Nuovo Ordine Mondiale II
Elena Petrovna Blavatskij

    Il personaggio è scomodo persino per taluno dei suoi seguaci; irritante per i razionalisti e discutibile per i più rigidi rappresentanti della tradizione esoterica. Stiamo parlando di Elena Petrovna Blavatskij, la fondatrice della moderna "Società teosofica", ben conosciuta dagli "addetti ai lavori" anche con la sola sigla di H.P.B., facente riferimento all'altra corrente grafia del suo nome: Helena Petrovna Blavatsky. Siamo in presenza, insomma, di una personalità che non può lasciare indiffernte alcuno e che troppo facilmente può suscitare l'adesione piena, fideistica, o la più viva opposizione, altrettanto acritica, nelle forma più estreme.

    Nata a Ekaterinoslav (l'odierna Dnepropetrovsk), in Ucraina, nell'estate del 1831 da padre ufficiale, di acendenza tedesca, e da madre russa, imparentata alla lontana con la famiglia regnante,come consentono di appurare i rispettivi cognomi di von Hahn e di De Fadeef, la futura madame Blavatskij, secondo quanto narrano le cronache, fu una bambina intelligente ma ribelle. Nel 1848, per liberarsi dall'ingombrante presenza del marito, il generale vicegovernatore di una provincia georgiana, nonché settantenne, Niceforo Blavatskij, H.P.B. si imbarcò ad Odessa su un veliero inglese che faceva rotta per l'Egitto con scalo a Costantinopoli (l'odierna Istanbul). Con i pochi mezzi economici di cui dispone si stabilisce al Cairo, in compagnia della contessa Kislev e quivi conosce un copto mezzo mago, mezzo prestigiatore, personaggio veramente singolare e destinato a passare alla storia dell'occultismo sotto il nome del tutto inventato di Paulus Metamon.

    Nel 1870, H.P.B. fonda al Cairo una sorta di cenacolo spiritualista e spiritista nel qualle ella ha il compito di coordinazione dei vari medium, ma è nel 1874, con il suo trasferimento nel Vermont, in America, che conosce Henry Steele Olcott, ingegnere agronomo, già colonnello di polizia militare durante la guerra di secessione, giornalista a tempo perso e, naturalmente, massone d'alto rango, come tutti gli americani di un certo prestigio sociale. Olcott è anche uno studioso di fenomeni paranormali ed è questo il motivo per cui, lui e H.P.B., vengono avvicinati da Georg H. Felt, professore di matematica e stodioso di egittologia "occulta", che ben presto li inserirà in una delle più segrete e singolari istituzioni esoteriche nordamericane, la "Hermetic Brotherhood of Luxor" ("Fratellanza Ermetica di Luxor").

    Tra il Settembre ed il Novembre del 1875, Olcott, la Blavatskij, Felt, il cabalista Seth Pencost, l'avvocato William Q. Judge e pochi altri, dopo aver costituito un comitato "d'indagine spiritualista", decidono di dare più ampio respiro ai lavori e pertanto danno vita a un'istituzione destinata a rivolgersi al mondo "profano". Felt si batte perché l'associazione prenda il nome di "Società Egittologica" o qualcosa di similare, ed evidentemente con il fine di costituire una sorta di cerchia esterna della "Fratellanza Ermetica di Luxor", in effetti molto attenta a richiamarsi alle tematiche tipiche dell'ermetismo alessandrino. Il parere di un autorevole socio, Henry J. Newton, un ricco uomo d'affari con un passato di spiritista da farsi perdonare, e la volontà del duo Blavatskij-Olcott di camminare con le sole loro forze finiranno tuttavia col far pendere la bilancia per la denominazione più vaga, ma anche piùimpegnativa, di "Società Teosofica".

    La Blavatskij ed Olcott, pur essendo grati a Felt per ciò che ha concesso loro di scoprire o di intravedere, non ritengono di appoggiare in tutto e per tutto la segreta "fratellanza". Il piacere d'essere protagonisti in prima persona prende il sopravvento su ogni altra considerazione e, a poco a poco, alle dissomiglianze di metodo, alle discrepanze di dettaglio, su questo o quell'aspetto della dottrina, si aggiungono e si sovrappongono vere e proprie dissomiglianze di base.

    Felt, dal canto suo, per un pò cerca di controllare la situazione e di richiamare la testa direttiva della "Società Teosofica" a quei principi di ermetismo greco-egizio ai quali avrebbe dovuto riferirsi. Nell'impossibilità però di ottenere un'adeguata correzione, abbandona di colpo ogni contatto e sparisce misteriosamente di scena, seguito dall'amico cabalista Pencost.


Liberamente tratto da "dimensione X - I misteri dell'uomo, della terra e dello spazio, volume VIII".

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