Referendum 12 e 13 Giugno

Ricordandovi che in Italia, il referendum è solamente abrogativo, quindi serve per evitare che le leggi, superato l'ano e raggiunto lo sfintere, si spingano fin dentro il retto di noi elettori, riporto l'intero post tratto dal blog "Non Votare Chi Ti Avvelena":

Il 12 e 13 giugno si terrà il Referendum abrogativo sui quesiti referendari: il le­git­timo im­pe­di­mento, la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua pre­vi­sta dal de­creto "Ron­chi" (due que­siti) e il ri­torno all’energia nucleare. Si povrà esprimere il proprio parere votando "Sì" per l’abrogazione (ovvero l’eliminazione della norma) e "No" perché le norme restino intatte (leggere lo schema di seguito).
Per validare il Referendum, bisognerà che sia raggiungo il quorum di 25 milioni di votanti. Dato che molti italiani sono stati sensibilizzati in merito alla questione del nucleare e della privatizzazione del bene pubblico dell'acqua, è molto più facile che prevalga la volontà di una abbrogazione, per cui il non raggiungimento del quorum di 25 milioni di votanti, sarebbe un modo per far applicare le norme ormai decise.

Intanto il Referendum che si è svolto in Sardegna il 15-16 Maggio ha visto un quorum del 63% circa con una percentuale del 97% dei SI VERSO L'ABBROGAZIONE DELLE LEGGI proposte agli elettori sul tema della privatizzazione dell'acqua (due quesiti), del nucleare e del legittimo impedimento.

Ecco una sintesi dei quesiti referendari del 12 Giugno:

Acqua 1

L'abbrogazione riguarda la legge che di fatto privatizza l'acqua pubblica, cioe' di bacini di raccolta ed acquedotti. Da quando è in vigore questa legge, la gestione gli acquedotti è stata data a società private, privatizzandola, quindi si è avuto un aumento delle tariffe fino a triplicarsi in alcune regioni.

Acqua 2

Viene proposta l'abbrogazione parziale della norma sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito e cioè consente ai privati di stabilire aumenti di tariffe dopo averli giustificati con investimenti.

Nucleare

L'abbrogazione parziale riguarda la legge che reintroduce la possibilità per il governo di scegliere con procedura urgente la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano. Questa eventualità era stata impedita dal referendum del 1987 in cui i cittadini italiani si espressero contro il nucleare. Con la scusa della "procedura urgente" si era messo in moto nei mesi scorsi tutto un meccanismo di leggi e regolamenti che consentiva, di fare le centrali anche contro la volonta' delle popolazioni locali e delle regioni, cancellando il referendum sopracitato.
Questo quesito ha rischiato di essere tolto dal Referendum con l'ultimo decreto Omnibus.


4 commenti:

  1. Acqua 1

    L'abbrogazione riguarda la legge che di fatto privatizza l'acqua pubblica, cioe' di bacini di raccolta ed acquedotti. Da quando è in vigore questa legge, la gestione gli acquedotti è stata data a società private, privatizzandola, quindi si è avuto un aumento delle tariffe fino a triplicarsi in alcune regioni.

    FALSO

    Il primo quesito era l'abolizione dell'art 23 bis
    e andava oltre l'acqua.
    Nel suddetto articolo 23 bis era sancito che:

    1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano l'affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in applicazione della disciplina comunitaria e al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonche' di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili.

    5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.

    Domenica scorsa, milioni di idioti se la sono messi nel culo da soli.

    Adesso sì, con il vuoto legislativo, che l'acqua, e tutte le proprietà pubbliche, si potranno privatizzare per davvero

    Neoprog

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  2. "[...] assicurando un adeguato livello di tutela degli utenti [...]"
    Mi ricorda qualcosa
    http://forum.cellularitalia.com/read.php?3,127998
    Ciaoo, Nyko
    p.s. sono sempre più convinto della "no-(this air)plain theory"
    ;)

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