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Medici confermano prima morte umana ufficialmente causata da OGM!!

Tutto ciò nei giorni in cui Il mais 1507, una varietà OGM sviluppata da DuPont e Dow, potrà fare il suo ingresso trionfale nell’Unione Europea grazie all’imminente approvazione da parte della Commissione Europea della nuova legge sugli OGM...

Differenziata: il grosso affare delle amministrazioni locali!!

Aumentare a dismisura la TARSU per mandare poi tutti i rifiuti in discarica...

L'Europa multa l'Italia per inquinamento da arsenico, mercurio e cadmio!!

Italia prima in Europa per emissioni di arsenico, cadmio, mercurio e perfino cianuro nell'acqua destinata alla potabilità...

Charlie Hebdo: uno dei killer era quasi cieco!!

Uno dei due cecchini era quasi orbo, al punto che le autorità francesi gli negarono la patente anche con l'ausilio degli occhiali. Non vedeva una mazza, ma ha dimostrato di essere un tiratore infallibile.

Scandalo Austria: anche le banche europee cominciano a saltare?

Abbiamo riflettuto a sufficienza sulle conseguenze della perdita della sovranità nazionale e della possibilità di emettere moneta?

11.9.11

Il seguente post trae spunto dagli scritti di Roberto Quaglia, già autore di libri di culto in ambito "complottista" quali "Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull'11 settembre 2001, ma che non avete mai osato chiedervi" e "Il Mito dell'11 Settembre e l'Opzione Dottor Stranamore".

"... serve una buona giustificazione per iniziare la guerra. Non importa che sia plausibile. Al vincitore non sarà chiesto, dopo, se aveva ragione o no [...]. La forza fa diritto."
Adolf Hitler

Poche storie vengono raccontate in modo uguale in tutto il mondo. Quella dell'11 Settembre 2001 è una di queste [1].
A distanza di 10 anni dal più grande attentato mai concepito dall'uomo, molti eventi di quel giorno, per gli scettici o quelli che vengono definiti "paranoici" oppure, termine forse ancor più inflazionato, "teorici del complotto", restano ancora inspiegabili.

Di seguito cercherò di riassumere le 4 principali "Versioni" riguardanti l'11 Settembre 2001, ricordando sempre che, se è vero ciò che afferma Michel Foucalt e cioè che il sapere non è fatto per comprendere, è fatto per prendere posizione, è altresì vero che, come afferma Roberto Quaglia, la Realtà in sé non esiste. Della Realtà esistono, però, narrazioni. Alcune narrazioni sono tecnicamente più pregevoli di altre, ma nessuna è comunque mai vera.

11 Settembre 2001 - Versione 1.0 (ufficiale)

La mattina dell'11 settembre 2001, 19 terroristi armati di taglia carte, dirottano quattro aerei commerciali in volo dalla costa Est alla costa Ovest degli Stati Uniti. Eliminano gli equipaggi, si impadroniscono dei comandi, fanno perdere le loro tracce ed eludono, per quasi due ore, il sistema di sicurezza aerea americano. Riescono così a portare due degli aerei a schiantarsi contro le "Torri Gemelle" di New York, il terzo contro il Pentagono, a Washington, mentre il quarto viene abbattuto dai passeggeri in rivolta nei cieli della Pennsylvania.
Le "Torri Gemelle", in seguito, crollano a causa degli impatti e degli incendi, portando con se quasi tremila vittime. Nelle ore pomeridiane crolla anche una terza torre del "World Trade Center", anche essa a causa di un incendio. I dirottatori risultano essere quindici sauditi e quattro egiziani, di cui, due giorni dopo, l'FBI fornisce al mondo nome, cognome e fotografie [2].
Quella che avete appena letto è solo una piccola parte di ciò di cui si viene a conoscenza leggendo le pagine del famigerato "9/11 Commission Report", redatto dalla commissione istituita appositamente dal Governo Americano per far luce sugli accadimenti dell'11 Settembre 2001.

Questa versione dei fatti sembra plausibile. Ha però alcuni importanti punti deboli; col passare del tempo, si è venuti a conoscenza del fatto che, molti dei presunti attentatori, sono tuttora vivi e vegeti. Nelle fondamenta del "World Trade Center", sono state trovate tracce di un potente esplosivo utilizzato nelle demolizioni controllate e chiamato thermite che induce i "teorici del complotto" a credere che si tratti di vere e proprie demolizioni, e non di cadute causate dall’impatto con i due Boeing 767.
Il crollo del WTC7, noto col nome di "Salomon Building", oltre a non essere menzionato nel "9/11 Commission Report", lascia allibiti per le metodologie con cui sembra essere franato inspiegabilmente su se stesso raggiungendo, in alcuni tratti, addirittura la velocità di caduta libera.

Questa serie inesauribile di incongruenze ci conduce alla "Versione 2.0".

11 Settembre 2001 - Versione 2.0 (soft)

L'establishment statunitense in carica nel 2001 era a conoscenza di quanto stesse per accedere l'11 Settembre e fece di tutto in suo potere per non attivare nessun sistema di difesa aerea. Lo scopo di tale (mancata) azione è da imputarsi alla ricerca di un pretesto grazie al quale gli Stati Uniti avrebbero avuto carta bianca per ridisegnare, a proprio vantaggio, la mappa geopolitica del continente eurasiatico.
Precedenti storici come Pearl Harbor avevano ampiamente dimostrato la funzionalità di tale metodo di azione, così, il Presidente George Walker Bush ed i suoi collaboratori più fidati, fra cui Dick Cheney, Colin Powell, Condoleezza Rice, alti funzionari del Pentagono, della CIA e dell'FBI, approfittando degli attacchi terroristici e della paura procurata nella popolazione, hanno potuto mettere in pratica progetti come il "PNAC" e realizzare leggi come lo "USA Patriot Act" con il pieno consenso della popolazione, da sempre convinta che si operi in favore della sicurezza nazionale.

Questa versione dei fatti sembra plausibile. Ha però alcuni importanti punti deboli; in attentati del genere, sono di fondamentale importanza il timing e la location. Un evento di tale rilevanza, maniacalmente e meticolosamente programmato, ha come scopo quello di creare nell’avversario il maggior numero di perdite, quindi il fatto che i terroristi si siano gettati contro le Torri Gemelle nelle prime ore del mattino, quando erano pressoché vuote e ad un’altezza che rendeva molto più basse le probabilità di crollo delle stesse, ci lascia pensare ad un piano non accuratamente realizzato. Inoltre, i due Boeing 767 sono passati in prossimità (uno dei due Boeing, a dire il vero, l’ha addirittura sorvolata 7 minuti prima di raggiungere Manhattan) della centrale nucleare di Indian Point, a meno di 40 chilometri da New York che, se fosse stata colpita, avrebbe causato un disastro peggiore di quello di Cernobyl, provocando milioni di morti e mettendo in ginocchio l’intera Nazione. Si è optato, invece, per la realizzazione di un piano che provocasse la minor quantità di morti possibile con il massimo effetto spettacolare.
Un ulteriore punto debole della "Versione 2.0" è dato dal ruolo estremamente ed inaspettatamente passivo che gli Stati Uniti avrebbero interpretato per la prima volta nella loro storia e che, oggettivamente, non rientra nel loro modus operandi.

E' per questa serie di motivi che si arriva, inevitabilmente, alla "Versione 3.0".

11 Settembre 2001 - Versione 3.0 (hard)

L'establishment statunitense in carica nel 2001, non avendo a disposizione tempo a sufficienza per sperare di vedere realizzato un attentato alla propria nazione in tempi brevi, e con lo scopo di realizzarne uno che provocasse la minor quantità di morti possibile con il massimo effetto spettacolare, ha deciso di partecipare attivamente all'organizzazione di quello che, quindi, si tratterebbe a tutti gli effetti di un auto-attentato.
Anche in questo caso, cercando negli archivi storici americani specifici documenti declassificati, ci si imbatte in precedenti storici secondo i quali la CIA, durante la "Guerra Fredda", avrebbe progettato attentati terroristici contro la propria popolazione civile e che avrebbe attribuito al regime di Fidel Castro per avere il pretesto di invadere Cuba. Tali azioni prendono il nome di operazioni "false flag", ovvero di falsa bandiera.
Il Presidente George Walker Bush ed i suoi collaboratori più fidati, fra cui Dick Cheney, Colin Powell, Condoleezza Rice, alti funzionari del Pentagono, della CIA e dell'FBI, avrebbero quindi messo in scena un'operazione di tipo "false flag" con lo scopo di realizzare uno stato di paura continuo grazie al quale è stato possibile mettere in pratica progetti come il "PNAC" e realizzare leggi come lo "USA Patriot Act" con il pieno consenso della popolazione, da sempre convinta che si operi in favore della sicurezza nazionale.

Questa versione dei fatti sembra plausibile. Ha però un importante punto debole; un attentato del genere, incentrato sulla spettacolarizzazione di quanto stava avvenendo agli edifici WTC1 e WTC2, luogo catalizzatore dell'evento a tal punto che i due Boeing 757 dirottati sul Pentagono ed in Pennsylvania, alla pari del crollo del WTC7, in alcuni casi, non vengono neppure presi in considerazione, fa leva su un unico evento oggettivamente imprescindibile: gli aerei dovevano centrare perfettamente le Torri, anche il minimo errore di manovra avrebbe messo in serio rischio di fallimento l'intera operazione. Come da previsioni, i velivoli, dopo aver sorvolato in tranquillità New York e Manhattan con modi indiscreti e moti silenziosi, non solo andavano ad impattare contro le torri che, è bene ricordarlo, erano larghe poco più degli aerei stessi, ma il tutto avveniva in modo tale che i Boeing, di alluminio, fossero fagocitati dalla struttura, di acciaio, in seguito all'impatto, in modo che non venissero rilasciati in aria detriti sufficientemente grandi da poter danneggiare in modo rilevante strutture esterne e, soprattutto, causare altre morti di chi si trovava in strada.

Questa serie incredibile di coincidenze ci spinge alla "Versione 4.0".

11 Settembre 2001 - Versione 4.0 (non c'è mai fine al peggio)

Ciò che segue è pura speculazione e, quindi, non è vero. Nessun tribunale lo ha certificato vero. Nessuno scienziato ne ha dimostrata l'autenticità. Nessun giornalista lo ha scritto. Nessun telegiornale lo ha detto. Quindi non è vero.
Non sostengo che, per contro, sia falso; consideratelo come il "Gatto di Schrodinger", una creatura, contemporaneamente e paradossalmente, sia viva che morta, sia vera che falsa, sino al momento in cui qualcuno andrà davvero a controllare come stanno le cose.
Oppure, se questo vi riesce problematico, fate semplicemente così: non credete ad una singola parola di ciò che da questo momento in poi segue e godetevi il viaggio nel paese delle meraviglie, facendo bene attenzione al paesaggio [3].

L’attentato dell’11 Settembre 2001, se quello che state per leggere si dimostrasse veritiero, dovrebbe passare alla storia come il più grande prodotto tecnologico che l'umanità intera abbia mai realizzato; una messinscena ricca di effetti speciali e colpi di magia ad ogni inquadratura, ad ogni stacco, ad ogni singolo frame al quale siamo stati sottoposti durante la passiva, allibita, visione del più grande reality show mai realizzato: "America under Attack".
Considerando l'indispensabilità e la centralità del crollo delle "Torri Gemelle" all'interno dell'operazione di tipo "false flag" che si andava delineando, l'utilizzo di semplici aerei di linea, anche se preventivamente modificati per viaggiare a velocità superiori alle loro possibilità e rinforzati in modo tale da poter perforare una struttura d'acciaio, secondo i "teorici del complotto" più paranoici, non avrebbe dato sufficienti garanzie. Si è cominciato a parlare, quindi, di aerei pilotati a distanza, droni, dotati di cariche esplosive, p.o.d., equipaggiate con uranio impoverito, in grado di perforare l'acciaio. A queste teorie si affiancano quelle più ambiziose, che chiamano in causa tecnologie come gli ologrammi in 3D, denominati "Blue Beam", ed aerei digitali, sino ad arrivare alla demolizione controllata di tipo atomico, che, secondo i sostenitori di tale teoria, sarebbe la causa principale delle molte morti di cancro che hanno colpito tutti coloro che si trovavano nei pressi di Manhattan nei giorni successivi l'attentato. Se a questo si aggiunge che "ground zero", in inglese, è il termine con il quale si designa il luogo perpendicolare all'epicentro di una esplosione atomica [4], ci si accorge veramente che non c'è mai fine al peggio.

La verità, sempre ammesso che ve ne sia una, molto probabilmente non verrà mai fuori, ma forse questo non è poi così importante, perché, come sosteneva Nicolàs Gòmez Dàvila, l'importante non è indicare soluzioni, ma rivelare problemi.

Note e Fonti:
[1] Citazione da "Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull'11 Settembre (e su tutto il resto) e non avete mai osato chiedere", di Roberto Quaglia, originariamente scritto per la rivista online Delos.it ed aggiornato dall'Autore per "Tutto quello che sai è falso - Manuale dei segreti e delle bugie", a cura di Russ Kick, Editore Nuovi Mondi Media, 17
[2] Citazione dall'introduzione del DVD "11 Settembre 2001 - Inganno Globale", di Massimo Mazzucco
[3] Citazione da "Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull'11 Settembre (e su tutto il resto) e non avete mai osato chiedere", di Roberto Quaglia, originariamente scritto per la rivista online Delos.it ed aggiornato dall'Autore per "Tutto quello che sai è falso - Manuale dei segreti e delle bugie", a cura di Russ Kick, Editore Nuovi Mondi Media, 15
[4] Definizione di "ground zero" tratta da "Wikipedia, l'enciclopedia libera"

(c)Attivissimo Me!!

Prima di realizzare il blog "La Teoria del Complotto", credevo che, coloro che navigano in Internet, si dividessero in due categorie principali: quelli che, non avendo nulla da fare tutto il giorno e sentendosi frustrati e repressi, non fanno altro che ripetere pedissequamente la "Versione Ufficiale", (sono riusciti anche a definire il loro lavoro con un termine, "debunker", che tradotto dovrebbe suonare più o meno come "versionisti ufficiali", ovvero"complottisti", perché, è bene ricordarlo, il "complottista" è colui che realizza il complotto, non colui che tenta di individuarlo e sputtanarlo) ed i "Teorici del Complotto".
Dopo averlo realizzato, mi sono accorto che, anche in questo caso, non si può condensare il tutto in due macro categorie, è sempre la solita storia, non puoi ridurre ogni cosa a bene e male o bianco e nero, il mondo è più complesso.
Ora so, con assoluta certezza, che esiste almeno una terza categoria di persone della quale faccio parte anche io: coloro che, non avendo nulla da fare tutto il giorno e passando la loro vita in Internet, diventano inevitabilmente "Teorici del Complotto", perché coincidenze, incongruenze ed assurdità sono talmente palesi che, chiunque si avvicini al dramma dell’11 Settembre 2001, finisce inevitabilmente per prendere in netta contrapposizione alla "Versione Ufficiale".

P.s. per Paolo Attivissimo spo (suoi propri occhi)
"Grazie, Nico, per questa dimostrazione della rabbia e dell'astio che anima i cospirazionisti. Invece di discutere serenamente dei fatti, vi date subito agli attacchi personali."
Rabbia? Astio? Ma se mi fate ammazzare dalle risate!!

Ciaoo, Nyko

Tratto da it.paperblog.com


Nuovo Ordine Mondiale: dal complottismo alla politica internazionale

Creato il 25 agosto 2011 da Ciccardinie
Nuovo Ordine Mondiale: dal complottismo alla politica internazionaleI Complottisti ne parlano da anni, come se fosse la peggiore delle sciagure, prospettando mondi illiberali in cui gli uomini gireranno con microchip incorporati. La politica, solamente da qualche anno, ha aperto alla necessità di definire un Nuovo Ordine Mondiale, con dichiarazioni pubbliche continuative.

Il primo a parlarne ufficialmente fu George Bush, che lo presentò nel 1991, come alternativa alla legge della giungla, per il raggiungimento di una convivenza pacifica tra le Nazioni unite (video), secondo la volontà dei Padri fondatori. Quando era Presidente dell'URSS anche Michael Gorbachev affrontava pubblicamente il tema. Bill Clinton denunciando il disordine del mondo, dopo l'11 Settembre, concorda con Bush che si debba raggiungere un nuovo ordine mondiale. Anche il Presidente Napolitano ne ha accennato nel 2007, il giorno della consegna delle decorazioni militari (video). Ovviamente, sulla necessità della sua instaurazione si è espresso anche Sarkozy (video), assieme a molti altri leader mondiali.
Che il Nuovo Ordine Mondiale sia nell'agenda politica dei Capi di Stato di buona parte del mondo è un dato di fatto. Tuttavia, è un po' più complicato comprendere in cosa consista questo nuovo ordine e se sia una costruzione vuota, un bene o un male per l'umanità.

Riflettendoci bene, un "ordine mondiale" è sempre esistito. Di per se, non è un male. Nei periodi successivi alle due guerre mondiali, l'"ordine mondiale" si chiamava "Guerra Fredda", ed è solo l'ultimo sperimentato.

Con l'imposizione della forza militare e politica, niente di più deleterio e pericoloso, due super-potenze espandevano la loro egemonia oltre i confini nazionali e dettavano legge sulle sorti di tutti. Era un ordine bipolare, in cui si sperimentavano due modelli economici e sociali, oltreché politici.

L'ordine derivava dall'equilibrio conflittuale che non ha mai portato a degenerazioni distruttive, ma al mantenimento di uno status quorelativamente pacifico. In fondo la Guerra fredda si è risolta con una serie di scaramucce politico economiche, sanate nella peggiore delle ipotesi con conflitti locali. I morti e la violenza sociale, infatti, non erano legati al conflitto tra i due modelli, ma alla necessità di imporli nei rispettivi territori di riferimento. Emblematico, ma non unico nel genere, il caso Italiano, che ha visto protagonisti due partiti, uno filo-occidentale, l'altro filo-comunista, che nelle piazze ringhiavano l'uno contro l'altro, mentre nei palazzi giocavano a Titty e Gatto Silvestro.

Oggi il mondo è cambiato, vuoi per l'implosione di una delle due superpotenze, vuoi per l'impossibilità di continuare a mantenere l'ordine con l'imposizione della forza militare. A ciò bisogna aggiungere che il sistema produttivo, nato dalla rivoluzione industriale, non è più sostenibile. Se la teoria dell'adattamento delle specie all'habitat in cui vivono ha ancora un minimo di fondamento, è facile ipotizzare che, causa inquinamento e mutamenti climatici in atto, la specie umana dovrà adattarsi alla nuova atmosfera, al nuovo clima, alla nuova catena alimentare. L'alternativa è l'estinzione. Tutti questi elementi sono stati compromessi da un secolo di industrializzazione incosciente.

Pertanto è evidente che si rende necessario definire un "Nuovo Ordine Mondiale", caratterizzato da un equilibrio pacifico e consapevole, nonché eco-sostenibile, tra tutte le nazioni, che, volenti o nolenti, devono assumere comportamenti "globali". Poiché le ricadute delle scelte nazionali sono globali e non locali.

Tuttavia, rimane un problema di fondo su cui, forse, vale la pena riflettere. L'umanità, almeno quella parte delle nazioni occidentali maggiormente abituata a fare i conti con il libero pensiero, potrebbe essere resa consapevole dei mutamenti in atto, con maggior partecipazione.

Il modo migliore di far fallire un cambiamento radicale sociale a livello planetario è quello di imporlo dall'alto, attraverso la creazione, ad hoc, di condizioni capaci di determinare comportamenti sociali di reazione e non di consapevole partecipazione. Nel caso in cui questa chiave di lettura abbia un minimo di fondamento, è altrettanto evidente che il Nuovo Ordine non si sia formato da un precisa volontà politica di collaborazione internazionale tra nazioni, con un minimo di rappresentanza democratica. La sua definizione ha altra provenienza.

Al contrario, sarebbe più opportuno cominciare ad educare la popolazione, distratta e inconsapevole, a ciò che l'umanità può permettersi e a ciò che essa non può più permettersi, suo malgrado. L'Ordine, di qualsiasi tipo esso sia, non può prescindere dalla volontà della maggioranza di rispettare le regole del gioco, sopratutto se necessarie, a prescindere dal suo essere o meno democratico.

In fondo, il Nuovo Ordine Mondiale si chiama globalizzazione, ma è un obiettivo ancora lontano, perché possa dirsi raggiunto. Forse, con tutti i dubbi del caso, un nuovo ordine sarà possibile quando le società abbandoneranno la logica del branco per assumere quelle dello stormo o del formicaio, in questo il modello cinese potrebbe avere qualcosa da insegnare...

La Storia Siamo Noi

A dieci anni dall'attentato che ha sconvolto l'Occidente, il punto sulle indagini e sulle teorie complottiste attraverso le voci di chi ha vissuto quelle ore drammatiche.

Puntata andata in onda il 25/08/2011 godibile in modalità on-line cliccando qui.

NO COMMENT!!

“La mia prima reazione è stata di rabbia. Chi diavolo avrebbe potuto fare questo all’America? Poi mi sono concentrato subito sui bambini. E il contrasto tra l’attacco e la loro innocenza mi ha chiarito le idee sul mio compito: proteggere le persone.”

“Ricordo di aver pensato che il primo
(aereo) poteva essere un incidente, il secondo un attacco e il terzo una dichiarazione di guerra.”

“Quando il terzo aereo ha colpito il Pentagono, l’entità degli attacchi è cresciuta in maniera vertiginosa: e sono giunto alla conclusione che eravamo in guerra.”

“Ci siamo resi conto che il nemico stava usando velivoli commerciali per attaccarci. A quel punto, il modo migliore per proteggere il paese era quello di far atterrare tutti gli aerei. Così qualsiasi velivolo rimasto in volo avrebbe potuto essere considerato ostile.”

“Non ho mai incentrato la mia campagna su uno slogan tipo: eleggetemi, sarò un Presidente guerrafondaio di cui andrete fieri. La guerra si era abbattuta su di noi inaspettatamente e in quel momento bisognava pensare solo a risolvere i problemi. […] Quello non è stato uno di quei momenti in cui si soppesano conseguenze o si pensa alla politica. Si decide e basta e io… io ho deciso come meglio ho potuto in un clima di guerra. Ma ero determinato. Determinato a proteggere la nazione. Determinato a scovare i responsabili e a catturarli.”

“Siamo saliti su un’auto e, poco dopo essere partiti, l’autista ha iniziato ad andare ad una velocità di circa 160 chilometri orari, credo. Stavamo andando davvero troppo veloce e così gli ho detto: rallenta. Non c’è Al Qaeda da queste parti. Quello è stato l’unico momento divertente dell’intera giornata.”

“La mia domanda è stata: chi è il responsabile? Il capo della CIA, George Tenent, credeva che fosse Al Qaeda perché ne avevano tutte le caratteristiche
(?!). Ma non ne aveva ancora avuto conferma. Quindi la prima ipotesi che potesse essere Al Qaeda è emersa durante quella riunione alla base aerea di Offutt.” [1]

Note e fonti:

[1] Testo elaborato dall’intervista all’ex presidente George W. Bush raccolta dal regista Peter Schnall per National Geographic Channel e per l’Italia, limitatamente al testo pubblicato, La Repubblica

11 Settembre
La Terza Verità

"Avevamo fatto molte esercitazioni e invece, dopo il boato, non scattò nessun allarme. Cercai di rimettermi al lavoro e, solo parecchi minuti dopo, il telefono squillò. L'altro aereo era appena entrato nella Torre Sud ma non me n'ero accorto. Era un amico giornalista, Massimo Jaus di America Oggi. Urlava: "Scappa, un aereo ha colpito le torri" [1].

"Mentre mi allontanavo dalla Torre Sud sentii il sibilo. Il tempo di girarmi e il secondo aereo era entrato nell'edificioche, fino a quel momento, era il mio ufficio" [2].

"[...] quando il primo aereo si schianta a 600 chilometri l'ora sulla torre accanto [3]."

Le parti sottolineate non mi tornano proprio. Un Boeing 767 che viaggia a 600 chilometri orari e che viene ricordato da due superstiti con frasi come "non me n'ero accorto" e "sentii il sibilo". Non lo trovate alquanto bizzarro?

Note e Fonti:
[1] Lucio Caputo, Presidente dell'Italian Wine & Food Institute, Il Venerdì di Repubblica, 19 Agosto 2011, 23
[2]Ruggero de Rossi, ora guida il fondo di investimento Tandem Global, Il Venerdì di Repubblica, 19 Agosto 2011, 24
[3] Anna Lombardi, giornalista di La Repubblica, Il Venerdì di Repubblica, 19 Agosto 2011, 22

Per approfondimenti...