematoso sistemico;
Insufficienza renale;
Emodialisi/Insufficienza renale;
Terapia di alfa interferone in pazienti di emodialisi;
Influenza;
Vaccino contro l'influenza;
Virus Herpes semplice I (labiale);
Virus Herpes semplice II (genitale);
Infezione del tratto respiratorio superiore (raffreddore o influenza);
Infezione virale recente o esposizione a vaccini virali Gravidanza in donne multipare ( che hanno partorito molto);
Malaria Alti livelli di complessi immuni circolanti;
Ipergammaglobulinemia (alti livelli di anticorpi);
Falsi sieropositivi in altri test, incluso il test RPR (rapid plasma reagent) per la sifilide;
Artrite reumatoide;
Vaccino contro l'epatite B;
Vaccino contro il tetano;
Trapianto di organi;
Trapianto renale;
Anticorpi anti-linfociti;
Anticorpi anti-collageni (riscontrati in omosessuali, emofiliaci, africani in tutte e due i sessi, in persone con lebbra);
Sieropositivi al fattore reumatoide, anticorpi anti-nucleari (entrambi riscontrati nella artrite reumatoide e in altri auto-anticorpi);
Malattie autoimmuni - Lupus eritematoso, scleroderma, malattia del tessuto connettivo, dermatomiositi;
Infezioni virali acute, infezioni virali del DNA Neoplasmi maligni (cancri);
Epatite alcolica/malattia epatica alcolica;
Colangite sclerosante primaria;
Epatite;
Sangue "appiccicoso" (negli africani);
Anticorpi con un'alta affinità per il polistirene (adoperati nei kit dei test);
Trasfusioni sanguinee, trasfusioni sanguinee molteplici;
Mieloma molteplice;
Anticorpi HLA (contro antigeni dei leucociti di tipo I e di tipo II);
Anticorpi anti-muscoli lisci;
Anticorpi anti-celle parietali;
IgM (anticorpi) anti-epatite A;
IgM anti-Hbc;
Somministrazione di preparati di immunoglobulina umana raccolti prima del 1985;
Emofilia;
Disordini ematologici maligni/limfoma;
Cirrosi biliare primaria;
Sindrome di Stevens-Johnson;
Febbre Q con epatite associata;
Campioni trattati con calore (specimens);
Siero lipemico (sangue con alti livelli di grassi o lipidi);
Siero emolizzato (sangue in cui l'emoglobulina si separa dai globuli rossi);
Iperbilirubinemia;
Globuline prodotte durante gammopatie policlonali (le quali si riscontrano in gruppi a rischio Aids);
Individui sani come risultato di reazioni crociate non capite;
Ribonucleoproteine umane normali;
Altri retrovirus Anticorpi anti-mitocondriali;
Anticorpi anti-nucleari;
Anticorpi anti-microsomiali;
Anticorpi dell'antigene di leucociti delle cellule T;
Proteine nel filtro di carta;
Virus Epstein-Barr;
Leishmaniasi viscerale;
Sesso anale ricettivo.
Cosa rilevano dunque questi test che si definiscono specifici per Hiv, se invece danno una reazione crociata con innumerevoli tipi di anticorpi non specifici?

In un'intervista del 2009, il co-scopritore del virus Hiv, Luc Montagnier, ha dichiarato che "POSSIAMO ESSERE TUTTI ESPOSTI AL VIRUS HIV, SENZA ESSERNE CRONICAMENTE INFETTATI; UN SISTEMA IMMUNITARIO FUNZIONANTE, DEBELLERA' IL VIRUS IN POCHE SETTIMANE".
Il Professor Montagnier dovrebbe spiegarci come sia possibile liberarsi "in modo" naturale da un retrovirus che per quasi 30 anni è stato definito incurabile, letale, altamente trasmissibile.

Inoltre, ricordiamo che la funzione di un vaccino è creare gli anticorpi verso la malattia stessa. Se una persona risulta positiva al test per il citomegalovirus o la toxoplasmosi, ad esempio, viene dichiarata immunizzata verso tali agenti patogeni, poiché nel sangue vengono rilevati appunto gli anticorpi specifici. Nei test Hiv che, come abbiamo visto i produttori stessi dichiarano non in grado di identificare gli anticorpi Hiv, la positività (ovvero la presenza dei anticorpi) viene invece valutata come indicatore di infezione cronica, progressiva e mortale.

Ma, se anche l'Hiv fosse un retrovirus, come sostenuto da decenni, è importante sapere che nella storia della microbiologia e della virologia, nessun retrovirus è mai stato né pericoloso nè letale. Il nostro patrimonio genetico contiene infatti circa novantasettemila (97000) retrovirus endogeni (ovvero innati, non acquisiti dall'esterno) naturalmente presenti nel nostro organismo e assolutamente innocui.

Le culture cellulari usate da Gallo nel 1983, a cui segue la pubblicazione su "Science" dell'articolo-annuncio della scoperta del virus Hiv, erano mescolate a linfociti provenienti dal sangue di cordone ombelicale, tessuto riconosciuto da tempo per la sua ricchezza in retrovirus umani. Tale articolo comprende dunque gravi errori metodologici.

15 anni più tardi vennero effettuati controlli sperimentali in laboratori francesi e statunitensi che pubblicano un articolo sulla rivista "Virology" (1997), in cui si dimostravano i risultati dei loro studi al microscopio elettronico sui gradienti ottenuti a partire da culture cellulari che si ritenevano infette da Hiv. In entrambi gli studi, gli autori hanno riscontrato un'abbondanza di residui cellulari senza alcuna evidenza accettabile di particelle retro virali. Quasi nello stesso momento Luc Montagnier viene intervistato da Djamel Tahi e finisce per ammettere che, in effetti, il virus Hiv non è mai stato isolato nel suo laboratorio.

Da cosa è causata allora l'Aids?

L'immunodeficienza è conosciuta in medicina da secoli ed è prevalentemente causata da:
1 - Uso e abuso di droghe, soprattutto nitrito di amile ("Popper");
Indicativa, a questo proposito, la seguente ordinanza del Ministro Fazio, di cui nessuno ha parlato:
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali

ORDINANZA 19 novembre 2009

Divieto di fabbricazione, importazione, immissione sul mercato e uso di achil-nitriti alifatici, ciclici o eterociclici e loro isomeri, in quanto tali o in quanto componenti di miscele o di articoli (Poppers). (10A00117) (G.U. Serie Generale n. 8 del 12 gennaio 2010.

Tenuto conto che gli alchil-nitriti sono stati riconosciuti come immunosoppressori e promotori della replicazione virale e delle cellule tumorali, nonché l'assunzione abituale di dette sostanze è stata associata ad aumento di rischio di infezioni virali trasmissibili per via sessuale e di sarcoma di Kaposi;

Ritenuto pertanto di dover adottare specifiche disposizioni per limitare l'uso non regolare di sostanze denominate "poppers" in quanto tali o in quanto componenti di miscele o articoli;

Rilevato che è necessario e urgente mantenere, fino a quando non si disporrà di una soluzione permanente, disposizioni cautelari a tutela dell'incolumità pubblica;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 maggio 2009 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 2008, n. 122, recante "Attribuzione del titolo di Vice Ministro al Sottosegretario di Stato presso il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, prof. Ferruccio Fazio, a norma dell'art. 10, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400";

Ordina:

Art. 1

Campo di applicazione

1. E' vietata la fabbricazione, immissione sul mercato e l'uso di alchil-nitriti alifatici, ciclici o eterociclici e loro isomeri in quanto tali o in quanto componenti di miscele o di articoli, destinati a consumatori.

Art. 2

Ritiro dal commercio

1. Le sostanze, le miscele e gli articoli di cui all'art. 1, già immessi sul mercato, devono essere ritirati dal commercio entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente ordinanza.

Art. 3

Vigilanza

1. Le Autorità sanitarie di controllo e gli organi di polizia giudiziaria e postale sono preposti alla vigilanza sulla esatta osservanza della presente ordinanza.

Art. 4

Disposizioni transitorie e finali

1. La presente ordinanza ha validità di 12 mesi a decorrere dalla data di pubblicazione.
2. La presente ordinanza entra in vigore il medesimo giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 19 novembre 2009

Il Vice Ministro: Fazio

Registrato alla Corte dei conti il 21 dicembre 2009

Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 7, foglio n. 177.
2 - Patologie varie (emofilia, malaria, lebbra, tubercolosi, infezioni ricorrenti di varia natura, abuso di antibiotici e cortisonici, che sono immunosoppressori;
3 - Gli stessi farmaci anti-Hiv (come dichiarato nel loro stesso foglio illustrativo); carenze alimentari, malnutrizione, assenza di acqua potabile-Africa.

L'Aids e la legge

La corte di Dortmund, il 15 Gennaio 2001, ha emesso una sentenza di condanna ad 8 mesi, con sospensione della pena, in un procedimento per genocidio (Legge § 220a StGB) contro le Autorità Sanitarie Federali Tedesche e contro il Parlamento della Repubblica Federale Tedesca. Le autorità sanitarie erano accusate di aver diffuso informazioni e foto false relative all'isolamento del virus Hiv; il Parlamento Tedesco era accusato di aver assecondato tali menzogne nonostante fosse a conoscenza dal 1994 del fatto che il virus Hiv non è mai stato isolato, e che conseguentemente nessun test poteva essere approvato ed utilizzato per definire infette persone che, sane prima del test, sono poi morte dopo un trattamento con farmaci antiretrovirali. La tesi dell'accusa, e cioè che ne Montagnier (1983) ne Gallo (1984) avevano isolato alcun virus in connessione con l'Aids e che il Bundestag era dal 1994 a conoscenza di tale fatto, è stata provata sulla base di un documento registrato negli archivi del "German Bundestag" stesso col numero DS 12/8591. Dopo la sentenza i ricorrenti hanno indirizzato una lettera nella quale descrivono le motivazioni e le conclusioni del procedimento legale a:
* ONU, Office of the High Commissioner for Human Rights, Mary Robinson;
* Tutti i capi di Stato e tutti i capi di Governo;
* Tutte le Organizzazioni Governative.

Un'altra notizia non riportata dal mainstream, liberamente consultabile sul sito americano del CDC. Ne riportiamo un estratto significativo:
On Jan 4, 2010, the US government made a very significant about face:
"HHS/CDC is removing Hiv infection from the definition of communicable disease of public health significance contained in 42 CFR 34.2(b) and scope of examination, 42 CFR 34.3 because Hiv infection does not represent a communicable disease that is a significant threat to the general U.S. population".
"L'Hiv NON E' UNA MALATTIA SESSUALMENTE TRASMISSIBILE DI RILEVANZA PER LA SALUTE PUBBLICA"
("Center for Diseases Control" and Hilary Clinton, 4 gennaio 2010)

Nessuno stato europeo considera l'Aids un'emergenza epidemica, tanto è vero che anche in Italia è considerata solo epidemia di Classe III (perfino la sorveglianza epidemiologica della rosolia si trova in Classe II, quindi è considerata più rilevante).

"Padian Study": il più importante studio epidemiologico condotto sulla trasmissibilità dell'Hiv, condotto in California, ha esaminato 175 coppie eterosessuali sessualmente attive, in cui un partner era sieropositivo e l'altro sieronegativo; le coppie sono state monitorate per un periodo di oltre 6 anni per valutare eventuali casi di siero conversione. Un quarto delle coppie ammise di non usare precauzioni durante i rapporti sessuali: non ci fu nemmeno un caso di siero conversione.

Hiv testing literature

1)"In 1985, at the beginning of Hiv testing, it was known that "68% to 89% of all repeatedly reactive ELISA (Hiv antibody) tests [were] likely to represent false positive results." (New England Journal of Medicine. 1985)".
"NEW ENGLAND JOURNAL O MEDICINE": "dal 68% all'89% dei test Elisa per anticorpi Hiv rappresentano falsi positivi"
2) In 1992, the Lancet reported ("Hiv Screening in Russia") that for 66 true positives, there were 30,000 false positives. And in pregnant women, "there were 8,000 false positives for 6 confirmations."
"LANCET": "per 66 individui positivi al test Hiv ci sono 30.000 falsi positivi"
In September 2000, the ArcHives of Family Medicine stated that the more women we test, the greater "the proportion of false-positive and ambiguous (indeterminate) test results."

The tests described above are standard Hiv tests, the kind promoted in the ads. Their technical name is ELISA or EIA (Enzyme-linked Immuno-sorbant Assay). They are antibody tests. The tests contain proteins that react with antibodies in your blood.

False Positives

In the U.S., you're tested with an ELISA first. If your blood reacts, you'll be tested again, with another ELISA. Why is the second more accurate than the first? That's just the protocol. If you have a reaction on the second ELISA, you'll be confirmed with a third antibody test, called the Western Blot. But that's here in America. In some countries, one ELISA is all you get.

It is precisely because Hiv tests are antibody tests, that they produce so many false-positive results. All antibodies tend to cross-react. We produce anti-bodies all the time, in response to stress, malnutrition, illness, drug use, vaccination, foods we eat, a cut, a cold, even pregnancy. These antibodies are known to make Hiv tests come up as positive.

The medical literature lists dozens of reasons for positive Hiv test results: "transfusions, transplantation, or pregnancy, autoimmune disorders, malignancies, alcoholic liver disease, or for reasons that are un-clear [...]" ("ArcHives of Family Medicine". Sept/Oct. 2000).
"Liver diseases, parenteral substance abuse, hemodialysis, or vaccinations for hepatitis B, rabies, or influenza [...]" ("ArcHives of Internal Medicine", August, 2000).

The same is true for the confirmatory test the "Western Blot". Causes of indeterminate Western Blots include: "lymphoma, multiple sclerosis, injection drug use, liver disease, or autoimmune disorders. Also, there appear to be healthy individuals with antibodies that cross-react [...]." ("ArcHives of Internal Medicine", August, 2000).
"ARCHIVES OF INTERNAL MEDICINE": "ESISTONO DOZZINE DI CAUSE CHE POSSONO RENDERE POSITIVO UN TEST Hiv: VACCINAZIONI, INFLUENZA, GRAVIDANZA, TRASFUSIONI, E INOLTRE CI SONO INDIVIDUI SANI I CUI ANTICORPI REAGISCONO AL TEST Hiv".
Pregnancy is consistently listed as a cause of positive test results, even by the test manufacturers. "[False positives can be caused by] prior pregnancy, blood transfusions [...] and other potential nonspecific reactions." ("Vironostika Hiv Test", 2003).

1. Montagnier stesso mostrò sulla prestigiosa rivista "Annals of Internal Medicine" che un test di anticorpi positivi ritorna negativo e che un conteggio di cellule T4 basso torna normale attraverso la cessazione dei rapporti anali, ciò significa che il risultato positivo del test Hiv non è dovuto a un retrovirus:
"Transient Antibody to Lymphadenopathy-Associated Virus/Human T-Lymphotropic Virus Type III and T-Lymphocyte Abnormalities in the Wife of a Man Who Developed the Acquired Immunodeficiency Syndrome"
"Annals of Internal Medicine", 1 october 1985.
(HAROLD BURGER, Ph.D.; BARBARA WEISER, M.D.; WILLIAM S. ROBINSON, M.D.; JEFFREY LIFSON, M.D.; EDGAR ENGLEMAN, M.D.; CHRISTINE ROUZIOUX, Ph.D.; FRANÇOISE BRUN-VÉZINET, M.D.; FRANÇOISE BARRÉ-SINOUSSI, Ph.D.; LUC MONTAGNIER, M.D.; and JEAN-CLAUDE CHERMANN, Ph.D)

2. Articolo storico scritto del co-Premio Nobel Howard Temin (per la scoperta della transcriptasi inversa) che dimostra come questo enzima NON sia specifico di una ipotetica attività retrovirale

3. La prestigiosa rivista "Science", pubblicò un articolo storico che dimostra come il famoso "virus" Hiv non uccida i linfociti T nelle colture di laboratorio

4. La prestigiosa rivista "Annals of Internal Medicine" afferma che svariate patologie Aids-correlate appaiono poco dopo aver iniziato la terapia antiretrovirale. Ma per molti sono farmaci "salvavita"

5. Il "CDC" (Centro di Controllo per le Malattie) affermò, prima di sfruttare l'idea infondata di un virus, che "l'esposizione ad alcune sostanze tossiche e droghe (piuttosto che un agente infettivo) può condurre all' immunodeficienza un gruppo di omosessuali maschi che condivide un particolare stile di vita"

6. Secondo questo studio, pubblicato proprio da Gallo e Gonda, il presunto virus HTLV-3/Hiv si trova nella saliva. E, sebbene esistano test salivari per la rilevazione dei presunti anticorpi Hiv (se ci sono anticorpi in un fluido organico, deve esserci anche il virus), da decenni viene detto che il virus non si trasmette con starnuti, colpi di tosse, eccetera. La foto, secondo gli autori, rappresenterebbe una micrografia elettronica del virus nella saliva.

7. In questo articolo dell'"American Journal of Reproduction and Immunology", si dimostra come le presunte "proteine Hiv" siano presenti nella placenta umana. Ricordiamo che, nei loro esperimenti all'inizio degli anni '80, sia Gallo che Montagnier aggiungono nelle colture cellulari in cui affermano di aver trovato il nuovo retrovirus Hiv, proprio della placenta umana.
Come infatti si può notare nella micrografia seguente, confrontando le particelle isolate da Montagnier con le particelle presenti nella placenta umana, non vi è alcuna differenza:

8. Articolo che dimostra la presenza della "carica virale" in soggetti sieronegativi.

9. Riportiamo, infine, un estratto molto indicativo di un procedimento penale nei confronti di Robert Gallo, tenutosi in Australia nel 2007, in cui Gallo stesso ammette, davanti al Giudice, che l'Hiv non è la causa dell'Aids.
L'avvocato a Gallo: "Lei aveva trovato l'Hiv in 48 persone su 119, cioè il 40%?"

Gallo: "Sono d'accordo"

Avvocato: "E' d'accordo sul fatto che l'isolamento dell'Hiv soltanto dal 40% dei pazienti non costituisce la prova che l'Hiv causa l'Aids?"

Gallo: "Direi di sì, da solo, indipendentemente, un isolamento del 40% di un nuovo virus, direi che non è la causa".

A pagina 1300 Gallo ammette il fatto di riscontrare basse percentuali di positività nei soggetti con i sintomi dell'Aids:

Avvocato: "Per gli adulti con KS (Sarcoma di Kaposi), del 30%; per gli adulti con infezioni opportunistiche da Aids del 47%. Lei accetta le sue cifre?"

Gallo: "Accetto le cifre".

Nella pagina 1317 Gallo riconosce che non ha riscontrato il cosiddetto Hiv nelle lesioni da KS (Sarcoma di Kaposi) e nemmeno nelle cellule T; nella pagina 1318 Gallo ammette che i test di 'carica virale' non possono essere adoperati per dimostrare l'avvenuta infezione dovuta ad un virus.
La trascrizione del processo è consultabile su:
http://aras.ab.ca/articles/legal/Gallo-Transcript.pdf
Gallo e la questione del virus "HL23V".

Nel 1984 Gallo ha già passato più di una decina d'anni nella ricerca dei retrovirus e del cancro. E' uno dei molti virologi coinvolti nel decennio della guerra contro il cancro del Presidente Richard Nixon. Verso la metà degli anni '70, Gallo afferma di aver scoperto il primo retrovirus umano in pazienti affetti da leucemia. Sostiene che i suoi dati provino l'esistenza di un retrovirus che chiama HL23V (11,21). Ora, proprio come avrebbe fatto più tardi per l'Hiv, Gallo usa le reazioni agli anticorpi per 'provare' quali proteine nelle colture siano proteine virali. E, non molto tempo dopo, altri proclamano di aver trovato gli stessi anticorpi in molte persone che non hanno la leucemia. Comunque, pochi anni dopo, si dimostra che questi anticorpi capitano in modo naturale e sono diretti contro molte sostanze che non hanno niente a che fare con i retrovirus (22,30). Allora ci si rende conto che l'HL23V è un grosso errore. Non vi è alcun retrovirus dell'HL23V. Così i dati di Gallo diventano motivo di imbarazzo e ora l'HL23V è scomparso. Quello che ci sembra interessante è sapere che la dimostrazione usata per affermare l'esistenza dell'HL23V è lo stesso tipo di dimostrazione data per provare l'esistenza dell'Hiv.

Esempio di una reale foto al microscopio elettronico che mostra l'isolamento e la purificazione virale; le piccole frecce indicano impurità, le restanti particelle sono tutte virali (virus Friend, fotografato dal Professor Etienne De Harven).
Tale procedura ufficiale di isolamento e purificazione virale non è mai stata adottata per l'Hiv.


Dalla rivista "Virology", 1997 – Studio condotto in maniera congiunta da gruppi di ricerca in USA, Francia e Germania, rappresenta il primo e unico tentativo di isolamento e purificazione del presunto retrovirus Hiv, dalla sua presunta scoperta nel 1984: gli autori stessi ammettono di aver purificato solo delle vescicole cellulari. I due gruppi di ricerca, inoltre, hanno isolato particelle di dimensioni diverse non solo l'uno dall'altro, ma anche e soprattutto molto più grandi rispetto alle presunte particelle virali isolate da Gallo e Montagnier negli anni 80. Non fu possibile isolare e purificare alcun virus.
Questo è stato confermato anche direttamente dal microscopista elettronico di Luc Montagnier:

In ultima istanza, viene da chiedersi perché il programma mondiale di lotta contro l'Aids degli Stati Uniti sia gestito dal "National Security Council" e dalla CIA, e non sia stato invece affidato agli organismi sanitari competenti.

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