Tesina di maturità - di Luigi Boncristiano

Classe VB - Liceo scientifico statale E. Curiel - Anno scolastico 2010/2011

Dieci anni dopo l’11 settembre - il “film” che ha sconvolto il mondo intero

Prefazione


Il corso della storia segue l’andamento di una spirale, i cui cerchi rappresentano un’intera epoca storica, formata da singoli avvenimenti coerenti fra loro che tendono a costruire una struttura logica, compatta e unita. L’uomo non ha la capacità di cogliere il significato dell’epoca in cui vive fino alla sua conclusione; solamente allora potrà voltarsi indietro e tirare le fila, azione che gli permetterà di accedere ad un panorama chiaro e trasparente del periodo passato, che lo condurrà finalmente a giudicare con spirito critico assente da ogni tipo di pregiudizio.

È la visione della storia che emerge dal pensiero del filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel (Stoccarda, 1770 – Berlino, 1831), secondo cui l’uomo comune, dal momento che non comprende le contraddizioni e i meccanismi che innescano il principio e la fine della sua epoca, si trova a disagio in essa e quindi soffre; ma ciò non importa, perché ogni persona fa parte di un disegno più grande ed è solo una piccola componente del progetto disegnato dallo Spirito, il quale si realizza attraverso la storia.

Ogni epoca, tuttavia, come il corso degli eventi ci insegna, ripete se stessa. Cambiano i popoli, i falsi profeti, gli usurpatori, le vittime, gli Stati, le culture, le tecnologie, ma una cosa resta immutabile: lo scheletro e le fondamenta alla base degli avvenimenti. Ci saranno sempre potenti e deboli, vincitori e vinti, ricchi e poveri. Ci saranno sempre le guerre, non perché sono intrinseche alla natura dell’uomo, ma perché soddisfano i disegni politico-economici di pochi a spese dei molti. Ci saranno sempre false ideologie e religioni, potenti strumenti di controllo delle masse utili a non farle pensare e a sfruttarle.

Cosa può fare il singolo per difendersi? Quali sono i suoi mezzi a disposizione? …

… Tutti noi abbiamo una sola arma nella nostra vita: la conoscenza. Senza di essa si è soggetti al dominio di chi sa di più, in altre parole si è schiavi. Dal momento che i potenti temono cultura e intelligenza, a meno di non farne prostitute del potere, lasciano volontariamente i popoli nell’ignoranza: pertanto nessuno è realmente libero.

Il gravame della nostra epoca è la totale assenza di criticità circa gli scenari internazionali sviluppatisi negli ultimi sessanta anni, e in particolar modo negli ultimi dieci. Questa mancanza di analisi critica è essenzialmente frutto dell’utilizzo perverso dei mass media, televisioni in testa, argomento meritevole di attenzione in uno specifico contesto, differente, seppure complementare, a quello che stiamo sviluppando.

Chi ha vissuto gli ultimi decenni è stato testimone di innumerevoli eventi, ma raccontati da un unico punto di vista, quello della civiltà Occidentale, tra i cui interessi non vi è certamente quello di fornire ai cittadini una rappresentazione bilaterale delle vicende. A testimonianza di ciò, si immagini durante la Guerra Fredda che opinioni potevano avere rispettivamente il popolo russo e quello americano a partire dalle notizie pilotate dei giornalisti russi, che erano le uniche a trapelare nell’ex-regime Sovietico, e dalla propaganda statunitense contro il pericolo rappresentato dal comunismo.

In tale contesto, è credibile affermare che i media e gli storici siano riusciti a studiare e rappresentare la storia recente in maniera assolutamente oggettiva e super-partes? La risposta naturalmente è orientata più in senso negativo che affermativo. La mancanza di un riferimento storico-culturale corretto, il cui ruolo è stato malamente rimpiazzato da un falso giornalismo sia cartaceo che televisivo, ha condotto le ultime generazioni a pagarne lo scotto di crescere senza spirito critico, scaraventati in una società di cui riescono a vedere solamente la carrozzeria, e non il motore interno che la mette in moto.

In conseguenza di ciò, troppe persone sottovalutano o dimenticano l’impatto storico che hanno avuto gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, al di là dell’orrore e del dolore dei morti di quel giorno. Gli attacchi alle torri gemelle hanno scombussolato permanentemente le politiche internazionali e la storia del mondo. Ma da una lettura scorretta di questa giornata storica non può che conseguirne un’interpretazione errata dei suoi effetti: è per questo motivo che, anche a dieci anni di distanza, è assolutamente fondamentale capire chi ha organizzato quegli attentati e a quale scopo.

Senza troppe ricerche e troppi indugi i media, a poche ore di distanza dagli attacchi, avevano già scelto: i soli responsabili erano diciannove arabi, affiliati dell’organizzazione terroristica denominata “al-Qaida”, che avevano preso parte all’orribile piano architettato dal loro capo, tale Osama bin Laden. Questa chiave di lettura spiegherebbe e giustificherebbe la guerra al terrorismo che è stata portata avanti dagli Usa e dai suoi alleati nei paesi del Medio Oriente. Tuttavia, col passare del tempo, la versione ufficiale degli eventi dell’11 settembre ha creato non poche polemiche: infatti, anziché fornire un quadro credibile degli avvenimenti, ha fatto sorgere pesanti dubbi sull’accaduto. Le valutazioni critiche si sono lentamente accumulate nella rete informatica, con una tale mole di notizie e informazioni discordanti dalla versione ufficiale, da dare vita al movimento per la verità sull’11 settembre[1], la cui nascita ha generato sul web decine di altri movimenti[2], riportati da innumerevoli altri siti di controinformazione[3]. Questo flusso inarrestabile di rapporti, dati, idee e opinioni ha consentito a molti l’ascolto di ipotesi discordanti da quelle ufficiali, stimolando l’interesse ad essere informati in dettaglio sulle vicende dell’11 settembre, attraverso l’utilizzo di fonti di pubblico dominio.

Ci proponiamo, nel seguito, di porre all’attenzione, attraverso un percorso rigidamente coerente dei fatti incontrovertibili sin qui riscontrati, e quindi senza sposare alcuna tesi preconcetta, le principali discrepanze fra le versioni ufficiali ed i fatti in questione sino alle loro logiche deduzioni e conseguenze.

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