NO COMMENT!!

“La mia prima reazione è stata di rabbia. Chi diavolo avrebbe potuto fare questo all’America? Poi mi sono concentrato subito sui bambini. E il contrasto tra l’attacco e la loro innocenza mi ha chiarito le idee sul mio compito: proteggere le persone.”

“Ricordo di aver pensato che il primo
(aereo) poteva essere un incidente, il secondo un attacco e il terzo una dichiarazione di guerra.”

“Quando il terzo aereo ha colpito il Pentagono, l’entità degli attacchi è cresciuta in maniera vertiginosa: e sono giunto alla conclusione che eravamo in guerra.”

“Ci siamo resi conto che il nemico stava usando velivoli commerciali per attaccarci. A quel punto, il modo migliore per proteggere il paese era quello di far atterrare tutti gli aerei. Così qualsiasi velivolo rimasto in volo avrebbe potuto essere considerato ostile.”

“Non ho mai incentrato la mia campagna su uno slogan tipo: eleggetemi, sarò un Presidente guerrafondaio di cui andrete fieri. La guerra si era abbattuta su di noi inaspettatamente e in quel momento bisognava pensare solo a risolvere i problemi. […] Quello non è stato uno di quei momenti in cui si soppesano conseguenze o si pensa alla politica. Si decide e basta e io… io ho deciso come meglio ho potuto in un clima di guerra. Ma ero determinato. Determinato a proteggere la nazione. Determinato a scovare i responsabili e a catturarli.”

“Siamo saliti su un’auto e, poco dopo essere partiti, l’autista ha iniziato ad andare ad una velocità di circa 160 chilometri orari, credo. Stavamo andando davvero troppo veloce e così gli ho detto: rallenta. Non c’è Al Qaeda da queste parti. Quello è stato l’unico momento divertente dell’intera giornata.”

“La mia domanda è stata: chi è il responsabile? Il capo della CIA, George Tenent, credeva che fosse Al Qaeda perché ne avevano tutte le caratteristiche
(?!). Ma non ne aveva ancora avuto conferma. Quindi la prima ipotesi che potesse essere Al Qaeda è emersa durante quella riunione alla base aerea di Offutt.” [1]

Note e fonti:

[1] Testo elaborato dall’intervista all’ex presidente George W. Bush raccolta dal regista Peter Schnall per National Geographic Channel e per l’Italia, limitatamente al testo pubblicato, La Repubblica

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